Hanno tra 18 e 22 anni: si rifiutano di fornire documenti e generalità al personale ferroviario ma cedono all’agente in borghese
Viaggiavano in treno senza biglietto con i piedi sul sedile e hanno rifiutato di mostrare i documenti o fornire le generalità al controllore ma a bordo del convoglio Bologna-Ravenna c’era anche un poliziotto in borghese fuori servizio che è intervenuto. Quattro giovani tra 18 e 22 anni, tre senegalesi e un egiziano, sono stati denunciati dalla polizia ferroviaria in stazione a Ravenna il 15 dicembre per rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale e uno di loro anche per irregolarità con le norme di soggiorno.
È stato il capotreno a indicare al poliziotto un gruppetto di ragazzi sprovvisti del biglietto. Il poliziotto, raggiunta la carrozza sulla quale viaggiavano i ragazzi, si è qualificato e ha richiesto un documento di identità. I giovani hanno continuato a mantenere lo stesso atteggiamento indifferente tenuto con il personale ferroviario. Qualche minuto prima che il treno giungesse allo scalo ravennate, uno dei quattro ha mostrato la propria carta di identità per la contestazione. Ad attendere il convoglio alla stazione di Ravenna alcuni agenti del posto di polizia ferroviaria.
I quattro sono risultati essere un senegalese di 22 anni con precedenti per reati contro la persona, il patrimonio, gli stupefacenti, non in regola con le norme sull’immigrazione poiché destinatario di un provvedimento di rigetto dell’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno; un senegalese di 21 anni in regola con le norme sul soggiorno, con precedenti per reati relativi alle droghe e contro il patrimonio, è risultato destinatario dell’avviso orale emesso dal questore di Ravenna il 26 ottobre scorso; un 18enne egiziano gravato da precedenti per reati contro il patrimonio, gravato anche lui dall’avviso orale emesso dal questore di Ravenna il 25 ottobre scorso; un 21enne senegalese incensurato.


Uno stanziamento di 3 milioni di euro da parte della Regione Emilia-Romagna per riaprire la Ravegnana. La strada di collegamento tra Ravenna e Forlì è interrotta dal 25 ottobre scorso in seguito al crollo della diga di San Bartolo sul fiume Ronco, incidente in cui perse la vita il tecnico della protezione civile regionale, Danilo Zavatta.
La giunta, su proposta dell’assessore alla Mobilità, Roberto Fagnani, ha approvato un progetto per interventi di manutenzione e adeguamento funzionale e di sicurezza di 11 fermate del trasporto pubblico locale. Il costo previsto dei lavori è di 99.949,45 euro. L’obiettivo è quello di realizzare opere funzionali al miglioramento delle condizioni di sicurezza e di attesa degli utenti del trasporto pubblico locale attraverso sia interventi di tipo strutturale che di segnaletica verticale e orizzontale in alcune strade del territorio comunale.
Il consigliere regionale del Pd, il ravennate Mirco Bagnari, porta il problema dei treni in Regione con un question time ad hoc in cui non risparmia dure critiche al modo in cui sono stati modulati. L’esponente Dem ricorda che alcuni pendolari « con scarso preavviso e comunicazioni lacunose, si sono visti cancellare o anticipare l’orario della corsa che prendevano ogni giorno per andare o rientrare dal lavoro o dal luogo di studio, impedendo di cogliere le coincidenze che da sempre portavano a casa in orari congrui. – ha spiegato Mirco Bagnari presentando un’interrogazione urgente in Assemblea Legislativa – Il nuovo orario, che doveva dare una risposta a una richiesta di riduzione dei tempi di percorrenza tra Bologna e Ravenna contenuta nel “Patto per il trasporto pubblico regionale e locale” che la nostra Regione ha finanziato con 3 milioni di euro, è stato interpretato come mero taglio di servizi, stralciando alcune fermate essenziali per chi viaggia ogni giorno da e per la Romagna».
I lavori di reperimento delle sedi da destinare ai distaccamenti di Lugo e Faenza sono in fase di stallo. Lo scrivono i sindacati in una nota stampa firmata da Antonietta Cirillo (Fp – Cgil) e da Paolo Visconti e Marco Pedulli (responsabili per i vigili del fuoco della Fp Cgil). La riunione con il comando si è tenuta nei giorni scorsi. «All’incontro, il comandante del Corpo, Giuseppe Lomoro, ha confermato di non aver ricevuto alcun riscontro sulla questione, nonostante le sollecitazioni avanzate agli organi competenti e alle amministrazioni degli enti locali e territoriali interessati. L’unica soluzione al momento percorribile sarebbe quella di abbandonare le sedi attualmente occupate, con conseguente stazionamento in un campo base».
Il circolo Abajur riapre due giorni, il 23 e il 24 dicembre. Il locale di via Ghibuzza che ha sospeso le sue attività a inizio dicembre a causa delle polemiche legate alla rumorosità degli eventi che dovrebbero portare ad un’ordinanza del Comune. I responsabili del circolo, dopo un paio di settimane di polemiche, hanno chiuso il circolo che però ora riapre anche per mettere in piedi una raccolta firme. Obiettivo minimo: 350 firme per chiedere «alle istituzioni di non far morire il nostro circolo». Sperando che «contino più dell’esposto di un cittadino». Il riferimento è al vicino di casa che ha sollevato la questione. Il 23 dicembre, domenica, sarà proiettato il film La vita è meravigliosa di Frank Capra. Il 24 dicembre dj set a sorpresa.


