Nel 1928, quando il mosaico pavimentale fu realizzato, c’era il fascio littorio che poi venne eliminato. Ora campeggia la stella repubblicana
In occasione delle celebrazioni per il 74° anniversario della Liberazione di Ravenna, martedì 4 dicembre, nella sala preconsiliare della residenza municipale è stato inaugurato alla presenza del sindaco Michele de Pascale, del prefetto Enrico Caterino e del soprintendente Giorgio Cozzolino l’emblema pavimentale della Repubblica italiana a fianco dello stemma del Comune. «Questa è per noi sempre una giornata molto importante perché festeggiamo il nostro “25 aprile”, ovvero la Liberazione della città di Ravenna dal nazifascismo. In più oggi inauguriamo nella sala preconsiliare, proprio il luogo che assistette al primo accesso delle forze di liberazione, l’emblema della Repubblica italiana al fianco dello stemma preesistente del Comune di Ravenna».
«Si tratta di un intervento a cui tenevo particolarmente e per il quale devo ringraziare la Sovrintendenza che lo ha reso possibile», ha aggiunto il sindaco. La decorazione sul pavimento è stata realizzata nel 1928; in origine nei due cerchi erano raffigurati due simboli, da una parte la rappresentazione stilizzata dello stemma del Comune di Ravenna, dall’altra il fascio littorio simbolo del regime fascista. A seguito della liberazione il simbolo del regime venne cancellato e fino ad oggi il secondo cerchio della decorazione è rimasto vuoto.
Con questo intervento il Comune di Ravenna ha voluto colmare questo vuoto con l’immagine della Repubblica. «Un emblema unificante in cui si riconoscono tutti i cittadini e le cittadine del nostro paese, che raffigura in sé la stella simbolo d’Italia, la ruota dentata simbolo dell’operosità, del lavoro e del progresso, le foglie d’ulivo simbolo della pace e della concordia e le foglie di quercia simbolo della forza».
Le celebrazioni si erano aperte alle 8.45, nel vicolo dei Francesi, con l’maggio al restaurato cippo in memoria di Renato Melandri e dei vigili del fuoco Ezio Molducci e Otello Rambaldi, trucidati dai nazisti il 20 novembre 1944 del 4 dicembre sono continuate alle 10.30 in piazza del Popolo con la cerimonia di deposizione di corone e omaggio alla lapide in memoria dei Caduti della seconda guerra mondiale alla presenza del picchetto d’onore militare interforze, accompagnata dalla esibizione della banda cittadina e alle 11, nel palazzo dei Congressi, con la rappresentazione dello spettacolo teatrale “L’è e sù tèmp! Per ogni cosa c’è il suo momento un tempo per la guerra e un tempo per la pace” di Lady Godiva Teatro.
Daniele Tumidei è l’amministratore unico della Gipco, tra gli indagati per omicidio e disastro colposi dopo l’incidente del 25 ottobre sul fiume Ronco in cui ha perso la vita un tecnico della Regione. Sotto indagine anche per un’altra opera simile a Mensa Matellica: «Non ha fatto danni, solo benefici»
«Mi sono fatto la mia idea sulle cause del disastro, ma non è il momento per parlarne. C’è in corso un’indagine della magistratura ed è giusto lasciare tempo ai consulenti delle parti per fare il proprio lavoro». Daniele Tumidei è l’amministratore unico della Gipco, la ditta di Forlì che ha realizzato una centrale idroelettrica alla chiusa sul fiume Ronco all’altezza di San Bartolo. Il 25 ottobre scorso una parte della chiusa, a ridosso dell’argine sinistro in corrispondenza del nuovo impianto, è crollata causando la morte di un tecnico della protezione civile impegnato in attività di controllo proprio alla centrale. Il nome di Tumidei è tra quelli nel registro degli indagati.
Tumidei, al momento cosa sapete delle indagini?
«La procura ha nominato i suoi consulenti e lo stesso abbiamo fatto noi. A loro è stato permesso di accedere all’area per fare rilievi e misurazioni. Non abbiamo altri dettagli».
L’intervento è stato realizzato dalla Gipco. Che società è?
«È una società che dal 2009 si occupa di energie rinnovabili».
Come nasce la centrale di San Bartolo?
«Tutta l’acqua che scende a valle della briglia spreca energia. Una società che si occupa di rinnovabili cerca di recuperare quella energia per trasformarla e metterla in rete. Abbiamo presentato la nostra proposta agli enti pubblici competenti».
Quanto è stato lungo il percorso autorizzativo?
«La domanda risale al 2012 e l’impianto è stato completato a fine 2017. Con i tempi siamo nella norma: è stato tutto passato al vaglio attentamente. Sono stati coinvolti un numero elevatissimo di enti tra cui la Regione, la Provincia e l’Arpae».
Quanto è costato l’investimento e in quanto tempo si ripagherà? Avete ricevuto contributi pubblici per la realizzazione?
«Nessun contributo pubblico. Il preventivo era di 1,8 milioni di euro, alla fine ne sono serviti circa due per alcuni fermi di cantiere imposti da Arpae. L’energia elettrica prodotta viene venduta al mercato per ripagare il mutuo. Ci sono agevolazioni come accade, ad esempio, per chi installa il fotovoltaico sul tetto di casa. In 15-16 anni circa l’impianto si ripaga».
Il 25 ottobre cosa dovevano fare i tecnici della protezione civile?
«Circa un mese prima, a lavori già completati, svuotando il canale di ingresso alle turbine è emerso un pozzo realizzato in fase di cantiere che non era stato chiuso. Era stato realizzato per raccogliere le acque che filtravano nel canale per esser ributtate nel fiume in modo che le maestranze potessero lavorare in un cantiere asciutto. Il 25 ottobre i tecnici stavano verificando l’avvenuta chiusura del pozzo».
Sul fiume Savio a Mensa Matellica da agosto 2015 è in funzione un’altra centrale simile, sempre realizzata da voi. E anche su quella c’è un’indagine in corso.
«L’indagine è partita da un esposto e riguarda una frana dovuta al disboscamento di un tratto di 120 metri di bosco ripale. Il disboscamento è avvenuto mentre veniva costruita la centrale ma non so di chi sia opera, non è un nostro intervento. Alla centrale vengono attribuite altre frane ma a mio parere non è corretto. Anzi, la centrale ha portato tre benefici oltre a ricongiungere grazie alla scala pesci due tratti di fiume interrotti dalla briglia: produce energia rinnovabile, la creazione della chiusa che non c’era ha creato una riserva d’acqua per l’irrigazione agricola estiva e infine l’innalzamento del livello dell’acqua rende più stabili le sponde e riduce lo stress a cui sono esposte, durante i normali fenomeni di piena».
La centrale di San Bartolo andrà in funzione?
«Una volta riparato l’argine e prese precauzioni perché non possa ripetersi un evento simile a quello accaduto, la centrale potrà tornare a funzionare. Me lo auguro perché per noi è stato un investimento importante».
Pochissime corse fermeranno a Godo e a Classe, niente più regionali veloci. La rabbia della Provincia: «Gli accordi con Trenitalia non erano questi»
Una nota durissima del presidente della Provincia Michele de Pascale e del consigliere delegato ai Trasporti, Nicola Pasi, contro Trenitalia. Il nuovo orario dei treni, che sarà in vigore dal 9 dicembre prossimo, prevede una velocizzazione del servizio tra Ravenna e Bologna ma ci sono alcuni imprevisti: la soppressione su quasi tutte le linee della fermata di Godo e di Classe, con conseguenze per studenti e famiglie, e dei treni veloci che erano stati introdotti qualche anno fa. Secondo quanto scrivono i due amministratori l’azienda sta avendo «un atteggiamento ingiustificabile, poco trasparente e irrispettoso della vita delle persone e delle istituzioni locali». Gli enti non hanno ancora in mano l’orario definitivo e le informazioni arrivano dal sito di Trenitalia.
«L’accordo tra enti locali, Regione Emilia-Romagna e Trenitalia – ricordano Pasi e de Pascale – prevede la velocizzazione dei collegamenti da e per Bologna separando le fermate dell’interland bolognese e imolese in una linea dedicata di servizio ferroviario metropolitano, per consentire risparmi di tempo di percorrenza tra i 10 e i 15 minuti in tutta la tratta Ravenna-Bologna. I benefici dell’accordo devono essere tanto per il capoluogo quanto per tutti i comuni della provincia di Ravenna uniti dalla linea. La necessità di separare il servizio metropolitano di Bologna dalla linea Ravenna-Bologna e di evitare le rotture di carico a Faenza o Castelbolognese rappresentano esigenze primarie e sono temi di cui, nel nostro territorio si discute da decine di anni e la cui mancata soluzione ha finora determinato tempi di percorrenza molto lunghi e lamentele diffuse».
Gli amministratori aggiungon: «Sebbene qualunque variazione di orario, seppur con effetti positivi, possa causare piccoli spostamenti di pochi minuti delle partenze o degli arrivi rispetto a prima, ci era stato garantito che non ci sarebbero state modifiche sostanziali per i trasporti interni alla provincia di Ravenna, e che non sarebbero assolutamente stati soppressi i treni veloci Bologna-Imola-Lugo-Ravenna, fondamentali per tanti pendolari e turisti. Dopo ben quindici giorni di nostri solleciti tutt’ora il sito di Trenitalia presenta un orario diverso e manchevole da quello concordato e non ci viene neppure detto se è ancora in corso la fase di caricamento degli orari, con il risultato gravissimo che a distanza di meno di una settimana dall’entrata in vigore del nuovo orario i cittadini e i turisti non sono ancora in grado di conoscere il timing effettivo dei treni».
Ora «abbiamo condiviso con l’assessore regionale ai Trasporti Raffaele Donini l’urgenza di un incontro tecnico tra enti locali, Regione Emilia-Romagna, Trenitalia e Amr al fine di analizzare tutte le problematiche evidenziate. Al di là di qualsiasi valutazione in merito all’orario, che confidiamo venga corretto al più presto nel rispetto dell’accordo definito, l’atteggiamento di Trenitalia nel non aver pubblicato ancora i dati e nel rifiutarsi di trasmetterli agli enti locali a seguito delle numerose richieste, è ingiustificabile, poco trasparente e irrispettoso della vita delle persone e delle istituzioni locali»
Scherma / Più di novecento Under 14 hanno partecipato alla Prima prova nazionale tenuta a Ravenna. Soddisfazioni per il CRS grazie al terzo posto del baby nella categoria Maschietti e per i risultati complessivi dei suoi atleti
Il “maschietto” Francesco Delfino con la coppa per il terzo posto
Si è conclusa la Prima prova nazionale Kinder+Sport Under 14 di Ravenna, che nella tre giorni dal 30 novembre al 2 dicembre ha visto gareggiare nelle pedane allestite al Pala De André più di novecento giovanissimi spadisti (937, per la precisione). Una grande soddisfazione è arrivata anche per il Circolo ravennate della spada, società organizzatrice dell’evento, che ha visto il suo baby Francesco Delfino vincere la medaglia di bronzo nella categoria Maschietti. Un terzo posto conquistato con tenacia, assalto dopo assalto, dall’atleta bizantino, seguito dai compagni di sala Alessio Bazzocchi, Mattia G. Costa, Lorenzo Santoni, Lorenzo Tamburini, Tomas Carignano e Filippo Faccani.
Delfino, al debutto in una competizione di livello nazionale come tutti i suoi compagni di sala, ha affrontato con sicurezza i primi assalti di diretta dopo aver vinto agevolmente gli assalti dei gironi di qualificazione. Per l’accesso ai quarti di finale ha inoltre sfidato il compagno Alessio Bazzocchi in un derby carico di tensione, ma affrontato dai due ragazzi in estrema tranquillità. Arrivato in semifinale Delfino si è fermato per una sola stoccata contro il vincitore della competizione, amico e ex compagno Nicolò Sonnessa.
Anche la categoria Bambine ha visto un derby tutto ravennate per l’accesso al tabellone dei 16, dove ha avuto la meglio Lavinia Delfino, che risulterà 13ª in classifica, su una emozionata Elena Antonucci, che si è attestata in 17ª posizione, sostenute dalla compagna di sala Mariagrazia Casadio, fermata per il tabellone delle 64 dall’atleta catanese.
Le gemelle Alice e Anna Casamenti hanno rappresentato per il CRS la categoria Giovanissime, affrontando con determinazione la fase a gironi, dove Anna ha vinto tutti i suoi 6 assalti e Alice per una stoccata ha risposto con 5 vittorie. Nella scalata del tabellone delle dirette Anna si è fermata in 37ª posizione, mentre Alice è giunta a un passo dai quarti, raggiungendo la posizione numero 11.
La categoria giovanissimi ha avuto per il CRS un sapore internazionale. Insieme a Tommaso Mazzotti ha debuttato nel circuito nazionale Leonardo Bentivogli, ravennate residente in Olanda, dove disputa le competizioni indossando i colori giallorossi insieme a quelli della società locale. L’emozione ha avuto la meglio sulle loro prestazioni, ma hanno lasciato ampi margini di miglioramento, come pure per la categoria Ragazzi e la categoria Allievi rappresentate da Alessandro Emiliani e Riccardo De Angelis, Matteo Lontani, Francesco Pizzo, Cristian Montanari e Giacomo Faccani.
«A conclusione della tre giorni di gare – spiegano i dirigenti del Circolo ravennate della spada – siamo soddisfatti del lavoro fatto dagli atleti nella prima parte della stagione e ringraziamp lo staff tecnico, capitanato dal maestro Pavlo Putyatin per i risultati conseguiti. La prestazione dei nostri giovani, e in particolare di Francesco Delfino, ci fanno guardare al futuro con maggiore ottimismo di qualche mese fa».
Un’immagine delle gare disputate in questi giorni al Pala De André
SPADA MASCHILE – Categoria Maschietti Classifica (151 partecipanti): 1. Nicolò Sonnessa (Circolo della Spada Cervia Milano Marittima), 2. Enea Bruzzone (Scuola di Scherma Leon Pancaldo), 3. Francesco Delfino (Circolo Ravennate della Spada), 3. Riccardo Perrone (ProPatria 1883 Milano), 5. Riccardo Paoletti (Scherma Vittoria Pordenone), 6. Mattia Bernardi (Circolo della Spada Cervia Milano Marittima), 7. Luca Iogna Prat (Club Scherma Lame Friulane), 8. Marcello Ghetti (Circolo Schermistico Forlivese).
SPADA MASCHILE – Cat. Allievi Classifica (186): 1. Lupo Sala (Bresso Ass.Schermistica), 2. Lucio Puliti (Club Scherma Roma), 3. Massimo Liuzzi (Circolo della Spada Cervia Milano Marittima), 3. Rahim Rashaida (Bul), 5. Massimo Mari (Scherma Bergamo), 6. Tommaso Vasumi (Circolo Schermistico Forlivese), 7. Filippo Petracchi (Circolo Scherma Firenze Raggetti), 8. Sebastiano Bosso (Bergamasca Scherma).
SPADA MASCHILE – Cat. Giovanissimi Classifica (187): 1. Ettore Leporati (MilanoScherma), 2. Matteo Utili (Circolo della Spada Cervia Milano Marittima), 3. Jacopo Del Torto (Pisascherma), 3. Mattia Carretta (Club Scherma Casale), 5. Brando Foschini (Circolo della Spada Cervia Milano Marittima), 6. Dario Benetti (Lame Trevigiane), 7. Michele Queiroli (CdS Mangiarotti Milano), 8. Mattia Conticini (Pisascherma).
SPADA FEMMINILE – Cat. Ragazze Classifica (141): 1. Anna Nicoli (Cs Castelfranco Veneto), 2. Aurora Cucchiara (Pro Novara); 3. Federica Zogno (Isef Eugenio Meda Torino), 3. Magda Louna Maiga (Club Schermistico Partenopeo), 5. Vittoria Pinna (Club Scherma Pisa Antonio Di Ciolo), 6. Asia Vitali (Circolo Schermistico Forlivese), 7. Vittoria Cavani (PentaModena), 8. Vittoria Paladino (Catania Scherma).
SPADA FEMMINILE – Cat. Giovanissime Classifica (132): 1. Licia Guarini (Circolo Schermistico Forlivese), 2. Silvia Liberati (Circolo della Scherma Terni), 3. Vittoria Lazzari (Scherma Treviso), 3. Isabella Torricelli (Pro Novara Scherma), 5. Micol Zuddio (Accademia Lame Romane), 6. Ludovica Faraso (Club Scherma Taranto), 7. Martina Tintinaglia (Scherma Treviso), 8. Mariachiara Pellicanò (Accademia della Scherma Reggio Calabria).
Pizzini in Under 20 Sempre nello stesso weekend l’atleta Alessia Pizzini, categoria Giovani, era convocata in nazionale Under 20 per la prima gara di Coppa del Mondo di categoria in Lussemburgo. L’atleta di punta del CRS ha concluso la gara in 39ª posizione, risultato che fa ben sperare per il proseguo della stagione appena iniziata, e per la crescita della ragazza, al suo debutto nelle competizioni internazionali.
I due dipendenti della cooperativa temono che dopo la richiesta di concordato la loro posizione si possa aggravare: «I fornitori verranno da noi»
Un fotogramma del video girato in cella da uno dei lavoratori Cmc arrestati in Kuwait
Da giorni sono in Kuwait e non possono tornare in Italia e in Portogallo, dove vivono le rispettive famiglie. I tecnici della Cmc Andrea Urciuoli, cesenate, e Ricardo Pinela, portoghese, all’Ansa hanno spiegato qual è la loro situazione attuale: «Siamo come prigionieri in ostaggio, chiusi in casa 24 ore su 24 e adesso che si è saputo della richiesta di concordato siamo ancora più preoccupati perché tutti i fornitori verranno da noi. Non abbiamo notizie e tutto tace da ogni parte. Abbiamo bisogno dell’intervento dei ministri degli esteri di Italia e Portogallo».
I due tecnici sono bloccati da giorni a Kuwait City, dopo la rescissione di un contratto da 22 milioni. I problemi per il cesenate Urciuoli e il portoghese Pinela sono iniziati il 21 novembre. Sono stati arrestati e hanno passato una notte in cella con l’accusa di aver danneggiato i macchinari delle ditte a cui erano stati subappaltati i lavori, poi sono stati liberati. In seguito, però, sono stati minacciati di essere nuovamente arrestati. Il sindaco di Cesena Paolo Lucchi ha scritto a tal proposito al ministro degli Esteri chiedendo di risolvere la situazione.
Chiara Guidi e Claudia Castellucci, si rispecchiano in una lettura drammatica che viene da lontani orizzonti della ricerca teatrale. Sul palcoscenico del teatro Ras il 14 dicembre
«Perché sei qui»?” È la prima di molte domande che due “luogotenenti” arroccate su un podio, si scambiano. Sono domande elementari, di discorsi ancora più poveri, che entrano all’improvviso nel turbine di un dubbio radicale. La logica stringente – cui le due figure si sottopongono – è captata da un’ironia che pretende onestà. Il carattere scettico e vedovile del dialogo rifluisce in un mare comico che lascia perplessi.
Le due autrici teatrali e attrici, fondatrici della Societas Raffaello Sanzio sono attese venerdì 14 dicembre, al teatro Rasi di Ravenna, per la Stagione dei Teatri 2018/19.
Basket A2 femminile / Altro successo per le manfrede, che in casa dominano la sfida con le laziali. Frattura del terzo metacarpo per la giocatrice, attesa da un lungo stop
Era una partita da vincere e Faenza ha rispettato il pronostico, superando con più di venti punti l’Elite Roma. Troppa la differenza tecnica e fisica dei due roster e, nonostante la determinazione messa in campo, la formazione laziale poco ha potuto contro le padrone di casa. Fra le prestazioni delle manfrede da segnalare la prova di Preskienyte, che in poco più di venti minuti ha messo a referto 14 punti (4/5 da 2 e 6/6 ai liberi) e 8 rimbalzi, e la prova di Franceschelli, anche lei con 14 punti (3/5 da 3) e 4 rimbalzi. Proprio quest’ultima, però, è rimasta vittima di un infortunio che la terrà lontana dal campo per un periodo abbastanza lungo. Federica, infatti, ha riportato la frattura del terzo metacarpo della mano sinistra e dovrà ricorrere a un intervento, che verrà eseguito la prossima settimana all’ospedale di Faenza. La giocatrice verrà seguita sia per l’operazione, sia per il post-operatorio dai dottori Alessandra Colozza e Luigi Perna.
Franceschelli con il gesso a causa della rottura di un osso della mano sinistra
L’InfinityBio inizia con l’approccio giusto concedendo poco in difesa e sfruttando bene la superiorità fisica delle sue lunghe e già a fine primo quarto si porta sul +11 sul parziale di 20-9. Nel secondo periodo la musica non cambia. Masic tenta di tenere le sue in scia, ma Faenza continua a segnare con continuità e a sette minuti dal termine sulla bomba di Franceschelli si porta sul +20 sul parziale di 31-11. Il massimo vantaggio lo firma Ballardini realizzando da due dentro l’area che vale il 40-17. Solo sul finale Roma riesce a piazzare un parziale di cinque a zero con la tripla finale di Kolar che manda le formazioni all’intervallo lungo sul 43-27.
A inizio terzo quarto Roma tenta il massimo sforzo e su una tripla di Grattarola rientra a -11 dopo due minuti giocati. Ma la reazione di Faenza non tarda ad arrivare ed è Franceschelli che ancora con una tripla interrompe il parziale e così l’InfinityBio torna in poco tempo padrona del match, chiudendo la frazione a +21 (63-42). La partita non ha più molto da dire e così Faenza sfrutta al massimo le rotazioni dando minuti importanti a tutte le giocatrici a disposizione. L’ultimo periodo si chiude in parità sul 15-15, che fissa il risultato finale sul 78-57.
Il nuovo blocco di oltre 600 metri quadrati permetterà di avere uno spazio per le attività motorie e uno per la refezione scolastica in grado di ospitare 400 alunni in due turni
Si è tenuta sabato primo dicembre la cerimonia di inaugurazione della nuova palestra e nuova mensa della scuola primaria di Conselice. Al taglio del nastro hanno partecipato la sindaca di Conselice Paola Pula, la dirigente dell’istituto comprensivo “Felice Foresti” Daniela Geminiani, la dirigente ravennate dell’Ufficio scolastico regionale Agostina Melucci e il consigliere regionale Mirco Bagnari. I vecchi spazi interni sono stati riorganizzati in funzione di una didattica attuale, coinvolgendo sia gli insegnanti, sia gruppi di genitori in gruppi di lavoro fondamentali per il lavoro dell’architetto Stefano Cornacchini e dell’ingegnere Marco Peroni, firmatari del progetto.
Il nuovo blocco di oltre 600 metri quadrati, strutturato su due piani, permetterà di avere uno spazio per le attività motorie adeguato alle linee guida del Miur e uno spazio per la refezione scolastica in grado di ospitare i 400 alunni in due turni. Ad oggi la palestra della scuola primaria di Conselice è l’unico spazio scolastico del comprensorio ad avere una parete di arrampicata, che sarà a disposizione anche delle società sportive del territorio.
Agli spazi a disposizione delle attività e della mensa si aggiungono, al piano terra, un ampio deposito per il ricovero delle attrezzature ludico-sportive, mentre al primo piano il refettorio è completamente riorganizzato con spazi autonomi per lo sporzionamento pasti e spazi di servizio per il personale coinvolto. Il costo dell’intervento è stato di 2.400.000 euro ed è stato finanziato con risorse comunali.
«Lo sforzo di rigenerazione urbana messa in cantiere dall’Amministrazione comunale di Conselice riconsegna alla comunità un edificio storico più funzionale alla didattica moderna e adeguato sismicamente – ha dichiarato la sindaca Paola Pula -. Durante la prossima estate sarà completata l’opera di consolidamento statico e si procederà alla conclusione dei lavori esterni dell’edificio centenario, sostituendo tutte le porte e le finestre, tutti i corpi illuminanti con altri a led con un significativo risparmio energetico, termico ed elettrico».
L’8 dicembre taglio del nastro del monumento rinnovato dopo gli interventi di restauro. Nella sala Baracca il presepe popolare romagnolo
Il Pavaglione di Lugo è pronto per mostrarsi al pubblico completamente rinnovato. Sabato 8 dicembre è infatti in programma l’inaugurazione del quadriportico monumentale lughese, dopo gli interventi di restauro che lo hanno interessato negli ultimi anni. Al taglio del nastro sarà presente anche il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. L’evento sarà accompagnato, come da tradizione, dall’inaugurazione del presepe, dall’accensione delle luminarie e dell’albero di Natale e dai mercatini.
Dice il sindaco Davide Ranalli: «L’8 dicembre sarà per Lugo una giornata importante, grazie al taglio del nastro di questo importante monumento completamente rinnovato e alle tradizionali accensioni delle luminarie e dell’albero di Natale in piazza Mazzini, all’inaugurazione del presepe in sala Baracca e, novità di quest’anno, alla pista di pattinaggio».
Il programma della giornata inizia alle 15 nella Sala Baracca della Rocca con l’inaugurazione del presepe popolare romagnolo. Il presepe è ideato e realizzato dal presepista ravennate Piergianni Gualtieri e propone la tradizionale rappresentazione della Natività in uno spaccato di un borgo romagnolo durante un giorno di mercato ai primi del Novecento. Il presepe sarà visitabile fino al 6 gennaio nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 18; sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18; il 25 dicembre dalle 10 alle 12. Per informazioni: 0545 38378 (Ufficio promozione urbana).
Si prosegue alle 16 con lo spettacolo della Contesa Estense in piazza Mazzini, mentre alle 17 sotto alle Logge del Pavaglione sarà il momento dell’inaugurazione del quadriportico alla presenza del sindaco di Lugo Davide Ranalli e del presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. L’accensione dell’albero di Natale sotto al Pavaglione e delle luminarie nelle vie del centro storico è prevista subito dopo, alle 17.30 circa. Le luminarie sono offerte anche quest’anno dal consorzio AnimaLugo. Infine, dalle 18 le Logge del Pavaglione ospitano uno spettacolo musicale con Rob Dye, Vini Lopez e Lorenzo Semprini, a cura dell’associazione Nebraska.
Per tutta la giornata sarà inoltre possibile usare la pista di pattinaggio sul ghiaccio in piazza Mazzini e girare tra le casette di legno con prodotti tipici, a cura del Consorzio AnimaLugo, oltre alle bancarelle del mercatino Dona, a cura della Pro Loco.
Al Pavaglione e al suo completo restauro è dedicato anche un convegno, in programma venerdì 7 dicembre alle 10.30 nel Salone Estense della Rocca. A seguire ci sarà l’inaugurazione della mostra fotografica “Il Pavaglione ai tempi del restauro” presso l’Oratorio di Sant’Onofrio, in largo Baruzzi, a cura di Gianpaolo Ossani. L’esposizione è visitabile dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19.
Venerdì scorso un blitz dei vigili e dei carabinieri ha portato allo sgombero di via Medulino, lungo la Darsena di città
Proseguono le azioni di controllo da parte della Polizia Municipale, per contrastare ogni forma di illegalità circa la presenza di camper utilizzati da nomadi che campeggiano nelle vie del quartiere Darsena. Questa mattina, personale dell’Ufficio Polizia Giudiziaria e della Vigilanza di Quartiere son intervenuti in via Eraclea dove stazionavano 4 camper. I proprietari dei camper sono stati sanzionati per campeggio abusivo e scarico di acque reflue sulla sede stradale. I controlli, che proseguiranno anche nei prossimi giorni, hanno interessato anche altre zone del quartiere Darsena e precisamente via Travaglini, via Nicolodi e piazzale del Pala de Andrè, dove era stata segnalata la presenza di camper.
Nei giorni scorsi c’era stato uno sgombero in via Medulino, la strada del ponte mobile (ex piazzale Tavar). Venerdì è intervenuta la Municipale insieme a due pattuglie dei carabinieri. Otto mezzi sono stati multati tra 75 e 500 euro, per mancata autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico (e dunque mancato pagamento della relativa tassa). Un veicolo è stato sequestrato perché senza assicurazione e per omessa revisione.
Così commenta Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna: «Che per effettuare normali controlli sia stato necessario impiegare 15 operatori di legalità, agire di sorpresa e chiudere ogni via di fuga la dice lunga di come, in pieno centro urbano, nel territorio del famoso progetto da 12 milioni chiamato “Darsena, il mare in piazza”, si sia creata un’enclave minacciosa che si governa da sé».
Di questa anomalia “mi sono ripetutamente occupato tempo addietro, senza ottenere riscontro. Circostanze di disagio e preoccupazione sono state spesso segnalate dai cittadini al consiglio territoriale della Darsena, dove sono state discusse più volte, notificate dal presidente Nicola Grandi al comandante della polizia municipale». Il comandante Andrea Giacomini – «che occorre ringraziare» – ha ricevuto la consigliera di LpRa Elisa Frontini, assicurandole l’intervento. «È stato il primo passo importante di un cammino che tutti in Darsena vorrebbero fosse portato a compimento».
Calcio B femminile / Sul campo di casa la squadra di Piras batte le biancazzurre con quattro reti (a segno Burbassi, Filippi-bis e Cimatti) e sale al secondo posto
Ravenna Women-Lazio 4-0 RAVENNA WOMEN: Copetti, Cameron, Bouby, Carrozzi (15′ st Haanpaa), Colini, Greppi, Burbassi, Barbaresi, Cimatti, Montecucco (37′ st Raggi), Filippi. A disp.: Ghidetti, Cinque, Giovagnoli, Pelloni, Amadori. All.: Piras.
LAZIO: Natalucci, Santoro (22′ st Carosi), Lore’ (22′ st Proietti), Gambarotta, Castiello (1′ st Cianci), Di Fazio, Picchi, Pezzotti, Di Giammarino, Palombi. A disp.: Felicella, Carosi, Vaccari, Weithofer, Pedullà. All.: Tesse.
ARBITRO: Bordin di Bassano del Grappa.
RETI: 44′ pt Burbassi, 9′ st e 45′ st Filippi, 32′ st Cimatti.
NOTE: espulsa Carosi per doppia ammonizione.
La gioia finale delle ragazze del Ravenna Woman
Quinta vittoria consecutiva per il Ravenna Women che in casa supera 4-0 la Lazio e balza al secondo posto in classifica scavalcando la Roma, battuta 2-1 dal Mozzecane. Altra grande prestazione per le ragazze di Piras che giocano una gara intelligente, senza mai lasciare spazio alle temibili rivali. Al triplice fischio festa grande per le padrone di casa che salgono al secondo posto alle spalle della Roma. La settimana prossima il campionato si ferma per dare spazio alla Coppa Italia: per capitan Cimatti e compagne l’avversario è l’Hellas Verona, che sarà ospite delle giallorosse sabato 8 dicembre.
Dopo una prima fase di studio è la Lazio a sfiorare il vantaggio con Castiello che da buona posizione sfiora il palo. Il Ravenna ha più possesso palla e colleziona qualche corner ma non riesce mai ad impensierire la porta di Natalucci. Alla mezz’ora buona chance per Di Giammarino che dal limite manda fuori di poco, stessa sorte per un tiro di Palombi al quarantesimo. Allo scadere il gol che sblocca il match: cross dalla destra di Carrozzi e colpo di testa vincente di Burbassi, che batte Natalucci e sigla l’1-0 con cui si chiude il primo tempo.
Nella ripresa il primo sussulto è di Carrozzi, che ci prova dalla distanza ma senza fortuna, mentre al 9′ arriva il raddoppio delle padrone di casa, per opera di Filippi, che dai 25 metri piega le mani di Natalucci e firma il 2-0. La Lazio prova a riaprire il match con una bella combinazione Palombi-Picchi, ma quest’ultima riesce solo a sfiorare la palla senza imprimere la forza necessaria per impensierire Copetti. Qualche minuto dopo bel calcio piazzato di Savini e bella parata di Copetti che manda in corner. Alla mezz’ora altra buona occasione per la Lazio, con Palombi che di testa manda alto da pochi metri. Al 32′ il gol che chiude virtualmente la gara: Cameron ruba palla a Cianci e dopo uno slalom di 40 metri serve Cimatti che batte Natalucci con un bel pallonetto. Saltano gli schemi e fioccano le azioni da gol: palo di Barbaresi, traversa di Cimatti, Lazio in dieci per l’espulsione di Carosi, due grandi parate di Copetti e quarto gol giallorosso ancora griffato Filippi, che mette il sigillo al pomeriggio magico del Ravenna Women.
Poco più di un mese fa l’incidente sul fiume Ronco dove è stata costruita una centrale idroelettrica. L’assessora Gazzolo (Protezione civile) fa il punto sui lavori di ripristino: a dicembre il progetto definitivo e solo dopo le previsioni sui tempi di riapertura della Ravegnana. Ecco chi ha rilasciato i permessi per l’opera
La Ravegnana è chiusa da un mese all’altezza di Longana per ripristinare l’argine sinistro del fiume Ronco, su cui corre la statale 67, dopo il crollo parziale della chiusa Farini dove è stata realizzata una centrale idroelettrica. La competenza è della Regione. L’assessora Paola Gazzolo ha le deleghe Difesa del suolo e Protezione civile
Assessora, fra quanto tempo è ipotizzabile che si arrivi alla riapertura della Ravegnana?
«Il 25 novembre si sono concluse le verifiche per fotografare lo stato di salute dell’argine sul fiume Ronco lungo la Ravegnana. Avviate subito dopo il dissequestro dell’area disposto dall’autorità giudiziaria lo scorso 7 novembre, ad eccezione della centralina sullo sbarramento, hanno rispettato i tempi fissati. L’esito degli studi svolti sarà la base per condividere, a inizio dicembre, le prime idee progettuali sull’intervento da porre in campo con il Tavolo tecnico istituito al Comune di Ravenna, partecipato dai rappresentanti dei vari Enti coinvolti. È quella la sede per individuare la soluzione più adeguata, coniugando la necessità di agire nella massima tempestività con la massima garanzia della sicurezza.
A seguito del crollo, quali lavori sono stati fatti, si stanno facendo e si faranno nel sito?
«Dopo il primo e parziale dissequestro dell’area, su incarico della magistratura l’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile ha subito svolto gli interventi più urgenti: con 260 mila euro è stata realizzata una barriera di palancole, tavole di acciaio, per bloccare il flusso di acqua e interrompere l’erosione dell’argine. Quindi, in seguito al successivo dissequestro dell’intera area, ad eccezione della centralina, si sono avviate le indagini già citate sulle condizioni dell’argine finanziate con altri 200 mila euro. Per la progettazione, fondamentali sono le grandi professionalità dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile».
La Regione avrà modo di rivalersi sui soggetti privati per i costi a carico del pubblico?
«La Regione è pronta a mettere in campo tutte le risorse che serviranno per riaprire al più presto la viabilità, rivalendosi poi su chi sarà giudicato responsabile dell’accaduto al termine dell’indagine giudiziaria in corso.»
La realizzazione della centrale idroelettrica era stata ultimata? Ora che ne sarà del manufatto?
«Al momento dell’incidente la centralina non era ancora ultimata e quindi non era in funzione. Oggi rimane l’unica area ancora sottoposta a sequestro dalla magistratura per cui è interdetto l’accesso. Gli interventi svolti riguardano esclusivamente la messa in sicurezza dell’intera sezione dell’argine dove si sono verificati i crolli. Il futuro dell’impianto è strettamente legato alla procedura giudiziaria in corso, che verificherà le cause dell’incidente tragico costato la vita a Danilo Zavatta e sarà la base per ogni ulteriore decisione».
Quali diversi uffici o enti hanno espresso parere favorevole per arrivare all’apertura di questo cantiere?
«Il 10 ottobre 2011 il legale rappresentante della Gipco di Forlì, Daniele Tumidei, ha presentato la domanda di concessione per la realizzazione di un impianto idroelettrico sullo sbarramento. Il 6 marzo 2013 la Provincia di Ravenna ha indetto la Conferenza dei Servizi unificata per la procedura di valutazione di impatto ambientale. I lavori si sono chiusi il 9 aprile 2014 con esito favorevole e la giunta provinciale lo ha recepito con apposita delibera. Nel periodo luglio-dicembre 2016 l’impresa ha presentato la documentazione del progetto esecutivo. L’Agenzia regionale di protezione civile ha richisto modifiche migliorative e non sostanziali e, una volta recepite dall’impresa, ha emesso il nulla osta di competenza alla fine di dicembre 2016. Il 25 ottobre 2017 Arpae ha rilasciato la concessione dell’area demaniale e l’autorizzazione unica che conclude l’iter amministrativo per avviare la costruzione e l’esercizio dell’impianto».
La centrale ha una convenzione con il Gse per incentivi pubblici sulla vendita dell’energia?
«Per questo tipo di impianti sono previsti i contributi nazionali del Gse. Nel caso della centralina di San Bartolo nemmeno un euro era stato erogato, in quanto l’opera non era ancora conclusa».
Danilo Zavatta ha perso la vita sul lavoro. Dovevano essere seguite altre procedure per i controlli?
«Prima di tutto ci tengo a rinnovare la vicinanza della Regione alla famiglia di Danilo, un prezioso collaboratore della protezione civile, un conoscitore profondo dei “suoi” fiumi su cui svolgeva attività di vigilanza idraulica. È morto nel corso di un incidente, mentre stava svolgendo la sua professione. L’indagine avviata dalla magistratura servirà anche a far luce sulle origini del crollo repentino di cui è stato vittima».
Un incidente come questo avrebbe avuto tutt’altro impatto se fosse avvenuto in un altro contesto con altra viabilità. Sarebbe dovuto essere un motivo per non autorizzare l’intervento in quel punto?
«Non posso rispondere perché la questione è coperta da segreto istruttorio».
Ci sono altri impianti simili in provincia?
«In provincia di Ravenna ci sono tre impianti per produzione superiore ai 100 kilowatt di potenza. Oltre a San Bartolo, uno a Brisighella e uno a Massa Matelica, lungo il Savio (quest’ultimo realizzato dalla stessa Gipco, ndr). La gravità del fatto non può portare a mettere genericamente in discussione l’idroelettrico. A maggior ragione nel caso dei piccoli impianti, come la maggior parte di quelli presenti in Regione, che garantiscono continuità della produzione di energia pulita, nel rispetto dell’ambiente e in piena integrazione con altri settori come l’agricoltura. Ciò che conta, è la qualità dei progetti e dei lavori di realizzazione dell’opera. Confermo che l’attenzione della Regione, in collaborazione con i carabinieri forestali e gli altri Corpi dello Stato, è e continuerà a restare alta».