lunedì
11 Maggio 2026

Tre giornate per discutere di “povera Italia” con i Repubblicani

Luisa Babini e Paolo Gambi tra gli organizzatori degli eventi. Si comincia sabato 15 settembre, tra gli ospiti Roberto Balzani

Foto Gambi Babini
Paolo Gambi e Luisa Babini

Le Sezioni del Pri “Doveri e Diritti” – Ravenna, Bastia, Campiano, Santo Stefano, San Zaccaria e Savarna hanno organizzato un ciclo di iniziative politiche denominate “Le Giornate Repubblicane”. Le tre giornate e i tre dibattiti a più voci si terranno presso la Sezione di Santo Stefano in via Cella 476 e sono così articolate. Si comincia il 15 settembre alle 18 con il tema “Questa povera Italia – Ragionamenti sullo stato attuale del Paese e sulle prospettive” di cui parleranno Fabio Bocchini, Italico Santoro e Roberto Balzani. Venerdi 21 settembre, sempre alle 18, il titolo dell’incontro è “I democratici e i laici nell’epoca del populismo e del sovranismo – Il ruolo del Pri” e ne parlano Luisa Babini, Paolo Gambi, Renato Lelli, Paolo Ballestrazzi con Giorgio Raffi (Toscana) Luca Bartolini (Marche) e col Segretario nazionale Pri Corrado De Rinaldis Saponaro. Infine, sabato 28 settembre alle 18 il tema sarà quello dell’economia e della società a Ravenna di cui discuteranno Paolo Gambi, Riberto Neri (Uil), Giorgio Brunelli, Leonello Sciacca, Luisa Babini. «Siamo grati alle Sezioni repubblicane organizzatrici, che hanno accolto l’idea di organizzare questa “kermesse” – dicono Luisa Babini e Paolo Gambi, come noto esponenti della minoranza del partito a livello locale in forte contrasto con il segretario Eugenio Fusignani, ma entrambi membri della direzione nazionale del partito – che ha lo scopo di riaprire, nel PRI ravennate ma non solo, una stagione di dibattito di cui vi è assoluto bisogno. Il Paese è attualmente immerso in una stagione politica con caratteri del tutto nuovi, quanto ai soggetti che hanno assunto la guida del Governo. Solo qualche giorno fa il Comitato di Segreteria Nazionale del PRI ha espresso il giudizio secondo il quale, dopo i famosi 100 giorni, l’attuale governo rappresenta la risposta sbagliata ad una esigenza oggettivamente giusta che è quella di costruire un’alternativa alla crisi del sistema politico degli ultimi venti anni». Babini e Gambi affrontano anche il tema locale: «Noi abbiamo già sollevato il problema in sede locale. Imola non è lontana e, dunque, bisogna innanzitutto capire cosa è successo e bisogna cominciare col dire che oggi, anche a livello locale, la voglia di cambiamento precede la discussione sulla qualità del cambiamento stesso e che chi oggi ha in mano le leve del governo locale, per la prima volta, parte svantaggiato, specie laddove, come a Ravenna ed in Romagna, la formula politica è la stessa da almeno 20 anni. Su tutto questo vogliamo offrire una discussione, ci vogliamo provare perché in quella discussione c’è anche il futuro dei Repubblicani».

 

 

«Finalmente si parte, è finito un periodo snervante. Prima la salvezza, poi vedremo»

A tu per tu con Luciano Foschi, nuovo mister del Ravenna Fc, alla vigilia dell’inizio del campionato di serie C

Mister Luciano FoschiLasciata alle spalle l’estate forse più turbolenta della Serie C, bloccata fino qualche giorno fa dai ricorsi delle società che ambivano al ripescaggio in B, inizia finalmente il campionato, che vede ai blocchi di partenza anche il Ravenna Fc (l’esordio è in programma domenica 16 settembre alle 16.30 a Gubbio mentre la prima partita casalinga si terrà al Benelli il 23 contro l’ambizioso Sudtirol).

Alla sua seconda stagione di fila su queste latitudini, la formazione giallorossa si tuffa con entusiasmo in un torneo che si preannuncia molto duro, con una concorrenza davvero agguerrita. Questi mesi, inoltre, sono stati caratterizzati da tante novità, a partire da un rinnovamento sensibile dell’organico, ma anche dal cambiamento dell’allenatore, con l’esperto Luciano Foschi che ha preso il timone della squadra.

Mister, finalmente si parte. Contento?
«Sì, più che altro perché è finito un periodo snervante. Siamo partiti a metà luglio per prepararci per un campionato che sarebbe dovuto iniziare a fine agosto e invece a settembre ci troviamo con due sole gare ufficiali nelle gambe, tra l’altro disputando le partite di Coppa Italia a distanza di un mese una dall’altra. Tutto questo è assurdo, anche se devo dire che i dirigenti della Lega Pro, aspettando la fine dei ricorsi, sono stati i più intelligenti».
Che ambiente ha trovato a Ravenna?
«Molto buono. Si tratta di un club che sa quello che vuole fare e dove vuole arrivare. È composto da persone disponibili, che non fanno mancare nulla per preparare al meglio un torneo difficile come la C».
Come è andata la preparazione?
«In carriera non mi era mai capitato di vedere un pre-campionato lungo due mesi. In questo periodo abbiamo messo tanta benzina nelle gambe e ora dobbiamo essere bravi a “bruciare” nel modo giusto il nostro serbatoio».
Che indicazioni ha avuto dalle gare di Coppa Italia?
«Contrastanti e paradossali. Non siamo stati brillanti contro il Rimini, ma abbiamo vinto. Abbiamo giocato bene contro l’Imolese, ma siamo stati sconfitti. La differenza l’hanno fatta gli errori: nel primo match ne sono stati commessi pochissimi, giocando più compatti, nel secondo tanti, anche se siamo stati più belli e abbiamo costruito tanto. Ora dobbiamo trovare la soluzione migliore per raggiungere al più presto il giusto equilibrio».
Come si fa?
«Adesso addirittura abbiamo poco tempo. Guardando la partita sul video abbiamo individuato gli errori. Ora poche parole e tutti al lavoro in campo».
Com’è il gruppo a sua disposizione?
«Fantastico, sotto tutti gli aspetti, composto da ragazzi che hanno voglia di stare assieme. Io arrivo al campo di allenamento di Glorie sempre almeno un’ora prima, ma tutti i giorni c’è qualcuno di loro che mi ha preceduto e lavora già. C’è entusiasmo e tanta voglia di giocare a calcio».
E dal punto di vista tecnico?
«Sono soddisfatto in modo assoluto sia della rosa, sia del supporto che mi dà la società. Ogni calciatore è stato scelto in maniera ponderata e ci siamo fermati solo quando l’abbiamo ritenuto opportuno».
Obiettivi stagionali?
«È solo uno, quello di mantenere la categoria. Questo è il punto di partenza, poi se strada facendo riusciremo a fare meglio, potremo anche alzare l’asticella. Vediamo quanto siamo bravi, sempre con la consapevolezza che ci dobbiamo salvare».
Come giudica il girone del Ravenna?
«È molto equilibrato, con tante squadre agguerrite e competitive. Non vedo una formazione capace di “ammazzare” il campionato, ma realtà come Vicenza, Sudtirol, Monza, Triestina, Sambenedettese e Pordenone (oltre alla Ternana che si è vista rifiutare la richiesta di essere ripescata in serie B, ndr) che hanno speso molto per puntare a vincere. Noi rispettiamo tutti, ma vogliamo anche giocarcela alla pari con qualsiasi avversario».
È cresciuto secondo lei il livello della C?
«Da quando è unica, di sicuro. Si spendono più soldi rispetto al passato, anche se questo non significa per forza vincere. È chiaro che chi ha investito tanto, ha anche maggiori aspettative e pressioni. Prevedo comunque tanto equilibrio e poca differenza di punti tra un obiettivo e un altro, come possono essere playoff e playout».
Cosa pensa dei tifosi giallorossi?
«Per quello che ho potuto vedere finora e dall’accoglienza che abbiamo ricevuto, penso che i calciatori non possano che essere contenti del livello di partecipazione che c’è attorno al Ravenna. C’è solo da ringraziare i nostri sostenitori, per come ci sostengono e per come ci stanno vicini».
Quale sarà il suo compito, il “valore aggiunto” che potrà dare alla squadra?
«Mi aspetto di dare il mio contributo in particolare per far crescere al meglio i nostri giovani. Il mio compito è quello di capire qual è il modo migliore per valorizzare la caratteristiche dei ragazzi. Non sempre, però, potremo essere “belli”, per cui sarà fondamentale avere sempre uno spirito agonistico molto acceso. Questa è l’unica cosa che non dovrà mai mancare, quello che potrà aiutarci a raggiungere un risultato positivo anche quando capiterà di non giocare bene».

Centomila euro per le mura storiche di Ravenna: via i graffiti e nuovi parapetti

Nel tratto dalla chiesa del Torrione a via Cura

Mura Torrione

Su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici, Roberto Fagnani, la giunta del Comune di Ravenna ha approvato due  interventi di messa in sicurezza e restauro delle mura storiche di Ravenna nel tratto di via Cura-circonvallazione al Molino.

Si tratta del percorso murario che da via Oberdan arriva a via Cura e, più precisamente, la parte che dalla chiesa del Torrione si snoda verso via Cura dove è attualmente posizionata una recinzione da cantiere.

I due interventi prevedono messa in sicurezza e restauro: il primo con la realizzazione di parapetti in legno simili all’esistente con una lamiera traforata al posto del pannello in vetro, il secondo con la rimozione di graffiti dovuti a interventi vandalici mediante una micro sabbiatura con sabbia priva di silice, che non altera la superficie del laterizio, e successiva patinatura dei mattoni.

Nel primo caso la spesa prevista ammonta a 50mila euro, nel secondo a 45mila.

Gli interventi saranno attuati nel rispetto degli elementi decorativi e strutturali e saranno impiegati materiali idonei a garantire la conservazione delle mura senza eliminare la patina del tempo.

La giovane ravennate Milena Baldassarri riscrive la storia della ginnastica ritmica

Argento ai Mondiali di Sòfia: il miglior risultato di sempre per un’individualista italiana

Ginnastica Ritmica Baldassarri Milena 4 Foto Origo V Nmsbcj3mafhgwi3oa4vejfu0mmngve2aai0dr8upds

La ravennate Milena Baldassarri entra nella leggenda della ginnastica ritmica italiana. La 16enne ha conquistato infatti la medaglia d’argento al nastro ai Mondiali che si stanno disputando a Sòfia, in Bulgaria ottenendo il miglior risultato di tutti i tempi in una rassegna iridata. Prima di oggi – citiamo OaSport.it – il nostro Paese aveva conquistato soltanto due medaglie di bronzo (con Samantha Ferrari alle clavette nel 1991 e l’altro ieri con Alexandra Agiurgiuculese alla palla).

L’atleta della Ginnastica Fabriano ha ottenuto un punteggio eccezionale di 18.550 (9.9 per le difficoltà e 8.650 per l’esecuzione) arrivando ad appena mezzo decimo dalla fenomenale russa Aleksandra Soldatova (18.600) che ha portato a casa il titolo da favorita. Milena è salita per ultima in pedana e ha fatto saltare il banco precedendo la forte israeliana Linoy Ashram (18.500) e beffando l’altra azzurra Alexandra Agiurgiuculese (quarta con 17.450).

In precedenza alle clavette Baldassarri aveva cullato il sogno di una medaglia ma si è dovuta accontentare di un amaro quarto posto proprio come alla palla.

Sempre in questa storica giornata, la giovane ravennate aveva contribuito a portare a casa un’altra medaglia per l’Italia, il bronzo nel team event (con Agiurgiuculese e Alessia Russo), la prova a squadre che prende in considerazione i migliori dieci esercizi effettuati dalle varie Nazionali. Le azzurre sono salite sul terzo gradino del podio per la prima volta nella storia in questo format – spiega sempre OaSport – che intende valutare la qualità del movimento individualistico di un intero Paese.

Badante arrestata: insulti e schiaffi alle anziane sentiti anche dai vicini di casa

In manette una 65enne in una casa-famiglia in centro a Ravenna aperta da pochi mesi ma abusiva. La donna lavorava da otto anni per il gruppo che gestiva già altre strutture. Indagine della polizia municipale da una segnalazione anonima

L’arresto della badante accusata di maltrattamenti

 

Gli insulti e le minacce anche di morte erano gridati a voce così alta e gli schiaffi erano dati così forte da arrivare fino alle orecchie dei vicini. E da uno di loro è partita la segnalazione anonima, con una lettera al sindaco, che ha portato all’arresto di una badante di una casa-famiglia aperta da cinque mesi in centro a Ravenna ma risultata abusiva, con l’accusa di maltrattamenti ai danni delle anziane ospiti. In manette una 65enne bulgara, Lili Eftimova Stoeva, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare arrivata al termine di un un mese e mezzo di indagini condotte dalla polizia municipale. La donna è stata arrestata nel pomeriggio di ieri, 12 settembre, in un’altra casa-famiglia dello stesso gruppo per cui lavora da circa otto anni alla prima periferia della città, dove era stata trasferita da una decina di giorni.

Sei le donne ospitate nella struttura al centro dell’inchiesta – che per regolamento non può accogliere un numero superiore di persone – ma le presunte vessazioni dell’accusata si rivolgevano soprattutto nei confronti di una 94enne perché la più problematica da accudire. Le ingiurie riguardavano le frequenti necessità igieniche dell’anziana: i residenti nella zona ascoltati dagli investigatori hanno riferito che sentivano le grida soprattutto in prima mattinata e serata, i momenti coincidenti con il cambio. «Idiota, puzzi come una capra, sei come una mucca, speriamo che muori così mi libero, non ti vuole nessuno», sono le poche frasi che si possono riportare. Ma per le altre ospiti, tutte sugli ottanta anni di età e oltre, non c’erano trattamenti di riguardo. Quelle più arzille e battagliere in alcune circostanze avevano rispedito al mittente gli insulti, riuscendo forse a evitare umiliazioni peggiori.

Tutto raccontato dalle intercettazioni ambientali raccolte in meno di una settimana dai microfoni nascosti dagli agenti della Pm nelle stanze. È stato necessario anche ricorrere a un interprete per tradurre le frasi spesso pronunciate in lingua bulgara. Nell’audio non si avverte solo la voce della badante ma anche i lamenti sofferenti delle donne. In particolare uno che il gip nella sua ordinanza definisce “lacerante soliloquio” registrato in un bagno: «Signore fammi morire, io sono stanca di soffrire, voglio andarmi a casa a morire». E quando la 65enne viene trasferita e sostituita da un’altra badante, nei dialoghi tra le ospiti c’è la speranza di non rivederla più perché «cattiva». Un’altra intercettazione in particolare, sempre secondo il giudice, mostrerebbe la consapevolezza dell’indagata per le proprie azioni e una linea difensiva già pronta: a una paziente dice che anche il farmaco Cumadin rompe capillari e quindi lascia segni sul corpo simili a quelli delle percosse.

Se sull’eventuale conoscenza dei fatti da parte dei titolari dovrà essere fatta luce nel prosieguo delle indagini, è invece già emerso che in almeno una circostanza una delle donne vessate aveva detto ai parenti di aver preso uno schiaffo perché aveva fatto briciole. I familiari pare che avessero ritenuto la cosa come un episodio isolato al quale non dare troppa attenzione.

Al momento non risultano altri indagati ma il lavoro della polizia municipale è ancora in corso. Si cercherà di accertare da quanto andasse avanti la condotta che viene attribuita alla 65enne: la 94enne bersagliata prima del trasferimento nella nuova struttura era alloggiata in altre strutture dello stesso gruppo e nei precedenti tre anni era stata seguita dalla stessa badante. Ma le difficoltà di memoria non consentono all’anziana di riferire su eventuali episodi del passato. Si vorrà anche appurare i contorni dell’improvviso trasferimento della donna sotto indagine per valutare se i titolari delle strutture fossero al corrente di episodi. Per loro quasi certi invece provvedimenti amministrativi perché gli accertamenti hanno fatto emergere una condizione di abusivismo: non era stato comunicato l’avvio dell’attività entro i sessanta giorni di tempo concessi (sanzione da duemila euro e eventuale provvvedimento di chiusura). In accordo con le valutazioni dei medici sullo stato dei luoghi è stato deciso che per il momento le altre ospiti resteranno nella struttura, per non causare ulteriori problemi dovuti al trasferimento. Il comandante della polizia municipale, Andrea Giacomini, ha illustrato l’esito dell’operazione alla stampa ringraziando l’impegno degli agenti e sottolineando come lo spessore del caso dimostri una volta in più il ruolo del Corpo nelle attività di polizia giudiziaria al pari di altre forze.

L’arresto della 65enne arriva a sei mesi di distanza da un altro caso di presunti maltrattamenti in una casa-famiglia per anziani: in quel caso gli arresti furono due e la vicenda fece emergere tutta la difficoltà di un settore con una regolamentazione a maglie piuttosto larghe.

Frontale contro un camion: muore un 44enne. Era un medico dell’ospedale di Ravenna

La vittima si chiamava Michele Pavoni. Lavorava al reparto Malattie Infettive del Santa Maria delle Croci

Michele Pavoni
La vittima dell’incidente, il medico Michele Pavoni

Ancora un morto sulle strade della provincia di Ravenna, all’indomani dei due incidenti mortali avvenuti a Faenza e Bagnacavallo mercoledì 12 settembre.

Nel primo pomeriggio di oggi, giovedì 13, un automobilista di 44 anni ha infatti perso la vita in seguito a un tremendo scontro con un camion a Granarolo Faentino, lungo la strada provinciale, all’incrocio con via Cabrona. Secondo le prime testimonianze, l’auto avrebbe invaso la corsia, andando a schiantarsi con l’autocarro (un camion con targa rumena che trasportava semi di girasole) che stava procedendo in direzione Faenza e non è riuscito a evitare l’impatto.

Sul posto anche l’elicottero del 118, ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare.

La vittima è un medico di 44 anni – Michele Pavoni – originario delle Marche ma residente a Ravenna, dove lavorava all’ospedale Santa Maria delle Croci dal 2009, nel reparto Malattie infettive. Nessuno è ancora in grado di commentare, dall’Ausl, dove – ci dicono – era amato da tutti i colleghi, apprezzato in particolare per la sua disponibilità.

Vaccini, il governo congela l’obbligatorietà. «Ma ai nidi vale la legge regionale»

Con il via libera al Milleproroghe basta un’autocertificazione per frequentare le scuole fino a marzo. Ma la Regione sottolinea come per i bambini da 0 a 3 anni resti in vigore la normativa che prevede la sospensione della frequenza scolastica

Vaccini Sarebbero cinquecento, secondo dati Ausl, i bambini da 0 a 6 anni non ancora vaccinati in provincia di Ravenna, ma erano solo una decina (su 890 frequentanti) quelli che si sono presentati al primo giorno di asilo nido “scoperti” (considerando solo il comune capoluogo). Nessuno è però rimasto fuori, avendo tutti portato le autodichiarazioni che attestano gli appuntamenti già fissati con l’Ausl per le vaccinazioni previste. Una volta completate, le famiglie dovranno presentare i documenti agli istituti, pena in questo caso la sospensione della frequenza, come prevedono la legge regionale e quella nazionale, ancora in vigore, firmata dall’ex ministro Lorenzin.

Stando alle informazioni circolate in questi giorni non dovrebbero verificarsi casi di bambini fuori dalle aule neppure alle materne e alle elementari, che riprenderanno entrambe come noto lunedì 17 settembre. Nel frattempo una ventina di istituti del Ravennate comunque sono già stati passati al setaccio dai Nas, che non hanno però trovato irregolarità nelle documentazioni delle famiglie.

Un caso, quello dei vaccini, ancora al centro anche del dibattito politico nazionale, con il Governo che approvando proprio in queste ore (con lo strumento della “fiducia”) il cosiddetto decreto Milleproroghe ha di fatto confermato la legge Lorenzin sull’obbligatorietà, prorogando però la possibilità di presentare l’autocertificazione (e quindi di frequentare le scuole senza vaccinazioni) fino al 10 marzo, in attesa di un «intervento di sistema» complessivo annunciato dal premier Conte.

Dalle nostre parti nulla cambia comunque per i bambini da 0 a 3 anni, avendo l’Emilia-Romagna approvato la legge regionale sull’obbligo vaccinale per l’iscrizione ai nidi nel novembre 2016, anticipando la normativa nazionale. Le indicazioni per essere ammessi agli asili nido e alle scuole per l’Infanzia sono contenute in un documento approvato nei giorni scorsi dalla Giunta regionale, che affronta in particolare il tema delle autodichiarazioni, dando il via libera anche a quelle che certificano la richiesta di prenotazione delle vaccinazioni, come nel caso dei dieci bambini dei nidi ravennati. La giunta regionale, poi, chiarisce che nei casi in cui la frequenza venga sospesa, per esempio di fronte alla mancata vaccinazione in caso di prenotazione fissata successivamente all’inizio della scuola, i bambini possono mantenere l’iscrizione, mentre per quanto riguarda il pagamento delle rette ogni decisione in merito è affidata ai singoli gestori delle strutture.

Intanto, a meno di due anni dall’approvazione della legge regionale la copertura vaccinale complessiva contro difterite, tetano, poliomielite ed epatite B tocca in Emilia-Romagna il 97,1 percento tra i nati nel 2016. In provincia di Ravenna il dato è ancora più alto, pari al 98 percento, in netta crescita rispetto al 95 percento di due anni fa. Come richiesto anche dal ministero, sono poi state rivalutate al 30 giugno 2018 le coperture vaccinali, già rilevate al 31 dicembre 2017, per i nati nel 2014 e 2015. L’aumento, visibile già alla precedente rilevazione, si è ulteriormente incrementato per tutte le vaccinazioni obbligatorie superando ampiamente la soglia di sicurezza del 95 percento fissata dall’Oms, a partire dalle quattro già inserite nella legge regionale (dati della provincia di Ravenna): difterite (97 percento per i nati nel 2015 e 98,3 percento per quelli nel 2014); polio (rispettivamente 97,3 e 98,4 percento); tetano (97,3 e 98.7 percento), epatite b (97,2 e 98). Poi le altre: pertosse (96,5 e 97,3 percento),emofilo b (96,4 e 96,7), e MPR – morbillo-parotite-rosolia (96,5 e 97,3). Luca Manservisi

Finisce in carcere cinque anni dopo aver rubato un telefono e picchiato i poliziotti

Lo strano caso di un 24enne, arrestato nell’agosto del 2013 e poi rimesso in libertà. Fino alla condanna di questi giorni…

VolantepoliziaNell’agosto del 2013 venne arrestato per aver rapinato a un uomo un telefono cellulare e per aver poi opposto resistenza all’arresto, ferendo anche i poliziotti intervenuti. Il giovane, un albanese che oggi ha 24 anni, dopo la convalida dell’arresto era però stato rimesso in libertà.

Ora, cinque anni dopo, divenuta esecutiva la sua condanna (una pena di 2 anni, 10 mesi e 18 giorni di reclusione) gli agenti della Squadra Mobile della questura lo hanno rintracciato e portato alla casa circondariale di Ravenna per i reati di “rapina, lesioni, minacce e resistenza a Pubblico Ufficiale”.

Rete Ferroviaria Italiana cerca in regione giovani tecnici tra i 18 e i 29 anni

Rfi FerrovieC’è anche l’Emilia-Romagna fra le regioni in cui Rete Ferroviaria Italiana, società dell’infrastruttura del Gruppo Fs Italiane, è alla ricerca di giovani da inserire nelle proprie squadre tecniche, specializzate nella manutenzione dei binari, delle linee di alimentazione elettrica dei treni e degli avanzati sistemi di gestione del traffico ferroviario.

Ci si potrà candidare fino a domenica 16 settembre collegandosi a questo link.

Fra i requisiti richiesti nel bando, il diploma quinquennale di ambito Tecnico con indirizzi: elettronica ed elettrotecnica, informatica, telecomunicazioni, meccatronica, meccanica ed energia costruzione ambiente e territorio o geometra, trasporti e logistica e un’età compresa fra 18 e 29 anni.

Via al ripascimento: a Marina Romea la sabbia dalla foce del fiume Lamone

Oltre mezzo milione di euro dal Comune per interventi anche a Lido di Dante e Punta Marina

Marina Romea Losco
L’impressionante fenomeno di erosione registrato a fine agosto a Marina Romea

Su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici, Roberto Fagnani, la giunta del Comune di Ravenna ha approvato tre progetti  intesi a limitare e contenere il fenomeno erosivo che interessa la costa e a proteggere gli abitati dall’ingressione marina.

Sono previsti lavori a Lido di Dante, Punta Marina e Marina Romea per un valore complessivo di 579mila 930 euro.

Il primo riguarda lavori di sopraelevazione dell’argine destro dei Fiumi uniti in modo da proteggere ulteriormente l’abitato di Lido di Dante dalle mareggiate di bora. Si provvederà a mantenere l’accessibilità alla spiaggia nord dall’argine e alla percorribilità di quest’ultimo mediante delle scalinate/rampe in legno e masso calcareo e un percorso protetto contenuto da parapetti in legno. I lavori prevedono una spesa di 99mila930 euro.

Il secondo progetto riguarda lavori di rifacimento di alcuni pennelli in massi a Punta Marina. L’area interessata si trova a nord della via dei Navigatori ed è compresa tra il bagno Gianni e il bagno Deris per una lunghezza complessiva di circa 700 metri.  Il tratto è caratterizzato dalla presenza di tre pennelli, due in chiusura a nord e sud e uno centrale. Poiché, allo stato attuale, i pennelli, lunghi circa 60 metri ciascuno e con una quota di poche decine di centimetri emergente alla spiaggia, si rende necessario intervenire provvedendo al loro riassetto mediante l’utilizzo di massi da posare a formazione della nuova struttura e rendere più sicuro il transito sull’arenile. La spesa in questo caso ammonta a 180mila euro.

Il terzo ed ultimo progetto, del valore di 300mila euro, è relativo a lavori di ripascimento di Marina Romea con sabbia proveniente dalla foce del fiume Lamone. Da uno studio finalizzato all’individuazione della soluzione progettuale più idonea ad evitare insabbiamenti della foce e ridurre i fenomeni erosivi provocati dal moto ondoso, era stata evidenziata la necessità di creare un equilibrio più duraturo possibile dell’assetto idraulico della foce del fiume Lamone. Le conclusioni avevano quindi portato alla realizzazione di alcuni interventi con il principale obiettivo di mettere in sicurezza idraulica l’intero sistema di foce spostando leggermente l’alveo di magra e facendo in modo che il fiume potesse mantenere abbastanza a lungo la nuova posizione. A distanza di cinque anni dalla realizzazione delle opere previste dallo studio, si rende necessario provvedere ad alcuni miglioramenti finalizzati a garantire maggiore e ulteriore efficacia a quanto già realizzato. Si provvederà quindi alla sistemazione della foce fluviale facendo sì che gli insabbiamenti tendano a essere contenuti in una zona definita e mantenendo pertanto libero al deflusso delle acque l’alveo centrale; all’utilizzo di alcuni cumuli di sabbia semisommersi presenti all’interno della golena per il ripascimento dei tratti di litorale maggiormente sensibili all’erosione localizzata in modo da uniformare la linea di riva; alla protezione del tratto di duna esistente posta a sud della foce.

 

Dal Belgio sono arrivati allo zoo di Ravenna tre elefanti asiatici – IL VIDEO

E dal Safari assicurano: «Così contribuiamo alla salvaguardia della specie»

Elefanti Safari

Sono tre esemplari femmine di elefanti asiatici quelli arrivati al Safari Ravenna sabato 8 settembre dal giardino zoologico belga Pairi Daiza.

«Coerentemente con la mission del Safari Ravenna – scrivono dal parco –, anche Pairi Daiza, giardino europeo all’avanguardia, partecipa a programmi  internazionali volti alla conservazione, tutela e riproduzione di specie minacciate». In particolare, con i progetti legati alla salvaguardia degli elefanti asiatici, si interviene operosamente  alla conservazione della specie e del suo patrimonio genetico: la popolazione di elefanti asiatici che vivono allo stato selvatico continua infatti a declinare (a oggi se ne contano solo 28.000),  «grazie alle nascite che si possono garantire in cattività – sottolineano dal Safari Ravenna – si agisce attivamente, attraverso una costante collaborazione tra giardini zoologici, alla salvaguardia della specie».

«Siamo sempre più orgogliosi del lavoro che il nostro Parco sta svolgendo. Pur essendo  una struttura giovane , negli ultimi anni abbiamo preso parte a progetti  di cooperazione internazionale per la salvaguardia della specie, rientrando in quello che viene definito EEP (European Endagered Species Program), garanzia di impegno concreto e fattivo nella tutela di specie minacciate», dichiara Osvaldo Paci, direttore Safari Ravenna.

Per l’arrivo di questi tre esemplari, sono stati effettuati specifici lavori di ampliamento e miglioria dell’area a loro destinata.  Sinda e Robin, elefanti africano e asiatico prima ospitati a Ravenna, sono invece adesso presso la struttura zoologica di Fasano.

Cordoglio per il motociclista morto a Faenza: lascia due figlie piccole

Cristian Casamenti lavorava all’Italsab di Faenza come verniciatore e giocava a calcio a Sasso Morelli

Cristian CasamentiCordoglio a Imola, dove viveva, e alla Italsab di Faenza, dove lavorava come verniciatore, per la morte di Cristian Casamenti. Si tratta del 36enne motociclista vittima dell’incidente avvenuto mercoledì mattina a Faenza lungo la strada provinciale via Pana, all’altezza dell’impianto industriale della Cooperativa Ceramica d’Imola, quando probabilmente l’uomo si stava recando al lavoro.

Lascia la moglie e due figlie piccole, oltre che tanti amici nel mondo del calcio. Giocava infatti nella squadra amatoriale di Sasso Morelli.

Nella stessa giornata sulle strade della provincia di Ravenna si è vericato anche un altro incidente mortale che ha visto perdere la vita un camionista 54enne di Cotignola, Claudio Marchetti, che da pochi giorni lavorava in una ditta di autotrasporto di Godo.

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