Vaccini, il governo congela l’obbligatorietà. «Ma ai nidi vale la legge regionale»

Con il via libera al Milleproroghe basta un’autocertificazione per frequentare le scuole fino a marzo. Ma la Regione sottolinea come per i bambini da 0 a 3 anni resti in vigore la normativa che prevede la sospensione della frequenza scolastica

Vaccini Sarebbero cinquecento, secondo dati Ausl, i bambini da 0 a 6 anni non ancora vaccinati in provincia di Ravenna, ma erano solo una decina (su 890 frequentanti) quelli che si sono presentati al primo giorno di asilo nido “scoperti” (considerando solo il comune capoluogo). Nessuno è però rimasto fuori, avendo tutti portato le autodichiarazioni che attestano gli appuntamenti già fissati con l’Ausl per le vaccinazioni previste. Una volta completate, le famiglie dovranno presentare i documenti agli istituti, pena in questo caso la sospensione della frequenza, come prevedono la legge regionale e quella nazionale, ancora in vigore, firmata dall’ex ministro Lorenzin.

Stando alle informazioni circolate in questi giorni non dovrebbero verificarsi casi di bambini fuori dalle aule neppure alle materne e alle elementari, che riprenderanno entrambe come noto lunedì 17 settembre. Nel frattempo una ventina di istituti del Ravennate comunque sono già stati passati al setaccio dai Nas, che non hanno però trovato irregolarità nelle documentazioni delle famiglie.

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Un caso, quello dei vaccini, ancora al centro anche del dibattito politico nazionale, con il Governo che approvando proprio in queste ore (con lo strumento della “fiducia”) il cosiddetto decreto Milleproroghe ha di fatto confermato la legge Lorenzin sull’obbligatorietà, prorogando però la possibilità di presentare l’autocertificazione (e quindi di frequentare le scuole senza vaccinazioni) fino al 10 marzo, in attesa di un «intervento di sistema» complessivo annunciato dal premier Conte.

Dalle nostre parti nulla cambia comunque per i bambini da 0 a 3 anni, avendo l’Emilia-Romagna approvato la legge regionale sull’obbligo vaccinale per l’iscrizione ai nidi nel novembre 2016, anticipando la normativa nazionale. Le indicazioni per essere ammessi agli asili nido e alle scuole per l’Infanzia sono contenute in un documento approvato nei giorni scorsi dalla Giunta regionale, che affronta in particolare il tema delle autodichiarazioni, dando il via libera anche a quelle che certificano la richiesta di prenotazione delle vaccinazioni, come nel caso dei dieci bambini dei nidi ravennati. La giunta regionale, poi, chiarisce che nei casi in cui la frequenza venga sospesa, per esempio di fronte alla mancata vaccinazione in caso di prenotazione fissata successivamente all’inizio della scuola, i bambini possono mantenere l’iscrizione, mentre per quanto riguarda il pagamento delle rette ogni decisione in merito è affidata ai singoli gestori delle strutture.

Intanto, a meno di due anni dall’approvazione della legge regionale la copertura vaccinale complessiva contro difterite, tetano, poliomielite ed epatite B tocca in Emilia-Romagna il 97,1 percento tra i nati nel 2016. In provincia di Ravenna il dato è ancora più alto, pari al 98 percento, in netta crescita rispetto al 95 percento di due anni fa. Come richiesto anche dal ministero, sono poi state rivalutate al 30 giugno 2018 le coperture vaccinali, già rilevate al 31 dicembre 2017, per i nati nel 2014 e 2015. L’aumento, visibile già alla precedente rilevazione, si è ulteriormente incrementato per tutte le vaccinazioni obbligatorie superando ampiamente la soglia di sicurezza del 95 percento fissata dall’Oms, a partire dalle quattro già inserite nella legge regionale (dati della provincia di Ravenna): difterite (97 percento per i nati nel 2015 e 98,3 percento per quelli nel 2014); polio (rispettivamente 97,3 e 98,4 percento); tetano (97,3 e 98.7 percento), epatite b (97,2 e 98). Poi le altre: pertosse (96,5 e 97,3 percento),emofilo b (96,4 e 96,7), e MPR – morbillo-parotite-rosolia (96,5 e 97,3). Luca Manservisi

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