domenica
03 Maggio 2026

Il questore chiude il Pineta di Milano Marittima per questioni di ordine pubblico

La licenza del celebre locale sospesa per sette giorni

Pineta Chiusura 3La celebre discoteca Pineta di Milano Marittima è stata chiusa su disposizione del questore. I motivi della chiusura – si legge in una stringata nota della polizia – «risiedono nella tutela dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica, venuta meno più volte in tempi recenti», tanto da indurre il questore ad applicare, nei confronti del titolare della licenza, l’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.

La licenza del locale – noto in tutta Italia anche per la frequentazione vip – è sospesa per i prossimi 7 giorni.  Il Questore di Ravenna avrebbe recepito integralmente gli esiti dell’attività info-investigativa svolta dai Carabinieri, che nei continui interventi hanno rilevato e documentato numerose situazioni di pericolo.

Il legale rappresentante della società, raggiunto al telefono, per ora preferisce non rilasciare dichiarazioni.

In autunno «avanzato» il nuovo museo di Classe: «I treni saranno la nostra metro»

Il presidente della fondazione Ravennantica: «Sarà un viaggio nella storia. Stimiamo 80mila visitatori l’anno. Ci sarà personale qualificato»

Museo Di ClasseAprirà in autunno («avanzato», specifica, contattato al telefono, il presidente della fondazione Ravennantica Giuseppe Sassatelli), oltre vent’anni dopo il primo stanziamento dello Stato e a sedici anni dall’apertura del cantiere, l’atteso nuovo museo archeologico nell’ex zuccherificio di Classe, costato oltre 22 milioni di euro di risorse quasi totalmente pubbliche (circa 3 sono i milioni stanziati dal Comune).

Ancora senza un nome ufficiale, se non quello generico “della città e del territorio”, sarà un luogo dove riscoprire la storia e la geografia di Ravenna “preromana”, “repubblicana” e “imperiale” tramite l’utilizzo della tecnologia e l’esposizione di materiali archeologici in arrivo anche dal Museo Nazionale (oltre al tanto discusso elmo di San Pietro in Campiano di cui si è parlato in questi giorni), con l’allestimento e l’edificio stesso (recupero di archeologia industriale) che dovranno rappresentare un valore aggiunto.

«L’idea fondante – commenta il presidente di Ravennantica, la fondazione pubblico-privata che ha fra i suoi scopi statutari la realizzazione del museo archeologico – è quella di mostrare oggetti particolarmente significativi (sul tema dell’elmo Sassatelli si è già espresso, sempre a questo link, ndr) che, uniti a un commento fortemente innovativo, dovranno dare l’idea della storia della città e del suo territorio».

Rendering Museo Classe
Un rendering del nuovo museo di Classe

Ma i ritardi che si sono sommati negli anni, viene da chiedersi, potrebbero aver reso il progetto un po’ meno innovativo? «Al contrario, direi che questo ha consentito di migliorarlo, con le nuova tecnologie, che sono una parte molto importante del museo. Un museo che sarà poi certo un contenitore dove esporre, ma anche un luogo dove si fa ricerca, grazie ai laboratori di restauro e agli studenti universitari che “vivranno” l’area quotidianamente».

All’esterno aprirà anche un parco pubblico indipendente al museo e sarà necessario anche rivedere le infrastrutture viarie. «Abbiamo già previsto con il Comune una sorta di verifica di tutte le infrastrutture, anche per favorire il collegamento con la basilica di Sant’Apollinare in Classe. E l’obiettivo è quello di puntare molto sul treno, che in questo caso diventa una sorta di metropolitana di superficie che in pochi minuti porta a Classe dalla stazione di Ravenna, fermando a poche centinaia di metri dal museo».

All’ultima presentazione pubblica del progetto, a fine 2016, oltre a prevedere l’apertura in primavera (poi slittata all’autunno avanzato), la fondazione aveva previsto 70-80mila visitatori l’anno, ma ancora non era stato presentato alcun piano di sostenibilità, né erano stati dati dettagli sui dipendenti…
«Confermo la stima iniziale dei visitatori, mentre per quanto riguarda lo studio di fattibilità, ne avevamo già commissionato uno in passato e ora abbiamo chiesto un aggiornamento alla stessa società, per rimanere in linea con i tempi: quando avremo a disposizione i dati li renderemo pubblici (già a novembre ci aveva annunciato che sarebbe accaduto a breve, ndr). Sui dipendenti invece la nostra intenzione è di non avere nel nuovo museo personale di mera custodia ma molto qualificato, in grado di fornire servizi ai visitatori. Qualcuno magari assumeremo, ma stiamo pensando soprattutto a una riorganizzazione interna, dato che abbiamo già assunto, e altri ne ssumeremo, i dipendenti di Novamusa (la società che gestiva biglietteria e servizi accessori dei beni statali prima dell’ingresso di Ravennantica dell’anno scorso, ndr)».

Infine, chiediamo al presidente Sassatelli se ha già avuto effetti la convenzione quadro sottoscritta lo scorso novembre da Comune, Università di Bologna, Fondazione RavennAntica e Fondazione Flaminia per sviluppare attività archeologiche, di studio, restauro e valorizzazione del patrimonio archeologico del Parco di Classe e di Ravenna. «A breve dobbiamo incontrarci proprio per cercare di dare concretezza a questa convenzione. In generale sì, certo, continuare gli scavi è importante, ma dobbiamo prima di tutto valorizzare quello che abbiamo già scavato, penso alla Basilica San Severo che dovrà diventare una nuova stazione del parco di Classe».

«Discarica a cielo aperto di rifiuti speciali nell’area artigianale di Roncalceci»

La segnalazione del comitato cittadino, che chiede la bonifica

Ex Mariner 4Il comitato cittadino di Roncalceci ha segnalato all’autorità giudiziaria la presenza di quella che è considerata come una discarica a cielo aperto di «rifiuti speciali» non autorizzata nell’area artigianale di via della Produzione.

«Guardando bene – si legge in una nota della presidente Cinzia Pasi – si scorgono divani, pneumatici, sedili di automezzi, una scialuppa, pallet, bidoni deteriorati contenenti chissà che cosa, taniche con liquido all’interno, macerie, elettrodomestici, mobili da ufficio e strutture plastiche che sembrano cruscotti. Per quanto ci è dato sapere l’area totale di circa 2.000 metri quadrati è di proprietà del Comune di Ravenna che aveva ceduto il diritto di superficie del capannone ad una azienda che costruiva natanti. Dopo la grande nevicata del 2012, parte del capannone e del suo tetto ricoperto in eternit era crollato imponendo così l’abbattimento della parte della costruzione destinata a laboratorio e lo smaltimento della copertura, avvenuta solo parecchio tempo dopo. Quest’area risulta in vendita su tanti siti del settore immobiliare. Vista la stretta vicinanza ad abitazioni, a tutela anche della salubrità del luogo, si rende inderogabile la bonifica di questo sito ed il corretto smaltimento dei materiali lì depositati».

Riapre rinnovata la sala del Guidarello al Museo d’Arte della città di Ravenna

L’inaugurazione sabato 7 aprile alle 18. Il sindaco: «Non è che l’inizio del percorso per la messa in valore del nostro patrimonio»

Mar Sala GuidarelloTorna in veste rinnovata la Sala Guidarello al Mar di Ravenna che il Comune di Ravenna, Assessorato alla Cultura, lo stesso Mar-Museo d’Arte della città di Ravenna, con Ibc-Istituto per i Beni Culturali Artistici Naturali della Regione Emilia-Romagna, restituiscono al pubblico, nella giornata di sabato 7 aprile alle 18, con cerimonia inaugurale che si terrà presso la Loggetta Lombardesca, in Sala Alberto Martini.

«Abbiamo avviato un percorso per la messa in valore del nostro patrimonio che si articola attraverso una ambiziosa road map e prevede importanti investimenti al servizio dell’arte e della cultura. La Sala Guidarello non è che l’inizio». Con queste parole il sindaco, Michele de Pascale, saluta la riapertura della Sala Guidarello rinnovata nella proposta espositiva. La revisione degli allestimenti si basa su un progetto integrato che ha chiamato in causa, oltre alle opere edili, un vasto e articolato programma di conservazione e restauro.

Mar Sala Guidarello 3Il progetto, candidato dal Comune di Ravenna ai contributi regionali erogati sui Piani Museali 2016 finanziati con L.R. 18/2000, nei due bandi, Allestimenti e Restauri, ha incontrato l’attenzione di Ibc che ne ha sostenuto i contenuti. «È con orgoglio che possiamo affermare di avere intrapreso un percorso che nel tempo ci permetterà di adeguare gli allestimenti delle nostre collezioni ai moderni standard museali», aggiunge l’assessora alla Cultura, Elsa Signorino, precisando che 1il progetto è l’esito di un lavoro di concertazione che ha impegnato il Comune di Ravenna, con Mar e Infrastrutture civili, nel dialogo costante con Ibc e sotto la sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, nel rispetto delle diverse attribuzioni, nell’inderogabile perimetro delle risorse disponibili, a vantaggio del miglior esito. E di questo non possiamo che rallegrarci. Per Ravenna, e per il patrimonio, è una buona notizia».

Il percorso di riqualificazione degli allestimenti del Mar è stato avviato nel 2016 in occasione della presentazione della Collezione Moderna e Contemporanea nella nuova veste. «Ora, con la Sala Guidarello, si entra nel vivo del tessuto originario del patrimonio, quello che si origina con la raccolta delle opere acquisite in età napoleonica in seguito alla soppressione delle corporazioni religiose», spiega il direttore Maurizio Tarantino, aggiungendo che «insieme ai fondi oro che si conservano nelle celle dei monaci, la Sala Guidarello può essere considerata, a tutti gli effetti, il cuore pulsante delle raccolte civiche ravennati».

«Il potere generativo dell’arte – si legge in un comunicato inviato dal Museo – si salda, in questa sala, con i valori immateriali espressi dalla comunità ravennate nel pieno del Rinascimento. E se intorno al monolito di Guidarello la patria locale si stringe per identificarsi nei valori eroici del cavaliere senza macchia che sublima l’offesa nel monumento, così la nascita di una civiltà figurativa documentata dal moltiplicarsi delle botteghe di pittori, da Nicolò Rondinelli a Baldassarre Carrari, da Francesco Zaganelli a Luca Longhi, custodisce una stagione irripetibile per la città. Per questo la Sala Guidarello più di ogni altra rappresenta l’arca del patrimonio, poiché in essa converge la summa del prestigio culturale espresso dalla città in un secolo turbolento, come il Cinquecento, attraversato da profonde inquietudini, quelle stesse che preparano la stagione moderna».

Il nucleo patrimoniale, tipologicamente distinto grazie alla saldatura tra il marmo scolpito da Tullio Lombardo, al quale si deve anche il progetto del plesso monastico di Porto nel quale ha sede il museo, e i paliotti d’altare del Cinquecento a Ravenna, è collocato nello spazio un tempo occupato dal dormitorio sovrastante la Loggia. Il progetto di riallestimento, per la cura della conservatrice, Alberta Fabbri, “ha inteso porre in valore il dialogo tra lo spazio, nella articolata sintesi di corpi originali, anastilosi e rifunzionalizzazioni, e Guidarello, incardinato nel pavimento a suggello dell’inalienabilità e dell’inamovibilità. Sul nastro delle pareti si dispiega la civiltà figurativa ravennate di inizio Cinquecento ricca dapprima di umori lagunari e poi emiliani, infine umbro-toscani. Nell’avanzare del secolo si avverte il progressivo mutare delle aree di influenza, da Venezia a Roma, inevitabile con l’esito della Battaglia di Ravenna, nel 1512, che riposiziona Ravenna nel quadrante della Storia”.

Processo Cagnoni: l’ex vicesindaco Mingozzi in aula tra i testimoni della difesa

Dopo l’interrogatario all’imputato spalmato su due udienze si torna in tribunale. Già raccolte 80 deposizioni finora

Mingozzi Tribunale
L’ex vicesindaco Mingozzi in attesa dell’interrogatorio

L’interrogatorio a Matteo Cagnoni, che ha parlato in totale per nove ore spalmate su due udienze tra il 23 e il 26 marzo, ha segnato il giro di boa del processo. Nelle sedici udienze precedenti sono stati ascoltati circa ottanta testimoni chiamati dall’accusa, da oggi, 6 aprile, si torna in aula con i testi della difesa e serviranno probabilmente altre quattro o cinque udienze.

I nomi ammessi sono 66 ma dieci sono già stati sentiti perché erano in comune con la lista della procura. Dei 56 che rimangono, sette sono in veste di consulenti di parte: tre medici legali, un esperto informatico, uno psicologo per un profilo dell’imputato, un ex poliziotto per la dattiloscopia e un esperto di botanica per le perizie sul bastone. Per il resto si tratta nella maggior parte di amici e conoscenti della coppia che verranno a deporre per ricostruire i rapporti fra i due nel tentativo di mostrare che la crisi c’era ma la relazione non era così tesa. Tra i testimoni chiamati in aula già oggi anche Giannantonio Mingozzi, ex vicesindaco di Ravenna e oggi presidente di Tcr (nel 2011 Cagnoni era tra le cento personalità cittadine che lo sostennero nella campagna elettorale).

Per quanto riguarda chi è già stato interrogato invece vanno contati una ventina di appartenenti alle forze dell’ordine, soprattutto polizia. Della questura di Ravenna che ha condotto le indagini, della questura di Firenze che ha eseguito l’arresto, della scientifica di Bologna e dello Sco di Roma che hanno svolto le perizie sulla scena del crimine, sulle videocamere, sull’arma del delitto. Poi i medici legali con gli esiti dell’autopsia che fissa l’orario della morte partendo dalla quantita di caffeina trovata nello stomaco sapendo che a colazione la Ballestri aveva bevuto un caffè. Le testimonianze cruciali sono state proprio quelle degli esperti di dattiloscopia che hanno esaminato le impronte. Il momento più duro senza dubbio quando il sostituto commissario Stefano Bandini ha mostrato il video girato la notte del ritrovamento del cadavere. Particolarmente toccanti le deposizioni della madre e del fratello della vittima. Con il padre e il fratello dell’imputato si sono vissuti momenti opposti, il primo che ha cercato di essere più convincente possibile nel dare una versione utile al figlio e il secondo che in alcuni momenti non ha potuto mascherare l’imbarazzo.

Particolarmente drammatica la testimonianza di Roberto Nannini, anatomopatologo con oltre 400 consulenze in carriera per le procure e consulente di parte civile per la famiglia Ballestri. L’aggressione a Giulia sarebbe durata 30-40 minuti prima della definitiva violenza contro il muro. E a quel punto la donna agonizzante e in stato di incoscienza è stata lasciata a terra e il decesso sarebbe arrivato non prima di almeno 15 minuti per trauma cranico, emorragia acuta e ridotta capacità respiratoria per inalazione di sangue. Secondo il medico prima di essere massacrata contro il muro poteva ancora essere salvata.

I socialisti a Ravenna passano dall’opposizione alla maggioranza di centrosinistra

Il Psi lascia Ravenna in Comune dopo i risultati delle elezioni politiche del 4 marzo

Psi RavennaDiciamo che forse non era la notizia più attesa dell’anno, politicamente parlando, ma è comunque arrivata. Il Psi di Ravenna è passato a sostenere la maggioranza di Michele De Pascale a Palazzo Merlato. Uno dei tanti effetti delle ultime elezioni politiche che hanno appunto visto lo Psi aderire a una delle liste civiche in appoggio del Pd, quella denonimata “Insieme” che a Ravenna vedeva capolista Daniele Perini di Ama Ravenna e che ha raccolto in tutto lo 0,8 percento nel comune di Ravenna per un totale di 709 voti.

Il Psi a livello locale, invece, nel 2016 aveva sostenuto il progetto di Ravenna in Comune che aveva candidato Raffaella Sutter a sindaco e aveva messo insieme tutte le forze di sinistra alternative al Pd e che in consiglio comunale è rappresentato dal consigliere Massimo Manzoli, all’opposizione. Un’anomalia, appunto, rispetto anche agli accordi nazionali che invece vedevano Pd e Psi alleati, pur nella sconfitta.

«La situazione creatasi con il voto del 4 marzo ­– spiegano in una nota stampa Lorenzo Corelli Segretario provinciale e Giuseppe Marolla Segretario comunale – non consente defezioni a chi ritiene necessario che tutta la sinistra riformista e di governo ritrovi la propria strada, aprendosi ai nuovi scenari». E sul piano locale aggiungono: «Non mancheremo di dare il nostro apporto su tutte le questioni più rilevanti». Tra queste ci sono la tutela dell’ambiente e del territorio e la sicurezza soprattutto per il rischio radicamento della malavita».

In seminario si parla dei pericoli dei social network per gli adolescenti

Young Boy In Bedroom Using Laptop And Listening To MP3 PlayerOggi, venerdì 6 aprile, alle 16.30, nella sala “Don Minzoni ” del Seminario arcivescovile in piazza Duomo 4, a Ravenna, Soroptimist club promuove un incontro sul tema “Simulazioni e inganni” con esperti che si intratterranno sui pericoli e sulle insidie che si possono nascondere nel mondo dei social network e di cui gli adolescenti possono essere vittime inconsapevoli.

Il programma dell’evento, che è patrocinato dall’assessorato alla Pubblica Istruzione e Infanzia, prevede l’introduzione di Gabriela Finetto, presidente Soroptimist club, il saluto di Ouidad Bakkali, assessora alla Pubblica istruzione e infanzia e le relazioni di Giuseppe Spadaro, presidente del Tribunale per i minori di Bologna, Fiorenza Maffei, dirigente della divisione anti-crimine della Questura di Ravenna, Susanna Bolognesi, psicologa e specialista in psicoterapia, e Marco Ferrari, vicepreside e docente di filosofia al liceo Malpighi di Bologna.

Modererà il dibattito Tina Serra, consigliera del Soroptimist club di Ravenna.

La storia illustrata da Luca Tarlazzi, lughese che collabora con Alberto Angela

Luca TarlazziOggi, venerdì 6 aprile, alle 17.30 a Ravenna inaugurazione alla biblioteca Classense, in sala Muratori, de “La Storia illustrata da Luca Tarlazzi” alla presenza dell’assessora alla Cultura Elsa Signorino e del direttore della Biblioteca Classense Maurizio Tarantino. Intervengono l’artista, il giornalista Nevio Galeati e l’editore Stefano Trentini.

Nell’occasione verrà presentato il catalogo della mostra, con testi di: Alberto Angela, Giacomo Callo, Nevio Galeati, Gian Ruggero Manzoni e Stefano Trentini, curatore della mostra insieme a Paolo Trioschi.

L’esposizione è promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune e dall’Istituzione Biblioteca Classense e in collaborazione con “Scrittura Festival”.
“La Storia illustrata da Luca Tarlazzi,” è aperta fino al 29 aprile da martedì a domenica dalle 15 alle 18.30. Chiusura il lunedì. Ingresso libero.

Classe 1962, nato a Lugo, Luca Tarlazzi collabora e ha collaborato con gruppi editoriali italiani come L’Espresso, Mondadori, RCS Rizzoli, De Agostini.
Ha disegnato copertine per famosi scrittori internazionali come Ken Follett, R.R. Martin (ben dieci per “Il trono di spade”) Corrado Augias, Valerio Massimo Manfredi, Franco Forte e tanti altri. Da anni collabora con Alberto Angela per realizzare le visualizzazioni storiche dedicate a Roma ed è da sempre illustratore di Trentini editore.

Chiesta l’archiviazione per i due accusati di aver lanciato sassi dal cavalcavia

Due giovani trovati dai carabinieri sul ponte dell’Esp dopo la telefonata di due automobilisti: erano stati arrestati ma negavano responsabilità. Il vetro della vettura solamente scalfito

CavalcaviaespLa procura di Ravenna ha chiesto l’archiviazione per i due giovani stranieri, un 19enne del Senegal e un 24enne della Guinea, che il 28 gennaio scorso erano stati arrestati dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio per aver lanciato sassi da un cavalcavia. La decisione finale spetterà al giudice per le indagini preliminari. La notizia è riportata da Il Resto del Carlino.

L’intervento dei militari era scattato dopo la telefonata di una coppia di fidanzati bolognesi che viaggiava sulla statale Adriatica in direzione Ferrara: sotto al cavalcavia di viale Randi, nei pressi del centro commerciale Esp, la loro Bmw sarebbe stata colpita da un oggetto lanciato da due persone sul ponte rischiando di urtare il guardrail. I due stranieri avevano negato ogni responsabilità: erano sul ponte dove li avevano trovati i carabinieri perché stavano andando all’Esp.

Il gip convalidò l’arresto ritenendo che i carabinieri avevano agito correttamente date le circostanze ma non accolse le richiesta di custodia in carcere ritenendo troppo deboli gli indizi per un’ipotesi di reato così grave. Perché quei due dopo un gesto talmente avventato sarebbero rimasti sul ponte invece di scappare? E inoltre il danno al parabrezza era solamente una leggera scalfitura. Infine era apparsa inverosimile la posizione dei due automobilisti che in caserma il giorno stesso avevano incrociato i due arrestati sostenendo di averli riconosciuti con certezza. Non è avvenuto altrettanto quando i bolognesi sono stati chiamati a un riconoscimento dei giovani in mezzo ad altri volti.

Mazzette per velocizzare gli appalti, indagati quattro ex dipendenti di Hera

Chiusa l’indagine della guardia di finanza che già aveva portato all’arresto di due funzionari della multiutility: le accuse a vario titolo vanno da concussione a induzione indebita. Nella lista della procura anche una settima persona che deve rispondere di estorsione

Hera Camion 2Quattro ex dipendenti del gruppo Hera sono indagati per un giro di presunte mazzette e favori che avrebbero ricevuto da imprenditori ai quali lasciavano intendere di poter ostacolare l’assegnazione di appalti a loro favore o rallentare i tempi dei pagamenti dei cantieri già affidati. Nei giorni scorsi, come si legge su Il Resto del Carlino che riporta la notizia, è stato notificato l’avviso di fine indagini, atto che solitamente precede la richiesta di rinvio a giudizio. È l’epilogo dell’operazione Barabba condotta dalla guardia di finanza (pm Monica Gargiulo) che aveva avuto una prima svolta a gennaio con l’arresto di altri due funzionari della multiutility, ora sottoposti all’obbligo di firma dopo la detenzione cautelare ai domiciliari. Per tutti le accuse vanno da concussione a induzione indebita. Oltre ai sei esponenti di Hera, una settima persona è nella lista degli indagati per estorsione. L’inchiesta si era aperta nell’aprile di quattro anni fa, i fatti contestati risalgono al periodo 2004-2015.

Il gruppo Hera fa sapere di aver appreso solo oggi dalla stampa degli ulteriori sviluppi nell’inchiesta e valuterà le misure da adottare a propria tutela una volta acquisita la documentazione, al momento non nella disponibilità della società: «L’azienda, già ai tempi in cui è venuta a conoscenza dei fatti, si è costituita nel marzo 2016 attraverso i propri legali, nell’ambito del procedimento, quale persona offesa. Nel ribadire che è stata prestata la massima collaborazione con la magistratura anche nel caso in esame, Hera si dichiara completamente estraneo ai fatti».

In arrivo 3 milioni per la promo-commercializzazione turistica: i progetti ravennati

A ottenere il punteggio più alto tra i 75 progetti approvati dalla Regione è il gruppo legato agli hotel Batani. Nel capoluogo riceve il finanziamento solo Ravenna Incoming

Ravenna Basilica San VitaleTre milioni di euro, 75 progetti approvati in grado di generare investimenti per circa 12 milioni di euro. È stata approvata dalla Giunta della Regione Emilia-Romagna la graduatoria delle imprese che beneficeranno dei contributi del piano di cofinanziamento per la promo-commercializzazione turistica (quali, a esempio, spese per promoter, per la partecipazione a fiere, borse, workshop e altri eventi a scopo promo-commerciale).

I destinatari dei finanziamenti sono imprese che partecipano ai Programmi di attività 2018 delle Destinazioni turistiche recentemente istituite dalla nuova legge regionale.

«Valorizzare le Destinazioni di area vasta e i prodotti di eccellenza significa rafforzare i territori – afferma l’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini-. È la prima volta dalla loro istituzione che agiamo sulle Destinazioni turistiche per le azioni di promozione dei migliori prodotti della nostra regione. L’obiettivo è di rafforzare il rapporto di collaborazione tra pubblico e privato e sviluppare politiche di marketing territoriale che consentono di agire sul territorio a tutto tondo. Con questi 75 progetti diamo la possibilità di muovere risorse per circa 12 milioni di euro».

I progetti della Destinazione turistica Romagna, che interessano le province di Ferrara, Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena, godranno della maggior parte del finanziamento, per un ammontare di circa 2 milioni 270 mila euro.

L’unico soggetto della città di Ravenna a ricevere il contributo è il consorzio Ravenna Incoming, consorzio formato da operatori privati che si occupa della promocommercializzazione di proposte di soggiorno: riceverà il 25 percento dei circa 90mila euro richiesti per il progetto “Alla scoperta di Ravenna con matrimoni, musica e Dante Alighieri”. L’altro soggetto a ricevere il finanziamento che opera nel comune di Ravenna è la società delle Terme di Punta Marina che incasserà anche in questo caso il 25 percento di un progetto proposto (“Le terme del benessere e delle opportunità leisure”) da circa 165mila euro.
Restando in provincia di Ravenna otterrà il 35 percento dei 168mila euro previsti dal proprio progetto di promo-commercializzazione la società If, l’azienda privata che si occupa della promozione del turismo nei territori di Imola e Faenza, mentre le Terme di Riolo si dovranno accontentare del 15,75 percento a fronte di una richiesta di oltre 150mila euro. I restanti sette progetti premiati in provincia di Ravenna arrivano dal territorio comunale di Cervia. Due sono legate al marchio Sportur, a cui arriveranno finanziamenti regionali per oltre 90mila euro a fronte di due progetti da complessivi 400mila euro. Ci sono poi le Terme di Cervia (che riceveranno il 25 percento dei 190mila richiesti per il progetto “Destinazione sale”), l’agenzia viaggi cervese Ias Tourist (che ottiene il 25 percento per un progetto da oltre 150mila euro sulla riscoperta del “piccolo e sorprendente”), Cervia Bike (anche in questo caso è stato concesso il 25 percento a fronte di un investimento in promo-commercializzazione da oltre 140mila euro) e Sport Travel srl (che riceverà 50mila euro per un progetto legato a eventi sportivi). Infine, il primo classificato tra tutti i 75 progetti approvati dalla Regione, l’unico ad aver ottenuto il punteggio di 100 punti, quello intitolato “Feeling Romagna” di Batani Select Travel, società legata alla celebre famiglia di albergatori con sede a Milano Marittima: otterrà circa 70mila euro sui 200mila di investimento previsti.

In sei mesi si è tenuta 15mila euro dagli incassi del bar: dipendente denunciata

Una 30enne incastrata dalle telecamere nascoste: rubava parte delle entrate delle slot machine quando faceva la chiusura serale dei conti

La polizia ha denunciato l'uomo

In sei mesi si è tenuta 15mila euro dagli incassi di un bar di Ravenna in cui lavorava. La polizia ha denunciato una 30enne senegalese, residente a Ravenna, per furto aggravato continuato. A incastrarla sono state le telecamere nascoste dagli investigatori della squadra mobile dopo la segnalazione del proprietario preoccupato per gli incassi del locale che, rispetto al passato, cominciavano a subire perdite nonostante la clientela sempre numerosa. Da agosto 2017 all’inizio di febbraio 2018, la dipendente ha effettuato ripetutamente le operazioni di chiusura contabile serale delle slot machine installate nella sala attigua, prelevando il denaro contante contenuto nelle cassettiere.

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