sabato
02 Maggio 2026

284 baby talenti della racchetta allo Zavaglia per la tradizionale Coppa delle Viole

Tennis / Oggi, venerdì 30 marzo, scatta nel circolo ravennate la 41ª edizione della campetizione giovanile che in passato ha portato a Ravenna Gaudenzi, Bolelli e Flavia Pennetta. Presenti anche i ragazzi della Urbinati Tennis Academy

Giovani Academy A Vicenza Vetri
Alcuni giovani tennisti della Urbinati Tennis Academy, assieme ai loro tecnici

Un esercito di tennisti in erba è pronto a “invadere” pacificamente Ravenna, armati di racchetta e soprattutto di tanta determinazione e voglia di emergere sul campo. Sono i partecipanti alla 41ª edizione della Coppa delle Viole, che scatta oggi, venerdì 30 marzo, sui campi del Circolo Tennis Dario Zavaglia, competizione giovanile che nel periodo pasquale richiama alcuni dei migliori talenti della Penisola nella città bizantina. In campo in uno degli appuntamenti più importanti nel panorama nazionale scenderanno tante promesse nelle categorie Under 10, 12, 14 e 16 maschili e femminili, che vedrà 284 iscritti al via.

Si parte con i tabelloni di qualificazione, ma ci vorrà poco per entrare nel vivo della manifestazione che mobilita in toto il circolo di via Marani, sia per quanto riguarda il settore dirigenziale sia quello tecnico, da tempo all’opera per permettere la migliore accoglienza a giocatori, tecnici, accompagnatori e appassionati. La Coppa delle Viole è infatti un appuntamento imperdibile per chi ama il tennis giovanile e quindi scoprire i talenti del domani: dal club ravennate, infatti, sono passati nelle varie edizioni tanti giocatori che poi sono diventati protagonisti del tennis azzurro, da Andrea Gaudenzi a Simone Bolelli o Flavia Pennetta, solo per citare tre dei nomi più noti.

Tra i protagonisti più attesi ci sono naturalmente i giovani della Urbinati Tennis Academy, che ha la propria base sui campi del Ct Dario Zavaglia, in questi giorni impegnati con il maestro Lorenzo Baldini nella tappa di Vicenza del circuito nazionale giovanile Next Gen e tutti i portacolori del club organizzatore. Ecco i giocatori del Ct Zavaglia che figurano nella entry list, per fasce di età. Tabellone maschile – Under 10: Filippo Velotti e Nicolò Satta; Under 12: Francesco Campestri, Rafael Campacci, Mattia Di Bari, Fabio Leonardi, Massimiliano Savarino e Mattia Benedetti; Under 14: Edoardo Lanza Cariccio, Claudio Celaj, Giovanni Martino, Matteo Mucciarella, Leone Spadoni, Alessandro Vico e Filippo Giulianini; Under 16: Pietro Pollini, Edoardo Lanza Cariccio, Claudio Vivani, Federico Caroli, Mattia Camporesi e Giacomo Anglano. Tabellone femminile – Under 10: Ekaterina Cazac; Under 12: Aurora De Vita e Ambra Tommasi; Under 14: Jennifer Lai, Olimpia Bergonzoni, Matilde Osti, Aurora De Vita e Margherita Naglia; Under 16: Gaia Ravaioli, Elena Mandich, Jennifer Lai e Olimpia Bergonzoni.

Spaccio in via Fiume: arrestato con sessanta grammi di marijuana

Era stato notato un anomalo via vai attorno all’abitazione, con molti giovani noti per l’uso di sostanze stupefacenti

MarijuanaAveva trasformato la sua abitazione in via Fiume in un supermarket della droga. Per questo i carabinieri hanno arrestato un uomo, originario del Mali ma da tempo regolarmente residente in Italia. Era stato notato un anomalo via vai attorno all’abitazione, con molti giovani noti per l’uso di sostanze stupefacenti. I carabinieri hanno fatto irruzione insieme all’unità cinofila della Guardia di Finanza. In casa aveva 60 grammi di marijuana e numerosi indizi che hanno svelato l’attività di pusher dell’uomo. Arresto convalido: il tribunale ha disposto l’obbligo di firma in attesa dell’udienza del processo.

Carenza di personale all’Ausl, la Cgil: «Pronto soccorso e Medicina in difficoltà»

Il sindacato: «Si copre con i contratti a termine, nel migliore dei casi si riparte con altro personale da formare dopo il periodo di affiancamento»

Infermieri 2Dopo la Uil, anche la Cgil attacca sulle criticità del personale negli ospedali. La Fp Cgil provinciale parla di «ritardi nel pagamento degli straordinari, richiamo dalle ferie e doppi turni», criticità che derivano dalla «madre di tutti i problemi» ovvero la carenza di personale. Stabilizzazioni e mobilità a poco servono – dice il sindacato – «se la Direzione Generale non investe nelle figure professionali di assistenza,»

La Cgil spiega che «già oggi, alle porte dell’estate, i pronto soccorso e i reparti di Medicina sono i contesti della nostra provincia in cui le criticità sono più acute, per le mancate coperture dei posti vacanti. In alcune di queste realtà mancano contemporaneamente fino a sei operatori, rendendo di fatto ingestibile la situazione». L’inserimento di nuovo personale «avviene con lentezza, con contratti a tempo determinato e il risultato combinato di queste azioni impatta pesantemente sulla qualità dell’assistenza».

Si determina – attacca il sindacato – «un meccanismo perverso perché gli operatori dei vari reparti, appena hanno terminato il percorso di affiancamento e formazione dei nuovi assunti, li vedono uscire per il termine del contratto. Nel migliore dei casi si riparte con altro personale da formare, nei casi più sfortunati, invece, si può anche rimanere senza sostituzioni per lunghi periodi».

L’Azienda – conclude la Cgil – «deve capire che gli investimenti nelle risorse umane qualificano le azioni assistenziali; con più assistenza individuale si migliorano le condizioni di vita degli assistiti e, contemporaneamente, le condizioni di lavoro del personale. Altrimenti il rischio è avere un sistema sanitario sempre più carente e in difficoltà nel fornire risposte ai bisogni dei cittadini».

Ravenna, 30 marzo 2018

Scontro in mattinata sulla Reale. Un’auto si è cappottata, lunghe code sulla Statale

Carambola all’altezza di un distributore. Nella dinamica è stata coinvolta in modo più lieve anche una Panda

RAVENNA 30/03/18. INCIDENTE SULLA REALE SS16 ADRIATICA, TRAFFICO BLOCCATO
Incidente sulla Reale

Incidente nella mattina di venerdì attorno alle 8.20 sulla Reale.  Una Golf, condotta da un 46enne residente a Ferrara, stava percorrendo la statale con direzione Rimini. Al km 147 si è scontrata, per cause in corso di accertamento da parte dell’ufficio Infortunistica, con una Citroen Xsara, condotta da una 58enne residente a Ravenna, che proveniva dal senso opposto. A seguito dell’urto la Citroen si è ribaltata sul tetto mentre la Golf, girando su se stessa, ha urtato una Panda che la seguiva. Questa è la dinamica rilevata dalla polizia municipale.

Il conducente della Golf e quello della Citroen sono stati trasportati all’ospedale civile di Ravenna rispettivamente con codici 1 e 3. Illesi gli occupanti della Panda. Per consentire i rilievi tecnici e il soccorso è stata disposta la chiusura temporanea della strada.

Salone nautico saltato, gli organizzatori: «Rammarico, rinvio al 2019»

L’Adriatic Yacht Sailing: «La direzione di Marinara coinvolta ma non sussistono attualmente le condizioni ed i requisiti basilari per la buona riuscita dell’evento»

IMG 0991Il Salone Nautico dell’Adratico salta e gli organizzatori annunciano che la kermesse, che sarebbe dovuta partire a fine aprile, viene rinviata al 2019.  Il rappresentante dell’Adriatic Yacht Sailing, Stefano Tonelli spiega: «È una decisione che comunichiamo con grosso rammarico dispiacere e contro la nostra volontà , avendo purtroppo in corso d’opera constatato che non sussistono attualmente le condizioni ed i requisiti basilari per la buona riuscita di un Salone della Nautica Cambia l’immediatezza della data di avvio, ma aumentano volontà e coordinamento delle energie ; oltre al fattivo coinvolgimento di un team organizzativo più coeso, numeroso e soprattutto rappresentativo delle volontà espresse per il bene comune del territorio. Si tratta sì di una mancata partenza per quest’anno ma che rappresenta una migliore messa a punto di un pur complesso apparato organizzativo  per l’anno prossimo 2019». Tonelli, come si nota, non dice se il Salone del prossimo anno sarà organizzato ancora a Marinara o se si cambierà location.
Secondo gli organizzatori la direzione di Marinara è sempre stata coinvolta «con la massima attenzione e partecipazione a tutto il comparto della Mare e del diporto nautico» e alle istituzioni varie. Il Salone Nautico dell’Adriatico «si candida ad essere un momento di stimolo, di curiosità, di riflessione proprio sui temi legati al diporto nautico per aiutare a comprendere, grazie alla partecipazione di tutti i soggetti che, a vario titolo, lo animeranno, la bellezza di uno settore che è oggi accessibile a tutti e regala esperienze uniche sotto innumerevoli punti di vista».

A Pasqua torna il Modulo Fest al magazzino Darsena di Cervia

La rassegna, giunta alla quarta edizione, torna con la preview primaverile in attesa delle giornate clou del festival, previste dal 15 al 17 giugno

Kyoka
Kyoka

Il primo aprile torna al magazzino Darsena, in piazzale Salinari,  l’anteprima del Modulo fest, il festival organizzato dal collettivo Magma
che nasce con l’obiettivo di promuovere la sperimentazione musicale e l’arte contemporanea all’interno di luoghi emblematici della riviera romagnola. La rassegna, giunta alla quarta edizione, torna con la preview primaverile in attesa delle giornate clou del festival, previste dal 15 al 17 giugno in luoghi divenuti simbolo del patrimonio architettonico di Cervia e Milano Marittima. Tra queste, negli anni, il Modulo Fest ha rianimato spazi abbandonati ma dalla fortissima identità storica, come l’ex discoteca Woodpecker, l’ex colonia Montecatini, il Centro climatico marino, o altri luoghi nel cuore della Città del sale come la torre San Michele.

La preview 2018 porterà live e performance all’interno del Magazzino Darsena, affacciato al canale. Apertura a ingresso gratuito a partire dalle 20.30. Alle 21.30 iniziano i live con il concerto di TenGrams nome d’arte di Davide e Alessandro Piatto, due volti che rappresentano 40 anni di storia della musica elettronica in Italia. A seguire la performance di Kyoka, musicista e compositrice giapponese di musica elettronica attiva tra Tokyo e Berlino e legata all’etichetta Raster Noton dal 2012.

La cornice del magazzino Darsena, sarà resa ancor più suggestiva dalla performance di laser design dei ravennati Ortoghraphe. All’interno degli spazi dello storico edificio sarà presentata un’installazione nata dal lavoro di ricerca sui dispositivi ottici applicati alle arti visive. L’ingresso è gratuito grazie alla collaborazione con il Comune di Cervia.

 

Il ponte sul Lamone a Grattacoppa sarà rifatto: 2,8 mln di spesa, due anni di lavori

Necessario anche l’adeguamento delle rampe di accesso e dovrà essere rettificato un tratto di 500 metri del corso del fiume

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Il ponte di via Grattacoppa sul fiume Lamone tra Savarna e Torri

Il ponte sul fiume Lamone a Grattacoppa, tra Savarna e Torri, verrà abbattuto e sostituito da uno nuovo: costerà 2,8 milioni di euro e serviranno due anni per i lavori. L’intervento è stato approvato dalla giunta comunale di Ravenna ed è previsto nel piano degli investimenti 2018. L’innalzamento del piano viabile comporterà anche l’adeguamento delle due rampe di accesso al ponte e contestualmente dovrà essere rettificato un tratto di 500 metri dell’attuale corso del fiume.

«La soluzione economicamente più vantaggiosa – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Roberto Fagnani – si è rivelata essere la demolizione e la ricostruzione dell’opera che consente di raggiungere obiettivi più ambiziosi rispetto all’iniziale ipotesi di ristrutturazione e adeguamento sismico con un importo sicuramente non superiore a quello necessario per l’adeguamento dell’ esistente. Il nuovo ponte presenterà un impalcato continuo a tre campate e sarà realizzato in acciaio e calcestruzzo, posizionato ad una quota più alta rispetto all’attuale, che ne migliorerà significativamente le condizioni idrauliche; prevede una sede stradale con due corsie e due banchine, ciascuna affiancata da un marciapiede. Tali marciapiedi sono raccordati con le sommità degli argini in modo da garantire i percorsi naturalistici. La nuova opera è stata progettata nel rispetto della normativa antisismica».

M5s: «Edison vuole andare in sovrapressione per aumentare lo stoccaggio del gas»

La preoccupazione della consigliera Ricci Picciloni a proposito di una nuova richiesta avanzata dalla società che sta lavorando al sito di San Potito e Cotignola

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L’impianto di San Potito

«La società Edison intende forzare andando in sovrappressione e iniettando con il 20 percento in più della pressione originaria per poter stoccare e tentare di recuperare la parte di progetto compromessa e quindi anche i propri introiti». È la segnalazione preoccupata di Ilaria Ricci Piccoloni, consigliera M5s nell’Unione della Bassa Romagna, a proposito del progetto per lo stoccaggio gas sottoterra tra San Potito e Cotignola. La grillina ha depositato un’interpellanza urgente «per denunciare che secondo la letteratura scientifica i rischi sella sovrappressione sono connessi alla sismicità indotta perché le pressioni sono un fattore decisivo per l’innesco di eventuale sismicità indotta e che questa zona territoriale sembra essere una zona con sorgenti sismogenetiche superficiali a soli 2,5 km di profondità, in alcuni casi 2 km».

Per lanciare l’allarme Picciloni fa riferimento all’avviso, pubblicato sul sito del ministero dell’Ambiente, che Edison avrebbe inoltrato richiesta “assoggettabilità a Via per l’esecuzione prove di iniezione nel giacimento BB1 di San Potito finalizzate all’ampliamento della capacità di stoccaggio”, «cioè proprio il livello che si era rilevato compromesso». Cioè quanto sarebbe emerso il 17 maggio 2016 durante un incontro ispettivo consiliare alla centrale di stoccaggio di San Potito: «I tecnici di Edison ammisero che le pressioni di alcuni livelli presso il Cluster A di San Potito erano risultate prossime all’originaria e quindi maggiori del preventivato e si evidenziava un acquifero sotterraneo sottostimato nei  primi rilievi, molto importante e capace di mettere in crisi il progetto di quella porzione di territorio. Insomma la capacità di stoccaggio del progetto iniziale rischiava di ridursi del 50 percento perché una importante risalita dell’acqua e le pressioni lo mettevano in crisi, obbligando gli stessi tecnici a sospendere quella parte di progetto in attesa di ulteriori verifiche. Anche il finanziamento della Banca  Europea per gli Investimenti risultava sospeso con richiesta di proroga».

Ma secondo quanto sostiene l’esponente del Movimento 5 Stelle «portare in sovrappressione lo stoccaggio significa mettere a rischio l’intero territorio, e non serve a nulla monitorare i microsismi, perché il sisma non è un fenomeno che fai tornare dietro con una manopola, una volta che ti accorgi che qualcosa nel sottosuolo si è fratturato puoi fermare le operazioni assurdamente rischiose che stai sperimentando, ma il terremoto non lo fermi e sappiamo bene come andò in Emilia».

Il 5 maggio scade il termine per inviare osservazioni al ministero e opporsi agli esperimenti di ampliamento della capacità di stoccaggio per mezzo della sovrappressione: «Se non si muoveranno i sindaci mi adopererò perché i cittadini sappiano che i sindaci non si sono opposti a questo nuovo esperimento che tocca il nostro fragile territorio. Ma invito tutti i cittadini del territorio a presentare le osservazioni al ministero: basta andare sul sito e guardare l’avviso attinente l’impianto. E a fondare comitati per prendere in mano la situazione e recuperare il controllo locale di quanto avviene su un territorio densamente popolato che deve essere tutelato».

Accoglienza profughi, con la nuova convenzione chiudono 4 strutture

Dall’1 aprile i posti disponibili nei nove comuni dell’Unione scendono da 417 a 341

MmSono quattro le strutture di accoglienza per richiedenti asilo nella Bassa Romagna che verrano chiuse con l’entrata in vigore, a partire dall’1 aprile, della nuova convenzione tra l’Unione dei Comuni, l’Asp della Bassa e la prefettura. Le chiusure riguardano una struttura nel centro di Lugo (per 12 posti), una a Villa San Martino (7 posti), una nella frazione di Budrio di Cotignola (20 posti) e una nella frazione di Taglio Corelli di Alfonsine (18 posti). Nel complesso, con la riorganizzazione degli altri 19 siti che restano operativi, si scende da 417 posti disponibili a 341 per una accoglienza complessiva che al 26 marzo contava 336 richiedenti protezione.

«Nell’adeguamento ai nuovi numeri previsti dalla convenzione – spiega un comunicato dell’Unione – sono stati effettuati alcuni spostamenti dei richiedenti, tenendo conto sia delle indicazioni della prefettura (trasformazione di un sito nel comune di Lugo da accoglienza maschi adulti ad accoglienza donne singole e/o con bambini), sia dei progetti di volontariato, di inserimento formativo e professionale avviati con i richiedenti stessi; questo per garantire la continuità e il potenziamento delle azioni svolte dai gestori per l’integrazione dei richiedenti nel tessuto sociale della comunità che li ospita».

Sulla riorganizzazione è intervenuto anche Lorenzo De Benedictis, capogruppo Pd in Bassa Romagna: «I nuovi numeri, esito anche delle misure del Ministro Minniti, sono stati stabiliti ben prima del 4 marzo. La maggior parte dei ragazzi e delle ragazze richiedenti protezione internazionale accolte nei Cas (Centri di accoglienza straordinaria) del territorio, secondo quanto stabilito dalla suddetta convenzione, provengono dai paesi dell’Africa subsahariana e fuggono a causa di conflitti o perché rischiano di subire persecuzioni individuali di natura politica, etnica, razziale, religiosa, sessuale o a causa di terribili carestie. L’accoglienza è regolamentata dai trattati internazionali e da specifiche norme statali volte a garantire, oltre al vitto e all’alloggio, in attesa della conclusione del percorso di richiesta di accoglienza, anche l’apprendimento della lingua italiana, percorsi di formazione per favorire l’inserimento lavorativo e attività di volontariato utili alla vita di relazione. Sono inoltre diversi i ragazzi impegnati in lavori stagionali presso aziende locali, in particolare quelle agricole, attraverso regolari contratti a tempo determinato».

Cervia e Ravenna verso l’estate: sulla costa in vigore le ordinanze per la movida

Provvedimento per limitare l’uso dei contenitori in vetro a Marina di Ravenna e disposizioni sugli orari nel Cervese

Movida Caserta RissaCon l’inverno che sembra definitivamente alle spalle e la Pasqua alle porte, la costa ravennate comincia a mettersi in modo per la stagione balneare 2018 e come previsto entrano in vigore le ordinanze che regolamentano la movida e le attività di intrattenimento nei lidi dei due comuni costieri di Ravenna e Cervia.

QUI RAVENNA
A partire da venerdì 30 marzo, nelle giornate di venerdì, sabato e domenica fino al 30 giugno, nelle giornate festive del 2 aprile, del 25 aprile e dell’1 maggio e tutti i giorni dall’1 luglio al 2 settembre, a Marina di Ravenna sarà in vigore la consueta ordinanza estiva che prevede il divieto di consumo all’aperto di bevande alcoliche in qualsiasi contenitore e altresì di bevande e alimenti in bottiglie di vetro, lattine e altri contenitori atti ad offendere nell’ambito del parcheggio scambiatore di via Trieste all’altezza della rotonda degli Sgobbolari; nel tratto di via della Pace che collega il parcheggio scambiatore con l’intersezione di viale delle Nazioni; nella zona di viale delle Nazioni compresa fra l’intersezione con via Ciro Menotti e la tabella di inizio centro abitato “Marina di Ravenna”; negli stradelli carrabili e pedonali di raccordo con l’area retrodunale di viale delle Nazioni nel tratto ricompreso fra l’intersezione con via IV Novembre e la suddetta tabella di inizio centro abitato; nell’area retrodunale propriamente considerata, ricompresa nel medesimo tratto di cui sopra, nonché nell’ambito di via Rivaverde. Le disposizioni dell’ordinanza non si applicano a chi consuma nei pubblici esercizi e nelle rispettive aree di pertinenza autorizzate. Nelle stesse aree è inoltre vietato l’abbandono di bottiglie di vetro, lattine, vassoi, contenitori vari, di plastica, carta, vetro, cartone e simili.

Sono poi vietate la vendita, la somministrazione e il consumo di bevande alcoliche ovvero di bevande in contenitori di vetro e lattine nell’ambito dei pubblici esercizi di somministrazione alimenti e bevande ubicati lungo il tratto di viale delle Nazioni ricompreso fra l’intersezione con via Ciro Menotti e la tabella di inizio centro abitato “Marina Di Ravenna”. Sono esclusi da tale divieto la somministrazione e il consumo con servizio al tavolo negli spazi organizzati per l’attività di somministrazione/ristorazione.

Durante l’intero periodo di apertura degli stabilimenti balneari sono vietati la vendita, la somministrazione e il consumo di bevande attraverso l’utilizzo di bottiglie, bicchieri, altri contenitori di vetro e lattine. Sono esclusi da tale divieto il servizio di somministrazione e il consumo al tavolo, negli spazi specifici organizzati per l’ attività di somministrazione/ristorazione.

QUI CERVIA
Gli stabilimenti balneari, almeno nei mesi di giugno, luglio, agosto, devono restare aperti tutti i giorni con orario minimo fissato dalle 7.30 alle 19, con  possibilità di prolungamento di orario  dalle 6 alle 24, come gli scorsi anni con termine della musica e rumori alle 23. Per la Notte Rosa, San Lorenzo e Ferragosto, la chiusura è prorogata alle 3 del giorno successivo e alle 3.30, con spegnimento graduale degli impianti di diffusione a partire dalle 3, se si tratta di stabilimenti dotati di fonometro. Durante la stagione balneare estiva, tutti i varchi a mare devono restare aperti al pubblico. È vietato l’accesso in spiaggia dall’1 alle 5 del mattino, eccetto nelle serate di apertura degli stabilimenti balneari oltre le ore 24. La zona di mare per la  balneazione è fino a  300 metri di distanza dalla riva. Tra il 26 maggio ed il 9 settembre 2018 è garantito il servizio di soccorso e salvataggio.

Rubano in 19 garage in una notte ma mentre caricano il bottino arriva la polizia

Risparmiati solo 5 box su 24. Biciclette, utensili, scarpe, vino e abiti: in corso accertamenti per rintracciare i proprietari

BiciDei 24 garage del condominio al 35 di via Dradi a Ravenna se ne sono salvati solo 5, gli altri 19 nella notte tra il 28 e il 29 marzo sono stati visitati da una banda di ladri: il colpo non è andato a buon fine solo perché mentre stavano trasportando il bottino verso un’auto (rubata il giorno prima a Faenza) si sono imbattuti in una volante della polizia e hanno dovuto abbandonare tutto per fuggire ed evitare l’arresto.

I poliziotti della squadra volante, in perlustrazione notturna, alle 3 del mattino hanno incrociato un trio di uomini con con borsoni e due mountain bike. Un quadro piuttosto anomalo visto l’orario. I tre hanno lasciato tutto a terra e sono fuggiti a piedi. Le ricerche con l’ausilio delle altre pattuglie davano esito negativo.

È stato possibile però recuperare la refurtiva. È stato rintracciato il proprietario della mountain bike e per quanto riguarda il contenuto dei borsoni abbandonato dai fuggitivi, costituito da levigatrici, trapano, sega manuale, borsa termica, scarpe anti-infortunistica, cassetta da pesca, bottiglie di vino e indumenti sono in corso gli accertamenti per rintracciare i proprietari.

Violenze sulle anziane nella casa-famiglia, i gestori chiedono la scarcerazione

I due accusati di maltrattamenti e sequestro di persona si sono avvalsi della facoltà di non rispondere fornendo documenti che dimostrano la collaborazione con un pool di medici e gli esiti di un’ispezione del Nas che non rileva problemi di salute per le sei donne

Img08I due gestori della casa-famiglia “Oscar Patrizia” di Sant’Alberto, arrestati la notte del 26 marzo dai carabinieri per maltrattamenti su una delle sei 80enni ospitate, sono comparsi stamani 29 marzo in tribunale a Ravenna: davanti al giudice per le udienze preliminari si sono avvalsi della facoltà di non rispondere e hanno chiesto la scarcerazione con passaggio alla misura cautelare più lieve ritenuta idonea dal giudice. La decisione del gip è attesa entro domani.

D’accordo con l’avvocato Francesco De Angelis che li tutela, il 64enne Lamberto Grilli e la 49enne Lenuta Avram ritengono di non aver avuto il tempo necessario per esaminare il corposo fascicolo con le contestazioni a loro carico – oltre a maltrattamenti l’accusa è anche di sequestro di persona e esercizio abusivo della professione – ma hanno comunque fornito documenti valutati utili a fare chiarezza: l’esito di un’ispezione dei Nas di pochi giorni fa in cui sono emerse alcune irregolarità ma non problemi di salute delle ospiti e la dimostrazione di una collaborazione con un pool di medici che monitorava le condizioni delle donne.

La richiesta di scarcerazione si basa sullo stato di incensuratezza dei due accusati, sul sequestro della struttura che quindi impedisce l’eventuale reiterazione del reato e sulla mole di elementi probatori raccolti dalla procura (pm Monica Gargiulo) che dovrebbe perciò limitare il rischio di inquinamento delle prove. Grilli risulta come una sorta di factotum nella struttura ma per gli inquirenti è un socio occulto dell’attività intestata al figlio. Sulla donna invece sono in corso accertamenti: risulterebbe una collaboratrice ma non è ancora chiaro l’inquadramento del rapporto professionale.

Il consigliere comunale di Forza Italia, Alberto Ancarani, esprime alcune perplessità sul regolamento comunale sulle case-famiglia introdotto un paio di anni fa: «Quando si sono tirate le somme sull’efficacia del regolamento, ciò che è emerso è che quelle norme anziché prevenire casi come quello di Sant’Alberto, si preoccupano di far inserire i rubinetti a pedali nei bagni delle strutture o di quante Oss ci debbano stare per ogni letto o di quanti posti letto massimi possano stare nella struttura. Queste prescrizioni, applicate ai casi concreti, in realtà dimostrano spesso di essere ben poco significative e di non modificare pertanto la percezione di “serietà” di una casa-famiglia rispetto a un’altra».

La consigliera comunale Samantha Tardi (Cambierà) ha presentato un’interrogazione al sindaco perché valuti di sollecitare l’obbligo di installazione di impianto di videosorveglianza a circuito chiuso, da parte di chi vuole intraprendere l’apertura di case famiglia, considerata l’assenza di utenza minore di 18 anni, ai fini di controllo in caso di segnalazioni e/o denunce da parte di amici e parenti degli ospiti, ovviamente con tutte le tutele del caso sia per i gestori della struttura sia per chi viene ospitato.

Il consigliere comunale Alvaro Ancisi chiede al sindaco  quali attività di vigilanza siano state effettuate o non effettuate o non adeguatamente effettuate sulla casa famiglia in questione e se il regolamento che disciplina tali attività sarà sottoposto con urgenza a revisione, al fine di renderlo più stringente ed efficace, avviandone la discussione nelle commissioni consiliari “Servizi sociali” e “Sanità pubblica”.

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