sabato
02 Maggio 2026

Imprese innovative: 24mila euro a fondo perduto per due nuove cooperative ravennati

Sono i vincitori della prima edizione del bando promosso da Legacoop: si occupano di pesca sostenibile e servizi per lo spettacolo

Raven
I soci di Raven

Quarantottomila euro di premi da dividere tra quattro idee di impresa innovativa: soluzioni per la coltivazione idroponica (Fyobot), consulenza per la pesca sostenibile (Adriproject), reception diffusa per strutture turistiche (Air Reception) e servizi professionali per lo spettacolo (Raven). ‎

Si è conclusa così la prima edizione di Coopstartup Romagna, bando per creare nuove cooperative promosso da Legacoop Romagna ed Emilia-Romagna, Coopfond e Coop Alleanza 3.0. ‎

Adriproject
I soci di Adriproject

Due progetti premiati afferiscono al territorio di Ravenna. Raven (età media 33 anni) ha visto al lavoro Carlotta Guerra, Sandra Genova, Federico Antonio Tanzi, Claudio Iudice, Ilaria Zanzi, Dario Procopio e Ciro Pepe. Il progetto Adriproject è stato presentato da Simone D’Acunto, Valerio Suliddi e Silvia Brandi, età media 30 anni.

Le altre due idee vincitrici sono del territorio riminese. I quattro fondatori di Air Reception vivono tra Morciano e Riccione e hanno un’età media di 33 anni. Si tratta di Antonio Esposito, Gabriele Baffoni, Valentina Fabbri e Maria Chiara Sanchi. Tra Misano Adriatico e Riccione risiedono invece i progettisti di Fyobot, età media 30 anni: Giordano Silvestri, Emanuele Montanari e Stefania Gianni.

Ogni gruppo vincitore riceverà dodicimila euro a fondo perduto per aprire la propria cooperativa, sotto forma di fondi e servizi di supporto all’avviamento, un percorso di formazione intensivo e gratuito e l’accompagnamento nella fase post startup.

La cerimonia di premiazione si è tenuta oggi al centro congressi Sgr di Rimini nel corso di una direzione allargata di Legacoop Romagna.

Gli assegni sono stati consegnati dal vicepresidente di Coop Alleanza 3.0, Elio Gasperoni, dal presidente di Legacoop Romagna, Guglielmo Russo, dal direttore generale Mario Mazzotti, dal direttore promozione di Coopfond, Alfredo Morabito e dalla responsabile internazionalizzazione di Legacoop Emilia-Romagna, Roberta Trovarelli.

Coopstartup Romagna è partito a marzo 2017 e ha coinvolto in totale circa 150 aspiranti imprenditori romagnoli, in maggioranza under 40, che hanno affrontato un impegnativo percorso di selezione, formazione e supporto ai business plan.

Tra i partner Aiccon, Apofruit Italia, Aster, CBR, Cento Fiori, CMC, COOP 134, DECO Industrie, Federcoop Romagna, Formula Servizi, Innovacoop, Rete Treseiuno, Zerocento.

Onde alte anche 4 metri: allerta meteo fino alla mezzanotte di lunedì

Rischio arancione per stato del mare. Chiusi gli accessi ad alcuni stradelli dei fiumi

È attiva fino alla mezzanotte di domani, lunedì 19, nel territorio del comune di Ravenna l’allerta meteo numero 48, arancione per stato del mare, gialla per criticità idrogeologica,vento e criticità costiera, emessa dall’Agenzia regionale di protezione civile e da Arpae Emilia Romagna.

«Raccomando – dichiara il sindaco Michele de Pascale – di mettere in atto le opportune misure di autoprotezione, fra le quali, in questo caso, non accedere a moli e dighe foranee e fare particolare attenzione nel caso in cui si acceda alle spiagge; prestare particolare attenzione allo stato dei corsi d’acqua ed evitare di accedere ai capanni presenti lungo gli stessi; prestare inoltre attenzione alle strade allagate e ai sottopassi e non accedere a questi ultimi nel caso li si trovi allagati o impraticabili; sistemare e fissare gli oggetti sensibili agli effetti del vento o suscettibili di essere danneggiati».

Su richiesta dell’Agenzia regionale di protezione civile, a scopo precauzionale sono stati chiusi gli accessi ad alcuni stradelli che passano accanto ai fiumi Montone (sotto ponte Assi, argine sinistro), Ronco (sotto al ponte della statale 16 Adriatica, argine destro), Fiumi Uniti (sotto Ponte Nuovo).

In particolare nel pomeriggio-sera di oggi, domenica 18 marzo, sono previsti venti forti su mare al largo e sulle coste (50-61 km/h), con conseguente mare agitato al largo (onda tra 2,5 e 4 m).

Cgil: «Ripresa? Il tasso di occupazione è in calo, in tanti hanno smesso di cercare»

Il segretario Ricci: «Le aziende non trovano lavoratori? Se a un laureato offri un tirocinio da 400 euro al mese magari preferisce andare all’estero…»

Costantino Ricci
Costantino Ricci

La disoccupazione è in calo ma non è l’unico numero a cui guardare per leggere lo stato di salute del mercato del lavoro sul territorio. Così ci dice il segretario provinciale del sindacato Cgil, Costantino Ricci: «Ad esempio io noto che sono in calo anche il tasso di occupazione e il numero assoluto degli occupati. Non c’è stato un corrispondente calo della popolazione e allora mi viene da dire che c’è una fetta di popolazione che non cerca più lavoro e questo mi preoccupa». E poi guardando ai vicini di casa c’è poco da stare allegri: «Il dato ravennate è comunque peggiore di quello regionale».

Infine le imprese: «Se facciamo base cento nel 2008, prima della crisi, per le imprese attive registrate alla Camera di Commercio di Ravenna, oggi vediamo che quelle manifatturiere e minerarie sono 73, nell’agricoltura sono 76 e nella logistica sono 69. Insomma non vedo dei segnali che autorizzino a parlare di inversione di tendenza. Segnali importanti di miglioramento sì ma andrei piano a festeggiare».

Tra i dati sicuramente positivi ci sono i 529 dipendenti che usufruivano di ammortizzatori sociali al 31 dicembre 2017: «Si può dire che sia un numero fisiologico, siamo ben lontani dai picchi di 7.700 nel 2008 e 7.900 nel 2013. Però è anche vero che con le modifiche di legge sono diminuite le aziende che possono richiedere la cassa integrazione».

C’è poi da tenere in considerazione la differenza tra attivazioni e cessazioni di contratti di lavoro, di qualunque tipo e durata: al terzo trimestre del 2017 il saldo era negativo di 64. «Non può essere un dato incoraggiante se si chiudono più contratti di quanti se ne aprono. E nei prossimi mesi arriveremo alla fine dei tre anni di incentivi per le nuove assunzioni, questo avrà effetti sui numeri». Eppure ogni tanto si sente dire di aziende che non trovano lavoratori. Ricci sorride: «Ho qualche difficoltà a capire che cosa si intenda. Se pensiamo di retribuire certe professionalità offrendo a un giovane laureato un tirocinio formativo a 400 euro mese poi dobbiamo mettere in conto che se ha qualche offerta diversa all’estero preferisca quella». E così una risorsa su cui ha investito lo Stato finisce per entrare nel mercato del lavoro altrove: «Siamo un Paese senza politica industriale. Se vogliamo davvero impostare una formazione finalizzata alle assunzioni in Italia occure decidere oggi che industria avremo fra tre-quattro anni per dare un indirizzo ai percorsi di studio». E a proposito di formazione, il sindacalista non risparmia critiche al mondo aziendale: «Non c’è più la propensione di un tempo a formare i proprio lavoratori. Cercare personalità già formate sul mercato del lavoro dopo otto anni di crisi forse non è così facile».

Stefano Recine torna al Pala De André: «Non mi sento un ex, ma questa è casa mia»

Il ritorno del dirigente, ora a Perugia. «La Bunge ha fatto un lavoro egregio, bravo Bonitta»

Recine FesteggiaIl ritorno al Pala De André dei playoff per lo scudetto della pallavolo, atteso ormai da ventuno anni perché nel 2015 Ravenna giocò le gare casalinghe a Forli, offre tutti gli ingredienti giusti per assistere a un grande spettacolo.

RecineDomenica 18 marzo (inizio ore 18) gara2 dei quarti di finale tra la Bunge e la corazzata Sir Safety Conad Perugia (3-1 all’andata): tra gli umbri ci sarà la presenza di due ravennati molto amati, l’ex Fabio Ricci in campo e il dirigente Stefano Recine in tribuna. Proprio quest’ultimo, direttore tecnico del club umbro, è il primo ad applaudire quanto fatto dalla Bunge in questa stagione.

«Quest’anno a Ravenna – inizia Recine – è stato effettuato un lavoro egregio, straordinario. Sono stati tesserati giocatori di grande valore come Buchegger, tra l’altro trattato anche da noi, e azzeccato tutte le scelte, ricostruendo da zero un gruppo molto competitivo. I centrali, tutti giovani, stanno facendo benissimo, come i due martelli Poglajen e Marechal, e in più c’è un Orduna che sta dimostrando di valere una squadra di alto livello».
A inizio stagione si sarebbe aspettato di incrociare proprio la Bunge nei playoff ?
«Di sicuro c’erano formazioni  più accreditate, come Monza, Latina e Vibo Valentia, che alla fine sono arrivate dietro. È stato premiato l’enorme lavoro di Bonitta e dellasocietà, capace di fare il massimo con un budget limitato.Inoltre si è potuto contare sulla grande spinta del pubblicodel Pala De André. In regular season non è stato facile battere in casa sua la Bunge e penso che in gara2 dei playoff ci sarà
da soffrire. Tornare a giocare in quel palazzetto è stata una scelta giustissima».
Passando a Perugia, è soddisfatto di come sta andando la vostra stagione?
«Abbiamo vinto i primi trofei della nostra storia, la Supercoppa e la Coppa Italia, per la prima volta abbiamo chiuso in testa alla classifica e siamo in corsa per le finali della Champions League. Meglio di così finora non si sarebbe potuto andare. È un premio meritato per il nostro pubblico, lo staff tecnico e i giocatori».
Da ravennate, la partita di domenica la sente come un derby personale?
«Direi di no. Io sono e resto un amico della società, di cui tra l’altro figuro anche tra i soci fondatori. È da tanti anni che però sono lontano da Ravenna per motivi professionali e non mi considero più un ex. Comunque mi fa sempre molto piacere venire in quella che è casa mia».
Oltre che giocatore, è stato anche dirigente a Ravenna. Cosa ricorda?
«Sono stato direttore sportivo dal ’94 al ’97, con l’amico Brusi direttore generale. Ci siamo divertiti tantissimo, ci siamo tolti grandi soddisfazioni, tra cui vincere una CoppaCev. Finiti i fasti del Messaggero, avevamo poche risorse, ma tanto sale in zucca. In quegli anni sotto la guida di Skiba e Bonitta stava crescendo un gruppo davvero interessante di giovani, molti dei quali avrebbero costruito una grande carriera. In più abbiamo azzeccato tutti i pochi stranieri che ci potevamo permettere. Infine mi piaceva il fatto che comunque Ravenna fosse sempre temuta da tutti gli avversari».
Dopo dove andò?
«A Macerata, dove sono stato tredici anni, vincendo tutto. È stato un periodo molto lungo e bello».
E a Perugia come si trova?
«Benissimo. È una società di alto livello, con una grande organizzazione e un pubblico stupendo. Spero di stare qui ancora per tanto tempo. A me non piace cambiare spesso».
Come si vivono le pressioni per le responsabilità di dirigere il mercato di club come questi?
«Io le pressioni le cerco. Nei cinque-sei mesi che sono stato fermo stavo molto peggio… Questo è un lavoro che faccio da 26 anni, con grandissima passione».
In famiglia si continua a mangiare sempre pane e pallavolo?
«Sì, mia moglie (Beatrice Bigiarini, ndr) da atleta ha fatto una grande carriera, molto più bella della mia. Ha giocato a Ravenna e Reggio Emilia e vestito tante volte la maglia della nazionale. Entrambi i miei figli hanno fatto parte delle nazionali giovanili, una grandissima soddisfazione per noi. Adesso Martina si sta dedicando più agli studi, mentre Francesco gioca in A2 nel Club Italia».
Che consigli dà ai suoi figli?
«Sono ragazzi molto responsabili, con in più la fortuna di avere una grande mamma. Sono molto autonomi, ma comunque sono felice di aver trasmesso loro l’amore per la pallavolo».
Augurandole di restare a Perugia almeno altri 11 anni, quando avrà terminato la sua esperienza le piacerebbe tornare da dirigente a Ravenna?
«Adesso sto bene qui e il mio desiderio è quello di chiudere in Umbria la mia carriera. A Ravenna, invece, largo ai giovani, che stanno facendo cose incredibili».

La Banda musicale della Finanza suona a Ravenna per le vittime delle mafie

Organizza Emilia Romagna Concerti, che porta anche incittà il generale Angiolo Pellegrini, al comando della sezione Anticrimine dei carabinieri di Palermo negli anni ottanta

Banda FinanzaIn occasione della Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, Emilia Romagna Concerti a Ravenna propone due iniziative. Mercoledì 21 marzo alle 18 alla sala Corelli del teatro Alighieri ci sarà la presentazione del libro Noi gli uomini di Falcone del generale Angiolo Pellegrini, al comando della sezione Anticrimine dell’Arma dei Carabinieri di Palermo negli anni ’80, tenuta sotto scacco dalla mafia siciliana (presenta Anna De Lutis e introduce il Procuratore Capo Alessandro Mancini, a ingresso libero).

Alle 21 nella sala principale dell’Alighieri ci sarà invece il concerto della Banda Musicale della Guardia di Finanza, diretta da Leonardo Laserra Ingrosso, con la partecipazione del flautista Andrea Griminelli, che interpreterà la Fantasia sulla Carmen di Bizet, accompagnato dalla Banda.

La Banda Musicale della Guardia di Finanza nasce ufficialmente nel 1926, riunendo in un’unica compagine strumentale le diverse Fanfare che fin dal 1883 erano state istituite presso alcuni Reparti del Corpo. Attualmente è un complesso artistico stabile composto da un Maestro Direttore, un Maestro Vice Direttore e 102 esecutori provenienti dai diversi Conservatori italiani ed incorporati, attraverso una accurata selezione, tramite concorso nazionale.

Il renziano Collina: «Il Pd ha pagato gli effetti della crisi. Ripartiamo da capo»

Rieletto nell’uninominale, il senatore faentino spiega così la sconfitta: «Il voto ai nostri avversari è stato di “reazione”. Ma non credo che le loro proposte siano realizzabili»

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Stefano Collina e Matteo Renzi

Scampato alla debacle elettorale del Pd, il faentino Stefano Collina è stato riconfermato al Senato per il secondo mandato nel collegio uninominale di Ravenna (correva peraltro senza paracadute nel proporzionale). Renziano della prima ora si troverà in Parlamento in una fase a dir poco complicata per il partito. Lo sentiamo all’indomani della direzione del Pd che ha deciso di affidare la guida al vice di Matteo Renzi – dopo le dimissioni del segretario – Maurizio Martina fino all’assemblea prevista per aprile.

Senatore, si aspettava un risultato così risicato?
«Il risultato generale è stato sicuramente inferiore alle attese, e dunque aver raggiunto l’elezione in un simile contesto è sicuramente importante. Detto questo, non è che noi abbiamo preso zero voti, abbiamo una base importante da cui ripartire».
Per andare dove?
«Va portata avanti l’idea di un partito moderno, vanno trovate risposte nuove a problemi nuovi, non dobbiamo perdere la spinta all’innovazione».
Ma dunque, questa spinta non c’era nel Pd? Per cosa vi hanno punito gli elettori?
«In tutta Europa c’è stato un terremoto politico, dalla Brexit del Regno Unito alla scomparsa dei socialisti in Francia fino al risultato tedesco con la Spd penalizzata e lacerata e alla situazione della Catalogna in Spagna. Noi siamo arrivati per ultimi e, come dicevo, si tratta sicuramente di una sconfitta, ma non di un azzeramento. Credo che abbiamo pagato anche noi i lunghi anni di crisi».
Insomma, siete stati penalizzati dal fatto che eravate al governo.
«Diciamo che guardando anche a chi ha vinto, mi è sembrato un voto di reazione. Noi abbiamo fatto proposte concrete e realizzabili, ma anche se non mi sembra sia stato altrettanto vero per gli altri, non abbiamo convinto gli elettori a proseguire per la strada che abbiamo tracciato».
Quindi ci conferma che va in Parlamento per fare l’opposizione?
«Non vedo l’ora di metterli alla prova per vedere come il reddito di cittadinanza sia di fatto irrealizzabile, così come la flat tax proposta dal centrodestra».
Quindi è tra coloro convinti che a spostare il voto sul Movimento 5 Stelle sia stato proprio il tema del reddito di cittadinanza?
«Basta vedere la mappa del voto…».
Ma non è che al Sud semplicemente non hanno ritenuto voi efficaci e piuttosto che votare Lega abbiano preferito dare fiducia al Movimento?
«Il divario tra Nord e Sud in Italia non è certo di oggi ed è dovuto a cause strutturali. Noi avevamo fatto una proposta per dare omogeneità al Paese, la riforma costituzionale che avrebbe rivisto la ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni, ma come noto è stata bocciata con il referendum del 4 dicembre. Ora sta ad altri governare e vedremo quello che saranno capaci di fare».
Cosa si immagina che accadrà in Parlamento?
«Molto si capirà da come si formeranno i gruppi parlamentari, anche nel 2013 nacquero gruppi che non erano presenti alle elezioni».
C’è chi dice che questo potrebbe succedere anche con il Pd. C’è chi dice che Renzi sia pronto a fare il suo partito.
«Mi pare che abbia chiaramente chiuso con queste ipotesi dicendo che non andrà da nessuna parte. Bisogna ripartire dal Lingotto (dove di fatto è nato il partito con il discorso di Veltroni del 2007, ndr), dalla fondazione del Pd come partito che parla al paese e al futuro, oltre i singoli passaggi elettorali che possono anche essere negativi. Ora dobbiamo esercitare discernimento su come attivare nel concreto nuovamente quella visione».
Ma secondo lei Renzi potrebbe tornare a competere per la leadership del partito? Magari più avanti, dopo un periodo di guida Delrio?
«Si è appena dimesso, non mi pare sia questo il tema al momento attuale. Resterà sicuramente una risorsa del partito, ma da questa fase dobbiamo uscirne insieme, non dobbiamo sciupare questa occasione di discussione che ci viene offerta anche dal fatto di trovarci all’opposizione. Non dobbiamo correre sulla scelta della leadership perché conosciamo gli orientamenti e le sfumature di pensiero presenti, dobbiamo ragionare di più su come ripartire. Poi arriverà anche il momento della scelta del- la leadership che ciascuno riterrà migliore, per il futuro».
Eppure i giornali parlano di faide interne e regolamenti di conti…
«Le saghe fanno vendere più copie, ormai si sa, e quale saga migliore del Pd che fornisce ogni giorno nuovi materiali? Ma ripeto, ora serve lavoro di condivisione e confronto. Anche perché abbiamo visto che chi ha fatto la scelta di abbandonare il Pd non è stato certo premiato».
In effetti, se c’è qualcuno che è andato peggio di voi sono sicuramente gli ex di Leu, spera che torneranno nel Pd?
«Il Pd è un partito ampio e plurale che ha sempre parlato al Paese, ma, pur nella diversità bisogna anche avere basi condivise che, come dicevo, non possono certo essere quelle di una visione ante-Lingotto, anche perché abbiamo visto che non dà riscontri positivi nelle urne. Ne abbiamo avuto la controprova. E noi, per quanto sconfitti, siamo ancora il secondo partito del paese».
Ma lei si definisce ancora renziano?
«Non certo nel senso, deteriore, con cui è stato usato il termine, cioè come un’obbedienza fideista al leader. Matteo Renzi ha incarnato e incarna una forte voglia di cambiamento della sinistra, supportata dalla dimensione della concretezza per affrontare le mutazioni di una società post-industriale, digitale, complessa, unita anche a una grande passione per l’Italia. In questo senso sono ancora renziano. Le lea- dership sono questo, uomini in grado di dar forma a idee, ma è successo sempre in passato con personalità che tutti ricordiamo essere stati leader dei grandi partiti».
Come giudica il fatto che non si sia presentato alla prima Direzione del partito dopo la sconfitta elettorale?
«Un gesto che non è una resa perché ha chiarito che resta nel Pd, ma che invece vuole aprire una fase di discussione sgombrando definitivamente il campo da valutazioni personalistiche che troppo spesso hanno fatto scudo al vuoto di sostanza di molte critiche».
Tornando a Roma, il primo appuntamento è con l’elezione dei presidenti della Camere. Sarebbe pronto eventualmente a votare Calderoli, che sembra sia il candidato della Lega?
«Io credo che noi come Pd faremo le nostre proposte perché abbiamo persone di valore che possono sicuramente essere candidati a quelle cariche. E mi immagino che, non avendo i numeri, non otterremo l’elezione. Ma noi voteremo il nostro candidato. Mi sentirei di escludere strane alchimie per quanto ci riguarda, saranno gli altri eventualmente a trovare accordi».

«Pronto, sono del ministero». E la suora le invia 4mila euro. Ma era una truffa

Raggiro ai danni di un istituto religioso. I due malviventi individuati dai carabinieri, già protagonisti in passato di “colpi” simili

Suora«Buongiorno, chiamo dal ministero, il vostro convento ha ricevuto un contributo statale di 24.400 euro». È iniziata con una telefonata in gennaio la disavventura in cui sono incappate le suore di un istituto religioso di Faenza. Una finta incaricata del ministero, infatti, ha fatto credere alla suora superiora di aver ricevuto un cospicuo contriuto statale poi, in un secondo momento, le ha spiegato che per un errore era stato versato un contributo maggiore del previsto, chiedendole indietro 4.400 euro. Senza neppure verificare di avere ricevuto la somma, la suora ha seguito le istruzioni della truffatrice, andando a prelevare i 4.400 euro con cui ha poi fatto un versamento in posta in una carta ricaricabile, poi – dalle indagini dei carabinieri – risultata oggetto di una denuncia di smarrimento. Una mossa per cercare di trovare un alibi, da parte del truffatore, che è però stato individuato dai carabinieri. Si tratta di un 40enne siciliano, truffatore seriale secondo gli archivi delle forze dell’ordine. La sua complice, molto convincente al telefono con la suora, è una ragazza di 25 anni, siciliana anche lei e già autrice di altri “colpi” simili, ai danni di suore di tutta Italia.

Entrambi sono stati denunciati per truffa e i carabinieri stanno cercando di recuperare, dalla carta ricaricabile (utilizzata spesso in sale scommesse della Sicilia), almeno parte della somma versata dalla suora superiora.

Operata d’urgenza per un aneurisma cerebrale, la fanno partorire in Neurochirurgia

La storia a lieto fine di una giovane ravennate e della sua bimba, al Bufalini di Cesena

Bufalini CesenaHa partorito la sua piccola nel reparto di Neurochirurgia dell’Ospedale “Bufalini” di Cesena pochi istanti prima che i chirurghi la operassero per un aneurisma cerebrale. Protagonista della vicenda, avvenuta qualche mese fa e coronata con il lieto fine, una giovane donna ravennate.

A darne notizia è l’Ausl Romagna. «La paziente, incinta, era incosciente e in imminente pericolo di vita a causa di una emorragia cerebrale causata da un aneurisma – racconta Luigino Tosatto direttore della Neurochirurgia del Bufalini –: la situazione era grave.Occorreva operare d’urgenza per salvarle la vita ma al contempo dovevamo cercare da fare il possibile per salvare la vita anche alla piccola. Non c’era tempo da perdere, così abbiamo deciso di farla n ella sala operatoria di Neurochirurgia con un taglio cesareo d’urgenza. Un parto avvenuto all’ottavo mese di gravidanza».

Nata la bimba, i medici hanno sottoposto la mamma a un intervento di asportazione dell’aneurisma cerebrale. Oggi lei e la figlia stanno bene. (Ansa.it)

Ecco la Notte d’Oro di primavera: in piazza il concerto di Lodovica Comello

Sul palco anche Giovanni Caccamo. Collaborazioni con il Sì Fest di Savignano all’insegna della fotografia. Il programma del 21 aprile

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Lodovica Comello

La Notte d’Oro raddoppia e diventa Notte d’Oro Primavera: in attesa del consueto appuntamento di ottobre, Ravenna resterà “accesa” tutta la notte anche il 21 aprile. Turisti e cittadini potranno fare la spola tra i luoghi più suggestivi, per ammirare mostre, seguire proiezioni e incontri: filo conduttore il tema della fotografia. In questi giorni si stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli del programma, già definito nelle sue linee principali.

«Abbiamo pensato a questo ulteriore appuntamento con la Notte d’Oro – dichiara l’assessore al Turismo Giacomo Costantini – perché siamo convinti che possa rendere ancora più vivace e attrattiva la città, offrire nuove opportunità agli operatori del centro storico e generare tanta creatività. La data, alla luce del felice connubio tra la scorsa Notte d’Oro e la Biennale del Mosaico, è stata scelta guardando alla mostra di Alex Majoli al Mar e anche al ponte del 25 aprile. È ovvio che il principale attrattore della città sia rappresentato dagli otto monumenti Unesco e dagli altri preziosi siti culturali di Ravenna, ma organizzare eventi e iniziative di questo tipo può senz’altro dare una motivazione in più a chi decide di passare un fine settimana in una città d’arte».

Alle 22.45 piazza del Popolo ospiterà il concerto gratuito di Lodovica Comello (cantante che ha partecipato al Sanremo del 2017 e attrice nota anche al pubblico più giovane per il telefilm Violetta) e Giovanni Caccamo, preceduto, dalle 18, da un dj set e dalla proiezione dei videoclip Il Pescatore (Fabrizio De Andrè) e Mastro Geppetto (Edoardo Bennato).

Il Museo d’arte della città proporrà alle 18 una conversazione sulla fotografia con Claudio Vitale e Marco Giugliarelli; fino alle 22 la mostra Andante di Alex Majoli; in programma anche un concerto degli allievi dell’istituto Verdi.

Alla biblioteca Classense alle 19 sarà inaugurata la mostra Footage di Leonardo Goni; nello scalone dell’aula magna ci sarà un set fotografico a cura di Gabriele Pezzi.

Sempre alla Classense (Manichetta della Manica Lunga) in collaborazione con SiFest – Savignano Immagini Festival la Notte d’Oro Primavera ospiterà la mostra Terra e uomini. Tra memoria e sentimento di Pier Paolo Zani. L’inaugurazione è in programma alle 19; la mostra resterà aperta fino al 29 aprile.

Inoltre, in collaborazione con SiFest saranno installate a Palazzo Rasponi dalle Teste e nel chiostro di ingresso della biblioteca Classense due cabine interattive Spring Snapshot per foto istantanee da Ravenna (dal 21 aprile al 7 maggio). Il pubblico sarà invitato a lasciare una delle due copie di foto rilasciate dal sistema su una parete che man mano si riempirà sempre più di fotografie, fino a diventare una vera e propria installazione.

Nella sala multimediale dei Chiostri Francescani dalle 19.30 alle 23 sarà proiettato il cortometraggio Intercity, regia di Silvia Bigi, dedicato all’opera di Raffaello Baldini.

Palazzo Rasponi 2 ospiterà la mostra fotografica Dei Paesi di Pio De Rose.

A Palazzo Rasponi dalle Teste la Notte d’Oro Primavera comincerà alle 20, con la premiazione dei vincitori della maratona fotografica #arRAngiati. E dalle 21.30 il circolo del cinema Sogni proporrà nel salone nobile la proiezione del documentario Acqua e Zucchero. Carlo di Palma I colori della vita, accompagnata da un intervento del direttore della fotografia Roberto Cimatti.

Si parla di cinema e arte all’Osteria del Tempo Perso con il circolo Sogni

Immagine Arte CinemaDopo l’incontro su Stanley Kubrick, l’Osteria del Tempo Perso di via Gamba, a Ravenna, e il circolo Sogni Antonio Ricci danno appuntamento per una nuova domenica pomeriggio all’insegna del cinema e dell’offerta enologica dell’Osteria.

Domenica 18 marzo, dalle ore 17, si terrà l’incontro, condotto dall’esperto di cinema Davide Vukich, “Il cinema e l’arte”. Attraverso immagini e filmati, si parlerà dei grandi registi e dell’ispirazione che hanno tratto dall’arte pittorica per realizzare i loro capolavori. Per chi volesse prenotare un posto è possibile inviare una mail a info@cinesogni.it oppure scrivere un messaggio sulla pagina facebook “Circolo Sogni”.

L’appuntamento coinciderà anche con l’avvio della nuova iniziativa a cura del circolo; sarà infatti presentata la prima “lotteria da Sogni” abbinata alla diciannovesima edizione del festival. I premi in palio sono tre dipinti realizzati dall’artista Walter Ricci. Le opere, visibili su www.cinesogni.it, saranno esposte al teatro Rasi di Ravenna dal 9 al 12 maggio nel corso della manifestazione Corti da Sogni.
Da domenica 18 marzo saranno in vendita i primi biglietti: «Partecipando e giocando con noi contribuirai alla riuscita e alla realizzazione della diciannovesima edizione del festival – commentano gli organizzatori -. Ogni biglietto costa 2,5 euro, un piccolo contributo per un grande sogno e tre bellissimi premi». L’estrazione dei premi avrà luogo sabato 12 maggio alle ore 20 al teatro Rasi di via di Roma a Ravenna. I vincitori potranno ritirare i premi al momento dell’estrazione oppure entro 30 giorni dal momento dell’estrazione, rivolgendosi a info@cinesogni.it.

Cristiano Cavina e la sua Casola, dove ha vinto la Lega: «Non è stata una sorpresa»

Il noto scrittore commenta il voto: «È la democrazia, siamo una nazione di anziani a cui mancano i “bei vecchi tempi”. Qui mio zio ha aperto un centro per richiedenti asilo e non è stato un bel momento…»

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A Casola Valsenio, il paese di qualche migliaio di anime noto anche come “città della accoglienza”, alle ultime elezioni la candidata della Lega per il centroedestra ha ottenuto il 35 percento delle preferenze e ha superato quello del Pd all’uninominale nel centrosinistra, un dato in controtendenza rispetto al resto del territorio dove invece, nel complesso, ha prevalso il candidato di centrosinistra (che è infatti stato eletto), ma in linea con il trend nazionale. Il tutto in un paese tradizionalmente a sinistra e a solida guida Pd da tempo.

Ne abbiamo parlato con la persona che ha reso Casola un luogo non solo fisico, ma anche letterario, facendola di fatto conoscere a tutta Italia: lo scrittore-pizzaiolo Cristiano Cavina, autore di una serie di romanzi ambientati proprio nella terra di Oriani (il suo ultimo libro, per esempio, si svolge a Ca’ Malanca durante la seconda guerra mondiale e parla di Resistenza). Alla domanda su cosa abbia votato ci ha risposto «Saragat», ma sul resto ci ha detto cose decisamente più interessanti.

Cristiano, ti aspettavi un risultato così della Lega?
«Per chi viveva qui non è stata una sorpresa. Da due anni c’è un centro di accoglienza per migranti che ha sollevato molte polemiche. A gestirlo peraltro è mio zio, lo stesso che è proprietario della pizzeria in cui lavoro, quindi noi Cavina abbiamo vissuto tutta la questione in prima persona…».
A livello familiare questo vi ha colpito direttamente?
«Quando lo zio ha accettato di aprire il centro per i richiedenti asilo, tutta la famiglia èstata attaccata molto duramente da alcune persone del paese che non volevano questa struttura. Non è stato un bel momento. Abbiamo vissuto anni da reietti. Gente che ci ha tolto il saluto, petizioni, la pizzeria deserta… Poi le cose si sono appianate».
Quindi la vittoria della Lega è una cosa allarmante secondo te?
«È la democrazia. Siamo una nazione di anziani a cui mancano “i bei vecchi tempi”. Chi ha paura è giusto che voti in base alla propria paura. Io, personalmente, ho paura solo del Padreterno. Ma non mi ritengo per questo migliore degli altri. Anche io probabilmente quando sarò vecchio cambierò idea, perché ti senti spaesato,non riconosci più la gente, le facce nuove. Vivi a stretto contatto con la televisione che dice che va tutto male e alla fine te ne convinci. Senti continuamente: “non si arriva a fine mese”, “la crisi”, “le banche”, pensi che tutti siano sull’orlo del suicidio, poi intanto in giro è pieno di Audi. Si vede che non arrivano a fine mese con l’Audi… »
Quindi non si sta così male come dicono?
«
A me fa ridere: sono riusciti a far passare l’Italia e l’Emilia-Romagna per un inferno in terra. È stato un capolavoro. Con i dati del crimine in calo, i furti in calo, gli omicidi in calo. Ho letto ieri che l’economia in Emilia-Romagna ha lo stesso tasso di crescita di quella cinese… Insomma sono stati bravi nel mettere paura alla gente. Alla fine si sta bene, ma viviamo all’inferno. Tutti sono convinti di vivere nel Bronx.
Esistono paesi in cui c’è un inferno vero: la Siria, le Filippine, ci sono bambini che sopravvivono mangiando gli avanzi ad Haiti. Certo ci sono cose si possono migliorare anche qui, come ovunque, ma credo che viviamo in un grande paese. Se ci pensi in Italia non ci sono materie prime, è piccola, siamo un po’ cialtroni eppure siamo nel primo mondo. Per questo dobbiamo dimostrarlo. A Casola è pieno di persone che quando si stava male andavano di nascosto in Svizzera, per lavorare. Adesso che qui si sta bene dovremmo esserne orgogliosi, anziché impauriti. Per me lamentarsi degli immigrati è come lamentarsi della marea, c’è, non puoi fermarla anche se non la vuoi. Poi se a uno gli stanno sulle palle, si regola di conseguenza…».
Casola non è più una città dell’accoglienza quindi?
«Un’altra cosa buffa è che in realtà con gli immigrati i casolani non hanno nessun problema. All’inizio la pizzeria ha perso tutti i clienti, poi però, un po’ alla volta la cosa è diventata normale. I ragazzi immigrati del centro giocano a cricket in palestra, non gozzovigliano o fanno casino in giro».
In paese cambierà qualcosa?
«A livello locale non credo che cambierà molto. Amministrare un paese di tremila abitanti non è complesso come gestire una nazione».
Ora cosa speri che succeda a livello nazionale?
«Il Movimento 5 Stelle e la Lega sono stati i due partiti che hanno preso più voti. Faranno un governo loro. La democrazia funziona cosi, altrimenti cosa votiamo a fare? Io spero che quelli che ho votato io non si alleino con i 5 stelle, altrimenti avrei votato loro. Se non trovano accordo i 5 Stelle e la Lega taglieranno l’Italia in due e se ne terrà un pezzo per uno… A Nord la Lega e a Sud i 5 Stelle: così sono tutti contenti».

Ancora un’allerta meteo: chiusi gli stradelli dei fiumi. Attenzione anche alle frane

Attese onde fino a 2,5 metri. «Non accedere a moli e diche foranee»

Dalla mezzanotte di oggi, sabato 17 marzo, alla mezzanotte di domani, domenica 18, sarà attiva nel territorio del comune di Ravenna l’allerta meteo numero 47, per criticità idraulica e stato del mare, emessa dall’Agenzia regionale di protezione civile e da Arpae Emilia Romagna. L’allerta è gialla.

Il Comune raccomanda di mettere in atto le opportune misure di autoprotezione, fra le quali, in questo caso, prestare particolare attenzione allo stato dei corsi d’acqua ed evitare di accedere ai capanni presenti lungo gli stessi; “prestare inoltre attenzione alle strade allagate e ai sottopassi e non accedere a questi ultimi nel caso li si trovi allagati o impraticabili; non accedere a moli e dighe foranee”.

In considerazione delle previsioni del tempo, su richiesta dell’Agenzia regionale di protezione civile, a scopo precauzionale sono stati chiusi gli accessi ad alcuni stradelli che passano accanto ai fiumi Montone (sotto ponte Assi, argine sinistro), Ronco (sotto al ponte della statale 16 Adriatica, argine destro), Fiumi Uniti (sotto Ponte Nuovo). Al momento la chiusura è stata disposta fino a lunedì mattina.

Nella serata di domenica è atteso un aumento del  moto ondoso con direzione d’onda da est-nord-est e mare molto mosso al largo (con altezza dell’onda tra 1,8 e 2,50 metri ).

Sul resto della provincia da segnalare l’allerta gialla nelle zone collinari anche per frane.

 

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