giovedì
30 Aprile 2026

La Bunge va all’assalto del Monza: basta un punto per realizzare il sogno playoff

Volley Superlega / Domani, domenica 25 febbraio (ore 18), i ravennati sfidano al Pala De André il Gi Group con l’obiettivo di raggiungere un traguardo che a inizio stagione sembrava quasi impossibile. Soli: «Essere padroni del nostro destino rappresenta già un grande risultato»

VOLLEY PALLAVOLO, Bunge Ravenna Calzedonia Verona 3 2.
Il regista e capitano argentino della Bunge, Santiago Orduna

Ultimo impegno casalingo della regular season per la Bunge, che nella dodicesima giornata di ritorno della Superlega in programma domani affronta al Pala De André il Gi Group Monza (inizio alle ore 18, arbitri Rapisarda di Udine e Zavater di Roma). Contro i brianzoli Orduna e compagni mirano a conquistare almeno un punto, l’equivalente di due set vinti, per centrare la matematica certezza di qualificarsi ai playoff, un traguardo che rappresenta quasi uno scudetto al termine di un campionato così duro e di alto livello. Distante cinque lunghezze, Padova (che affronta in trasferta Latina) può al massimo raccogliere sei punti nelle ultime due gare, ma in caso di arrivo alla pari a decidere sarà il maggior numero di vittorie, con i ravennati che ne hanno tre in più dei veneti e quindi sono irraggiungibili.

«Essere padroni del nostro destino – spiega il tecnico Fabio Soli – a un solo punto dai playoff, rappresenta per noi già un grandissimo risultato. A detta degli addetti ai lavori a inizio stagione siamo partiti in penultima fila, con alle nostre spalle solo Castellana Grotte e Sora, ma nonostante questo siamo riusciti a precedere squadre sulla carta più titolate della nostra, tra cui Monza, che affrontiamo in questa partita di fondamentale importanza. C’è di sicuro una grande pressione su di noi per il raggiungimento di questo bellissimo traguardo, una pressione che non tutti i miei giocatori, in particolare quelli più giovani, sono abituati a sostenere, ma sono certo che i più esperti daranno un’importante mano a loro».

Si chiude quindi la prima bella cavalcata al Pala De André della Bunge, che nel breve spazio di poco più di quattro mesi, dallo scorso 15 ottobre fino al 25 febbraio, ha disputato ben tredici partite davanti al suo pubblico, a cui si aggiungono le tre di Challenge Cup (in più, ovviamente, ce ne sono altre sedici in trasferta, tra Superlega, Coppa Italia e competizione europea). «Affrontiamo un avversario in forma, sciolto, che negli ultimi tempi sta giocando bene grazie ai suoi giovani talentuosi, tra cui Plotnytskyi, che all’andata con il suo ingresso ha fatto girare il match a favore dei brianzoli. Il Gi Group adesso non ha obiettivi, se non quello di divertirsi, per cui mi aspetto una partita molto dura, una vera e propria battaglia, dove dovremo cercare di incanalare nel modo giusto la tensione nervosa, senza sprecare energie in modo inutile. Bisognerà provare a restare lucidi, sfruttando al meglio le nostre armi, in particolare la battuta e la correlazione muro-difesa, pensando solo a giocare bene a pallavolo. Questo è il modo giusto per rendere al massimo delle nostre possibilità – termina Soli – e centrare quel risultato che ci serve per realizzare quello che per noi è un sogno».

Gli avversari Vittorioso tre volte su cinque in trasferta nel girone di ritorno, il Gi Group del tecnico Miguel Angel Falasca punta sulle qualità di capitan Botto, Beretta, Hirsch, Rizzo, Brunetti, Dzavoronok e Terpin. A impreziosire lo zoccolo duro in estate sono arrivati i centrali Buti e Barone, il regista statunitense Kawika Shoji e quello canadese Walsh, il martello americano Langlois e l’opposto ceco Finger. A novembre, inoltre, il roster è stato rinforzato con il giovane posto 4 ucraino Plotnytskyi, tra l’altro mvp nella sfida dell’andata contro la Bunge.

XI Giornata malattie rare La Legavolley e i suoi club sostengono la “XI Giornata delle Malattie Rare”, che si commemora in tutto il mondo l’ultimo giorno di febbraio. L’impegno della Legavolley in questa particolare campagna di sensibilizzazione a fianco di UNIAMO (Federazione Italiana Malattie Rare Onlus) si rinnova per la decima stagione consecutiva, confermandosi un importante appuntamento di partecipazione sociale per tutti gli appassionati della pallavolo. “Mostra che ci sei, al fianco di chi è Raro”: è il messaggio chiave di questa XI Giornata che quest’anno chiede all’opinione pubblica di mobilitarsi a fianco della comunità dei Rari.

Biglietteria Questi i prezzi dei biglietti della gara tra Bunge e Gi Group Monza: Tribuna Vip 20 euro (no ridotti); Distinti 15 euro (ridotto 12 euro); Gradinata 12 euro (ridotto 10 euro). Le riduzioni sono applicabili ai tesserati Ravenna Volley Supporters, ai nati fino al 2004 incluso (fino a sei anni ingresso gratuito senza posto assegnato), Over 65, accompagnatori di possessori di carta bianca. L’apertura della biglietteria è in programma alle ore 16.30, quella dei cancelli alle 17.

In video La partita tra Bunge e Gi Group Monza sarà seguita in diretta dalle ore 18 in video sul canale a pagamento Lega Volley Channel, con telecronaca di Giovanni Casadei.

Il programma (dodicesima giornata di ritorno): Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia-Calzedonia Verona 1-3 (disputata sabato 24 dicembre); domenica 25 febbraio, ore 18, Wixo LPR Piacenza-Cucine Lube Civitanova, Azimut Modena-Sir Safety Conad Perugia, Bunge Ravenna-Gi Group Monza, Taiwan Excellence Latina-Kioene Padova, Diatec Trentino-Biosì Indexa Sora, BCC Castellana Grotte-Revivre Milano.
Classifica: Perugia 66 punti; Civitanova 59; Modena 55; Verona° 48; Trento 47; Piacenza e Milano 40; Ravenna 38; Padova 33; Monza 26; Latina 22; Vibo Valentia° 13; Sora e Castellana Grotte 10 (° una gara in più).

Blitz nel covo dei ladri: trovata refurtiva e armi, due persone arrestate

Un trentenne e un 37enne sono stati sorpresi in una casa colonica con materiali di ogni tipo, tra cui armi. Operazione dei carabinieri e della municipale

RAVENNA 24/02/2018. CARABINIERI DI SAVIO CONFERENZA STAMPA PER L’ ARRESTO DI 2 PERSONE E REFURTIVA RECUPERATADiverse arnesi, armi e tanta refurtiva: i carabinieri della stazione di Savio hanno arrestato due persone, un 37enne e un trentenne, dopo aver fatto irruzione in un’abitazione della località. All’interno dell’abitazione è stata trovata una carabina e due armi lunghe ad aria compressa, una delle quali illegali. L’Arma ha rinvenuto anche cartucce di vario calibro e pallidini piombo. Tra gli oggetti sequestrati anche attrezzi da lavoro, mini moto, gruppi elettrogeni, un condizionatore. Si ritiene siano il risultato di un’intensa attività dei due, moldavi e irregolari sul territorio, che sono stati arrestati.

Il blitz è scattato dopo che nel pomeriggio di martedì era stato segnalato al 112 l’avvistamento di un furgone rubato, la cui foto girava nei gruppi WhatsApp di controllo del vicinato. Carabinieri e Municipale si sono precipitati sul posto: il furgone era parcheggiato davanti alla casa colonica in cui è avvenuto il blitz. Nei giorni successivi un nuovo sopralluogo ha portato al rinvenimento di altra refurtiva, tra cui materiale da apicoltura che erano stati rubati negli anni scorsi nelle campagne tra Ravenna e Forlì. Il valore di questi attrezzi era di 12mila euro. Sono stati restituiti ai proprietari, così come le mini moto. Chi avesse subito furti negli ultimi mesi e volesse visionare la refurtiva può contattare i carabinieri della stazione di Savio. Nella gallery sottostante, la refurtiva esaminata dalle forze dell’ordine.

 

 

Derubano una donna, le prosciugano il conto e usano i soldi per giocare alle slot

Prima un prelievo da 1.500 euro, poi un pagamento da 900 in una sala imolese dedicata al gioco d’azzardo. Denunciato un 50enne e un 40enne

CarabinieriUna coppia di ladri e giocatori di azzardo. Non possono che essere definite così le due persone – lei 50enne padovana, lui quarantenne modenese, marito e moglie – che hanno prosciugato il conto di una signora faentina a cui avevano rubato il portafoglio. Tutto per giocare d’azzardo. Tutto è cominciato al supermercato: i due hanno rubato il portafoglio alla signora e hanno prelevato 1.500 euro dal bancomat. La signora, 48enne, si è accorta del furto solo quando il servizio di sicurezza attivato dalla propria banca le ha mandato alcuni sms per avvisarla. Il giorno dopo, in banca, la donna ha scoperto che a quel prelievo erano da aggiungere altri 900 euro spesi in una sala slot di Imola.

La donna ha denunciato il furto ai carabinieri di Granarolo Faentino, guidati dal luogotenente Vito Agliano. Così sono cominciate le indagini. Siccome di appunti con il codice del bancomat la donna nel borsello non ne aveva, la prima ipotesi dei carabinieri è che i ladri abbiano sbirciato il codice mentre la signora pagava alla cassa e dopo erano riusciti a rubarle il portafoglio dalla borsa. I militari si sono fatti consegnare i filmati delle videocamere degli sportelli bancomat dove era stato effettuato il primo prelievo e anche quello della sala slot. Così sono risaliti ai due ladri, vecchie conoscenze dell’Arma, entrambi di fatto senza fissa dimora. I due sono tuttora ricercati e sono stati denunciati per ricettazione e indebito utilizzo di carta bancomat.

 

Continue allerte meteo? Ecco perché. Secondo l’esperto sistema da cambiare

Turroni: «I fatti di cronaca hanno messo sotto accusa funzionari e sindaci che ora non vogliono rimanere col cerino in mano. Ma così il meccanismo è inutile»

VentoIn poco meno di due mesi gli meteo diramati dalla protezione civile nel 2018 sono state 25. Al di là dell’emergenza degli ultimi giorni (in cui lo stato di allerta è stato costante) spesso l’allerta diramata si traduce in una semplice pioggia. Secondo Sauro Turroni, esperto della Protezione Civile Nazionale e candidato per Insieme nel collegio romagnolo, questo sistema non può funazionare.

«I ricorrenti allerta che vengono emanati dai Comuni, in attuazione delle direttive derivanti dalle Indicazioni operative per l’omogeneizzazione dei messaggi di allertamento e delle relative fasi operative per rischio meteo-idro purtroppo sono figli delle preoccupazioni che l’intero sistema di Protezione Civile soffre dopo le vicende dall’Aquila in qua, indebolito e messo ingiustamente sotto accusa con troppa facilità».

A ciò – dice l’esperto «si aggiungano i timori diffusi dei diversi livelli della Pubblica Amministrazione, troppo spesso messi sotto accusa e trascinati nei tribunali per ogni accadimento, spesso senza alcun riguardo per i loro aspetti tecnici e scientifici». Secondo Turroni, in sintesi, l’allerta meteo viene emanato preventivamente per evitare conseguenze legali in caso in cui pioggia, vento e neve causino danni. Così anche per un temporale qualsiasi viene diramato il bollettino di allerta.

Ma come funziona il sistema? «In fase di previsione di un evento – continua Turroni – vengono emessi i bollettini di monitoraggio della sua evoluzione. La sala operativa della Protezione Civile regionale invia quotidianamente a enti locali e alle varie realtà competenti nei vari settori il bollettino e , se c’è un livello di allerta, emette l’allarme corrispondente alla tipologia del rischio, idraulico, mare, vento, idrogeologico, gelo, neve, assegnandogli il colore stabilito dalle direttive nazionali sopra citate».

.I sindaci che ricevono il bollettino in base alle disposizioni loro assegnate «attivano le procedure previste dal codice dato sulla base della intensità e pericolosità delle previsioni, fra queste l’allertamento della popolazione». Tra questi i comunicati stampa, quasi tutti uguali, che vengono inviati ai giornali.  «In caso di forti rischi partono quindi in automatico telefonate ed sms che avvisano i cittadini invitando a prudenza e attenzione».

Secondo Turroni «purtroppo però ciò che hanno registrato le cronache ha messo in evidenza come troppo spesso siano stati ricercati capri espiatori, sbattuti sulle prime pagine funzionari e sindaci accusati di colpevoli omissioni e gravi responsabilità e per questo si è diffusa la volontà di non restare con il cerino in mano. Ciò induce ad assegnare codici di livello superiore a quello effettivamente prevedibile e atteso e così ogni due giorni c’è un allerta».

La storia di Pierino e del lupo – dice il candidato – «è troppo nota per non sapere che gridare sempre “al lupo al lupo” non può che avere conseguenze negative, mandando in malora il meccanismo di allertamento e di protezione civile e la credibilità di tutto il sistema. Ciò non serve a dare maggiore sicurezza al territorio e ai suoi abitanti e serve solo a scaricare di ogni responsabilità i diversi livelli di competenza».

Serve, per Turroni, «una revisione dell’impianto normativo messo in crisi dalle vicende sopra accennate, ridando alla Protezione civile il ruolo centrale e i poteri connessi che le sono proprio e dando il via a una nuova stagione fondata sulla competenza e formazione di personale tecnico esperto, sostituendo alle burocraticità delle procedure la scientificità dell’azione e nello stesso tempo offrendo un ragionevole scudo a chi opera in scienza e coscienza, senza renderlo destinatario di ogni possibile accusa»

L’Ausl Romagna ha in programma nuove stabilizzazioni del personale e concorsi

Secondo quanto dichiara il direttore generale Tonini il bando per l’assunzione di 240 persone è solo il primo passo. Presto nuove selezioni per i primari

Infermieri 2La stabilizzazione dei precari «non sostituisce le procedure concorsuali ordinarie per il reclutamento di personale». Lo scrive in una nota l’Ausl Romagna, che spiega che il bando per la stabilizzazione di 240 lavoratori del comparto, principalmente infermieri, rappresenta solo un primo passo: «Si tratta, al momento, del fabbisogno minimo di stabilizzazioni, ma altre potranno seguire anche in tempi rapidi». La pubblicazione è stata possibile in applicazione del decreto madia sulla stabilizzazione dei precari.

Intanto entro la fine dell’anno saranno selezionati nuovi primari.  Il direttore generale Marcello Tonini dichiara che «in coerenza con il quadro nazionale, regionale e con il sostegno delle forze politiche di governo locale, siamo riusciti nell’impegno di giungere alla stabilizzazione di 240 posti di lavoro e addirittura di crescere numericamente di oltre cento unità; il tutto garantendo l’equilibrio economico-finanziario, cioè senza fare disavanzo. La stabilizzazione è il primo passo nell’applicazione del ‘Decreto Madia’ che offre future opportunità di superamento del precariato residuo che intendiamo cogliere e a cui affiancheremo anche nuovi, ulteriori concorsi pubblici».

Prosegue intanto «anche l’intensa programmazione volta a colmare i vuoti che ancora ci sono nei ruoli di primario, con l’avvio di nuove procedure concorsuali, dopo che negli ultimi due anni sono state espletate quelle per 37 nuovi primari. La finalità di tutto questo è naturalmente il miglioramento dei servizi offerti ai cittadini e la tranquillità dei lavoratori che ne è presupposto fondamentale». Si stanno anche avviando le procedure per le selezioni interne degli incarichi professionali. «Dopo diversi anni è il momento del concreto riconoscimento della grande professionalità che il nostro personale ha sempre garantito nonostante le difficoltà».

Tregua del maltempo, ora si teme il ghiaccio. Buche su tutte le strade principali

Nelle vie Trieste, Canale Molinetto, Savini, della Chimica, Romea Nord gli operai sono al lavoro per rendere meno pericolose le strade

Schermata 2018 02 23 Alle 12.28.23Il maltempo ha concesso una preziosa tregua nella mattinata di oggi, sabato 24 febbraio, ma ora si teme il freddo. Arriva infatti l’allerta meteo gialla per temperature estreme, ghiaccio e pioggia. L’allerta è arancione per lo stato del mare.  Secondo quanto scrive il Comune, le squadre di operai sono «ininterrottamente al lavoro per ripristinare le buche sulla viabilità comunale. Situazione analogamente critica su tutto il resto della rete stradale».  Per quanto riguarda le conseguenze provocate finora dal maltempo, il Comune informa che al momento il livello di fiumi e corsi d’acqua sta progressivamente diminuendo.

Per quanto riguarda le strade la situazione di criticità è diffusa e riguarda l’intera viabilità, comprese le arterie di rango primario, non escluse le autostrade, e a seguire le statali, le provinciali e le comunali. Per queste ultime si indicano in particolare: via Trieste, via Canale Molinetto, via Savini, via della Chimica, via Romea Nord.  «Le squadre operative della ditta Sistema 3 sono ininterrottamente al lavoro per conto del Comune per ripristinare le numerose buche formatesi sul piano viabile e/o collocare segnaletica stradale di pericolo. Tali lavorazioni proseguiranno per i prossimi giorni; si raccomanda pertanto di prestare la massima attenzione alla guida e moderare la velocità».

Rispetto alla precedente allerta  il livello di attenzione per criticità idraulica e idrogeologica è sceso da arancione a giallo, quelli per stato del mare e criticità costiera permangono rispettivamente arancione e giallo e si è aggiunta allerta gialla (prima assente) per quanto riguarda temperature estreme e ghiaccio/pioggia che gela. Il piano ghiaccio/neve è attivo.

 

 

L’Unione dei Comuni della Bassa Romagna lancia i concorsi per gli under 32

L’amministrazione offrirà un contratto di formazione lavoro per diplomati e laureati alla fine del quale si può procedere alla stabilizzazione

ImpiegatoCon l’inizio del 2018, l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna ha deciso di puntare sui giovani. Sul sito dell’Unione, nella sezione dedicata ai bandi di concorso, sono infatti in corso sei procedure, mentre ne sono state chiuse 14 nei mesi trascorsi. Non solo opportunità di lavoro, ma anche di formazione delle nuove leve in diversi campi quali la comunicazione, la contabilità e le risorse umane.

Il contratto di formazione e lavoro (Cfl) è infatti una forma contrattuale flessibile che ha la finalità di agevolare l’inserimento professionale di giovani di età non inferiore ai 18 anni e non superiore ai 32 mediante un’esperienza lavorativa e formativa che consenta di acquisire le capacità professionali richieste dal contesto organizzativo in cui si è inseriti.

Può essere utilizzato per reclutare professionalità elevate (per le quali è richiesto il diploma di laurea) e intermedie (diploma di maturità): nel primo caso la durata del Cfl è di 24 mesi e l’obbligo formativo da parte del datore di lavoro non può essere inferiore a 130 ore; nel secondo caso la durata del Cfl è di 12 mesi e l’obbligo formativo non può essere inferiore a 20 ore.

Al termine del rapporto l’amministrazione è tenuta ad attestare l’attività svolta e i risultati formativi conseguiti dal lavoratore e il contratto può essere trasformato in contratto di lavoro a tempo indeterminato. In tal caso il periodo di formazione e lavoro viene computato a tutti gli effetti nell’anzianità di servizio.

Il consiglio comunale chiede di abbattere l’inquinamento delle navi da carico

Documento approvato all’unanimità, proposto da LpRa e integrato dal Pd. Si chiede alla giunta un pressing per portare ad una riduzione delle emissioni

Fumo NaveCon un ordine del giorno votato all’unanimità il consiglio comunale chiede di abbattere le emissioni solforose delle navi da carico. Il documento, proposto da Alvaro Ancisi (LpRa) e integrato dalla maggioranza (con Cinzia Valbonesi del Pd ad occuparsene) si fonda «sulla constatazione che le emissioni di anidride solforosa e di ossidi di azoto provenienti dal trasporto marittimo supereranno le emissioni del totale delle fonti terrestri. Questa stima è stata prodotta dall’Unione Europea».

Il Consiglio ha deliberato di impegnare il sindaco e la giunta comunale a sostenere la richiesta al Governo affinché per tutte le zone di mare venga applicato un tenore massimo di zolfo dei combustibili navali pari allo 0,10% in massa e al tempo stesso promuova, in base alle procedure della convenzione Marpol, l’istituzione di una nuova Area di controllo delle Emissioni  nel Mediterraneo, che comprenda aree di controllo delle emissioni di ossidi zolfo e particolato e di ossidi di azoto. Copia dell’ordine del giorno sarà inviata al Governo, nonché ai consigli comunali delle 54 città nei cui territori comunali insistono i porti italiani elencati nella legge nazionale.

 

Pioggia incessante: sacchi di sabbia ai residenti di San Zaccaria e fossi pieni

Il punto della situazione del territorio comunale: critica la situazione di Fosso Ghiaia. Volontari di protezione civile e polizia municipale a sorvegliare i punti sensibili. Precipitazioni in diminuzione dalla mattinata del 24 febbraio

PoggiaDiversi fossi nei quali il livello dell’acqua sta raggiungendo le sedi stradali in particolare in via Tramazzo, buche profonde nell’asfalto di via Trieste, sacchi di sabbia distribuiti ai residenti di San Zaccaria a scopo cautelativo, situazione critica a Fosso Ghiaia. È la panoramica del territorio ravennate alle prese con le piogge che da giorni non cessano. Il sindaco Michele de Pascale rende conto che la struttura comunale di protezione civile e la polizia municipale stanno monitorando la situazione e intervenendo di conseguenza: «Le piogge sono previste in progressivo esaurimento dalla mattinata di domani, 24 febbraio».

Le idrovore stanno funzionando a pieno regime, ma a causa delle forti precipitazioni e del mare mosso la rete scolante è particolarmente sotto pressione, non solo per quanto riguarda i canali principali ma anche per ciò che concerne la rete secondaria. Si prevede inoltre ancora vento forte sulla costa. A San Zaccaria i punti più sensibili della località sono presidiati da volontari di protezione civile.

Il primo cittadino raccomanda di mettere in atto le opportune misure di autoprotezione, fra le quali, in questo caso, prestare particolare attenzione allo stato dei corsi d’acqua, alle strade allagate e ai sottopassi e non accedere a questi ultimi nel caso li si trovi allagati; fissare gli oggetti sensibili agli effetti del vento o suscettibili di essere danneggiati; non accedere a moli e dighe foranee e prestare particolare attenzione nel caso in cui si acceda alle spiagge.

Quella porta aperta in terrazza che alimenta la linea difensiva del ladro killer

Quindicesima udienza / Al piano terra non c’era l’unico varco per entrare e uscire dalla villa dove è stata uccisa Giulia Ballestri il 16 settembre 2016: nel filmato del sopralluogo della polizia si vede che l’uscio non è chiuso in cima alle scale. Ma l’arma del delitto è un ramo di pino domestico come la legna accatastata nell’abitazione dei coniugi e come gli alberi abbattuti nel giardino della casa al mare. L’imputato chiede ancora i domiciliari

Leggi il resoconto delle udienze precedenti

Genocchi1
L’esterno della villa di proprietà della famiglia di Matteo Cagnoni in via Padre Genocchi, vicino ai giardini pubblici, dove è stata uccisa Giulia Ballestri, moglie del dermatologo

Lo spiraglio sottile della porta socchiusa che porta sulla terrazza della villa del delitto. È lo spazio angusto in cui prova a infilarsi la difesa di Matteo Cagnoni per dare ai giudici della corte d’assise di Ravenna una pista alternativa a quella offerta dall’accusa che lo vede come l’assassino della moglie Giulia Ballestri. La terrazza usata come scenografia per i suoi video su Youtube in cui dava consigli per la pelle, ora diventa l’appiglio per evitare l’ergastolo. È il fulcro della quindicesima udienza del processo celebrata oggi, 23 febbraio, per l’omicidio del 16 settembre 2016.

Se quella porta in cima alla casa di via Padre Genocchi, disabitata da anni e di proprietà della famiglia del dermatologo, è stata trovata aperta dagli investigatori nel sopralluogo in cui scoprirono il cadavere allora – sostiene la difesa – c’era un’altra via d’accesso dall’esterno a disposizione di qualcun altro e potrebbe reggere quindi la tesi secondo cui a uccidere la 39enne fu una persona, o forse due, da lei scoperta mentre tentava un furto o cercava un riparo. O quantomeno su quella porta aperta la difesa insisterà forte per evitare ai giudici di trovarsi nella condizione “oltre ogni ragionevole dubbio”.

Per smontare questa versione l’accusa ha più di un elemento a suo favore: come può essere passato qualcuno dal terrazzo se attorno a casa non sono state trovate scale o corde? Perché un ladro avrebbe passato almeno un’ora a massacrare di botte una sconosciuta accanendosi sul volto? Come mai nella casa c’è un bastone di pino che assomiglia a quelli nel garage del condominio dove vivevano i coniugi? Perché nella cantina dove resta il corpo senza vita di Giulia, su una parete e su un frigorifero, ci sono due impronte con il sangue della vittima che la scientifica attribuisce all’imputato? Perché l’imputato fugge nella notte a Firenze quando la polizia lo cerca?

Terrazzacagnoni
Matteo Cagnoni in un fotogramma di uno dei suoi video caricati su Youtube con lezioni sulla cura della pelle. Il dermatologo è sulla terrazza della villa del delitto. Le riprese risalgono al 2015

Dopo quattro mesi di dibattimento in aula si è arrivati a parlare di questa porta e lo si è fatto con l’audizione di Ivan Pulinas, assistente di polizia in servizio al fotosegnalamento del commissariato di Lugo. La sua mano regge la telecamera che accompagna il sopralluogo dei colleghi in divisa dopo la mezzanotte tra il 18 e il 19 settembre del 2016. Giulia non si trovava da tre giorni, il fratello e l’amante ne avevano denunciato la scomparsa quel pomeriggio, il marito era a Firenze dai genitori e la polizia stava entrando nelle abitazioni a disposizione della coppia. In aula vengono proiettati i filmati girati quella notte: sono tanti piccoli frammenti di breve durata perché l’agente arrivò sul posto con la batteria quasi scarica (sic) e cercò di centellinare le risorse. Ne esce un racconto a singhiozzi che fa gioco alla difesa.

Ma le risposte dell’agente a due domande dell’avvocato Giovanni Trombini sembrano sgombrare il campo dai dubbi. «Lei ha filmato lo stato delle cose così come l’avete trovato? Lei ha filmato solo quello che riteneva utile nel primo accesso?». Doppio sì. E allora se il video mostra che la porta non è chiusa equivale a dire che è stata trovata aperta? Trombini lo chiede esplicitamente: «Quando lei filma la porta era chiusa con i chiavistelli nella serratura oppure no?». Pulinas non è categorico: «A me non è stato segnalato nulla di particolare, desumo che mentre io stavo nel ripostiglio a sinistra della porta i colleghi abbiano già ispezionato quel locale e mi abbiano fatto trovare la porta aperta per poter accedere al terrazzino». Trombini non affonda il colpo. E si gusta le richieste di chiarimenti volute dalla corte.

I giudici togati della corte d’assise del processo a Matteo Cagnoni: a destra il presidente Corrado Schiaretti, a latere Andrea Galanti

Quanto sia importante la porta sul terrazzo è sottolineato dalla scelta del presidente della corte Corrado Schiaretti: chiede di rivedere più volte i filmati del momento preciso e vuole sentire l’audio nel modo migliore per distinguere la presenza o meno di commenti a voce o di rumori di apertura. Il video mostra la porta socchiusa.

Ma anche se quella porta apre uno spiraglio per la difesa, nell’udienza odierna non sono mancati altri elementi a favore dell’accusa. È successo con Stefano Del Duca, professore ordinario di Botanica all’univesità di Bologna: il consulente della procura ritiene che il bastone insanguinato trovato nella villa dell’omicidio, un bastone prelevato da una catasta di legna nella cantina della casa di via Giordano Bruno dove abitava la coppia e la scheggia di legno sporca di sangue trovata in un paio di jeans sequestrati nella casa dei genitori a Firenze siano tutti di pino domestico. E pino domestico erano di certo i quattro alberi fatti abbattere da una dita specializzata nel giardino della casa della coppia a Marina Romea. Detto con le parole dell’accusa vorrebbe dire che il bastone ritrovato al primo piano della villa dell’omicidio – con dna della vittima e del marito e di una terza persona – può essere arrivato lì solo se portato da qualcuno che poteva andare nel garage dei Cagnoni o nel giardino di Marina Romea. Che equivale all’accusa di premeditazione, una delle aggravanti (insieme alla crudeltà) che qualore venissero riconosciute significherebbero ergastolo e non 30 anni.

Ravenna 10/10/2017. FEMMINICIDIO GIULIA BALLESTRI. Iniziato Il Processo Che Vede Imputato Matteo Cagnoni Accusato DellÕ Omicidio Della Moflie Giuglia Ballestri.
Matteo Cagnoni è accusato dell’omicidio della moglie Giuglia Ballestri

Le battute iniziale dell’udienza odierna avevano aggiunto solo qualche tassello di marginale importanza. Un ex detenuto del carcere di Ravenna, una volta uscito da Port’Aurea dove aveva conosciuto Cagnoni all’inizio della sua detenzione cautelare (chiesti nuovamente i domiciliari), il 7 dicembre 2016 telefonò a un conoscente del dermatologo 53enne per recapitargli un messaggio da parte del medico: il colpevole dell’omicidio di Giulia sarebbe Stefano Bezzi, l’uomo con cui la 39enne aveva una relazione extraconiugale nell’ultimo anno prima della morte. E il movente starebbe in ragioni economiche. La circostanza della telefonata è stata riportata dallo stesso destinatario, Michele Orsatti, che oggi è stato ascoltato in tribunale. La posizione di Bezzi è stata presa in considerazione dagli inquirenti in fase di indagini preliminari e già ricostruita nell’interrogatorio in aula a novembre. Per la giornata dell’omicidio l’amante di Giulia ha un alibi: partì da Ravenna al mattino e andò a Rovereto per riprendere il fratello dimesso da una clinica, al ritorno si fermò a Bologna per fare acquisti al negozio Apple (la fattura conferma) e rientrò in città soltanto verso le 19 (i passaggi ai caselli autostradali confermano).

Pioggia, è emergenza idraulica: «Caduti 165 millimetri in febbraio»

Il Consorzio di Bonifica: «Il terreno fatica ad assorbire altra acqua». Al momento i canali non sono ancora tracimati ma la situazione è al limite

AttachmentA febbraio sono caduti 165 millimetri di pioggia e ciò ha provocato una forte riduzione della capacità di assorbimento del suolo agricolo. «In queste condizioni la precipitazione delle ultime ore, attestatasi tra i 40 e i 50 mm, non poteva che determinare l’emergenza idraulica in corso». A scriverlo è il Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale che ha attivato il proprio servizio di piena con impegno di tutti gli operatori nei vari presidi operativi del comprensorio consortile.

Al momento non si segnalano ancora tracimazioni dai canali, ma si assiste a un progressivo riempimento degli alvei. Già dalla scorsa notte sono in funzione tutti gli impianti idrovori a servizio dei bacini più depressi. In più si sta procedendo all’installazione di un gruppo di emergenza sul collettore generale del distretto di pianura Canale di bonifica in destra di Reno nella via Buonacquisto del comune di Lugo.

Il Consorzio comunica di aver già provveduto all’attivazione del gruppo di pompaggio installato alla foce del diversivo dello scolo Brignani a monte dell’abitato di Lugo, allo scopo di alleggerire il carico idraulico del canale sottraendone una parte della portata immessa poi nel Canale dei Molini. Nella zona sud-ovest di Lugo è entrata in funzione la cassa d’espansione del Brignani che sta laminando gli eccessi di portata in risalita dal tratto tombinato del canale nel centro cittadino.

Le situazioni più critiche al momento riguardano la quota elevata nei principali collettori d’acque alte. «In particolare a destare preoccupazione è il Canal Vela che trae origine dalla confluenza degli scoli Tratturo e Arginello all’altezza della discarica di Voltana. Quote particolarmente elevate si registrano anche nel Canale di bonifica Destra di Reno in corrispondenza del manufatto denominato Botte Selice alla foce dello Zaniolo, tra Conselice e Lavezzola, e nel collettore Fosso Vecchio in comune di Bagnacavallo»

Si sta monitorando con attenzione l’andamento della marea che condiziona il funzionamento complessivo della rete scolante di pianura. «All’altezza del manufatto denominato Ponte Chiavica, appena a valle della località Mandriole, sono infatti installate le porte vinciane aventi lo scopo di impedire la risalita dell’acqua del mare dalla foce del collettore generale Canale di bonifica in destra di Reno. Ciò comporta che quote elevate del livello del mare determinano una chiusura delle porte vinciane e, quindi, del recapito a mare della rete scolante di pianura».

Dalle elaborazioni di Arpae risulta che la marea «è in risalitafino alla mattinata di domani, quindi non si prevedono condizioni favorevoli al deflusso delle acque di pioggia. Né sono più tranquillizzanti le previsioni meteo. E’ infatti appena stata diramata da Arpae un’allerta arancione – quindi appena al di sotto del massimo grado identificato con il rosso – per criticità idraulica nel territorio della Bassa Romagna».

Dopo Forza Nuova, nella sala comunale di via Aquileia arriva Casa Pound

Un altro movimento di estrema destra avrà a disposizione lo spazio per illustrare il suo programma elettorale. Intanto Fn canta vittoria

Casa PoundForza Nuova canta vittoria il giorno dopo la presenza dei vertici nazionali a Ravenna e intanto si annuncia un’altra formazione di estrema destra nella sala comunale di via Aquileia: domenica sera, secondo quanto si legge nel profilo Facebook di Casa Pound Forlì, gli esponenti del movimento saranno a Ravenna alle 21 per presentare il loro programma.

Desideria Raggi «nulla importa» de a Michele De Pascale, sindaco di Ravenna, «non sta bene» concedere la sala in via Aquileia a Forza Nuova, per la quale è candidatta alla Camera. «Che sindaco e Comune siano stati costretti per legge, ingoiando enormi rospi, a concederci una sala – è indiscutibile; la legge dapprima, ed il regolamento emesso dalla Prefettura poi, tutelano la propaganda elettorale per ogni singolo gruppo, lista, partito politico che si presenti alle elezioni; entrambi parlano chiaro».

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi