mercoledì
29 Aprile 2026

La nuova vita degli abeti natalizi: metteranno radici nel Giardino e nel parco

L’iniziativa del Comitato Cittadino ha permesso di salvare due alberi che sarebbero finiti come rifiuti. E ha dato loro un nome

Abete 3Sono stati messi a dimora i due abeti natalizi recuperati dal comitato cittadino di Roncalceci che ha addirittura dato a loro un nome (“Pino” e “Mugo”). Sarebbero finiti come rifiuti nell‘inceneritore o in discarica.

“Abbiamo provveduto – scrive il comitato – a mettere a dimora le due piante in luoghi destinati al pubblico: il parco della scuola elementare Martiri del Montone ed il Giardino dell’asilo Parrocchiale di Roncalceci , in modo e maniera che i bambini delle 2 strutture ne possano godere. Visto il successo ottenuto dalla campagna “non buttare l’alberino, lo recupera il Comitato Cittadino” rilanciamo l’informazione a tutte le persone che per vari motivi si trovassero a dover espiantare piante e o piantine, chiamateci , provvederemo a ripiantarle per continuare il nostro piccolo operato di miglioramento del nostro ambiente con questa iniziativa di riforestazione urbana a costo zero”.

Acquista auto a prezzo conveniente ma è una truffa: contachilometri manomesso

La Bmw che aveva comprato non aveva 21mila chilometri ma almeno 180mila. Nei guai un 38enne, il raggirato è un 29enne di Castel Bolognese

Auto BmwQuella Bmw 320D gli era piaciuta talmente tanto da aver deciso di andare fino a Milano per comprarla. Era in vendita a 21mila euro e il 29enne, autotraspostatore di Castel Bolognese, era partito alla volta di Milano per rendersi conto di persona delle condizioni del mezzo. Dopo averla vista si era convinto e ha versato la caparra di quattromila euro.

Tornato in Romagna ha portato l’auto dal meccanico di fiducia che ha controllato e notato che il contachilometri era stata manomesso. Grazie alla Bmw si è riusciti a ricostruire la storia del veicolo, fra cui un tagliando effettuato nel 2016 quando il contachilometri aveva già 180mila chilometri. Le indagini dei carabinieri di Castel Bolognese e di quelle di Milano hanno appurato che chi si spacciava per rivenditore d’auto e aveva messo un’inserzione era del tutto sconosciuto. Si è poi scoperto che si trattava di un 38enne che abita a Milano, tuttora ricercato perché si è reso irreperibile.

L’Arma consiglia di diffidare di annunci su internet troppo allettanti e di non fermarsi all’aspetto estatico dell’auto, al chilometraggio o allo stato di conservazioone. Opportuno è invece rivolgersi all’Aci per consultare il pubblico registro per risalire al numero dei precedenti proprietari. Necessario, infine, fare molte domande al venditore sulla storia del mezzo.

Le telecamere di Linea Verde all’Unigrà di Conselice: riflettori sul brand OraSì

UnigraLinea Verde, il programma di Rai 1 che da oltre mezzo secolo racconta l’agricoltura italiana e le sue eccellenze, sabato 3 febbraio farà tappa a Ravenna e dintorni. Tra i protagonisti della puntata ci sarà anche Unigrà, una delle realtà agroindustriali più importanti della Romagna. Il Gruppo, specializzato nella trasformazione di oli e grassi alimentari, realizza infatti materie prime, semilavorati e prodotti finiti per tutti i canali del settore, da quello industriale a quello artigianale.

Tra le case history più interessanti dell’azienda, il recente lancio del brand OraSì, una linea di prodotti vegetali a base di soia e riso di alta qualità 100% italiani commercializzati in grande distribuzione. E proprio alla nuova linea sono state dedicate alcune riprese che la troupe del programma condotto da Chiara Giallonardo e Marcello Masi ha girato lo scorso 23 gennaio: dopo un’intervista ai tecnici che coltivano la soia OraSì, si è passati nello stabilimento di Conselice, all’interno del reparto di confezionamento Bevande OraSì, per un contributo di alcuni rappresentanti dell’azienda. Tra le peculiarità che caratterizzano questo progetto – sottolineano dall’azienda – c’è la volontà di produrre rigorosamente attraverso una filiera corta e certificata, dalla semina fino al confezionamento in brick. Il tutto nell’arco di una manciata di chilometri».

Scarcerati i giovani accusati di aver lanciato sassi su un’auto dal ponte

Un 19enne e un 24enne negano tutto: restano indagati a piede libero, il giudice ha convalidato gli arresti ma non ritiene che gli atti di cui sono sospettati possano essere compatibili con un tentato omicidio. Contro di loro le parole di due automobilisti

CavalcaviaespTra quanto raccolto finora nelle indagini non sarebbero emersi elementi sufficienti a sostegno dell’accusa di tentato omicidio e così il giudice ha respinto la richiesta di custodia cautelare avanzata dal pubblico ministero per i due giovani, un 19enne e un 24enne di origini africane, arrestati dai carabinieri il pomeriggio di domenica 29 perché sospettati di aver lanciato sassi dal cavalcavia dell’Esp a Ravenna colpendo un’auto. Il giudice ha convalidato l’arresto poi i due sono stati scarcerati: restano indagati a piede libero (difesi dall’avvocato Nicola Laghi). Sarà ora la procura a valutare come procedere, anche sulla scorta di cosa emergerà dagli accertamenti sull’auto danneggiata.

I due giovani, ascoltati in tribunale separatamente, hanno fornito versioni dei fatti che coincidono: hanno confermato che quel giorno stavano percorrendo il cavalcavia sulla statale Adriatica per raggiunge il centro commerciale a Borgo Montone ma hanno negato di aver lanciato alcun oggetto dal ponte. Ad accusarli c’è una coppia di bolognesi che stava rientrando a casa e si ritrova con il parabrezza della vettura scheggiato: i due in auto dicono di aver notato due persone sul ponte, di aver sentito il rumore del colpo e di aver rischiato di sbandare per lo spavento. Una volta in caserma avrebbero riconosciuto gli arrestati. Per il giudice risulta difficile che si possa riconoscere con buona certezza due persone viste su un cavalcavia dopo esserci passati sotto in auto. E inoltre, a sostegno della tesi difensiva, ci sarebbe la loro presenza a poca distanza dai luoghi dei fatti: lanciare un sasso e poi restare in zona sembra poco plausibile.

In dicembre oltre duemila turisti in più a Ravenna rispetto al 2016

Ma il gruppo Cambierà continua a criticare una mancanza di strategia. «Gli eventi sono stati promossi troppo poco fuori dalla città»

Battisterovidemapping
Videomapping sul Battistero degli Ariani

Rispetto allo stesso periodo del 2016, lo scorso dicembre sono stati registrati circa 2.400 turisti in più nelle strutture ricettive del comune di Ravenna. Oltre 6.600, invece, le presenze (ossia i pernottamenti) in più dell’ultimo mese del 2017. Una crescita rispettivamente del 16 e del 18 percento (con la città d’arte che in quanto pernottamenti aumenta del 22 percento). Sono i dati, ancora in attesa di validazione da parte dell’Istat, del servizio Statistica dell’Amministrazione di Ravenna, di cui si è discusso, tra le altre cose, nel corso della seconda parte della commissione dedicata al Turismo convocata in Comune dopo le polemiche di inizio anno. A far discutere sono in particolare i 200mila euro investiti dal Comune quasi interamente per gli spettacoli del cosiddetto videomapping su monumenti e palazzi del centro di Ravenna, una scelta rivendicata fortemente dall’assessore al Turismo Giacomo Costantini che sostiene possa rappresentare anche a sua volta una sorta di strategia promozionale per la città, essendo stato possibile realizzare video e foto molto suggestivi di Ravenna nel corso del periodo natalizio, da promuovere nei prossimi mesi.

A guidare la schiera dei critici è invece Samantha Tardi, consigliera comunale del movimento civico Cambierà, prima firmataria della richiesta congiunta dell’opposizione di discutere di dati e strategie turistiche in commissione consiliare (di cui è vicepresidente) che sottolinea come quelli di dicembre rappresentino solo una piccolissima percentuale (l’1,37 percento delle presenze complessive) dei dati dell’anno e come l’occupazione delle strutture alberghiere in città non avrebbe comunque raggiunto nemmeno il 32 percento dei posti letto disponibili. «Stiamo parlando di cifre ridicole che scoraggerebbero qualunque imprenditore dotato di senno a tenere aperta una struttura ricettiva», si legge in una nota inviata alla stampa firmata dalla stessa Tardi e dall’esperto web di Cambierà, Fabio Forlivesi, che poi rilevano come, a fronte di un investimento di circa 200mila euro del Comune per le feste natalizie siano stati spesi «solo 3.500 euro per la promozione web e poco più di 1.000 euro per quella fuori dai confini della città, su un comunque scarsissimo investimento marketing in senso assoluto, ma che vede comunque spesa una cifra oltre le 20.000 euro per una propaganda entro le mura cittadine, la quale, per quanto sacrosanta, non aiuta ad attrarre flussi turistici. Non volendo quindi entrare nel merito del gusto – continuano gli esponenti di Cambierà –, che per definizione è qualcosa di puramente soggettivo, possiamo però dire che questo oneroso evento resta uno spettacolo per chi già si trova a Ravenna e non certo un’attrattiva turistica per portare nuovi utenti nel circuito ricettivo della città».

Secondo Cambierà, «serve in definitiva una strategia, una più efficace promozione e un obiettivo che deve essere comune e condiviso: creare un prodotto turistico di successo; possibilmente con la salda collaborazione delle associazioni di categoria, che hanno vistosamente disertato questo incontro (la commissione consiliare, ndr)».

Allerta gialla per neve anche in provincia di Ravenna: previsti accumuli fino a 20cm

A Brisighella, Casola Valsenio e Riolo Terme. Nel capoluogo invece a preoccupare è soprattutto il vento

Brisighella Neve
Una veduta di Brisighella con la neve

Neve in arrivo anche in una piccola parte della provincia di Ravenna, con accumuli compresi tra 10 e 20 cm previsti a Casola Valsenio, Brisighella e Riolo Terme. Si tratta di un’allerta gialla emessa dalla Protezione civile della Regione Emilia-Romagna valida 36 ore, fino alla mezzanotte di domani, venerdì 2 febbraio, sulla base dei dati previsionali del Centro funzionale Arpae E-R.

Nel territorio del comune di Ravenna, invece, l’allerta meteo (numero 9) è sempre gialla ma per criticità idraulica e vento.

Traffici porto 2017: merci invariate e container in calo

Il confronto tra il consuntivo dell’anno appena concluso e il 2016. Il presidente Rossi: «Dobbiamo ridurre divario tra imbarchi e sbarchi»

24296271 1643340865688572 992522666620685918 NIl totale delle merci movimentate nel porto di Ravenna nel 2017 è in linea con le cifre dell’anno precedente: in totale nell’anno da poco concluso la movimentazione complessiva è stata pari a 25.990.375 tonnellate, lo 0,1 percento in più rispetto al 2016 che equivale ad appena 27mila tonnellate. Per i container, invece, si registrano dati negativi: 223.369 teus, 11.142 in meno (7.103 pieni e 4.039 vuoti) del 2016 e quindi un calo del 4,8 percento. Sono dati diffusi dall’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico centro-settentrionale.

«I dati mostrano che il traffico ancora tiene – dichiara il presidente dell’Autorità portuale, Daniele Rossi –. La flessione dei container conferma la necessità di accelerare sul fronte della realizzazione degli investimenti programmati. Quanto previsto nel Progetto Hub portuale di Ravenna, ormai alle battute finali del suo percorso autorizzativo, unitamente a tutte le azioni che si stanno portando avanti per l’efficientamento dei servizi portuali, per l’informatizzazione del sistema e per  l’ammodernamento delle reti di collegamento viario e ferroviario avrà ricadute positive sull’attività di tutti i terminal e contribuirà alla crescita di ogni tipo di traffico. Ravenna si conferma, anche per il 2017, il principale porto per l’importazione di materie prime e semilavorati per il settore industriale padano».

Secondo il presidente Rossi l’obiettivo del porto – da raggiungere attraverso una azione di marketing mirata alle aziende esportatrici del bacino di riferimento – è ridurre il divario attualmente esistente tra la quantità di merce sbarcata (22.644.555 tonnellate, con un incremento del 2,5% rispetto al 2016, miglior risultato dal 2008),  e quella imbarcata (3.345.820 tonnellate, con un calo del 13,5% , pari a 5 anni fa).

Entrando nel dettaglio del confronto tra 2017 e 2016 per le differenti tipologie merceologiche movimentate, si evidenzia il buon andamento delle merci secche (+3,3%) e delle rinfuse liquide (+4,8%), mentre le merci in container risultano in calo del 24,4% e quelle su rotabili registrano una diminuzione del 6,7%. Positivo il risultato dei materiali da costruzione, che con quasi 5,5 milioni di tonnellate movimentate, e una crescita di quasi 650mila tonnellate segna un incremento del 13,3%. Il merito va alle materie prime per la produzione di ceramiche del distretto di Sassuolo, pari a oltre 4,7 milioni di tonnellate, con oltre 500mila tonnellate in più (+12,1%) rispetto allo scorso anno e il dato migliore dal 2005. Molto buono anche il dato del clinker, passato da 135mila a 193mila tonnellate. In calo, invece, i prodotti metallurgici, con 6,253 milioni di tonnellate (-1,7%), quasi tutti coils.

Per quanto riguarda il comparto agroalimentare, il 2017 si è chiuso con un risultato analogo a quello dello scorso anno. Sono calati i prodotti agricoli, in particolare frumento, mentre è aumentato il granoturco, grazie ai consistenti quantitativi sbarcati gli ultimi tre mesi dell’anno, pari a oltre 500 mila tonnellate, ovvero circa il 50% del totale annuo. Per le derrate alimentari continua il trend di crescita grazie all’import di sfarinati provenienti da Argentina e Paesi dell’Est Europa. Buono il dato anche per le derrate alimentari liquide (+9,1%), in particolare per oli vegetali, e per i combustibili minerali solidi (+19,9%), in particolare coke.

In aumento anche i prodotti petroliferi, pari a quasi 2,6 milioni di tonnellate (+6,4%), di cui oltre l’82,3% provenienti da porti italiani. In calo invece i prodotti chimici liquidi, pari a 864 mila tonnellate (-4,5%) e i concimi, pari a oltre 1,5 milioni di tonnellate (-4,2%).

In ripresa rispetto ai primi mesi dell’anno, i rotabili, grazie al buon risultato sulla linea Ravenna-Brindisi-Catania, dove sono stati movimentati 59.385 trailer per Catania e 12.701 per Brindisi, per un totale di 8.705 pezzi in più (+13,7%) rispetto allo scorso anno. In totale, compresa la linea della Grimaldi per Bari e Patrasso, linea sospesa dalla fine di ottobre, il numero dei trailer è stato pari a 74.806 unità (-5,4%).

Liberi e Uguali: «Il vero voto utile è quello a una forza di sinistra di governo»

L’avvocato Ilaria Morigi di Sinistra per Ravenna all’uninominale alla Camera per la formazione di Grasso: «La mia è una scelta personale. A livello locale non cambierà nulla nell’alleanza con il Pd»

Ilaria Morigi Leu
Da sinistra, Maurizio Marangolo, Ilaria Morigi e Guido Pasi

Una campagna tra la gente per parlare e soprattutto per ascoltare e per far conoscere in queste poche settimane di campagna elettorale la proposta di sinistra e per un nuovo centrosinistra di Liberi e Uguali (Leu). Ilaria Morigi, candidata all’uninominale alla camera per il soggetto di sinistra che include Mdp, Sinistra Italiana e Possibile, si è autostospesa dall’incarico di coordinatrice dell’associazione Sinistra per Ravenna (la forza politica che alle amministrative si presentò in coalizione con il Pd per sostenere Michele de Pascale e che si rifaceva idealmente all’esperienza di Giuliano Pisapia) e si presenta per la prima volta alla stampa accompagnata da due «testimonial» proprio dalla file di Sinistra per Ravenna, Maurizio Marangolo e  Guido Pasi.

«Naufragata la possibilità di costruire un centrosinistra con questo Pd dopo i ripetuti no, tra cui, l’ultimo, quello sullo Ius Soli, non è rimasta che la possibilità di cominciare a costruire una sinistra sperando che presto le cose cambino. Questo Pd fatto dai fedelissimi di Renzi è ormai un partito di centro che guarda a destra», spiega Pasi, che è tornato dalle isole Canarie dove ormai vive (ma, specifica «pago le tasse in Italia, perché sono trattenute alla fonte») per sostenere la candidatura di Ilaria Morigi con cui appunto nel 2016 era nata l’esperienza della lista. «Per la mia storia personale, essendomi occupata di diritti dei lavoratori e  di diritti civili – aggiunge Morigi – non c’era altra opzione praticabile. Quando poi ho visto che dalle file del Pd è stato estromesso anche una figura come Lo Giudice (presidente Arcigay, da sempre paladino di battaglie per i diritti civili, ndr), ho avuto l’ulteriore conferma di aver fatto la scelta giusta».

Se sul piano locale non ci saranno ripercussioni «il lavoro fatto dalla giunta a guida De Pascale continuerà, anche perché molti punti programmatici che avevano concordato sono stati portati a termine» e anzi, sottolinea Pasi «Sinistra per Ravenna può essere ancora uno dei modelli di riferimento, basti pensare all’accordo stretto in Lazio con Zingaretti. Sono convinto che questa resti la formula per sconfiggere le destre e i populismi».

E allora, cosa rispondere al Pd che invoca il voto utile e parla di un “ballottaggio” all’uninominale con la Lega?  «Non condivido l’impostazione – replica Morigi – credo che il voto utile sia quello dato a una vera forza di sinistra di governo, perché un centrosinistra senza sinistra non può esistere». Del resto, come sottolinea anche Pasi, «con una legge elettorale così, pessima e pasticciata che guarda a caso Renzi ha approvato con Berlusconi, era impossibile non candidarsi anche all’uninominale e per ricostruire bisogna intanto mettere le basi di una casa, in cui aprire porte e finestre, ma c’è bisogno di una casa per ripartire».

Sondaggi elezioni politiche: il centrosinistra blinda Ravenna, Pd vicino al 40%

Lo rivela uno studio di Salvatore Vassallo dell’Università di Bologna che prende in esame i collegi uninominali della Camera

Mappa Interattiva Collegi Camera
La mappa dei collegi uninominali: in blu quelli considerati blindati dal centrodestra, in rosso il centrosinistra, in giallo i 5 Stelle, in grigio quelli in bilico

Il centrosinistra blinda Ravenna anche per le prossime elezioni politiche. Almeno stando alla simulazione elaborata da Salvatore Vassallo, ordinario di Scienza Politica all’Università di Bologna, che Repubblica pubblica nell’edizione di oggi (giovedì 1 febbraio) del quotidiano cartaceo. Una simulazione che fotografa i rapporti di forza tra i tre principali poli in tutti i collegi uninominali della Camera (domani sarà la volta del Senato) secondo uno studio che si basa sui sondaggi delle ultime due settimane ma anche sui flussi da un partito all’altro applicati ai risultati delle politiche 2013 in ogni collegio del Rosatellum. Naturalmente – sottolinea Repubblica – si tratta di stime approssimative e, al netto del normale margine di errore statistico, gli elettori possono riservare sorprese.

Ravenna è considerato un collegio sicuro per il centrosinistra con il candidato del Pd Alberto Pagani al 38,61 percento davanti a Samantha Gardin della Lega (ma che corre per tutto il centrodestra) al 27,05 percento e al candidato ferrarese del Movimento 5 Stelle, Davide Zanforlini, stimato al 23,05 percento.

A questo link la mappa interattiva di tutta la Penisola, dove (sempre considerando solo i collegi uninominali della Camera) comanda nettamente il centrodestra (115 collegi contro i 24 del centrosinistra e i 4 dei 5 Stelle, a fronte comunque di 88 considerati in bilico).

Casini contro Vasco Errani: «Votare per lui è fare un favore a Lega e 5 Stelle»

Si scalda la sfida a Bologna, dove l’ex Governatore della Regione, ravennate, è contro il discusso candidato del Pd e del centrosinistra

Vasco Errani

Comincia a scaldarsi, a Bologna, la sfida nel collegio senatoriale fra Pierferdinando Casini, candidato dal Pd e dal centrosinistra, e il ravennate Vasco Errani, in campo per Liberi e Uguali. «A Bologna – ha detto Casini – sanno tutti che votare per Errani significa dare la possibilità ai 5 Stelle o alla Lega di vincere il collegio. Questa è la fotografia dello stato delle cose».

Immediata la replica di Errani. «Conosco da anni Casini – ha detto – lo stimo, lo rispetto, ma, come tutti sanno, le radici non sono acqua: né per lui, né per me. Il resto lo decidono gli elettori, con i loro valori, le loro idee, i loro sentimenti. Per me non sarà mai una lotta contro qualcuno. Non mi farò trascinare in nessuna dinamica che metta al centro il tema dello scontro fra persone e chi mi conosce sa che sarà difficile farmelo fare». (Ansa.it)

Gatto torturato, ucciso e appeso a testa in giù: l’Enpa fa partire la querela

Si tratta di un maschio di un anno, ritrovato dopo tre giorni dalla scomparsa, nel Lughese

Gatto Nero
Il gatto ritrovato a Belricetto appeso a una recinzione

Un gatto è stato disperso da due giorni è stato ritrovato morto, appeso a testa in giù in una recinzione nella campagna di Belricetto, nel Lughese, all’apparenza torturato, nonché avvolto dal fil di ferro.

Il caso è stato segnalato dall’Enpa di Lugo, che già aveva postato sui social network la foto del gatto (un maschio di un anno, di nome Oliver) per aiutare le ricerche della sua padrona, Luisa Lacerenza, che non lo ha visto tornare a casa domenica sera. Ieri (mercoledì 31 gennaio) il macabro ritrovamento.

27332263 2198397503530698 6388676681318062435 NL’Enpa ha già dichiarato di voler precedere per vie legali e chiede a chiunque di fornire eventuali informazioni utili. «Non abbiamo parole che esprimano la nostra indignazione per un gesto così grave – scrivono dall’Enpa di Lugo –, ma abbiamo anche tanta rabbia e delusione verso il genere umano. Ora è necessario fare luce sulla dinamica di questo gesto malato, crudele, abominevole. Perciò segnalatei qualsiasi cosa, un sospetto, un movimento strano, persone che in zona hanno manifestato di odiare i gatti. Fatelo anche in forma anonima. Aiutateci a far sì che questo episodio non resti impunito».

Musica in ospedale, per stare meglio:«I bimbi così si esprimono anche senza parlare»

Parlano le musicoterapiste Jenny Burnazzi e Barbara Zanchi. «La musica offre a bambini e adulti un’ampia gamma di azioni creative e connessioni tra le proprie parti interne, con gli altri e con il mondo circostante»

Burnazzi
Jenny Burnazzi e Barbara Zanchi, musicoterapiste di MusicSpace Italy

Un giorno, a New York, il neurologo Oliver Sacks partecipa all’incontro organizzato da un batterista con una trentina di persone affette dalla sindrome di Tourette: «Tutti, in quella stanza, sembravano in balia dei loro tic: tic ciascuno con il suo tempo. Vedevo i tic erompere e diffondersi per contagio». Poi il batterista inizia a suonare, e tutti in cerchio lo seguono con i loro tamburi: come per incanto i tic scompaiono, e il gruppo si fonde in una perfetta sincronia ritmica. Questo stupefacente esempio, spiega Sacks, è solo una particolare variante del prodigio di “neurogamia”, che si verifica ogniqualvolta il nostro sistema nervoso “si sposa” a quello di chi ci sta accanto attraverso il medium della musica.

La musicoterapia è una modalità di approccio alla persona che utilizza la musica o il suono come strumenti di comunicazione non-verbale, per intervenire a livello educativo, riabilitativo o terapeutico, in una varietà di condizioni patologiche e parafisiologiche. È una terapia non farmacologica e complementare alle terapie mediche sempre più presente e utilizzata all’interno delle equipe multidisciplinari; è stata ampiamente utilizzata anche con persone depresse.

A Ravenna Jenny Burnazzi e Barbara Zanchi, musicoterapeute dell’associazione Music Space Italy di Bologna, propongono la musicoterapia presso il Centro Mousikè e presso il reparto di Pediatria dell’Ospedale di Ravenna. MusicSpace Italy è un’associazione attiva nella formazione e nella diffusione della musicoterapia a livello nazionale grazie ad un gruppo di musicoterapeuti professionisti attivi in numerosi centri e reparti pediatrici di diversi ospedali italiani( Policlinico Sant’Orsola di Bologna, Istituto Rizzoli di Bologna, Policlinico di Bari, Ospedale Salesi di Ancona, Ospedale di Trento).

Dice Burnazzi: «La musicoterapia in Italia è una disciplina diffusa dagli anni ’70 e ci sono diversi modelli applicativi. È impiegata sempre più spesso anche in ospedale, con pazienti con diverse patologie e che hanno subito dei traumi. L’obiettivo principale è rielaborare ed esprimere vissuti complessi e dolorosi attraverso questa forma di comunicazione non verbale».

È un metodo basato sull’ascolto di musica o sulla pratica?
«In musicoterapia si utilizzano diversi metodi, sia attivi che ricettivi – aggiunge Burnazzi – possono essere usati entrambi a seconda delle condizione dei bisogni dei pazienti. Le diverse esperienze musicali, siano esse di coinvolgimento attivo o basate sull’ascolto, hanno l’obbiettivo comune di aprire uno spazio di scolto e di scambio tra paziente e terapeuta. I bambini più piccoli e le persone con disabilità sono per lo più coinvolte in attività musicali interattive come condividere canzoni e musiche preferite, cantare e/o suonare con semplici strumenti messi a loro disposizione per coinvolgerli attivamente, sempre in in relazione alle loro capacità, in esperienze espressive e piacevoli. Quando il coinvolgimento attivo non è indicato o non è possibile si utilizza maggiormente l’ascolto, sempre condotto e condiviso con il  terapeuta che favorisce il contatto del paziente con la musica per  facilitare la distensione o l’evocazione di sensazioni, ricordi ed emozioni».

Zanchi aggiunge: «La musica, all’interno della relazione musicoterapica, costituisce il canale privilegiato attraverso cui si instaura e si sviluppa il processo terapeutico: essa offre a bambini e adulti un’ampia gamma di possibili azioni creative e connessioni tra le proprie parti interne, con gli altri e con il mondo circostante, con il terapeuta e con la musica stessa».

Per la depressione quale terapia usate?
«Studi scientifici hanno messo in evidenza come i tradizionali trattamenti per la depressione, quali la psicoterapia o la terapia farmacologica, possano, per alcuni pazienti,  funzionare meglio se accompagnati anche dalla musicoterapia che sembra avere un effetto positivo nell’alleviare l’ansia e migliorare il funzionamento a livello fisico e relazionale dei soggetti coinvolti.  In un recente studio norvegese 421 persone affette da depressione, dall’adolescenza alla terza età, sono state esaminate testando i benefici degli interventi più tradizionali  in abbinamento alla musicoterapia con risultati positivi rispetto ad una maggiore riduzione dei sintomi depressivi. Entrambi gli approcci musicoterapeutici, attivo e recettivo, se utilizzati appropriatamente possano avere in tale ambito positivi riscontri.  Nella nostra esperienza, con la depressione spesso utilizziamo uno specifico approccio recettivo , quello dell’Immaginario Guidato e Musica – GIM. È un modello di musicoterapia recettiva basato sull’ascolto di specifche sequenze musicali di musica classica messo a punto dalla msuicoterapeuta americana , dott.ssa Helen Bonny, negli anni ’70. È un’esperienza assimilabile ad un “viaggio” nel proprio mendo interno evocato e sostenuto dalla musica in cui il paziente, accompagnato dal terapeuta, descrive le immagini via via la musica gli suscita. In Italia questa tipo di terapia non è ancora molto diffusa essendo ancora pochi i musicoterapeuti specilizzati in tale metodo».
A Ravenna che tipo di lavoro fate?
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Al Centro Mousikè incontriamo bambini e adulti con diversi tipi di problematiche e disabilità.  Tutti i martedì pomeriggio siamo invece presenti nel reparto di pediatria diretto dal dottor Federico Marchetti. Incontriamo i bambini ricoverati nelle loro stanze e trascorriamo un po’ di tempo con loro coinvolgendoli con la musica. L’obiettivo è quello di favorire l’allentamento dello stato di tensione e sostenere  la condivisione e l’espressione di emozioni complesse e difficili connesse alla malattia e all’ospedalizzazione al fine di migliorare lo stato psicologico complessivo dei bambini e dei loro familiari. Ci sono bambini che passano diverso tempo in ospedale e facilmente si sentono lontani e tagliati fuori dal loro mondo, noi cerchiamo di riprendere quel contatto, partendo ad esempio da canzoni o attività che fanno parte della loro vita di bambini, a scuola o fuori con gli amici. Spesso vediamo come con la musica sia più facile per loro esprimere gli stati d’animo anche senza parlare… Soprattutto per i bambini, ma forse anche per gli adulti, non è per niente una cosa facile trovare le parole per esprimere emozioni forti e contrastanti… Ma la musica è ampia e può contenere veramente tante cose».
La musicoterapia è entrata nei servizi dell’ospedale di Ravenna?
«Il progetto di MusicSpace Italy è stato accolto e finanziato da numerosi privati e aziende di Ravenna attraverso l’associzione Agebo. Per ora si è svolta la fase pilota di sei mesi che ci ha permesso di integrare l’interevento nell’organizzazione della vita del reparto; speriamo di potere proseguire. L’anno prossimo ci auspichiamo di poter estendere l’attività  anche al reparto di oncologia, ambito nel quale siamo attivi in diverse altre città».

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