In palio prodotti enogastronomici, degustazioni e biglietti per gli eventi: «Serve per mostrare le bellezze del territorio»
L’Unione dei Comuni della Bassa Romagna ha aperto un profilo su Instagram, il noto social network di condivisione foto. «Il nuovo canale – si legge in un comunicato divulgato dall’ente – proporrà gli scatti più belli del territorio per raccontare i paesaggi, gli scorci e il patrimonio artistico-culturale dei nove Comuni, attraverso gli occhi di chi ci vive e di chi lo visita per turismo, studio o lavoro. Ogni giorno si potranno quindi scoprire o riscoprire le ricchezze naturali e culturali di Alfonsine, Bagnacavallo, Bagnara di Romagna, Conselice, Cotignola, Fusignano, Lugo, Massa Lombarda e Sant’Agata sul Santerno».
Da giovedì 1 febbraio, inoltre, partirà il concorso fotografico “#BassaRomagnamia”. Fino all’1 aprile chi pubblica una foto sul proprio profilo Instagram con l’hashtag #bassaromagnamia, e riceve più cuoricini (il corrispondente del like), potrà vincere prodotti enogastronomici, degustazioni e biglietti omaggio per partecipare agli eventi del territorio: ogni venerdì sul profilo dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna sarà caricato lo scatto che verrà giudicato il più bello della settimana trascorsa. «Scopo del progetto, sostenuto dagli amministratori dell’Unione, è permettere ai cittadini che vivono in Bassa Romagna di riappropriarsi dei luoghi in cui vivono e di far vedere le bellezze del proprio territorio a tutti».
Volley A2 femminile / Al PalaCosta le ravennati battono in rimonta le combattive siciliane e grazie a questi tre punti sorpassano la rivale diretta Collegno
Un muro della giovanissima centrale Alice Torcolacci
Grazie a un’ottima prova di squadra e ai 29 punti di Bacchi e ai 22 di Kajalina, al PalaCosta la Conad sconfigge Marsala e fa suoi i tre punti in palio che la riportano all’ottavo posto in classifica. Si tratta della terza vittoria di fila per le ravennati, la seconda consecutiva in casa, arrivata al termine di un match che ha visto le biancorosse prima andare sotto di un set, ma poi reagire e aggiudicarsi in rimonta le successive tre frazioni. Con questi tre punti l’Olimpia Teodora fa un balzo in avanti in graduatoria, sorpassando Collegno, caduto 3-1 a Brescia.
Al fischio d’inizio il tecnico Angelini dispone in campo capitan Bacchi e D’Odorico sulle bande, Kajalina opposto, Scacchetti al palleggio, Torcolacci e Menghi centrali, con Paris libero. Per la Sigel il coach Campisi schiera Agostinetto al palleggio, Rossini e Merteki in attacco, Ventura Ferreira opposto, Furlan e Facchinetti centrali, con Marinelli libero. Dopo un avvio di primo set caratterizzato dall’equilibrio, la Conad piazza un bel parziale di 5-0 grazie a due muri consecutivi di Menghi e Kajalina e ai punti in contrattacco dello stesso opposto estone e di Bacchi per il 13-9. Marsala trova le giuste contromisure e l’ex di turno Rossini guida le compagne al sorpasso sul 14-15. Le ospiti non si fermano e allungano fino al 16-21, ma le ravennati non mollano grazie alla grinta della solita Bacchi, che con tre punti consecutivi riporta a contatto le padrone di casa. L’ace di Ceroni vale il pareggio a quota 22, ma il finale al fotofinish sorride a Marsala che conquista il primo parziale per 23-25.
In apertura del secondo periodo l’ace di Kajalina regala subito il primo allungo a Ravenna sul 5-3, ma dopo essere state avanti 8-5 le padrone di casa vengono raggiunte sul 9 pari dall’ace di Facchinetti. Un altro servizio vincente di Kajalina lancia la nuova fuga dell’Olimpia Teodora sul 15-13, poi la solita Bacchi firma il 20-16. Le ospiti provano a rientrare sul 20-18, ma il muro di D’Odorico le tiene a distanza per il 23-18, prima che Menghi chiuda il set sul 25-22 pareggiando la partita.
Una esultanza delle giocatrici della Conad
Anche il terzo parziale vede subito l’Olimpia Teodora avanti per 6-3, ma il muro di Rossini regala la parità a quota 7 alle ospiti. Ravenna resta avanti sull’11-9 e cambia marcia con un gran parziale di 8-0 che decide il set, lanciato da un muro di Torcolacci e proseguito da un vero e proprio show di Bacchi, che firma il 19-10. Marsala prova la disperata rimonta e torna a -5 sul 21-16, ma il secondo ace della partita di Ceroni chiude sostanzialmente i conti sul 23-17, prima che Kajalina realizzi il punto del 25-20, portando le padrone di casa in vantaggio 2-1.
Nella quarta frazione la Conad parte anche meglio che nelle due precedenti e si porta 5-0 grazie a due muri di Torcolacci e ai punti di Bacchi e Kajalina. Marsala non ci sta a perdere e si riporta prima sull’8-5, poi pareggia a quota 9 con due ace consecutivi della solita Rossini. È ancora Bacchi però a scuotere le padrone di casa, che si riportano avanti 15-11 e allungano sul 19-12 grazie a due errori avversari e al muro di Kajalina. Rossini è l’ultima a mollare, ma il set ha ormai preso la strada di Ravenna e ancora una volta la capitana a mettere il sigillo sul successo per 25-19, chiudendo la partita per 3-1.
Le dichiarazioni del dopo-gara Simone Angelini (tecnico Conad Ravenna): «Dopo averlo raddrizzato, potevamo vincere anche il primo set, ma sul 23 pari non siamo stati abbastanza freddi. Dal secondo parziale siamo stati bravi a imporre il nostro attacco. Non siamo stati male in ricezione a inizio del secondo e terzo set, anche se poi siamo un po’ calati nel quarto. La cosa più importante è che abbiamo fatti nostri i tre punti. L’altra cosa importante è che finora nel girone di ritorno stiamo eguagliando i punti fatti nel buon avvio dell’andata. La nostra tabella di marcia è cercare di fare il meglio possibile nel prossimo mese per poi vedere come siamo messi in ottica playoff. Dovremo perciò stare molto concentrati nelle prossime partite perché questo mese sarà quello fondamentale».
Risultati (22ª giornata): Bartoccini Gioiellerie Perugia-Volley Soverato 0-3, P2P Givova Baronissi-Delta Informatica Trentino 2-3, Golem Olbia-Battistelli San Giovanni in Marignano 3-2, Golden Tulip Volalto Caserta-Club Italia Crai 1-3, Savallese Millenium Brescia-Barricalla Collegno 3-1, Sorelle Ramonda Ipa Montecchio-Ubi Banca San Bernardo Cuneo 1-3, Fenera Chieri-LPM Bam Mondovì 2-3, Conad Olimpia Teodora Ravenna-Sigel Marsala. Riposo: Zambelli Orvieto 3-1.
Classifica: San Giovanni Marignano e Mondovì 48 punti; Chieri e Cuneo 46; Brescia 45; Soverato e Trento 40; Ravenna 35; Collegno e Club Italia 33; Orvieto* 30; Baronissi 22; Montecchio* 19; Olbia 15; Perugia* 14; Marsala* 8; Caserta* 6 (*una gara in meno).
Basket A2 / I ravennati riscattano il ko di una settimana fa grazie a una prova perfetta contro i friulani e consolidano la quarta posizione in classifica
Un time out del coach Antimo Martino con i suoi giocatori
Il PalaCattani di Faenza si conferma un campo “fortunato”, con una strepitosa OraSì che strapazza la Gsa Udine, riscattando con gli interessi la sconfitta di sette giorni fa nella trasferta con l’Orzinuovi. Contro la migliore difesa del campionato la squadra di Martino ha disputato una gara praticamente perfetta, impreziosendo il tutto con un terzo quarto favoloso, e grazie a questi due punti resta solitaria al quarto posto. MVP assoluto Ray Rice, ispiratissimo e imprendibile per la difesa ospite, ma anche Chiumenti ha disputato una gara eccellente, supportando al pari di tutti i suoi un assetto di squadra invidiabile e superiore nella circostanza.
Un bell’avvio di Rice porta avanti Ravenna (10-4), mentre infuria già la battaglia sotto le plance tra Grant e Pellegrino. L’OraSì perde qualche pallone di troppo e Veideman firma il sorpasso con 5 punti in poche battute (12-13). Sul 19 pari c’è il debutto di Bushati con la nuova maglia di Udine, termina con un canestro di Montano sulla sirena un primo quarto giocato a mille all’ora da entrambe le squadre. Ottimo impatto di Esposito e soprattutto di Chiumenti nella seconda frazione, sul 31-26 Lardo deve chiamare time-out, ma poi Ravenna sbaglia molto dalla lunetta e non riesce ad allungare come potrebbe sul 33-28. Udine, però, non trova più la via del canestro e Ravenna riparte per chiudere bene a metà gara.
Dai blocchi del terzo parziale scatta meglio la Gsa con un break di 4-8 che riapre i giochi completamente ma ci pensa Rice con un paio di minuti stratosferici a stabilire le massime distanze (58-47). Ma Il PalaCattani esplode letteralmente dopo 26 minuti: palla rubata da Montano, contropiede per Rice che serve l’alley-oop per la schiacciata di Grant del massimo vantaggio (62-49) dell’OraSì. L’ultimo periodo è tutto in discesa, con il bel pubblico accorso al PalaCattani che tributa ripetute e meritate ovazioni ai propri beniamini.
Le dichiarazioni del dopo-gara Antimo Martino (allenatore OraSì Ravenna): «C’è grandissima soddisfazione per una vittoria importante voluta e costruita alla grande da tutti i ragazzi, che hanno dato un contributo significativo, alcuni di loro anche facendo le cose meno abituali. Cancelliamo la sconfitta con Orzinuovi, ma penso che prestazioni come queste nascano anche da brutte prove. La cosa importante è reagire sempre dopo una brutta prova, è successo contro una squadra ottima che secondo me sarà tra le prime a fine campionato. Complimenti anche ai nostri tifosi che nonostante la partita a Faenza, impianto che comunque ci vede sempre su grandi livelli, perché ci hanno sostenuto alla grande. Dimentichiamo in fretta questa gara perché ci aspetta una Imola in grande fiducia all’inizio di una settimana che vedrà tre gare in sette giorni».
L’aspirante a Palazzo Madama è un dipendente del Comune di Forlì che denunciò un episodio di corruzione a suo carico: duemila euro per “ungere” una pratica. Niente ravennati in lista
Alessandro Ruffilli durante un’intervista al Tg1
David Zanforlini, avvocato ferrarese esperto di eco-mafie, correrà al collegio uninominale di Ravenna alla Camera per il Movimento 5 Stelle: secondo le liste di nomi pubblicate dal Corriere della Sera la presenza del legale, collaboratore di Legambiente, è confermata. Il Movimento presenterà domani le liste alla Corte d’Appello.
Per quanto riguarda il Senato, nel collegio che comprende Ravenna e Forlì correrà invece Alessandro Ruffilli, dipendente del Comune di Forlì vittima di un tentativo corruzione che ha respinto e poi denunciato. Un atto di coraggio che però – secondo quanto da lui raccontato – non lo avrebbe aiutato nella carriera all’interno dell’amministrazione forlivese. Ruffilli segnalò una mazzetta che gli giunse sotto forma di contributo alla scuola di danza che presiedeva e che avrebbe dovuto “aiutare” una pratica per l’apertura di un ristorante.
Poco più di 15mila visitatori al Museo d’Arte. Hanno fatto meglio la mostra sulla Sicis e quelle di Marco De Luca. I curatori invitano a non fare confronti con il passato
Per RavennaMosaico 2017 sono stati 120mila i visitatori alle mostre e agli eventi in città. A presentare i dati il sindaco Michele De Pascale, l’assessore Elsa Signorino e Maurizio Tarantino, direttore di Mar e Classense. Al museo, la mostra “Montezuma, Fontana, Mirko al Mar” ha contato 15.117 visitatori, ma più successo ha avuto quella della Sicis a Palazzo Rasponi (19.272 ingressi).
In effetti il museo d’arte non ha avuto grossi numeri (l’obiettivo dichiarato dal direttore Tarantino in novembre era di 20mila ingressi), specie se si paragonano a quelli degli ingressi alle “grandi mostre” della gestione di Claudio Spadoni che si sono attestate tra i 28mila e i 55mila visitatori. Comparazione che però i curatori respingono, dicendo che i costi della promozione sono stati circa un quarto di quelle curate dall’ex direttore artistico. Inoltre – questa la tesi – il raffronto tra due mostre così differenti sarebbe impossibile.
L’esposizione dedicata a Felice Nittolo è andata molto bene (10.170 visitatori), 6.493 ingressi per la mostra di Clément Mitéran, 9.844 per ‘Il colore della scultura’, tutte allestite al Museo Nazionale. In 19.160 per Marco De Luca al Battistero degli Ariani e al Mausoleo di Teoderico (18.961 visitatori) mentre alle mostre ospitate dalla Biblioteca Classense sono stati staccati 5.301 biglietti. All’Accademia di Belle Arti sono entrati in 500, ai Chiostri Francescani per “Opere dal mondo” in 12mila.
Ravenna Mosaico è costata in tutto 350mila euro, di cui 295mila per Montezuma e 55mila per gli altri venti. La mostra dedicata alla Sicis è stata finanziata dall’azienda. L’impegno, ora, è lavorare dal subito per il 2019.
Secondo Alvaro Ancisi (LpRa) la proiezione durante il festival “Ravenna in luce” nell’abside della basilica di San Giovanni è stata un flop
Il videomapping ai Giardini Speyer? Non l’ha visto nessuno. Ne è convinto Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, molto critico sulle iniziative natalizie di Palazzo Merlato nel quale era compreso – appunto – il gioco di luci sul retro dell’abside di San Giovanni Evangelista. In realtà per Ancisi non era un videomapping ma «una banale proiezione di filmini su un monumento, il videomapping invece è una proiezione sul bene illuminato usando software speciali, che crea una nuova pelle animata, così da trasformarlo, tramite illusione ottica, in qualcosa di vivo e di magico. Oltretutto, i filmini degli Speyer niente avevano a che fare con la Basilica. La musica ancora meno».
Non è tanto questo l’oggetto della critica, comunque, quanto la scarsità di pubblico: «A parte una trentina di persone nella prima mezzora, appena dopo e per tutte le altre tre serate ha partecipato allo spettacolo solamente l’infreddolito proiezionista. Tornato a casa il quale, è toccato ad un vigilante di una ditta di Bolzano sorvegliare il macchinario per tutto il resto delle lunghe notti invernali, al costo per il Comune di 3.269,90 euro».
Calcio A femminile / Nella ripresa le ospiti laziali trasformano il penalty che decide la partita disputata a San Zaccaria, con le biancorosse che vedono allontanarsi la zona salvezza
Ravenna Woman-Res Roma 0-1 RAVENNA WOMAN (3-5-2): Guidi; Alunno, Tucceri, Manieri; Pittaccio, Campesi (1’ st Barbaresi), Filippi, Errico, Casadio (22’ st Carrozzi); Baldini (30’ st Quadrelli), Pugnali. A disp.: Tampieri, Cuciniello, Muratori, Costantino. All.: Lorenzini.
RES ROMA (4-3-3): Pipitone; Romanzi, Picchi, Lommi, Labate; Coluccini (45’ st Savini), Ciccotti, Simonetti; Greggi, Nagni, Martinovic (34’ st Palombi). A disp.: Parnoffi, Natali, Chiappa. All.: Melillo.
RETI: 37’ st (rig.) Palombi.
ARBITRO: Peletti di Crema.
NOTE – Ammoniti Guidi, Martinovic e Palombi.
L’organico del Ravenna Woman
È un calcio di rigore a 10’ dal fischio finale a costare la sconfitta al Ravenna Woman, che esce dalle mura amiche battuto 0-1 dalla Res Roma. Le ospiti offrono un’ottima prestazione, soprattutto in avvio quando riescono a schiacciare nella propria metà campo le biancorosse, ma la partita è equilibrata fino alla fine, con le squadre che si affrontano a viso aperto. Il Ravenna ha il demerito di peccare spesso nell’esecuzione dell’ultimo passaggio, mentre le ospiti, nonostante sprechino molte occasioni in contropiede, si dimostrano brave a conquistarsi l’episodio del gol, anche grazie a un’ingenuità delle biancorosse. La squadra di Lorenzini avrà l’occasione del riscatto già settimana prossima quando al “Massimo Soprani” sarà ospite l’Empoli, mentre la vittoria del Sassuolo contro il Bari rende sempre più incerta ed equilibrata la lotta in fondo alla classifica.
In avvio del primo tempo la Res cerca di schiacciare le padrone di casa nella loro metà campo pressando molto alto, impedendo al Ravenna di sviluppare il proprio gioco. La prima occasione arriva però solo su calcio piazzato al 17’, quando Guidi ferma il pallone con le mani appena fuori area e la conseguente punizione di Nagni termina a lato di un soffio. Un minuto più tardi anche Martinovic si fa vedere in avanti calciando alto da fuori area, ma da metà primo tempo il Ravenna pian piano guadagna campo, sfruttando bene le fasce laterali. Le biancorosse producono due occasioni consecutive, prima con una deviazione di Errico su cross di Pittaccio che termina alta al 25’, poi due minuti più tardi con Baldini, che non concretizza a tu per tu con Pipitone. I ritmi sono alti, con la partita che vive di continui ribaltamenti di fronte e su uno di questi al 33’ Guidi con un miracolo respinge la conclusione ravvicinata di Simonetti. A pochi minuti dall’intervallo il tecnico Melillo viene espulso per proteste e il primo tempo si chiude con il Ravenna in avanti, con un colpo di testa di Errico neutralizzato da Pipitone.
Match ancora equilibrato nella ripresa, con il Ravenna che prova a fare la partita, ma concede spazi in contropiede. La Res non sfrutta qualche buona ripartenza sbagliando l’ultimo passaggio e la prima occasione è per le padrone di casa al 23’, quando Tucceri su punizione calcia sopra la traversa. Al 26’ Martinovic si trova a tu per tu con Guidi ma il tuo tiro centrale è bloccato dal portiere biancorosso. Le padrone di casa non riescono a generare occasioni da rete nonostante il predominio territoriale e al 32’ Ciccotti dalla distanza coglie un clamoroso palo. È il preludio all’episodio che decide la partita cinque minuti più tardi, con Nagni brava a conquistarsi con esperienza un calcio di rigore, realizzato al 37’ dalla neo entrata Palombi. Al 44’ il Ravenna ha un’incredibile occasione per il pareggio con Filippi che si trova libera a centro area, ma calcia a lato. È l’ultimo sussulto biancorosso e il recupero di appena due minuto assegnato dal direttore di gara fa infuriare Lorenzini, che viene allontanato dal campo nel finale.
Calcio C / Come era successo a Trieste, i giallorossi al “Benelli” conquistano il pareggio in pieno recupero. L’attaccante, alla sua prima rete stagionale, risponde al rigore trasformato da Bacio Terracino
Ravenna-Teramo 1-1
RAVENNA FC (3-4-3): Venturi; Ronchi (1’ st Maleh), Leji, Capitanio; Venturini, Papa, Selleri (23’ st Piccoli), Barzaghi (23’ st Magrini); Broso, Marzeglia (16’ st Maistrello), De Sena. A dip: Gallinetta, Severini, Ballardini A., Ierardi, Sabba, Cenci, Rossi. All.: Antonioli.
TERAMO (4-3-3): Calore; Sales, Caidi, Speranza, Pietrantonio; De Grazia (30’ st Sandomenico), Amadio (44’ st Graziano), Ilari; Bacio Terracino (44’ st Milillo), Fratangelo (19′ st Barbuti), Varas. A disp: Lewandowski, Paolucci, Tulli, Castagna, Diallo, Faggioli. All.: Palladini.
RETI: 36’ pt (rig.) Bacio Terracino, 50′ st Maistrello.
ARBITRO: Ricci di Firenze.
NOTE – Ammoniti Ilari, Calore, Leji, Sales, Caidi e Sabba. Spettatori: 1276.
La gioia dei giocatori del Ravenna per il gol di Maistrello
È un Ravenna contratto nel primo tempo, ma capace di buttare il cuore oltre l’ostacolo e raggiungere gli avversari nella ripresa, quello che al “Benelli” pareggia per 1-1 contro un ottimo Teramo. Gli ospiti producono di più a inizio gara, sbloccando il risultato grazie al rigore conquistato e segnato da Bacio Terracino e rivelandosi poi bravi a chiudersi e a rendersi pericolosi in contropiede grazie alla grande rapidità dei loro attaccanti. Antonioli, dopo aver schierato l’undici titolare con il 3-4-3, passa al 4-3-3 nella seconda frazione e l’ingresso del neo acquisto Maleh revitalizza i padroni di casa, che realizzano il meritato 1-1 in pieno recupero. Autore del pareggio è un altro subentrato, Maistrello, che si sblocca trovando il primo gol in campionato e manda in visibilio i tifosi di casa, dimostrando ancora una volta il carattere di una squadra capace di lottare fino a oltre il 90′.
Nel primo tempo Antonioli sceglie di provare il 3-4-3 in apertura di gara, ma nei primi minuti i giallorossi faticano a produrre gioco, mentre il Teramo spinge e al 12’ si rende pericoloso con un tiro di Bacio Terracino. Al 19’ Venturi si conferma uno dei migliori portieri del campionato con una grande parata su Fratangelo e sulla respinta è Capitanio a ribattere in angolo. Il Ravenna cerca con insistenza le “spizzate” di Marzeglia e al 20’ si fa vedere in area con De Sena, che però non riesce a concludere verso la porta. Gli ospiti continuano a tenere alta la pressione con un buon fraseggio e ancora Venturi salva al 24’ su Bacio Terracino. I giallorossi si rendono pericolosi sugli sviluppi di un calcio piazzato con Leji, ma al 36’ arriva l’episodio che sblocca il punteggio, con Bacio Terracino bravo a inserirsi e conquistare il fallo da rigore di Barzaghi. Lo stesso numero 24 ospite realizza dagli undici metri portando con merito in vantaggio gli ospiti, che sono ancora pericolosi all’ultimo minuto del primo tempo con Ilari. La punizione di Selleri nel recupero è l’ultimo sussulto per i padroni di casa, ma le squadre tornano negli spogliatoi sullo 0-1.
Nella ripresa c’è Maleh in campo dal 1′ e il Ravenna cambia sia modulo, passando al 4-3-3, sia atteggiamento, lanciandosi subito in avanti alla ricerca del pareggio. Lo stesso Maleh suona la carica con un tiro da fuori al 2’, poi Marzeglia di testa su cross di Barzaghi conclude alto. I padroni di casa sono molto più propositivi, ma il Teramo si rende pericoloso in contropiede e Barzaghi respinge quasi sulla linea un batti e ribatti in area all’8′. Antonioli si gioca anche la carta Maistrello e l’attaccante giallorosso mette subito in difficoltà la retroguardia ospite al 18’, calciando a lato dopo che Calore aveva già respinto la prima conclusione di De Sena. Lo stesso numero 9 si rende ancora pericoloso tre minuti più tardi e la seconda frazione prosegue con il Ravenna in avanti. Gli ospiti sprecano qualche occasione in contropiede e nel finale vengono chiusi in area dall’assedio giallorosso. Di nuovo Maistrello manda alto di testa su calcio d’angolo al 41′, ma nell’ultimo dei 5’ di recupero si sblocca, sempre di testa, scavalcando Calore con grande precisione e regalando il pareggio ai padroni di casa.
Le dichiarazioni del dopo-gara Mauro Antonioli (tecnico Ravenna): «Mi prendo la responsabilità per aver provato un nuovo modulo nel primo tempo, con l’intento di far rendere al meglio alcuni nostri giocatori. Per fortuna nel secondo parziale, osando qualcosa in più con la difesa a 4, abbiamo saputo recuperare e alla fine abbiamo meritato il pareggio. Quando in due partite consecutive trovi un gol importante a tempo scaduto non è mai un caso e questo è un segnale sulle qualità mentali della squadra. Maleh è certamente una nota positiva di questa serata perché è entrato subito nel vivo del gioco e ci ha dato quella qualità che era mancata, anche a causa delle imperfette condizioni fisiche di Selleri. Peccato non aver trovato i tre punti anche perché avremmo voluto dedicare la vittoria al nostro addetto stampa Massimo Montanari, che ha avuto un incidente in settimana».
Teatro pieno e tanta gente rimasta fuori per la prima volta del filosofo a Ravenna, invitato per la rassegna “Forti della fragilità”
La prima volta di Umberto Galimberti a Ravenna è stato un tutto esaurito al Rasi con tante persone rimaste fuori. Il noto filosofo, collaboratore di “Repubblica”, era a in città per aprire la rassegna “Forti della fragilità” organizzata da Liberamente ed Engim e rivolta in particolare al benessere psicologico dei ragazzi all’indomani della pubblicazione di un volume dal titolo La parola ai giovani in cui raccoglie una settantina di lettere ricevute dai ragazzi per la sua rubrica sul settimanale “D di Repubblica”.
Sono lettere, ha spiegato, dove i ragazzi mostrano un atteggiamento di “nichilismo attivo”, ovvero di consapevolezza dei tempi del nichilismo in cui viviamo e di capacità di reazione, esempi insomma in questi tempi bui. Perché se questa nota finale positiva c’è stata, va comunque detto che per gran parte del suo intervento Galimberti ha invece spiegato a una platea, fatta anche di giovani e giovanissimi, come e perché questo è il tempo del nichilismo. Senza risparmiare saggi consigli educativi mescolati a strali a madri, padri, insegnanti e pedagogisti, battute brillante e citazioni che sono andate da Nietzsche a Kant, Platone e Freud.
Il futuro non è più promessa di miglioramento e non è più una spinta verso uno scopo, ecco cosa ci permette di parlare di nichilismo. Un elemento che non può che mettere in crisi una cultura basata su una concezione temporale tripartita lineare e non ciclica del Cristianesimo da cui dipende quella della scienza e in generale della cultura occidentale, la più ottimista.
Dal modello “peccato, redenzione, salvezza” (che nella medicina è per esempio “malattia, cura, guarigione”, o nella scienza “ignoranza, ricerca, sapere”) spiega Galimberti, e di questo, dice, bisogna prenderne atto, non fingere che non sia così. E qui, se vogliamo, è la parte del filosofo che ha il sopravvento, mentre il pensiero e l’approccio psicologico vengono fuori con più nitidezza quando parla del ruolo dei genitori e dei frequenti errori. Roba da far passare la voglia di avere figli per evitare il rischio di crescere schizofrenici o psicopatici.
No a troppi stimoli per i bambini che devono poter annoiarsi, sempre rispondere alle domande sul perché per aiutarli nel comprendere il nesso causale, trascorrere tempo con loro dai 0 ai 6 anni perché in quell’età sviluppano le mappe cognitive ed emotive, essere consapevoli che, una volta che saranno arrivati ai 12 o 13 anni le parole dei genitori diventeranno vane, allora conteranno solo l’esempio e quanto detto prima, mai entrare in contrasto con le insegnanti della scuola primaria per evitare una scissione dell’affettività.
Ma ce n’è anche per gli insegnanti, ormai incapaci di leggere le persone che hanno davanti in classe, che non possono sperare di insegnare senza suscitare interesse nei ragazzi, che dovrebbero educare e non istruire, che dovrebbero superare una sorta di test attitudinale per poter salire in cattedra e studiare qualche nozione di psicologia, lo psicologo a scuola non basta.
Il tutto tenendo a mente che i sentimenti sono tutti appresi culturalmente, in natura ci sono solo gli impulsi. E quando crescendo si resta all’impulso si diventa bulli, incapaci di costruire relazioni. E se un tempo c’era il mito ad aiutare gli umani a districarsi e orientarsi, oggi ci può aiutare la letteratura. «Invece di riempire le scuole di tecnologie a volte inutili, perché si insegna benissimo anche con il gessetto e la lavagna tradizionale, bisogna riempirle di letteratura» dice il filosofo.
Insomma, ce n’è per tutti in un paese dove, dice sempre Galimberti, stiamo rinunciando a dare spazio a chi vive nel punto massimo di potenza biologica, riproduttiva e creativa, ovvero a chi è tra i 15 e i 30 anni.
Applausi scroscianti, fila per l’autografo.
Quello di cui, pare di capire in questo teatro Rasi pieno, c’è sicuramente bisogno è il confronto e un pensiero capace di ridare senso a tante parole, forse perché, come del resto ha detto lo stesso Galimberti, il pensiero si nutre delle parole e non può esistere senza.
Ci sono cose che succedono e che fanno in qualche modo la storia. Tipo quegli anni in cui Sfera Ebbasta è diventato il primo italiano a entrare nella top 100 mondiale di Spotify pur restando uno sconosciuto per la maggior parte dei suoi connazionali (che ora al massimo si interrogano davanti a cartelloni con la sua faccia nelle metropolitane). È successo poco dopo l’uscita, il 19 gennaio, del nuovo album del 25enne rapper milanese (anzi, di Cinisello Balsamo; anzi, di Ciny, come la chiama lui nelle sue canzoni) che in 24 ore ha superato gli 8 milioni di ascolti in streaming. Fenomeno vero, di quelli esplosi e diffusi senza l’aiuto della radio, della tv o dei talent ma solo grazie al web (e soprattutto su Instagram – che Facebook è ormai roba da vecchi – dove ha circa 1.100.000 follower) e in particolar modo tra i giovani. Pur non facendo musica per ragazzine, come si potrebbe invece dire dei colleghi Fedez e J-Ax, per esempio. Sfera ha un’identità ben precisa (piuttosto evidente anche solo dalla foto qui a fianco), una certa coerenza e semplicemente si ritrova a cavalcare il momento, la moda arrivata prepotentemente anche in Italia (grazie soprattutto a lui) della trap, di cui si autoproclama “king” e con cui dicono abbia ucciso il rap (e lui lo ricorda nella divertente “Bancomat”). Si tratta infatti di una sorta di forma di rap odiata dai rapper “veri”, con autotune in evidenza a pastrocchiare sulle voci, melodie spinte e in bella vista storie di ragazze, trasgressione e soldi, con ricchezza e successo platealmente ostentati. Una sorta di “tamarrismo” all’ennesima potenza, con la sorpresa incredibile che – per quanto sia destinata a restare senza dubbio musica di merda alle orecchie di chi è abituato ad ascoltare rock (una genialata, a questo proposito, chiamare il disco e autoproclamarsi Rockstar) – dopo il trauma iniziale (le parole troncate senza l’ultima vocale, l’utilizzo di termini come boyfriend, dissing, bad bitch e tutto quello che ne consegue) ci si trova di fronte a un disco oggettivamente di ottimo livello e dal respiro internazionale (basti solo citare la presenza di Quavo dei Migos, il gruppo trap più noto al mondo), con suoni per nulla banali, canzoni che le radio potrebbero non avere il coraggio di passare e trovate che lo rendono comunque avventuroso.
Cosa, quest’ultima, che non si può dire invece per quello (2640) tanto chiacchierato di Francesca Michielin, di cui si stanno occupando anche le riviste alternative per questa voglia di portare il suo pop innocuo, nato a X Factor sulla scia di Elisa, un po’ più in là. Il risultato finale resta un prodotto leggerino (nel senso di molto più leggero di quello che crede di essere) con alcuni pezzi ottimamente riusciti (tra cui, ebbene sì, quello scritto da Calcutta) che nel panorama mainstream italiano fa di certo la sua porca figura, però, ecco, senza in realtà il coraggio di prenderne le distanze e restandone quindi in qualche modo imbrigliato.
A vincere la palma invece del miglior disco di questi chiacchierati mesi di una scena italiana mai così liquida – tra rap, rock, pop ed elettronica – è invece a mani basse Cosmo (nome d’arte del piemontese Marco Jacopo Bianchi), che arriva con il suo terzo album (Cosmotronic, uscito il 12 gennaio) a trovare una formula riuscitissima di canzone cantata in italiano su musica elettronica da ballare. A qualcuno potrebbe ricordare i primi Subsonica, ma la differenza sostanziale è che qui non c’è nulla di quelle atmosfere da rock band, qui c’è solo un producer in perfetto equilibro tra la voglia di fare festa e una sorta di inquietudine di fondo, per un risultato che forse non è ancora un capolavoro, ma che in Italia è qualcosa di davvero originale. Applausi.
I consiglieri territoriali di San Pietro In Vincoli chiedono che l’intersezione tra le vie Farini e Senna venga migliorata. Due gravi incidenti negli ultimi giorni
In via Farini a San Pietro in Vincoli l’ultimo incidente è di poche settimane fa, quando un pedone venne travolto. Ma secondo il gruppo territoriale della Lega Nord l’incrocio tra le via Farini e Senna è sempre setato molto pericoloso. Tanto che Lorenzo Zandoli e Domenico Sangiorgi si spingono a dire che “l’amministrazione non è in grado di gestire la situazione”. Secondo i leghisti migliaia di veicoli ogni giorno transitano dalla strada, arteria principale del paese, e non ci sono strumenti di riduzione di velocità.
«I mezzi pesanti – scrive la Lega – sono obbligati ad invadere la corsia opposta e percorrere diversi metri contro mano poiché lo spazio di svolta è particolarmente ristretto; infatti spesso durante la svolta viene danneggiata la segnaletica verticale. Provenendo da via Senna la segnaletica verticale è poco visibile e si nota solo all’ultimo, dove la maggior parte degli incidenti che si verificano è dovuta alla mancanza di precedenza dei veicoli provenienti da tale via».
In passato« sono state proposte diverse soluzioni da parte di cittadini senza distinzione di colore politico: dall’installazione di un semaforo, al passaggio per i pedoni e gli automezzi. Era stato richiesta una modifica della viabilità da cui era scaturito un progetto di modifica di viabilità, purtroppo, mai attuato dalle amministrazioni comunali in questi decenni». Secondo i due consiglieri «l’incrocio va messo in sicurezza prima che ci scappi il morto. I cittadini chiedono da anni un intervento, ma rischiamo che anche questo Sindaco le periferie rimangano indietro a favore di cattedrali nel deserto come il tanto sponsorizzato palazzetto».
Ritinteggiato l’esterno con colori ispirati a quelli ottocenteschi, si procederà poi con altre aree. Intervento complessivo di 440mila euro
Si è conclusa la sistemazione delle facciate di Palazzo Vecchio e del Municipio a Bagnacavallo, che è stato ritinteggiato con nuovi colori che riprendono quelli ottocenteschi, sono ora in corso i lavori per la realizzazione dell’area dedicata ai servizi al cittadino del Comune di Bagnacavallo, al piano terra di Palazzo Vecchio.
In particolare, si sta provvedendo alla sistemazione degli impianti, al rifacimento di parte degli intonaci e dei pavimenti, alla tinteggiatura dei locali e alla collocazione di una bussola di ingresso con porta automatica, del nuovo bancone per l’accoglienza dei cittadini, di nuovi corpi illuminanti e del nuovo sistema di gestione code, oltre che alla riorganizzazione e alla razionalizzazione degli uffici comunali. Nella nuova area dei servizi al cittadino troveranno infatti posto Urp, Protocollo, Anagrafe, Stato Civile ed Elettorale.
È inoltre prevista la sistemazione della facciata di Palazzo Vecchio prospiciente al cortile interno. Le opere fanno parte di un intervento complessivo per un importo di 440.000 euro, cofinanziato per il cinquanta per cento dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito dell’intesa territoriale Dup della provincia di Ravenna.