domenica
26 Aprile 2026

Al PalaCosta la Conad riprende la sua corsa superando in tre set la Golem Olbia

Volley A2 femminile / Netta affermazione per le giallorosse, che trascinate da capitan Bacchi centrano la seconda vittoria di fila e consolidano la settima posizione in classifica

Ravenna-Olbia 3-0
(25-14, 25-15, 25-20)
CONAD OLIMPIA TEODORA RAVENNA: D’Odorico 12, Torcolacci 2, Scacchetti 4, Bacchi 14, Menghi 10, Kajalina 11, Paris (L); Panetoni (L), Drapelli, Vallicelli. Ne: Neriotti, Ceroni, Aluigi. All.: Angelini.
GOLEM OLBIA: Soos 8, Barazza 4, Cecconello 2, Uchiseto 9, Bartolini 10, Simoncini 1, Barbagallo (L); Spinello, Murru 1, Caboni. Ne: Iannone, Muresan. All.: Giangrossi.
ARBITRI: Rossetti di Ancona e Jacobacci di Bergamo.
NOTE – Ravenna: bs 5, bv 6, errori 9, muri 6; Olbia: bs 4, bv 2, errori 18, muri 2. Durata set: 20’, 19’, 21’ (tot. 60’). Spettatori 300.

Esultanza Conad
Una esultanza delle giocatrici della Conad

Dopo il turno di riposo la Conad riprende la sua bella marcia e centra la seconda vittoria di fila, superando al PalaCosta con un netto 3-0 le sarde della Golem Olbia. Il match in pratica non è mai in discussione, con l’Olimpia Teodora che conduce con grande tranquillità le tre frazioni disputate, aggiudicandosi le prime due senza grossi sforzi e la terza tenendo sotto controllo la reazione delle avversarie. Sugli scudi come al solito c’è capitan Bacchi, top scorer della gara con 14 punti, ben spalleggiata da D’Odorico, Menghi e Kajalina, tutte in doppia cifra. Grazie a questo successo la squadra biancorossa consolida la sua settima posizione e guarda con ottimismo alle prossime trasferte di Mondovì (mercoledì 29 novembre) e Soverato (domenica 3 dicembre).

Al fischio d’inizio il tecnico Angelini presenta in campo il classico starting six, con Bacchi, D’Odorico, Scacchetti, Torcolacci, Menghi e Kajalina, mentre Paris e Panetoni si alternano in difesa e ricezione nel ruolo di libero. Per Olbia le sei titolari sono Simoncini, Uchiseto, Bartolini, Soos, Cecconello e la capitana (ed ex azzurra) Barazza, con Barbagallo libero. L’inizio del primo set è combattuto con sorpassi e contro-sorpassi, poi la Conad si guadagna il primo allungo sul 10-8 grazie agli ace di Kajalina e D’Idorico. Olbia accorcia sul 12-11, poi le padrone di casa cambiano marcia e con un gran parziale di 10-1 prendono il controllo della partita sul 22-12, prima che Kajalina chiuda il primo set sul punteggio di 25-14.

Bacchi
Il capitano Lucia Bacchi

Il secondo parziale parte nel migliore dei modi per l’Olimpia Teodora che, con D’Odorico al servizio, si porta subito sul 6 a 0. Le biancorosse non si guardano più indietro e, grazie al solito lavoro a muro di Menghi e ai punti di Bacchi, volano sul 16-5. Bartolini prova a lanciare un accenno di rimonta ospite sul 18-10, ma le ravennati restano concentrate e allungano di nuovo sul 24-13, con ancora Kajalina a firmare il punto decisivo al terzo set point (25-15). Anche il la terza frazione si apre in modo positivo per le padrone di casa, che si portano 5-1 prima e 9-3 poi. Ancora Barbolini con l’ace scuote le ospiti che accorciano 9-6, la risposta, sempre con un servizio vincente, di D’Odorico vale il 13-7 in favore della Conad. Olbia non molla e si riavvicina sul 14-10, poi un ace di Scacchetti respinge il tentativo ospite sul 16-10. L’Olimpia Teodora abbassa un po’ la tensione e la Golem con un ultimo sussulto si riporta a -2 sul 18-16. I punti di Bacchi tengono a distanza le avversarie e la schiacciata di D’Odorico chiude il set sul 25-20 e il match con un netto 3-0.

Le dichiarazioni del dopo-gara
Simone Angelini (allenatore Conad Ravenna): «Questa sera abbiamo giocato tre ottimi set, tranne qualche imprecisione che abbiamo commesso qua e là, dovuta più al fatto di essere sopra come punteggio che ad altro. Devo dire che ci ha fatto benissimo riposare e ora stiamo molto meglio. Nelle settimane scorse ci aveva dato fastidio un po’ di stanchezza che aveva portato a un calo di lucidità in certi momenti, come dimostra il fatto che anche nelle sconfitte eravamo sempre più o meno in parità e perdere è stato a volte questione di una virgola. Vincere aiuta a vincere. Adesso che ci siamo riposati e abbiamo ricaricato le pile siamo pronti ad affrontare un bel tour de force che questa sera abbiamo cominciato nel migliore dei modi».

Risultati (decima giornata): Volley Soverato-Zambelli Orvieto 3-1, Savallese Millennium Brescia-Delta Informatica Trentino 2-3, P2P Givova Baronissi-Fenera Chieri 0-3, Sorelle Ramonda Ipa Montecchio-Bartoccini Gioiellerie Perugia 3-1, Barricalla Collegno-Club Italia Crai 3-2, Conad Olimpia Teodora Ravenna-Golem Olbia 3-0, LPM Bam Mondovì-Battistelli San Giovanni in Marignano 3-1, Sigel Marsala-Golden Tulip Volalto Caserta 3-0.

Classifica: Soverato* e Mondovì 22 punti; Chieri 21; San Giovanni Marignano e Cuneo* 20; Trento 19; Ravenna* 17; Montecchio* e Collegno* 14; Brescia* e Club Italia 13;  Orvieto* 10; Perugia*, Olbia e Baronissi 8; Marsala* 7; Caserta* 4.

Qualità della vita, Ravenna solo 54esima in Italia. Quartultima per criminalità

Ultima provincia romagnola secondo Italia Oggi: perse 15 posizioni rispetto a un anno fa

RAVENNA 14/12/04. FOTO AEREE DI RAVENNA
Una foto aerea di Ravenna

Ravenna perde 15 posti rispetto all’anno scorso e si piazza solo 54esima tra le province italiane per qualità della vita nella classifica di Italia Oggi, che vede ancora una volta ai primi due posti rispettivamente Bolzano e Trento. L’unica città emiliano-romagnola nella top ten è Parma (al settimo posto) mentre la prima delle tre province romagnole è quella di Forlì-Cesena, al 25esimo posto (Rimini è invece al 50esimo).

L’indagine – ricorda l’Ansa – è stata curata dal Dipartimento di statistiche economiche dell’Università La Sapienza di Roma, con il supporto di Cattolica Assicurazioni. Per far emergere la qualità della vita nove sono stati gli indicatori presi in considerazione: affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero, tenore di vita.

A pesare nella non proprio brillante performance di Ravenna (la cui qualità della vità è solo per poco ancora accettabile, secondo la classifica) in particolare il quartultimo posto in Italia nel settore relativo alla criminalità.

Ravenna più forte delle avversità: torna a vincere al “Benelli” battendo il Renate

Calcio C / Una rete in apertura di De Sena, al suo 50° gol in carriera in campionato, spiana la strada a un successo importante (dopo cinque ko di fila) e di grande valore dei giallorossi contro la seconda forza del girone

Ravenna-Renate 1-0
RAVENNA (5-3-2): Venturi; Magrini, Ronchi, Lelj, Capitanio, Venturini; Cenci (29’ st Piccoli), Papa, Selleri; Broso, De Sena (44’ st Maistrello). A disp.: Gallinetta, Portoghese, Severini, A. Ballardini, Ierardi, Sabba. All.: Antonioli.
RENATE (4-3-3): Di Gregorio; Anghileri, Di Gennaro, Savi, Vannucci; Simonetti (30’ st Fietta), Pavan, Palma; Ungaro, Musto (1’ st Gomez), Finocchio. A disp.: Cincilla, Malgrati, Makinen, Piscopo, Mattioli, De Micheli, Sofia. All.: Cevoli.
ARBITRO: Cudini di Fermo.
RETE: 12’ pt De Sena.
NOTE – Espulso al 22’ st Gomez per gomitata ad un avversario. Ammoniti Cenci, Venturi, Maistrello. Spettatori 968 per un incasso di 5.000 euro. Angoli: 1-5. Recupero: 0’ e 4’.

Gol Di De Sena B98A0909
Il gol di Carmine De Sena contro il Renate

Con il cuore, con l’orgoglio, con la rabbia, col coltello tra i denti. Ma anche con lucidità, grande attenzione e buona qualità di gioco. Il Ravenna getta in campo tutto questo, oltre ad una voglia matta di dimostrarsi più forte della sfortuna e delle avversità e firma una vittoria di incalcolabile valore. Ferma l’emorragia di cinque sconfitte casalinghe consecutive in campionato, spezza la serie positiva del Renate dopo 11 gare (ma anche la sua imbattibilità in trasferta) e centra la prima vittoria contro una squadra dei quartieri alti. Decide il guizzo di De Sena, al suo primo gol al “Benelli” e al suo 50° in carriera in campionato.

Il Ravenna perde in settimana Samb Fallou e nella rifinitura Elia Ballardini (per lui frattura del perone) ma non la voglia di dimostrare, una volta di più, di meritare una classifica diversa. Così al fischio di inizio dell’arbitro i giallorossi prendono subito il comando delle operazioni e al 12’ sbloccano la gara: perfetta parabola su punizione di Selleri, De Sena anticipa tutti e insacca. Il Ravenna non molla la presa e al 21’ con Papa (botta da fuori) e al 35’ con De Sena spaventa la formazione brianzola. Che si fa vedere un minuto dopo con un insidioso tiro di Palma dal limite che Venturi addomestica in due tempi. Al 38’ servizio smarcante di Selleri per Broso che conclude troppo sul portiere.

Gioia Finale B98A1317
La gioia finale dei giallorossi

Non cambia il copione nella ripresa: è sempre il Ravenna a farsi apprezzare nella costruzione e in fase di tiro. Broso al 4’ si esibisce in una spettacolare rovesciata: il gesto tecnico avrebbe meritato il premio del gol. Il pallone esce, invece, di pochi centimetri. Le linee compatte del Ravenna tengono lontano il Renate dai sedici metri giallorossi. Al 22’ Gomez, a palla lontana, rifila una gomitata a Capitanio: per lui espulsione e doccia anticipata. L’inferiorità numerica scuote il Renate: il Ravenna è costretto ad arretrare di qualche metro, Palma, Ungaro e ancora Palma, tutti su punizione dal limite, dispensano brividi e quando gli ospiti trovano la porta c’è Venturi pronto e attento a rintuzzare i tentativi di Ungaro e Palma. Poi, i giallorossi possono liberare l’urlo liberatorio di gioia, per una fondamentale e pesantissima vittoria.

Le dichiarazioni del dopo-gara
Mauro Antonioli (allenatore Ravenna): «Vittoria meritatissima, complimenti ai miei ragazzi che hanno fatto tutto quello che avevamo preparato in settimana. Ci davano tutti per spacciati prima della partita e gli ulteriori infortuni non ci hanno aiutato, ma i ragazzi hanno tirato fuori una prova di orgoglio e di qualità, contro una grande squadra, la classifica lo testimonia. Abbiamo avuto altre occasioni per fare gol, la squadra ha disputato una partita quasi perfetta. Questa è una vittoria che vale doppio».

Risultati (16esima giornata): Mestre-Fano 1-1, Pordenone-Vicenza 3-2, Albinoleffe-Padova 1-2, Bassano-Reggiana 0-1, Ravenna-Renate 1-0, Santarcangelo-FeralpiSalò 1-2, Triestina-Gubbio 3-1; lunedì 27 novembre ore 20.45 Teramo-Sambenedettese. Riposano: Fermana e Sudtirol.

Classifica: Padova (14 gare disputate) 32 punti; Renate (14) 26; Albinoleffe (14) e Pordenone (15) 24; Feralpisalò (15) 23; Triestina (14), Sambenedettese (13) e Mestre (15) 21; Sudtirol (14) 20; Reggiana (14) e Bassano (14) 19; Fermana (14) 18; Vicenza (14) 16; Teramo (14) e Gubbio (15) 15; Ravenna (14) 13; Santarcangelo (14) 10; Fano (14) 7.

Il risveglio del museo dimenticato: nuova vita al Nazionale di Ravenna

Aumentano gli ingressi e le iniziative. Ne parla la direttrice Emanuela Fiori

Museo NazionaleIn settembre i visitatori al Museo Nazionale di Ravenna erano già duemila in più rispetto a quelli complessivi registrati nel 2016 (che chiuse con un risultato deludente di circa 22mila ingressi), poi c’è stata la biennale del mosaico contemporaneo che ha portato  in poco più di un mese (dal 1 ottobre al 10 novembre circa) a staccare quasi 6mila biglietti. È presumibile immaginare quindi che nel 2017 si possa superare la soglia dei 30mila visitatori (il risultato migliore della storia recente del museo restano i 35mila del 2012).

«Iniziamo a vedere i frutti del nostro lavoro, un lavoro duro, che finora ha portato tanti ravennati a riscoprire un museo quasi dimenticato. Mi sono sentita ringraziare dai cittadini, ma io sto solo facendo il mio lavoro, insieme a uno degli uffici statali migliori di tutta la Regione». A parlare è Emanuela Fiori, direttrice del museo (che come noto è gestito direttamente dal ministero) da circa due anni. Bolognese, ex funzionario territoriale a Bologna, Fiori ci dice di aver voluto fortemente Ravenna, dove invece pare sia complicato trovare dipendenti del ministero disposti a lavorarci: «Colpa dei collegamenti e di questa sorta di isolamento che a parer mio frena anche i flussi turistici».

Dal suo arrivo sono aumentante esponenzialmente le iniziative organizzate dal museo, tra concerti, conferenze, presentazioni di libri, degustazioni laboratori per bambini. «Il merito è soprattutto del decreto ministeriale (il Dpcm 171 del 2014, ndr) che ha dato ai musei un ruolo più dinamico. Ora continueremo sulla strada delle iniziative che stanno avendo un grande successo, soprattutto se ripenso alle prime conferenze davanti a 2-3 persone. Iniziative, spesso in giorni infrasettimanali, che facciamo in particolare per la cittadinanza, per i ravennati, per cercare di penetrare in una città bellissima ed educare allo stesso tempo alla bellezza».

A differenza di altri musei con capolavori di pittura eclatanti, «come la Nazionale di Parma o la Pinacoteca di Bologna – continua Fiori –, questa di Ravenna è una collezione di oggetti molto particolari che rappresenta comunque un unicum in Italia, uno spaccato di un certo tipo di collezionismo (dagli avori alle icone, dalle armi alle ceramiche) molto particolare. Era una bella sfida per me, in un luogo oltretutto che paradossalmente patisce la vicinanza della basilica di San Vitale e del Mausoleo di Galla Placidia: soprattutto agli italiani non è semplice vendere un altro biglietto, per quanto economico rispetto ad altri musei, dopo la basilica e il mausoleo (che fanno parte invece del circuito di momunenti gestiti direttamente dalla Curia con un diverso biglietto cumulativo, ndr)».

Un lavoro complicato, quello del rilancio di un museo, che sta portando risultati – rivela la direttrice – anche sotto un altro punto di vista: «È  risalita la richiesta di prestiti di oggetti del Museo Nazionale: le mie colleghe mi hanno detto che c’era stato un momento di forte rallentamento in questo senso negli ultimi anni. Ora pian piano siamo rientrati nel circuito».

«Venire qui è stata una bella sfida: la vicinanza di San Vitale non aiuta»

Altri pezzi della collezione del museo sono invece destinati a finire (in deposito temporaneo) nel nuovo museo di Classe. «Si tratta di circa 50-60 pezzi per noi non connotanti: alcune teste, bronzetti, utili per portare avanti la loro filosofia, legata in particolare a un museo del territorio, non a un museo storico come il nostro. Credo saranno due esperienze diverse e complementari, sarà importante cercare di andare d’accordo…». Le prove generali sono iniziate, visto il recentissimo ingresso della fondazione Ravennantica – come noto promotrice anche del museo di Classe – nelle biglietterie e nei bookshop dei siti statali, nell’ambito dell’accordo di valorizzazione firmato lo scorso inverno con il ministero. «Al momento non posso commentare, si tratta di un rapporto che di fatto non è ancora iniziato: loro al momento stanno svolgendo le stesse funzioni del precedente concessionario (Nova Musa, ndr), vedremo in futuro come potranno potenziare il servizio e in particolare appunto come riusciranno a integrare il nuovo museo nel circuito. Ecco, il 2018 sarà sicuramente un anno cruciale per la cultura ravennate…».

E continuando a parlare di progetti futuri, si è parlato della possibilità di realizzare un punto ristoro all’interno del museo, che ne incrementerebbe senza dubbio l’appeal su un certo tipo di visitatori. «Si tratta di un progetto strutturale complesso, che comporta anche il riallestimento di alcune sale – conclude Fiori – il mio mandato scade nel novembre del 2018 e sicuramente ci vuole tempo per questo tipo di concessione, vedremo anche cosa ne penseranno i nostri nuovi partner (sempre Ravennantica, ndr). Sicuramente qui ci sono spazi ampi, è un luogo molto bello e adatto anche a situazioni legate al ristoro».

In vetrina in centro un albero di Natale fatto di peni. L’autore già multato mesi fa

In via Oriani l’opera di Montellik. Che prese una sanzione da 206 euro per oltraggio alla pubblica decenza aver esposto gadget simili

24098867 930415673781711 392204065 N«L’albero di Natale che oltre alle palle mostra il simbolo divino più antico del mondo»: così Francesco Montelli, in arte Montellik, sulla sua pagina Facebook descrive l’opera da lui stesso realizzata ed esposta nella vetrina della bottega-laboratorio in via Oriani a Ravenna. Un albero di Natale addobbato con le lucine come vuole la tradizione ma realizzato con una trentina di simboli fallici in erezione dipinti in maniera differente. Il puntale, manco a dirlo, un pene.

L’opera è esposta da metà novembre. In un altro post sul social network l’autore della provocazione scriveva così: «Sono passati una decina di ragazzi e ragazze, hanno visto l’albero e hanno fatto tante ghignate e tante foto. Una ha chiamato un’amica e le ha detto: “Non sei voluta venire con noi ma hai perso una cosa fantastica, no, non ti dico cos’è così la prossima volta impari a non voler venire con noi”. I giovani d’oggi sono più avanti dei loro genitori, dei preti e dei politici, gli unici che gli son pari, sono gli artisti… e neanche tutti».

Già alcuni mesi Montelli fu multato dalla polizia municipale per oltraggio alla pubblica decenza (206 euro di sanzione) per aver esposto gadget a luci rosse nella stessa vetrina che si affaccia sulla strada.

«La mostra 2018 del Mar esporrà 40 opere. Puntiamo a superare 20mila visitatori»

Il direttore del museo Mar sarà anche co-curatore. Già selezionate circa 80 lavori da scremare. Alla loggetta arriveranno Picasso e Warhol. In primavera le foto di Majoli: «Connubio tra popolarità e qualità». Intanto la Biennale del mosaico è arrivata a 8mila biglietti

Kiefer
“Mare Nostrum” di Anselm Kiefer

Si intitolerà War is over e sarà la prima “grande mostra” del nuovo corso del Mar sotto la direzione del dirigente alla cultura Maurizio Tarantino. Il progetto è stato presentato, con circa un anno di anticipo sulla data di apertura che sarà il 7 ottobre 2018 (mentre per la primavera è in programma una mostra del grande fotografo ravennate Alex Majoli, dell’agenzia Magnum), con tanto di nomi di certo richiamo come Picasso, Burri e Warhol. L’allestimento sarà affidato a una realtà importante come Studio Azzurro e per il catalogo (in cui comparirà anche la firma di Massimo Cacciari) si sta cercando un editore che non sia solo editore di cataloghi d’arte.  E con l’annuncio che la curatela sarà affidata ad Angela Tecce e allo stesso Tarantino, che pure aveva detto di non volersi occupare direttamente della direzione artistica delle mostre.

Direttore, come mai questa co-curatela?
«Perché la mostra nasce dall’idea di far dialogare le opere con altri linguaggi e così diciamo che la parte artistica, che sarà prevalentemente incentrata sul contemporaneo sarà appunto curata da Angela Tecce, una personalità di altissimo profilo, mentre io mi occuperò principalmente dell’aspetto più filosofico e letterario. Ma si tratta di un’eccezione, non sarà la regola…»

Come si concretizzerà questo “dialogo”?
«Innanzitutto in termini di allestimento. Per questo sarà fondamentale il contributo di Studio Azzurro, per capire come e se sarà possibile per esempio far dialogare un vaso greco con un estratto di Star Wars…»

Sarà quindi una mostra molto “pop”?
«Anche, ma non solo. La sfida è quella di riuscire a comporre qualcosa in grado di rispondere alle richieste di un pubblico vasto, ma anche di suscitare domande intorno a un tema. Sto anche cercando di lavorare per far sì che il catalogo della mostra non esca per un editore di soli cataloghi…»

Tra le opere esposte anche pezzi della collezione permanente: due Guaccimanni oltre al Guidarello

A proposito di pubblico. Previsione di numeri? Che soglia vi siete dati? E quale sarà l’investimento?
«Sarà un investimento importante che a oggi non posso quantificare anche perché molto dipenderà dalle opere che saranno effettivamente in mostra, sicuramente superiore a quello previsto per l’attuale mostra in corso (per la biennale del Mosaico il Comune ha investito 350mila euro, per la mostra del 2018 si potrebbe pensare a un investimento di circa il doppio, ndr.). Posso aggiungere però che per la curatela l’impegno economico sarà modesto, nell’ordine di quello per l’attuale mostra al Mar, circa ventimila euro, grazie alla disponibilità di Angela Tecce. Per i numeri di visitatori, sicuramente vogliamo superare quelli che ci siamo dati come obiettivo per la mostra attuale che è di circa 20mila. Al momento siamo a 8mila e speriamo di poterci avvicinare all’obiettivo con il ponte dell’Immacolata e le vacanze di Natale».

Alex Maioli
La foto di Alex Majoli che si aggiudicò il World Press Photo nel 2012

E per le opere? Ci può anticipare qualcosa? Per esempio quale o quali Picasso vedremo a Ravenna?
«Al momento ne abbiamo identificato in tutto un’ottantina, comprese quelle di Picasso, ma dobbiamo scendere a circa quaranta. Molto dipenderà anche dagli accordi che troveremo con i musei. Sicuramente posso anticipare che avremo il Mare Nostrum di Kiefer. E abbiamo ricevuto un’offerta di collaborazione dal mu­seo del Palazzo Ducale di Mantova che vorrebbe prestarci un Pisanello, collaborazione nata in occasione di un precedente prestito fatto da parte della Classense».

E poi ci sarà il Guidarello. Altre opere delle collezioni permanenti?
«Sì, sicuramente un paio di Guaccimanni, due opere del seicento di autori anonimi ma che ci interessano soprattutto per le cornici».

E la mostra di Alex Majoli a primavera? Da quel­la cosa vi aspettate?
«Sarà una mostra a basso costo, grazie alla generosità dello stesso Majoli che tiene molto a questo progetto, nella sua città natale. Non ci aspettiamo le file che magari si sono viste a Forlì per Salgado, ma si tratta sicuramente di uno dei tre o quattro più importanti fotoreporter al mondo e siamo convinti che possa rappresentare quel connubio tra popolarità e qualità che stiamo cercando per il museo».

Fatto pace con l’ex direttore Spadoni, dopo le tante polemiche di questi mesi?
«Personalmente non abbiamo mai avuto questioni irrisolte. In questi mesi ho avuto modo di approfondire e apprezzare il lavoro fatto da Claudio Spadoni in questi anni. Credo che rispetto al passato sia interessante l’idea di cambiare la curatela a ogni mostra anche in termini di crescita del Mar e di chi ci lavora. Qui ho trovato altissime competenze ma cresciute sotto un unico maestro. Credo che misurarsi con metodi di lavoro e approcci diversi, tipologie di allestimento diverse possa rappresentare un’ulteriore importante occasione di crescita».

Gli spazi espositivi del Mar resteranno gli stessi?
«Ci stiamo lavorando. Il nucleo resterà lo stesso ma stiamo chiedendo a Studio Azzurro interventi che possano restare anche una volta finita la mostra, vedremo».

Musei anche blasonati si stanno aprendo a iniziative di vario genere come la ginnastica al Museo egizio di Torino, compresi spazi per bar e ristoranti aperti non solo ai visitatori. Il Mar è già una location per matrimoni. Si può immaginare un’estensione di questo tipo di attività, per eventi di privati?
«Sì, perché no? Siamo favorevoli e qualcosa in questo senso è già stato fatto, anche perché il Mar si presta molto a questo tipo di attività».

L’opposizione, in particolare Ancisi, ha lamentato che ancora nulla si è fatto per la riorganizzazione delle istituzioni culturali a partire dal Mar, appunto.
«Quello del riordino è un tema  dell’Amministrazione, ma la tem­pistica è di competenza della politica».

Dopo cinque sconfitte di fila il Ravenna vuole sbloccarsi di nuovo al “Benelli”

Calcio C / Match difficile per i giallorossi domani, domenica 26 novembre (inizio alle ore 14.30), contro il sorprendente Renate, secondo in classifica. Antonioli: «Sapremo essere all’altezza, non ci sentiamo una vittima predestinata»

Antonioli Mauro
Il tecnico del Ravenna Mauro Antonioli

Senza paura, con grande rispetto per una formazione che, spostata all’ultimo minuto dal girone A, sta stupendo tutti per la sua continuità al vertice, ma anche con la piena consapevolezza di potersela giocare alla pari, come ha dimostrato di saper fare in occasione di altri confronti con squadre di alta classifica. E’ questo l’atteggiamento che il Ravenna dovrà mettere in campo domani pomeriggio, domenica 25 novembre, al “Benelli” (si comincia alle ore 14.30, arbitro Cudini di Fermo) contro il Renate, in quella che è l’ultima partita domenicale dei giallorossi che nei prossimi tre mesi giocheranno di sabato come l’intero girone B.

Ed è un tasto, questo, su cui batte alla vigilia l’allenatore dei giallorossi Mauro Antonioli, la cui squadra in casa non vince dall’esordio del 27 agosto con la Fermana (il successo sul Modena è stato infatti cancellato), cui hanno seguito ben cinque sconfitte consecutive. «Faremo la nostra partita come sempre – inizia – mettendo in campo le armi che abbiamo a disposizione, con piena fiducia di essere all’altezza e pensando positivo: non ci sentiamo affatto una vittima predestinata».

A complicare i panni del tecnico bizantino ci sono gli infortuni capitati in settimana a Samb Fallou (botta al ginocchio) e a Elia Ballardini, che ha riportato nella rifinitura di sabato una distorsione alla caviglia destra: i due si aggiungono a Barzaghi, Lucarini e Tabacchi, indisponibili da tempo. E poi c’è il dubbio sull’impiego di Papa, che sta riprendendosi dalla botta al ginocchio sinistro rimediata domenica a Reggio Emilia. «Siamo in grande emergenza e adesso siamo davvero molto corti, ma non ci abbattiamo e cercheremo comunque di conquistare un risultato positivo, senza nasconderci le difficoltà della gara».

Il Renate, che si cimenta per la prima volta nella sua storia al “Benelli”, si presenta con la miglior difesa del girone (appena 7 gol subiti) e come unica formazione imbattuta in trasferta, dove non perde dal 14 maggio (2-1 a Livorno nel primo turno playoff). «E’ una squadra che si chiude bene e sa ripartire con grande facilità in contropiede, non a caso si esprime meglio fuori casa. Dovremo essere bravi a non concedere loro alcuno spazio ed essere anche bravi e cinici nello sfruttare quelle due o tre occasioni che ci concederanno».

Sfida inedita in campo ma anche in panchina, con Antonioli e Cevoli ad affrontarsi per la prima volta in questa sorta di derby romagnolo. «Conosco bene Roberto – termina Antonioli – e lo apprezzo. Sta facendo molto bene al Renate e mi complimento con lui, ma domani spero di dargli un dispiacere, battendolo, augurandogli poi di riprendere a fare punti e risultati dal turno successivo».

Il programma (16esima giornata): Mestre-Fano 1-1 (disputata venerdì), Pordenone-Vicenza 3-2 (disputata venerdì), Albinoleffe-Padova 1-2 (disputata sabato); domenica 26 novembre ore 14.30 Bassano-Reggiana, Ravenna-Renate, Santarcangelo-FeralpiSalò, Triestina-Gubbio; lunedì 27 novembre ore 20.45 Teramo-Sambenedettese. Riposano: Fermana e Sudtirol.

Classifica: Padova (14 gare disputate) 32 punti; Renate (13) 26; Albinoleffe (14) e Pordenone (15) 24; Sambenedettese (13) e Mestre (15) 21; Sudtirol (14) e Feralpisalò (14) 20; Bassano (14) 19; Triestina (13) e Fermana (14) 18; Reggiana (13) e Vicenza (14) 16; Teramo (14) e Gubbio (14) 15; Ravenna (13) e Santarcangelo (13) 10; Fano (13) 6.

«Palazzo Rasponi molto bello ma non è adatto ad ospitare delle mostre»

Pericle Stoppa racconta la sua esperienza con il Premio Marina in un libro: «Quando la location è passata dal Mar all’edificio si piazza Kennedy sono crollate le richieste di iscrizione». Claudio Spadoni: «Per un giovane artista importante esporre in un museo»

Premio Marina
Un pittore dipinge durante il Premio Marina

Era uno dei premi di pittura più longevi d’Italia. Nel 2016, però, si è tenuta l’ultima edizione e il 2017 è stato il primo anno senza il Premio di pittura Marina di Ravenna che tutti gli anni veniva organizzato dalla Capit presieduta da Pericle Stoppa.

A pesare, soprattutto, una scelta esterna all’organizzazione: l’amministrazione ha smesso di concedere il Mar come luogo per la “mostra premio” che veniva organizzata per i vincitori e ha spostato il tutto a Palazzo Rasponi in piazza Kennedy. «Un luogo molto bello – dice Stoppa – ma non adatto alle mostre. Questa scelta ha fatto sì che le domande di partecipazione dei giovani artisti a cui ci rivolgevamo negli ultimi anni siano diminuite drasticamente, appena una settantina quando l’anno precedente eravamo arrivati a 282 richieste, e ci ha portato a terminare l’esperienza del Premio. Il Mar è diventato un luogo conosciuto in tutta Italia ed esporre lì era motivo di prestigio per un giovane, a Palazzo Rasponi non è la stessa cosa».

Spadoni, a lungo presidente della giuria della stessa rassegna e direttore del Mar, aggiunge: «Oggi per un giovane artista la concorrenza è spietata e non ci si può permettere di sbagliare nulla, serve un curriculum perfetto. Un’esposizione in un museo come il Mar, noto in tutta Italia, è una certificazione di prestigio. Una mostra a Palazzo Rasponi è sicuramente una bella esperienza ma fuori da Ravenna nessuno lo conosce, per questo ha molto meno appeal».

La storia del premio Spadoni e Stoppa parlavano questa mattina nell’ambito della conferenza stampa per la presentazione del libro dedicato al Premio Marina edito dalla stessa Capit . Il volume sarà presentato al centro civico della località balneare il 3 dicembre alle 16.  Si tratta di un omaggio ad un premio nato nel 1955 e ideato dallo scultore Walter Magnavacchi. Per capire come andavano le cose allora: fu uno scippo di Ravenna a Cervia. Magnavacchi infatti organizza la rassegna di pittura estemporanea – dedicata ad artisti amatoriali che dipingevano in loco – nella Città del Sale. Alcuni dissapori logorarono il rapporto e l’Azienda di soggiorno di Ravenna lo invitò ad organizzare il premio a Marina di Ravenna.

Il successo fu incredibile: si arrivò ad avere 380 persone che soggiornavano a Marina di Ravenna nell’ultimo scorcio di agosto, con parenti. «L’aspetto turistico era importante – ricorda il presidente della pro loco Marino Moroni – e c’erano centinaia di presenze che riempivano la parte finale della stagione». Il premio divenne uno dei più noti in Italia e lanciò artisti di fama internazionale come l’oggi ottantenne Susumu Shingu, allora studente all’Accademia di Roma. «Vinse 400mila lire nel 1961 con cui comprò una Cinquecento e girò l’Italia, ancora oggi ricorda volentieri l’esperienza del premio Marina», racconta Stoppa.

Verso la fine degli anni Ottanta la formula della pittura estemporanea mostrò i segni del tempo: «La contestazione aveva già lasciato il segno – ricorda Spadoni – e questo tipo di arte non era più a passo con i tempi». Stoppa, che si era appassionato da ragazzino al premio, ne era diventato curatore nel 1982 ma lasciò l’incarico nel 1992. Nel 2000 ci fu l’ultima edizione del premio con questa formula.

La pausa durò tre anni, fino al 2003, quando Stoppa con la Capit lo fece risorgere con un meccanismo diverso, ad invito. Così al premio parteciparono grandi pittori come Eugenio Carmi, Tullio Pericoli, Hermann Nitsch. Spadoni entrò nella giuria nel 2008 e da quell’anno, oltre all’esposizione a Marina, si tiene una seconda mostra al Mar. Nel 2011 l’ultima variazione: il premio diventa un concorso di pittura dedicato ai giovani artisti che fino al 2015 rispondono numerosi all’invito, ingolositi come si diceva dall’esposizione al Mar. Un ultimo, breve, periodo d’oro che porta nel 2012 alla vittoria di una pittrice coreana: Bo Mi Kim. Nel 2015 lo spostamento a Palazzo Rasponi della “mostra premio” provoca un calo delle iscrizioni e Stoppa decide di fare un ultima edizione omaggio, invitando i vincitori delle edizioni passate, nel 2016 e di chiudere l’esperienza.

Il futuro «Il Premio Marina ha avuto altre interruzioni – dice oggi Stoppa – e chissà, magari un domani qualcuno lo farà rinascere, con il sostegno necessario degli enti locali. Da parte mia posso dare tre suggerimenti: puntare sui giovani, dare la possibilità di esporre al Mar e usare la formula della residenza d’artista. L’abbiamo sperimentata per due anni, nel 2013 e nel 2014, e sebbene molto dispendiosa è quella che sposa meglio turismo e arte».

Rottweiler incustoditi per strada di notte, i carabinieri li spingono in un recinto

Ai militari sono servite due ore per condurre i due cani in attesa del veterinario. Si cerca il padrone che rischia una denuncia

Attachment (1)Due rottweiller di grossa taglia hanno agitato il sonno dei residenti in via Filanda Nuova a Faenza: nella notte tra il 22 e 23 novembre gli animali si aggiravano incustoditi nella zona, dimostrandosi poco amichevoli con chi tentava di avvicinarli. È stata una pattuglia dei carabinieri, intervenuta dopo le segnalazioni giunte al 112, a riuscire a spingere gli animali dentro il recinto di una vicina area di sgambamento di via Medaglie d’Oro dove poi sono stati catturati dal servizio veterinario comunale. Sono in corso indagini per stabilire la proprietà delle bestie, un maschio e una femmina dotati di collare e quindi probabilmente in libera circolazione per omessa custodia: il padrone rischia ora una denuncia.

Ci sono volute quasi due ore perché i carabinieri riuscissero a condurre i cani al recinto, una scelta fatta perché in attesa dell’arrivo dell’accalappiacani nessuno potesse avere spiacevoli incontri con i rottweiller.

Opera e danza, nuova stagione tra grandi classici e riletture contemporanee

Importante novità il ciclo di conversazioni che rinnova l’appuntamento ‘prima dell’opera’ grazie al musicologo Guido Barbieri

Teatro Alighieri Ph MaurizioMontanariL’appuntamento di apertura della Stagione Opera 2017-18 porta al centro dell’impegno del Teatro Alighieri una nuova produzione originale di teatro musicale, La guerra dei topi e delle rane (18, 19 dicembre matinées per le scuole; 18 dicembre per il pubblico, fuori abbonamento). Seguiranno tre coproduzioni con importanti soggetti nazionali dello spettacolo dal vivo su titoli che delineano un percorso fra fine Settecento e Novecento:Don Giovanni di Mozart, Simon Boccanegra di Verdi e La fanciulla del West di Puccini. Sul fronte danza il cartellone presenterà lavori di coreografi di punta in Italia e in Europa, affidati ad alcune fra le più prestigiose compagnie della danza contemporanea. In apertura Bella addormentata, nuova creazione di Diego Tortelli che rivisita il celebre classico col Balletto di Toscana Junior. Dalla Francia ritorna con La Fresque il prestigioso Ballet Preljocaj, mentre la compagnia Introdans, per la prima volta a Ravenna con Hooray for Hans!, offre un omaggio al maggiore coreografo olandese, Hans van Manen. La stagione si chiuderà con Aterballetto che presenterà Bliss, coreografia dello svedese Johan Inger, e Words and Space firmato dal ceco Jirí Pokorny (per tutti gli spettacoli info e prevendite al Teatro Alighieri, al numero 0544-249244 o sul sito www.teatroalighieri.org)

Un’importante novità della prossima stagione sarà il ciclo di conversazioni che accompagnerà lo svolgersi delle opere in programma: si è scelto infatti di ripensare l’appuntamento ‘prima dell’opera’ immaginando una nuova formula che potesse costituire l’occasione di un ulteriore approfondimento per il pubblico. Dalla tradizionale presentazione titolo per titolo si passerà infatti a un percorso tematico che inserisce le varie opere in programma nel contesto più sistematico di una riflessione unitaria, avvalendosi di un unico relatore a cui è affidato il compito di sviluppare ragionamenti di più ampio respiro e maggiore organicità. La presenza da alcuni anni a Ravenna di un musicologo, divulgatore e docente di Storia della Musica di grande competenza e capacità quale Guido Barbieri, ha spinto il Teatro a intraprendere questo nuovo percorso assieme a lui, avendo individuato nel tema delle figure del mito e della storia il filo conduttore che lega i titoli in programma quest’anno. Gli incontri, articolati in un ciclo di 5 conversazioni, si svolgeranno il sabato mattina alla Biblioteca Classense alle 10.30 (ingresso libero). Il 13 gennaio Orfeo, Nerone e S. Alessio. Il 20 gennaio Didone, Giulio Cesare e Don Giovanni. Il 10 febbraio Florestano, Guillaume Tell, Boccanegra e Don Carlo. Il 17 febbraio Mélisande, Pierrot, Minnie e Turandot. Il 3 marzo Lady Macbeth, Wozzeck, Oedipus e il Re di Atlantide.

Mic, da Faenza fino alla Cina

40mila presenze l’anno per il museo internazionale. L’intervista alla direttrice Casali

Mic
Un’opera della mostra di Ornaghi&Prestinari frutto della residenza Museo Carlo Zauli in collaborazione con il Mic di Faenza che sarà allestita al Mic dal 26 novembre al 7 gennaio

Con 110 anni di storia alle spalle il  Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza è, secondo Wikipedia, «uno dei più importanti musei d’arte ceramica del mondo». Una responsabilità grossa da portare, ma anche un grande stimolo. Ne abbiamo parlato con la direttrice Claudia Casali.

L’anno prossimo il Mic compirà 110 anni, come si è evoluto in questa lunga storia?
«110 anni di storia sono un traguardo importante. Non abbiamo pensato a un festeggiamento particolare, ma di aggregare questo anniversario agli 80 anni del Premio Faenza, competizione internazionale giunta alla sua 60esima edizione. Sarà un momento particolare in cui saranno presenti artisti, giornalisti, editori, curatori provenienti da tutto il mondo. Fin dalle sue origini il nostro Museo ha cercato di portare avanti un discorso di internazionalità. La sua storia è la storia della ceramica e dei suoi protagonisti. È questa la sua grandezza e la sua unicità, che lo fa conoscere in tutto il mondo».

Ci può dare un po’ di numeri per quanto riguarda il pubblico e i dipendenti del museo?
«Sul nostro sito è possibile leggere tutti i dati, in termini di accessi, dipendenti, ingressi, bilancio. Il pubblico da sette anni a questa parte è in costante aumento. Ma, come spesso dico, il vero valore di un museo, di una istituzione, di una mostra va al di là degli sterili numeri che fanno statistica, che, come ben scrisse un noto ingegnere friulano, “è una scienza arida”. I nostri dipendenti, tra comunali in distacco e della Fondazione, sono 24, a cui vanno aggiunti 10 collaboratori esterni legati a progetti finanziati (come progetti europei o nazionali o servizi particolari come visite guidate). Rag­giungeremo e supereremo le 40mila presenze anche quest’anno. Abbiamo scelto di optare per un’apertura progettuale a 360 gradi, una scelta che ha portato importanti risultati. Anche all’estero siamo guardati con attenzione quale esempio di sistema ceramico e culturale che funziona. Abbiamo lavorato intensamente con l’Amministra­zione e gli operatori locali, portando avanti in chiave moderna quello che era il “sistema ballardiniano” di inizio secolo».

La mostra su Achille Calzi, “Tra simbolismo e liberty” che è in corso, come sta andando?
«Il 4 novembre c’è stata l’inaugurazione con un pubblico eccezionale, mai visto per un opening. Sta proseguendo molto bene, con una buona affluenza soprattutto da parte delle scolaresche. Calzi è un intellettuale che si presta a molte letture e molte attività essendo stato artista, designer ante-litteram, ceramista, caricaturista e grafico. La mostra e la monografia di Calzi sono il risultato di un grande e intenso lavoro di ricerca realizzato da Ilaria Piazza in questi ultimi quattro anni. Rimarrà un momento fondamentale della storia cittadina e non solo, in quanto Calzi è un protagonista, come abbiamo visto, di caratura nazionale ed europea».

Il museo cura anche residenze artistiche, assieme al Museo Carlo Zauli?
«Il Mic non cura residenze d’artista direttamente, ma ospita degli artisti per attività ceramiche e didattiche. Con il Museo Zauli abbiamo vinto il bando Siae per una residenza per artisti under 35. Ornaghi e Prestinari hanno vissuto a Faenza per 6 mesi e hanno sviluppato un lavoro interessante che verrà presentato qui il 25 novembre».

Il Mic è diventato un Google Cultural Institute, cosa significa?
«Innanzitutto tantissima visibilità internazionale. Il Mic è stato riconosciuto quale realtà culturale d’eccellenza nel patrimonio italiano. Questo progetto ci sta dando molti riscontri in termini di visite virtuali alle nostre collezioni».

Siete molto attivi anche con i rapporti internazionali. A dicembre 2016 sono partite 150 vostre opere per una mostra in Cina. Come funzionano questi scambi? Che ricaduta hanno sulla visibilità del museo?
«Abbiamo avviato ormai tre anni fa i rapporti con un istituto cinese che si occupa di organizzare scambi internazionali. Abbiamo incontrato i direttori di cinque musei nazionali di primaria importanza in termini di collezione e sedi museali grazie anche alla nostra conservatrice, Valentina Mazzotti. Abbiamo portato in Cina Faenza e la maiolica italiana, con le sue tante città. Oltre un milione di visitatori vedranno la mostra. La Cina apprezza la nostra cultura e l’Italia per loro è sinonimo di ceramica occidentale».

Siete impegnati per coinvolgere le fasce di pubblico più esposte con progetti dedicati ai bambini, all’integrazione e ai disabili. Come lavorate su questo aspetto?
«Grazie alla sezione didattica del Mic abbiamo avviato molti progetti in questi ultimi anni, con collaborazioni con operatori di settore che lavorano quotidianamente con le tante e varie disabilità. Abbiamo fatto percorsi culturali con i profughi a Faenza. Proponiamo attività gratuite in occasioni particolari e da due anni collabora con noi un ragazzo diversamente abile che ha avviato un bellissimo percorso formativo. Nel settore didattico abbiamo incrementato le attività, variandole e dando sempre contributi significativi. Desidereremmo che gli studenti e le scuole valutassero il Mic come un luogo educativo per eccellenza dove si possono affrontare i tanti aspetti delle tante civiltà attraverso la ceramica e non solo».

La carica dei 300 a Bologna per sostenere l’OraSì contro la forte Consultinvest

Basket A2 / Domani, domenica 26 novembre, i giallorossi sfidano al Pala Dozza la quotata Fortitudo in quello che sarà una sorta di “Montano Day”. Martino: «C’è bisogno della migliore OraSì possibile per provare a impensierire una squadra che sta andando molto bene»

Montano Orasi Contro Piacenza 1
Il play-guardia Matteo Montano è il grande ex di questa sfida

Tutto pronto per il big match che andrà in scena domani, domenica 26 novembre, alle ore 18 in un Pala Dozza di Bologna come sempre da tutto esaurito tra Consultinvest e OraSì in una nona giornata in formato “spezzatino” (cinque gare tra oggi e domani, le altre tre tra il 6 e il 7 dicembre). La formazione ravennate ha avuto qualche problema fisico in settimana per diversi giocatori, ma tutto il roster sarà alla fine a disposizione del tecnico Martino e la stessa cosa succederà per i padroni di casa, che dopo avere ritrovato Fultz la settimana scorsa avranno in campo anche Chillo, reduce da lungo stop.

Se il pronostico è dalla parte della Fortitudo, seconda della classe in virtù di sette vittorie e una sola sconfitta, l’OraSì andrà a Bologna con un bel seguito di tifosi (almeno trecento) per cercare di piazzare il colpo a sorpresa. «La partita vinta contro Piacenza – inizia il coach Antimo Martino – ci ha confermato di cosa c’è bisogno per migliorare nel tempo ed essere più competitivi. Ora ci aspetta un ciclo di quattro partite difficili, cominciando proprio dalla più complicata, sia per il valore assoluto della Fortitudo, principale candidata alla promozione con Trieste, che per le difficoltà di giocare in un’arena come il Pala Dozza. E’ chiaro che ci sarà bisogno della migliore OraSì possibile per provare a impensierire una squadra che sta andando molto bene. Negli ultimi anni siamo sempre usciti dal Pala Dozza con tanti complimenti ma anche sconfitti, per una volta sarebbe bello riuscire a vincere, non necessariamente con una prestazione bellissima».

Domani ci sarà l’atteso ritorno in piazzale Azzarita, per la prima volta da avversario, di Matteo Montano, uno degli artefici principali dell’ennesima rinascita della Fortitudo e per questo molto amato dal pubblico biancoblù, che gli ha preparato una significativa accoglienza. Ecco, a proposito, le parole del suo ex compagno Luca Gandini, che assieme a Pini e Chillo completerà una rotazione da opporre ai lunghi ravennati e in particolare a Jerai Grant (per il resto, spazio al play Mccamey, alla guardia Legion e alle ali Mancinelli e Cinciarini): «Con Ravenna ci sarà il ‘Montano Day’, con il ritorno da avversario di Matteo. Sono sicuro che avrà una grande accoglienza, poi in campo noi dovremo stare molto attenti all’OraSì, formazione reduce da una semifinale nella scorsa stagione e bene allenata».

Il programma (nona giornata): sabato 25 novembre, ore 21, Tezenis Verona-Andrea Costa Imola Basket; domenica 26 novembre, ore 12, Termoforgia Jesi-Dinamica Generale Mantova; ore 18 Agribertocchi Orzinuovi-Unieuro Forlì, Consultinvest Bologna-OraSì Ravenna, Bondi Ferrara-De’ Longhi Treviso; mercoledì 6 dicembre, ore 20.30, Alma Pallacanestro Trieste-Roseto Sharks; ore 21 Bergamo-XL Extralight Montegranaro; giovedì 7 dicembre G.S.A. Udine-Assigeco Piacenza.

Classifica: Trieste 16 punti; Montegranaro e Bologna 14 punti; Jesi 12; Udine 10; Treviso, Ferrara, Forlì e Ravenna 8; Verona, Imola, Piacenza e Mantova e 6; Bergamo 4; Orzinuovi 2; Roseto 0.

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