Il Comune di Ravenna vuole agganciare i flussi turistici dell’attivazione di collegamenti aerei diretti dal Marconi al Paese asiatico nel 2018, l’assessore comunale Costantini: «Cercheremo di creare una motivazione forte per fermarsi anche a Ravenna»
Mercoledì 22 novembre l’assessore comunale al Turismo Giacomo Costantini è partito per la Cina in rappresentanza di Ravenna nella delegazione dell’Emilia-Romagna. A Pechino verranno presentate le possibilità turistiche che offre la regione. Oltre a rappresentanti di Bologna (in particolare verrà presentato Fico, il grande parco agroalimentare appena inaugurato) e Rimini (il sindaco Gnassi, però in veste di presidente della Destinazione Romagna e quindi con lo scopo di promuovere l’intera costa), saranno presenti solo le città di Ravenna e Parma: «Racconteremo le nostre eccellenze nel campo dell’arte, della cultura e della musica in particolare – ci dice l’assessore alla vigilia della partenza –. La cultura, restando il nostro “core business” i lidi, deve essere il nostro valore aggiunto e su questo parliamo con il pubblico internazionale». La missione in Cina arriva anche in vista dell’attivazione, il prossimo anno, di voli charter diretti che collegheranno il più grande paese asiatico a Bologna. «Noi cercheremo di creare una motivazione forte per fermarsi anche a Ravenna, e non solo passare».
Il ravennate Alberto Marchesani ha concluso la gara estrema in Oman, dopo sei giorni di autonomia alimentare. Il suo racconto
Marchesani all’arrivo dell’ultima tappa
«A parte una ventina di vesciche e due unghie cadute, fisicamente sto abbastanza bene. A pesare di più è stata la fatica mentale». Lo contattiamo poco dopo essere arrivato in fondo all’ultramaratona nel deserto dell’Oman. Alberto Marchesani, 40 anni tra pochi giorni (il compleanno è stato la molla che l’ha spinto a iscriversi), è l’unico ravennate ad aver partecipato e concluso questa mattina (giovedì 23 novembre) la gara estrema, tra i circa cento partecipanti provenienti un po’ da tutto il mondo.
Sei tappe in sei giorni per complessivi 165 chilometri corsi (o in alcuni casi anche camminati) in una trentina d’ore complessive di “gara”, anche se in una manifestazione come questa l’aspetto sportivo, fatta eccezione per alcuni top-runner, passa decisamente in secondo piano.
«La parte più complicata è stata la maratona notturna, lì ho pianto. Ma no, non ho mai pensato di mollare nemmeno per un secondo». La difficoltà in quel caso è stata correre i 42 km e rotti (le altre cinque tappe erano tutte tra i 20 e i 28 km) su un percorso in salita di sabbia, dopo che erano già passati gli altri corridori (le partenze erano scaglionate, i più lenti sono partiti alle 14, i top runner alle 16, Marchesani ha scelto il via alle 15). «Affondavo tutto il piede nella sabbia, in salita, per 42 maledetti km. Lo sconforto che ti prende dopo 6 ore che cammini in salita affondando tutto il piede nella sabbia di notte è tanto». Senza sapere poi (Marchesani ha avuto un problema con il caricabatterie a pannelli solari dell’orologio satellitare e ha quindi corso senza riferimenti) che di ore ne mancavano altre tre. Nove circa in totale per completare la maratona quindi attorno a mezzanotte. Circa il doppio rispetto al tempo che impiega in condizioni normali.
«L’altro grosso problema è stato quando una folata di vento ha portato via la nostra tenda e abbiamo dormito di notte con 4 gradi (l’organizzazione ne aveva previsti circa 15, ndr). Mi sono messo tutti i vestiti che avevo, una tuta di carta da imbianchino e poi ho utilizzato anche un sacco della spazzatura con alcuni buchi per occhi e bocca (nell’incidente si è anche danneggiato il materassino di Marchesani che poi ha quindi dormito per terra, ndr). Avrei voluto scavare una buca per cercare il caldo. Una nostra compagna di tenda si è anche ferita a una caviglia, quella notte».
Un’altra difficoltà era naturalmente quella dell’alimentazione, essendo una corsa da portare a termine in totale autonomia alimentare, mangiando solo il cibo liofilizzato che aveva portato dall’Italia e conservato nello zaino che ha portato sempre in spalla. «Il cibo è bastato, al pelo: avevo calcolato ogni pasto e anche il numero preciso di tavolette di elettroliti». La pompa anti-veleno, invece, non è stata necessaria. «Abbiamo incontrato solo una piccola biscia, alcuni dromedari, topi e ragni, niente di particolare».
L’ultramaratona non era partita sotto i migliori auspici. «Al secondo chilometro della prima tappa ho vomitato, forse avevo bevuto troppa acqua, forse ero troppo nervoso…». Nervosismo che poi forse passa grazie anche ai compagni di avventura. «In tenda ci si incitava, si cercava di darci coraggio l’un l’altro, ci si scambiava cibo e consigli». Fino al grande respiro di sollievo collettivo, una volta arrivati alla fine della sesta tappa, direttamente sul mare, quasi come un miraggio. «Ora pagherei mille euro per avere una birra», ci scrive Marchesani che per la prima volta torna in contatto con il mondo (riuscendo così a rassicurare e salutare anche moglie e figlia, di 3 anni), dopo sei giorni di totale isolamento. Poi la comunicazione sui social si interrompe, ma solo perché l’autonomia alimentare è finita e alle tende del campo allestito all’arrivo è arrivato finalmente il cibo…
Il chimico industriale ravennate Raffaele Rozzi è morto in un incidente sul lavoro a Bilbao nel 2007: gli amici hanno partecipato alla corsa nel decennale. In un video le loro emozioni di una giornata particolare
Tra le migliaia di partecipanti alle gare dell’ultima maratona di Ravenna, il 13 novembre, potevi riconoscerli dalla maglietta gialla. E anche per il passo di corsa, non proprio da maratoneti abituati a macinare chilometri. Perché non era l’agonismo la molla che li aveva spinti a infilarsi tuta e scarpe da ginnastica in una domenica un po’ grigia: “Gli amici di Raffa”, associazione culturale nata in memoria del chimico industriale ravennate Raffaele Rozzi morto a settembre 2007 all’età di 36 anni in un incidente sul lavoro a Bilbao, erano lì per ricordare l’amico nel decennale della sua scomparsa con un intento benefico. Tra i partecipanti alla corsa c’erano anche alcuni amici spagnoli.
Il ricavato raccolto dal gruppo – grazie alle quote degli ottanta associati e alle circa duecento magliette vendute al banchetto della maratona o allo stand nella cittadella espositiva allestita ai giardini pubblici – verrà impiegato per l’acquisto di un defibrillatore a disposizione della cittadinanza per ampliare la rete di apparecchiature presenti in centro. Al momento si stanno prendendo contatti con alcune attività per individuare la postazione dove installarlo, per fare in modo che sia collocato in una zona attualmente scoperta. All’inizio del 2018 verrà donato l’apparecchio.
Alla gara hanno partecipato in 140 indossando la maglietta ricordo (una quarantina di maglie sono andate nei Paesi Baschi agli amici). E la giornata del 13 novembre è diventata anche un video, con i preparativi prima della partenza e i momenti della corsa ma anche il ricordo di “Raffa” da parte degli amici più stretti che ricordano il suo carattere generoso, come dimostrato anche dalla dinamica dell’incidente: Rozzi è morto mentre cercava di soccorrere due colleghi che avevano accusato un malore in una vasca per la produzione di biodiesel. «Vogliamo ricordarlo come una delle persone più generose e dolci che abbiamo mai conosciuto – diceva il presidente Antonio Roversi presentando l’iniziativa –, lo vogliamo ricordare come il nostro eroe. Anche a distanza di dieci anni, l’importanza dell’atto da lui compiuto è evidenziata dall’operosità di importanti istituzioni».
Il festival di videomapping di Ravenna quest’anno sarà potenziato. In centro si accendono già le luminarie. E sono in arrivo anche la pista di ghiaccio e i capanni
Il Capodanno 2016-2017 in piazza del Popolo a Ravenna
A fronte di un contributo in compartecipazione, il Comune di Ravenna ha preteso che le luminarie natalizie, in centro storico, fossero già pronte per fine novembre. E stando a quanto comunicato all’assessore a Turismo e Coordinamento eventi, Giacomo Costantini, nel prossimo weekend del 25 e del 26 novembre le vie principali saranno già illuminate per le feste, come concordato.
Ma le luci, a Ravenna, per questo Natale 2017, saranno soprattutto quelle della prima vera e propria edizione (dopo la sorta di prova generale dell’anno scorso) del festival “Ravenna in Luce”, su cui il Comune investe oltre 150mila euro, sotto la direzione artistica di Andrea Bernabini, che proseguirà con il proprio progetto di videomapping dei monumenti Unesco al battistero degli Ariani (dal 21 dicembre al 7 gennaio). Accanto a queste proiezioni ce ne saranno altre ben più “impattanti”, tutti i giorni sempre a partire dal 21 dicembre: in Piazza del Popolo, con il mapping “Il cielo di Ravenna”, il gruppo Prospectika illuminerà il Palazzetto Veneziano con ricordi e antiche suggestioni di viaggio d’artisti venuti in visita a Ravenna nel corso del tempo; nella vicina Piazza Kennedy, sui cinquecenteschi muri di Palazzo Rasponi Murat si potrà ammirare invece “Luna”, una produzione del festival Chartres en Lumières. A questi, infine, si affiancherà – dal 29 dicembre al 1 gennaio – il progetto speciale MiRaggi, curato dal gruppo Apparati Effimeri di Bologna, che farà risplendere nella notte l’abside della basilica di San Giovanni Evangelista, zona giardini Speyer.
Il Natale “illuminato” di Ravenna è stato promosso nel corso dell’anno in varie fiere turistiche e in queste ore è stato messo on line un video (qui sopra) sponsorizzato realizzato ad hoc per l’Italia e l’estero, su Facebook e Youtube. Per la promozione turistica in ottica natalizia verranno poi attivate altre campagne, utilizzando anche lo strumento delle chat di Whatsapp.
Tra le altre novità da segnalare a inizio dicembre l’apertura per la prima volta di una pista di ghiaccio in piazza Kennedy e il ritorno (nella zona della stazione) del mercatino che fino al 2015 era allestito tradizionalmente in piazza del Popolo, dove invece torneranno i capanni da pesca, in una versione “potenziata” rispetto all’anno scorso. Per Capodanno in piazza sarà presente, oltre allo spettacolo di luci, Radio Studio Delta con dj-set.
L’investimento complessivo del Comune di quasi 200mila euro per gli eventi natalizi ha già fatto discutere in consiglio comunale, con l’esponente del movimento civico Cambierà, Samantha Tardi, che ha motivato il voto contrario all’ultimo assestamento di bilancio proprio per la presenza di questo finanziamento, accusando l’assessorato al Turismo di mancata programmazione. «È indecente inserire questi 200mila euro di fondi pubblici all’ultimo, in fase di assestamento, quando è ben noto che Natale e Capodanno sarebbero tornati puntuali anche quest’anno…», ha dichiarato in consiglio comunale.
Volley Superlega / Una bella reazione nel secondo set e una terza frazione giocata sul filo dell’equilibrio non bastano ai giallorossi per evitare la sconfitta a Civitanova contro i campioni d’Italia trascinati dall’mvp Christenson, Sander e Juantorena
Una bella reazione nel secondo set e una terza frazione sul filo dell’equilibrio non bastano alla Bunge per superare a Civitanova il durissimo ostacolo rappresentato dalla Cucine Lube, con i campioni d’Italia che non regalano nulla grazie a Juantorena e alla scatenata coppia statunitense formata da Christenson e Sander. Per la prima volta in campionato, quindi, i ravennati non raccolgono nemmeno un punto, ma confermano ancora il loro buono stato di forma e il loro grande carattere da combattenti, riuscendo a tenere il passo di una formazione costruita per primeggiare in Superlega e in Europa, che si dimostrano implacabili in particolare al servizio e a muro. Non c’è però tempo per voltarsi indietro, in quanto già domenica Orduna e compagni devono tornare in campo, sfidando a Latina una Taiwan Excellence affamata di punti.
Sestetti iniziali Il tecnico di casa Medei lascia in panchina Stankovic, schierando Christenson al palleggio, Sokolov opposto, Juantorena e Sander schiacciatori, Candellaro e l’ex Cester centrali e Grebennikov libero. La Bunge di Soli scende invece in campo con la diagonale formata da Orduna e Buchegger, con le bande Poglajen e Marechal e al centro Georgiev (al posto di Vitelli rispetto al match contro Castellana Grotte) e Diamantini, mentre in seconda linea c’è Goi.
Primo set La Bunge colpisce subito al servizio con Diamantini (1-3), ma i marchigiani rispondono con la stessa moneta con Juantorena (ace del 5-4) e a muro Sander realizza il 6-4. Ancora l’americano e la battuta vincente di Sokolov allontanano sul 10-6 la Lube, che scappa in modo ulteriore grazie a Candellaro (altro ace): 14-8 e time out Soli. Entra Raffaelli per Marechal, ma Christenson firma il muro del 16-8, Juantorena la schiacciata del 19-10 e Sander il “block” del 22-11. Entra Gutierrez per Buchegger e il cubano si presenta con il punto del 23-13, poi i padroni di casa chiudono al secondo set point con Juantorena: 25-14.
Secondo set Soli conferma nel sestetto Raffaelli al posto di Marechal, dolorante a un dito, e inserisce Vitelli al centro per Georgiev. Dopo una prima fase di equilibrio sul turno al servizio di Christenson (un ace) la Lube piazza un break di 4-0 che la spedisce sull’11-7. Poglajen dai nove metri dimezza il gap (11-9), ma un’invasione ricaccia indietro la Bunge (14-10), che però reagisce con Vitelli e Raffaelli, portandosi a -1: 14-13 e Medei ferma il match. Candellaro a muro allontana ancora i marchigiani (17-14), che con Juantorena si riportano a +4 (19-15) e con un altro ace di Christenson accelerano: 21-16 e Soli chiama i suoi in panchina. Raffaelli prova a dare la scossa ai compagni (21-18), ma Sokolov, Sander e al secondo set point Candellaro non regalano nulla ai ravennati: 25-20.
Terzo set Nella terza frazione Civitanova tenta subito la fuga (5-2), ma Buchegger (6-5) e Vitelli al servizio la riprendono: 8-8. Il centrale acciuffa di nuovo i padroni di casa (12-12) e le due squadre vanno di pari passo fino a quando Candellaro non mette a terra un lungo scambio: 16-14 e time out Soli. Il pallonetto fuori bersaglio di Juantorena riporta il set in equilibrio (16-16), con i ravennati che vanno in corsia di sorpasso grazie all’ace di Buchegger: 20-21 e Medei ferma il match. Sander a muro riporta avanti la Lube avanti (22-21) e il tecnico della Bunge utilizza la sua seconda sosta, con Vitelli che tiene a stretto contatto gli avversari: 23-23. Il centrale però sbaglia il servizio e sul primo match point un ‘miracolo’ in difesa di Goi e il muro di Poglajen fanno rimanere in partita i giallorossi: 24-24. Alla seconda occasione, però, è Cester a mettere la parola fine alla gara ai vantaggi: 26-24.
Le dichiarazioni del dopo gara Giampaolo Medei (allenatore Cucine Lube Civitanova): «Abbiamo sfoderato una prestazione molto solida, siamo un po’ calati nel terzo parziale ma riguardo quel frangente vanno anche riconosciuti i meriti di Ravenna, brava a metterci in difficoltà con difesa e contrattacco. Sono contento di questa vittoria, e con riferimento sempre al terzo set, anche del fatto che la mia squadra, nel punto a punto, è riuscita a non perdere la concentrazione trovando la zampata vincente quando si è presentata l’occasione». Fabio Soli (allenatore Bunge Ravenna): «Non sono certamente queste le partite che dobbiamo vincere, perché contro una squadra come la Lube, che stasera ha fatto registrare dei numeri a dir poco stratosferici, c’è ben poco da fare. Partite così ci devono servire per fare esperienza nel giocare sotto pressione, e farla poi valere contro le formazioni del nostro medesimo livello. Un’analisi nel dettaglio? Nei primi due set abbiamo commesso troppi errori, colpa anche della tensione con cui siamo purtroppo scesi in campo. Nel terzo, invece, siamo riusciti a giocare come sappiamo».
Classifica: Sir Safety Conad Perugia 24, Cucine Lube Civitanova° 23, Azimut Modena 20, Bunge Ravenna 17, Wixo LPR Piacenza° 13, Kioene Padova 13, Calzedonia Verona* 12, Revivre Milano 9, Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia 8, Taiwan Excellence Latina* 8, Diatec Trentino* 7, Gi Group Monza 6, BCC Castellana Grotte* 4, Biosì Indexa Sora 1 (* una gara in meno; ° una gara in più).
Fanno ancora discutere le panchine “artistiche” installate dal Comune in centro, previste anche ai giardini Speyer. Dopo le proteste dei residenti della zona, che non le vogliono, una lettera aperta stronca il valore estetico e didattico dei manufatti: «È nonmosaico…»
«La crisi generale della scuola come sistema di trasmissione dei saperi in ogni ordine e grado, comincia a dare risultati allarmanti: trionfo della mediocrità, scomparsa della bellezza, dilagare dell’incompetenza in tutti i settori. A forza di promuovere tutti ci ritroviamo dei dirigenti che non sanno più fare nulla. Nel mosaico, pittura per l’eternità, e già eccellenza esclusiva di Ravenna la catastrofe è stata ancora più radicale: sono state chiuse 5 scuole su 7 ed è stata rimossa la parola mosaico dagli insegnamenti. Il risultato è l’affermarsi del nonmosaico come quello imposto nelle ultime panchine di via Salara, dopo le targhe toponomastiche e le chincaglierie da bancherelle. Per contrastare questa decadenza non si può che ripartire dalla formazione.
In una città d’arte si impone l’obbligo di progettare ed intervenire a “bassa voce”. Soprattutto serve insegnare che non si può progettare oggetti d’arredo urbano per un luogo per poi posizionarli in un altro. Progettare significa studiare soprattutto il contesto con i necessari rilievi cromatici, formali e funzionali.
Inoltre una panca non può essere spacciata per una panchina: a una seduta priva di poggiaschiena manca la comodità fondamentale per accogliere i cittadini di tutte le età e non occorre scomodare le proporzioni dell’uomo vitruviano di Leonardo per sapere che una panchina deve rispondere a delle misure ergonomiche ormai acclarate. È ormai risaputo, almeno dai tecnici del settore, che una panchina in un luogo pubblico deve avere un’altezza massima da terra di 43 cm. (misura mutuata dall’altezza media della popolazione europea). Le panche già posizionate risultano essere alte 57 cm. e per di più con spigoli vivi in marmo. Quanto di più scomodo e inaccogliente mai realizzato.
L’estetica poi è quantomeno imbarazzante. Un disegno di forma circolare al centro di una seduta non può far altro che richiamare visivamente i servizi igienici in uso presso gli antichi romani: le antiche latrine pompeiane ancora in uso fino al secolo scorso. Posizionare poi una sublime stella del cielo di Galla Placidia sotto le terga è visivamente quanto di più mortificante si possa immaginare.
Affermare che “non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace” è altamente diseducativo. È vero piuttosto che: è bello ciò che è bello e piace ciò che piace. In verità è necessario essere istruiti al bello e questo è proprio il fine delle scuole d’arte.
Il bimbo aveva in mano occhiali da sole a cui era stato asportato il dispositivo antitaccheggio. Nella borsa braccialetti, nel carrello biancheria intima. Tutto non pagato
Una donna di trent’anni è stata indagata per aver rubato un paio di scarpe in un negozio del centro commerciale Esp. L’episodio è avvenuto all’interno della galleria commerciale, dove si trovava in compagnia del figlio di quattro anni. Proprio il bambino è stato notato dalla guardia del negozio. Il piccolo teneva in mano infatti un paio di occhiali presi dal negozio dal quale era stato tolto il dispositivo antitaccheggio.
La responsabile ha tenuto d’occhio la donna e il bimbo che sono usciti dal negozio. La donna è stata così invitata a rientrare in negozio per effettuare la verifica sulla correttezza dei pagamenti effettuati a fronte della merce acquistata, mentre nel frattempo era stata fatta intervenire una Volante dell’Ufficio prevenzione generale della questura. Nell’ eseguire la verifica, oltre agli occhiali da sole, la responsabile del punto vendita si aè accorta che nel carrello degli acquisti spinto dalla donna, si trovava anche una confezione di biancheria intima di marca, che era stata privata del dispositivo antitaccheggio.
Una volta giunti gli agenti della volante, la donna è stata condotta negli uffici retrostanti il negozio affinchè mostrasse il contenuto della borsa che recava con sé; nel corso di tale controllo all’interno della borsa i poliziotti notavano diversi braccialetti che erano stati prelevati dagli espositori interni al negozio ma per i quali non era stata pagata alcuna somma. In ragione di ciò, dopo che il bimbo è stato affidato alla nonna materna, la trentenne., che è risultata gravata da precedenti penali e di polizia per reati contro la persona ed il patrimonio, è stata condotta in Questura dove è stata denunciata a piede libero per furto aggravato. La merce sottratta al negozio, del valore complessivo di euro 53.80, è stata restituita alla responsabile del negozio.
Si spalancano le porte del carcere: Il Tribunale di Sorveglianza a suo tempo aveva anche rifiutato all’uomo pene alternative quali domiciliari e servizi sociali
Nel 2008 prese parte ad una rissa per la quale è poi stato condannato senza però aver scontato per intero la pena. Martedì mattina, 21 novembre, è stato però arrestato dalla polizia di Lugo. Si era presentato al commissariato di quella città per rinnovare il suo permesso di soggiorno ma per il 35enne, di origine tunisina, si sono spalancate le porte del carcere.
Il controllo della pratica presentata, che viene eseguito in tempo reale all’atto della consegna della documentazione agli sportelli dedicati all’Immigrazione presenti in tutti gli uffici della polizia in Italia, ha permesso al personale del commissariato di accertare che nei confronti dell’uomo pendeva un Ordine di Carcerazione perché era ricercato per un vecchio debito con la giustizia.
Lo straniero, infatti, nel 2008 prese parte ad una violenta lite in seguito alla quale venne denunciato a piede libero, in concorso con altri, per rissa e porto abusivo di armi ed oggetti atti ad offendere. Per tale episodio il Tribunale di Ravenna, nel gennaio del 2009, lo aveva condannato alla pena di un anno, un mese e tredici giorni di reclusione, sentenza che venne parzialmente riformata dalla Corte d’Appello di Bologna ad agosto dello stesso e diventata esecutiva nel maggio del 2010.
Detratti dalla sentenza definitiva i giorni di detenzione già scontati, dovendo ancora scontare la pena residua di tre mesi e 27 giorni di reclusione, l’uomo è stato arrestato e portato in carcere. Il Tribunale di Sorveglianza a suo tempo aveva anche rifiutato allo straniero pene alternative quali domiciliari e servizi sociali.
I fan hanno riempito la galleria del centro commerciale per una firma sul disco del cantante di Occidentali’s Karma
Gabbani al centro commerciale
Centinaia di persone hanno riempito la galleria del centro commerciale Esp per farsi firmare il cd del disco di Francesco Gabbani, il cantante che ha trionfato all’ultimo Festival di Sanremo. Gabbani è arrivato al Centro Commerciale poco prima delle 18, dove è stato accolto da un pubblico ravennate finito anche sulla “storia” di Instagram dello stesso Gabbani che ha avuto il suo daffare nel firmare tutte le copie del suo disco “Magellano”.
In prima fila i più piccoli, ma tra il pubblico c’erano fan di ogni età per acclamare il cantante di Occidentali’s Karma che è riuscito a mantenere un certo successo anche nei mesi successivi con un paio di singoli estivi ben azzeccati.
La strada extraurbana collega le due frazioni ma è priva di marciapiedi e piste ciclabili, inoltre ci passa il traffico pesante. LpRa chiede di porre rimedio anche con il controllo della velocità
Si tratta di una delle strade extraurbane più percorse nella circoscrizione di San Pietro in Vincoli: via Petrosa è una lunga strada che collega Campiano e San Pietro in Campiano, costituendone in pratica la spina dorsale. Secondo Liista per Ravenna ha però divere mancanze, elencate in un documento firmato da Alvaro Ancisi (capogruppo in consiglio) e dallo storico collaboratore Alessandro Garofalo che, da anni, si occupa di viabilità per la lista civica.
Secondo LpRa la strada «non rispetta le norme del codice stradale causa una sezione stradale troppo stretta e banchine laterali mancanti o impraticabili». Nel centro abitato di Campiano, «la banchina, dotata solo in parte di marciapiedi, non è asfaltata e presenta numerosi dislivelli e asperità. In realtà, viene utilizzata come parcheggio auto. Nel tratto compreso tra le due frazioni, la banchina è invece inesistente. I pedoni e i ciclisti sono costretti a transitare sulla carreggiata stradale, oltretutto sprovvista di illuminazione pubblica».
A segnalare il caso alla lista civica è un residente in via Petrosa, che può muoversi solo in carrozzella, e che abita tra le due frazioni. «La pericolosità è aggravata dal fatto che, oltre agli autobus della linea di trasporto pubblico n. 159, possono transitarvi anche veicoli pesanti di ogni genere». Nella gallery, le foto inviate dai due esponenti di LpRa scattate durante un sopralluogo.
Le richieste: realizzare una pista pedociclabile tra i due abitati: «Sudi un tratto, potrebbe essere utilizzato lo spazio laterale costituito da un inutile e maleodorante fossato, invaso da erbacce e sede di animali nocivi». In secondo luogo si suggerisce di adeguare il sistema di illuminazione e ricavare un percorso pedonale nei tratti stradali interni a Campiano privi di banchina laterale. Si chiede poi di aumentare il numero degli attraversamenti pedonali e «rafforzare l’esigua segnaletica stradale». Infine, «pianificare controlli sistematici della velocità pericolosa da parte della polizia provinciale e di quella municipale, anche avvalendosi di idonea tecnologia»
L’uomo era stato travolto in via Reale. L’automobilista denunciato per lesioni gravi stradali ed omissione di soccorso. Ancora critiche le condizioni del 78enne ferito
Si è presentato lui stesso al comando dei vigili urbani, insieme al suo avvocato. Sarebbe un uomo di 83 anni il “pirata” che lunedì 20 novembre ha investito poco dopo le 17 un pedone senza poi fermarsi a prestare soccorso. L’incidente era avvenuto in via Reale, e la persona investita, 78enne, era stata portata a Cesena in condizioni di massima gravità.
Nella circostanza erano intervenuti gli agenti dell’Ufficio infortunistica della polizia municipale di Ravenna i quali, se si escludono alcune parti dello specchietto, non avevano potuto raccogliere spunti d’indagine immediatamente risolutivi. Gli agenti, a partire da frammenti rinvenuti, avevano poi individuato “marca” e “modello” dell’auto, una Honda Civic di colore grigio metallizzato, stringendo così il cerchio intorno all’autore del fatto.
Il presunto investitore, probabilmente raccogliendo l’invito di presentarsi il prima possibile alle forze dell’ordine, onde evitare conseguenze più gravi, si è rivolto insieme al proprio avvocato allo stesso comando della polizia municipale. Si tratta di un 83enne, ravennate, il quale è stato denunciato per i reati di lesioni gravi stradali ed omissione di soccorso. Le condizioni della vittima restano critiche. Le indagini sono dirette dalla Procura della Repubblica di Ravenna.
Intanto il consigliere comunal dele Pd Rudy Gatta ritorna sul tema della pericolosità della Statale 16 nel tratto che interessa i centri abitati di Mezzano, Camerlona e Glorie, chiedendo che ci si attivi con urgenza per utilizzare tutti gli strumenti in grado di aumentare la sicurezza. «È ora di fare qualcosa. I cittadini di Mezzano, Camerlona e Glorie non possono più sopportare questa situazione: hanno paura ed è comprensibile. Chiedo che vengano installati tutti gli strumenti in grado di aumentare la sicurezza della Statale, dalle telecamere all’illuminazione degli attraversamenti pedonali».
Gatta prende spunto dall’intervento della presidente del consiglio di Mezzano, Maria Gloria Natali col quale ha ribadito come la Statale in questo tratto sia davvero pericolosa e come i mezzi, tra cui tanti camion, transitando a velocità elevate, mettano a repentaglio la sicurezza dei residenti. «In primo luogo – prosegue Gatta – credo che il Comune debba fare sentire in maniera concreta la propria solidarietà, e di tutta la cittadinanza, ai famigliari dell’uomo ferito nell’incidente del 20 novembre. E poi deve impegnarsi a difendere i cittadini che ogni giorno rischiano la propria vita solo perché abitano lungo una strada pericolosa. Su questo tema ho anche scritto una lettera al Comandante della Polizia Municipale di Ravenna, Andrea Giacomini, per condividere le preoccupazioni mie e dei cittadini».
I dati forniti dall’assessore Elsa Signorino durante il dibattito per l’individuazione del nuovo gestore per il quinquiennio 2018/2022
Il planetario di Ravenna
Il consiglio comunale ha approvato le linee di indirizzo per la convenzione inerente la gestione del Planetario di Ravenna per il periodo 2018/2022. La struttura, che si trova nel parco pubblico, è aperta 300 giorni all’anno e secondo i dati diffusi dall’assessore alla Cultura Elsa Signorino sono stati 15mila i visitatori. Una buona fetta è composta da scolaresche: 312, di cui 24 delle materne, 184 elementari, 71 medie e 33 delle scuole superiori. Nel Planetario si sono tenute 72 conferenze pubbliche e 27 osservazioni pubbliche.
Signorino in consiglio comunale ha fatto presente la scadenza della convenzione in essere con l’attuale gestore del Planetario e le linee di indirizzo che dovranno guidare l’individuazione del nuovo gestore per il quinquennio 2018/2022, attraverso criteri di valutazione tecnico qualitativi con l’obiettivo di puntare a consolidare la divulgazione della cultura astronomica, la promozione scientifica e la formazione di metodi innovativi di apprendimento scientifico da porre in essere tramite cicli annuali di spettacoli e conferenze, laboratori e iniziative intese all’acquisizione di conoscenza e formazione scientifiche.
Hanno votato a favore 20 consiglieri (gruppi di maggioranza); un voto contrario (La Pigna), sei astenuti (CambieRà, Lega nord e Ravenna in Comune).