sabato
25 Aprile 2026

Renzi a casa del maestro Muti, poi a vedere stampanti 3D a Massa Lombarda

Il tour del segretario del Pd ha fatto tappa in provincia di Ravenna

La Visita Di Matteo Renzi Al Parco Tecnologico Di Wasp A Massa Lombarda
Renzi in visita al parco della Wasp di Massa Lombarda

Dopo una cena nella casa ravennate del maestro Riccardo Muti in compagnia anche del ministro Dario Franceschini «a parlare di cultura, identità, musica», il segretario del Pd Matteo Renzi ha fatto tappa in Romagna venerdì mattina con il treno del suo progetto “Destinazione Italia”. Prima a Rimini – dove ha invitato tutto il Paese a copiare il modello di accoglienza romagnolo – poi a Forlì e quindi anche in provincia di Ravenna.

Renzi è sceso alla stazione di Castel Bolognese per poi raggiungere Massa Lombarda e in particolare l’azienda Wasp, «realtà molto bella e innovativa», per usare le parole di una sua diretta su Facebook, leader nella produzione di stampanti 3D.

All’incontro con il titolare dell’azienda Massimo Moretti era presente anche il sindaco Daniele Bassi, che ha sottolineato come gli investimenti sull’innovazione siano in grado di catalizzare l’attenzione sulla realtà massese. «Avere ospiti di rilievo nazionale, siano essi politici, imprenditori o intellettuali, è un premio per il grande lavoro che è stato fatto negli ultimi anni a Massa Lombarda – ha dichiarato il primo cittadino -. Investire sull’innovazione tecnologica è infatti l’unica chiave certa capace di garantire sviluppo al territorio, unendo sostenibilità ed esigenze economiche. Il Comune di Massa Lombarda è in prima fila nel supporto alle proprie aziende che scelgono questa strada. Con Wasp abbiamo messo a disposizione un’area verde di 5mila metri quadri in zona industriale per permettere la realizzazione di un parco tecnologico».

Nel corso della tappa romagnola Renzi e i suoi hanno puntato i riflettori su una proposta concreta che finirà nell’agenda della campagna elettorale: almeno un mese di servizio civile universale obbligatorio per i giovani.

Accoltellò un uomo ai giardini Speyer: arrestato a Londra, ora in carcere a Ravenna

In Italia era ai domiciliari. Dovrà scontare ancora altri cinque anni di pena

2017.11.10 Sq. Mob. ArrestoNel luglio di quattro anni fa accoltellarono un tunisino ai giardini Speyer, portato poi in ospedale in gravissime condizioni. Poi scapparano nella loro terra d’origine, l’Albania.

Le indagini, nel frattempo, a Ravenna continuarono, tanto che fu emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due giovani albanesi, divenuti ricercati. Uno dei due, M.J., oggi 28enne, è stato individuato fra la comunità albanese di Londra ed è stato arrestato da Scotland Yard grazie a un mandato d’arresto europeo. Nel settembre del 2014 l’estradizione in Italia dove finì agli arresti domiciliari, che stava ancora scontando nella sua abitazione di Ravenna. Nel frattempo, riconosciuto colpevole di tentato omicidio, è stato condannato alla pena complessiva di 8 anni di reclusione. Ieri (giovedì 9 novembre), rilevato che al condannato non poteva essere concessa liberazione anticipata e, tanto meno, gli arresti domiciliari avendo scontato solamente due anni, dieci mesi e 13 giorni di reclusione, l’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica di Ravenna ha emesso un nuovo ordine di carcerazione. Il 28enne albanese è stato quindi rintracciato dagli investigatori della Squadra Mobile di Ravenna all’interno della propria abitazione e portato in carcere, dove dovrà restare per i prossimi cinque anni, un mese e 17 giorni.

La ravennate alla maratona di New York: «Che brividi al via. Correre è liberatorio»

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Raffaella Catani a New York con la medaglia della maratona

È finita pure sul New York Times (che pubblica tutti i runner che hanno tagliato il traguardo sotto le cinque ore) Raffaella Catani, tra i ravennati che hanno partecipato domenica 5 novembre alla maratona più celebre e partecipata al mondo, quella di New York.

45 anni, nota in città per aver aperto e gestito per anni la taverna Bukowski di Marina di Ravenna (di cui è ancora tra i proprietari), Catani ha iniziato a correre solo tre anni fa, più che altro per motivi di salute. «Poi ho visto che avevo molta resistenza e dopo soli quattro mesi ho già iniziato a fare maratone».

Da New York (dove ha chiuso in 4 ore e 4 minuti) le istantanee da ricordare sono tante. «Il momento più emozionante è stato per me sul Ponte di Verrazzano (alla partenza, ndr): prima dello sparo una voce stupenda di donna ha cantato l’inno americano, poi sono partiti un applauso immenso e il grido all’unisono dei maratoneti, se ci penso ho ancora i brividi. Un altro momento incredibile è stato quando ho superato una signora che correva con una magia con la scritta “I run with my cancer”: mi sono commossa, le ho sorriso e lei mi ha dato la mano».️

Raffaella sarà anche alla partenza della maratona di Ravenna («non si può mancare alla maratona della mia città») e per lei la corsa è diventata ormai imprescindibile. «È stata da subito liberatoria – ci racconta – mi fa scaricare la giornata, i pensieri, a volte le preoccupazioni. La corsa aiuta molto a stare con se stessi, io non uso cuffie per la musica, mi ascolto, sento il mio passo, il mio cuore: mi basto. La cosa fondamentale  però resta il divertimento. Un amico tempo fa mi ha detto che il 90 percento di chi corre scappa da qualcosa, ecco, io penso di essere invece in quell’altro 10 percento che magari insegue qualcosa: inseguo il mio divertimento!».

Catani ha corso a New York anche in rappresentanza dell’associazione “Realizzo il tuo sogno”, di cui è socia, e che si occupa di aiutare persone malate a realizzare un loro sogno o anche solo un piccolo desiderio.

Su grande schermo il film del Teatro delle Albe dedicato a Aung San Suu Kyi

Ermanna Montanari
Ermanna Montanari nei panni di Aung San Suu Kyi (foto di Marco Parollo)

Al Cinemacity di Ravenna la versione cinematografica dell’opera teatrale sulla vita della leader Birmana, premio Nobel per la Pace. In visione fino al 15 novembre

Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi, di Marco Martinelli ed Ermanna Montanari, è un film d’arte, immaginifico e limpidamente didattico, sui vent’anni agli arresti di Aung San Suu Kyi, leader del Movimento per la democrazia in Birmania e Premio Nobel per la pace. Presentato al Biografilm Festival di Bologna e al Festival Kilowatt, al Festival della Mente di Sarzana e agli incontri di Cinematografo alla Biennale di Venezia, arriva nelle sale a partire da Ravenna, dove è proiettato alla multisala Cinemacity.

Il film è in programmazione al fino a mercoledì 15 novembre, alle ore 20.30.
Informazioni e prevendita
 Ravenna Teatro, via di Roma, 39 – Tel. 0544 36239
Info: ravennateatro.com/

Il Consorzio di bonifica aumenta lo stipendio a due dirigenti. Poi querela sito web

L’ente pubblico contro chi parla di «autoassegnazione» dei mille euro in più al mese: «Una calunnia: il direttore generale ha firmato la delibera che lo riguardava solo perché obbligato dallo statuto»

Giovanni Costa
Giovanni Costa

Sta facendo discutere l’aumento di stipendio deliberato dal Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale a favore dei propri dirigenti Giovanni Costa ed Elvio Cangini. Un aumento per ognuno di 1.000 euro al mese lordi, per 14 mensilità. Una decisione apertamente contestata, quella presa dall’ente pubblico, dal sito web Faenzanet in primis e poi da forze politiche di opposizione come Lega Nord e Forza Italia. Che contestano l’aumento in sé – in un periodo di crisi e a fronte di un aumento dell’imposta dovuta dai cittadini al Consorzio – e poi quella che Faenzanet definisce una «autoassegnazione» da parte di Giovanni Costa, direttore generale e direttore amministrativo dell’ente, essendoci la sua firma in fondo alla delibera contestata.

Il Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale replica con una dettagliata nota inviata alla stampa il giorno dopo, annunciando di aver già querelato   Faenzanet per aver pubblicato una notizia  «falsa e calunniosa»

«Le delibere – si legge nella nota del Consorzio –, vengono adottate, a maggioranza dei votanti, dagli Organi amministrativi dell’Ente, ossia il Consiglio di Amministrazione e il Comitato Amministrativo, e non dai dirigenti. La presenza del Direttore Generale alle riunioni degli Organi amministrativi dell’Ente è prevista come obbligatoria dallo Statuto consortile, ma con mere funzioni consultive e al fine di dare poi attuazione, attraverso la struttura organizzativa, alle deliberazioni assunte dai predetti Organi. Non vi è, quindi, alcuna possibilità che un dirigente, ancorché Direttore Generale, possa auto-assegnarsi un aumento dello stipendio. Chiarito ciò – continua la nota dell’ente pubblico –, è bene evidenziare che le delibere per essere valide, devono essere sottoscritte, a norma di Statuto, dal Presidente del Consorzio e da colui che svolge le funzioni di segretario; figura, quest’ultima, individuata direttamente dallo Statuto nella persona del Direttore amministrativo. Ciò spiega la ragione della sottoscrizione della delibera n. 320 in data 20.10.2017 da parte del Dott. Costa, nella sua duplice veste di Direttore Amministrativo-segretario verbalizzante e Direttore Generale-responsabile dell’esecuzione della delibera medesima. Giova evidenziare comunque che, come disposto dallo stesso Statuto, alla discussione degli argomenti riguardanti i partecipanti alle sedute degli Organi amministrativi non possono prendere parte i diretti interessati. Non a caso, all’atto della discussione dell’argomento riguardante l’aumento di stipendio del Direttore Generale e dell’assunzione della relativa decisione, il medesimo si è allontanato dalla sala consiliare, come evidenziato in grassetto nel testo della delibera pubblicata sul sito istituzionale dell’Ente e a cui rinvia la stessa pagina Facebook di Faenzanet, che frettolosamente ha urlato allo scandalo».

Fatta questa precisazione, il Consorzio entra anche nel merito della decisione di aumentare lo stipendio riconosciuto al Direttore Generale e al Direttore Tecnico dell’Ente, deliberato dal Comitato – «conformemente alle previsioni del vigente CCNL dei dirigenti consortili contenute negli articoli 9, 23, 24, 27 e 28, al fine di adeguare la retribuzione dei dirigenti alle sempre maggiori responsabilità che l’espletamento delle funzioni comporta, in relazione all’organizzazione delle aree e degli uffici, nonché agli obiettivi al cui perseguimento i medesimi sono tenuti. È bene tener presente, tra l’altro, che il Direttore Generale, come già anticipato, accanto a quelle proprie del ruolo, svolge anche la funzione di Direttore dell’Area Amministrativa, alla quale fanno capo il Settore Segreteria, Settore Ragioneria-Personale, Settore Catasto. Tale attribuzione della funzione di Direttore dell’Area Amministrativa unitamente a quella di Direttore Generale risponde proprio all’esigenza, avvertita sempre più in anni di crisi economica che ha colpito il Paese, di contenere i costi a carico della contribuenza. Non è un caso che, diversamente da molte altre realtà pubbliche, nazionali e locali, il Consorzio, nonostante una struttura ampia e una competenza variegata, abbia solo due dirigenti, con significativo risparmio economico per l’Amministrazione consortile».

Tornano all’ex ippodromo di Ravenna le giovanili della squadra di calcio della città

Taglio del nastro al centro sportivo Darsena, che ospiterà anche il rugby

Arcobaleno Inaugurazione DarsenaÈ stato tagliato ufficialmente il nastro nel pomeriggio di ieri, giovedì 9 novembre, al centro sportivo Darsena, all’ex ippodromo di Ravenna, interamente ristrutturato dal Comune (con un investimento di circa mezzo milione di euro).

Con la riapertura, il centro tornerà a ospitare le giovanili della squadra di calcio della città, il Ravenna Football Club. In particolare saranno 5 le formazioni della cosiddetta Academy che torneranno ad allenarsi all’ex ippodromo, che è sempre stata tradizionalmente la casa delle squadre giovanili del Ravenna Calcio, fino a circa cinque anni fa. Il centro sportivo è il luogo dove si sono anche svolte le prime partite di calcio ufficiali in città e che ha ospitato la prima squadra prima dello stadio Benelli, fino al 1966.

Oltre al campo per il calcio è ora a disposizione anche un campo per il rugby mentre sono state riqualificati (con i lavori partiti durante la scorsa legislatura) anche spogliatoi e tribuna. Ora l’obiettivo dell’Amministrazione è quello di fare dell’area dell’ex ippodromo una vera e propria cittadella sportiva.

Durante l’inaugurazione sono state presentate anche le nuove maglie che il Ravenna Football Club utilizzerà nel campionato di seria C (vedi foto nella gallery qui sopra).

Maratona di Ravenna, la carica dei 5.300: tutto pronto per le gare di domenica

Podismo / Il 12 novembre si corre la 19sima edizione della competizione organizzata da Ravenna Runners Club che prevede tre gare: la “classica” 42 km, la “mezza” e la 10.5 km. Domani, sabato 11 novembre, previste la Family Run e la canicross Dogs & Run con altri 1.400 iscritti in tutto

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La locandina della Global Ports Maratona di Ravenna Città d’Arte

È giunta alla XIX edizione di Global Ports Maratona di Ravenna Città d’Arte, nona maratona più importante d’Italia per numero di classificati che si corre domenica 12 novembre su tre distanze.  Le iscrizioni sono ancora aperte (fino a domenica mattina) per le due distanze: la 42 km e la Half Marathon presso l’Expo Marathon Village allestito nei Giardini pubblici della Loggetta Lombardesca a pochi metri dal traguardo.

A oggi sono già oltre 3300 gli iscritti alle due gare competitive, 1500 alla Maratona di Ravenna Città d’arte e 1800 alla mezza Maratona. A questi si aggiungono i 2000 iscritti alla Almaverde Bio Good Morning Ravenna, la 10.5 km che quest’anno si corre sullo stesso rettilineo di arrivo delle due gare competitive, un’unica finish line per condividere il traguardo dove la città applaude i suoi maratoneti. Di quest’ultima gara a passo libero, ludico motoria non competitiva, si è raggiunto il tetto dei 2000 iscritti che Ravenna Runners Club aveva stabilito per vincere la medaglia in mosaico al taglio del traguardo.

Sono 600 gli stranieri che provengono da tutto il mondo, mentre dieci i Paesi presenti per la prima volta: si tratta di Andorra, Canada, Catalogna, Cipro, Croazia, Malta, Moldavia, Nigeria, Sri Lanka e Turchia. Oltre all’Italia, le altre nazioni rappresentate sono Australia, Austria, Belgio, Bolivia, Bulgaria, Cina, Danimarca, Ecuador, Estonia, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Grecia, Kenya, Messico, Norvegia, Olanda, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Russia, San Marino, Slovacchia, Spagna, Stati Uniti d’America, Svezia, Svizzera, Ucraina e Ungheria e Venezuela. Sono inoltre 1300 gli iscritti alla Family Run e 72 alla Dogs & Run, che si corrono domani, sabato 11 novembre, rispettivamente alle 10.30 e alle 11.

Grande attesa per i top runners che si sono dati appuntamento sotto lo start della XIX Global Ports Maratona di Ravenna. Dal Kenya arrivano Samuel Kimutai Kiptum e Samuel Njeru Karani, mentre per quanto il parterre femminile ci saranno l’atleta keniana Pamela Chemurgor Talam e la croata Marjia Vrajic. Per la “mezza” i top runner sono i keniani Andrew Kwemoi Mang’ata e Gideon Kiplagat Urgat, mentre tra le donne la keniana Lagat Ivyne Jeruto, l’ungherese Tunde Szabo e l’italiana Loretta Bettin.

Maratona: ecco le modifiche alla viabilità di sabato e domenica a Ravenna

Ordinanza del Comune in vigore l’11 e il 12 novembre

Percorso Completo Maratona Global 2017 DEFTra domani (sabato 11 novembre) e domenica si corrono la Global Ports Maratona di Ravenna Città d’Arte e le podistiche collegate. Per consentire lo svolgimento delle gare sono state previste dal Comune, attraverso un’ordinanza, diverse modifiche alla viabilità, delle quali si evidenziano le principali.

Si comincia domani, sabato 11 novembre, con la Conad Family Run. Dalle 10 alle 12 circa divieto di transito per tutti i veicoli al passaggio dei partecipanti in: via Padre Genocchi, via Alberoni (tratto fra via Padre Genocchi e via di Roma), via di Roma (tratto fra via Alberoni e via Francesco Negri), via Francesco Negri, largo Firenze, via Boccaccio, via Mariani (tratto fra via Boccaccio e via Dante Alighieri), via Dante Alighieri, via Da Polenta, piazza San Francesco, via Corrado Ricci (tratto fra piazza San Francesco e piazza Caduti per la Libertà), piazza Caduti per la Libertà, via Mazzini (tratto fra piazza Caduti per la Libertà e via Cerchio), via Cerchio e attraversamento di via di Roma.

Dal segnale di inizio gara a quello di fine gara, cioè dalle 9 alle 16 circa di domenica 12 novembre, divieto di transito per tutti i veicoli lungo la viabilità interessata dal passaggio della Global Ports Maratona di Ravenna Città d’Arte, della Mezza Maratona e della Almaverde Bio Good Morning Ravenna di 10,5 km (elenco delle strade nell’ordinanza, A QUESTO LINK)

In via di Roma, fra via Guaccimanni e viale Santi Baldini, dalle 16 di domani, sabato 11 novembre, alle 20 di domenica 12 divieto di fermata su ambo i lati per tutti i veicoli; e dalle 17 di domani, sabato 11 novembre, alle 20 di domenica 12 divieto di transito per tutti i veicoli.

In via Cesarea, fra viale Santi Baldini e via Renato Serra, dalle 20 di domani, sabato 11 novembre, alle 20 di domenica 12 divieto di fermata su ambo i lati per tutti i veicoli; e dalle 6 alle 17 circa di domenica 12 novembre divieto di transito per tutti i veicoli.

In viale Santi Baldini dalle 20 di domani, sabato 11 novembre, alle 20 di domenica 12 divieto di fermata per tutti i veicoli nel tratto compreso fra l’accesso ai Giardini Pubblici di viale dei Canadesi e via Alberoni; dalle 6 alle 17 circa di domenica 12 novembre divieto di transito per tutti i veicoli.

In circonvallazione alla Rotonda dei Goti, via Renato Serra, via Romea (tratto fra rotonda Grecia e via Romea Sud), via Romea Sud (tratto fra via Romea e via Pescara), via Destra Canale Molinetto (tratto fra via Bellucci e via Sinistra Canale Molinetto e fra viale Manzoni e viale dei Navigatori) e viale dei Navigatori: divieto di transito per tutti i veicoli dalle 8.30 alle 17 circa di domenica 12 novembre.

Processo Cagnoni, l’investigatore: «Due impronte del marito nel sangue di Giulia»

Quarta udienza / In aula il sostituto commissario della squadra mobile ricostruisce la scena del delitto nella villa di via Padre Genocchi. Dal ballatoio al primo piano la mattina in cui viene collocato l’omicidio il medico mandò una foto della moglie con i quadri a un antiquario. E l’amante ricorda: «Sedute spiritiche là dentro per evocare i figli di Mussolini»

La terza udienza (3 novembre)

La seconda udienza (26 ottobre)

La prima udienza (10 ottobre)

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Il salone al piano rialzato della villa dei Cagnoni in via Padre Genocchi dove si è consumata l’aggressione a Giulia Ballestri

Nella cantinetta della villa di via Padre Genocchi ci sono due impronte nel sangue della vittima: un palmo sinistro sulla parete e un palmo destro sul frigorifero. Il sangue è di Giulia Ballestri, le mani sono del marito Matteo Cagnoni. Così sono convinti gli investigatori, sulla scorta delle comparazioni fatte dalla Scientifica. Il processo che vede il dermatologo 53enne imputato per l’omicidio della moglie 39enne arriva sulla scena del crimine: nell’aula della corte d’assise di Ravenna nella quarta udienza è il sostituto commissario Stefano Bandini della squadra mobile a ricostruire le indagini e fotografare gli ambienti della casa ai margini dei giardini pubblici di Ravenna, di proprietà della famiglia del medico ma disabitata da anni. La deposizione del poliziotto, cominciata nel tardo pomeriggio dopo oltre sei ore passate ad ascoltare la voce dell’amante di Giulia, verrà completata nell’udienza del 17 novembre quando anche la difesa potrà controinterrogarlo. E già si preannunciano consistenti contestazioni su alcune affermazioni.

Ravenna 10/10/2017. FEMMINICIDIO GIULIA BALLESTRI. Iniziato Il Processo Che Vede Imputato Matteo Cagnoni Accusato Dell’ Omicidio Della Moflie Giuglia Ballestri.
Il sostituto procuratore Cristina D’Aniello, pubblico ministero del processo per l’omicidio di Giulia Ballestri

Il ritrovamente del cadavere, come ormai noto, avviene circa mezzora dopo la mezzanotte tra domenica 18 e lunedì 19 settembre del 2016. Entrano in quattro a tarda serata: due poliziotti, una guardia giurata della Colas che aveva portato le chiavi per entrare, il fratello della donna. Per entrare oltre alle chiavi portate dal vigilante che nelle sue ronde passava a ispezionare la villa, occorre anche digitare il codice per staccare l’allarme che risultava inserito. Dentro i quattro si muovono con le torce. E il fascio di luce illumina un po’ alla volta gli ambienti in cui Giulia è stata aggredita, massacrata a bastonate e finita sbattendole il volto contro lo spigolo di una parete in cantina.

I due coniugi sono andati insieme nella casa la mattina del 16 settembre su proposta di Cagnoni. Il motivo sta in alcuni quadri del pittore Nicola Samorì che il medico doveva fornire a un antiquario per una mostra o per la vendita. E c’è una fotografia che mostra quei momenti: la riceve alle 9.19 di quel giorno l’antiquario dal telefono di Cagnoni: si vede una delle opere in controluce e la figura di una donna, inquadrata non completamente ma abbastanza da mostrare un dettaglio del jeans identico a quello visibile sui pantaloni indossati da Giulia nei filmati della pasticceria Le Plaisir dove fa colazione al mattino di quel giorno dopo aver accompagnato i tre figli a scuola.

L’arma del delitto è un bastone di legno, una porzione di un ramo lungo 55 cm con diametro di sei. Gli investigatori lo trovano al primo piano, imbrattato di sangue con capelli della vittima. Per necessità processuali Bandini ricostruisce i dettagli dei rilievi e le conseguenti ipotesi sulla dinamica dell’aggressione. Momenti carichi di sofferenza per il fratello Guido che resta in aula e ascolta con il volto tirato e prova a scaricare la tensione sul telefonino. In buona sostanza l’ipotesi è che l’aggressione sia iniziata al primo piano sul ballatoio mentre la donna è seduta su una poltroncina di fronte ai quadri. Prosegue poi lungo le scale e nel salone del piano rialzato e si conclude nel seminterrato dove il corpo verrà trovato solo con il reggiseno slacciato addosso.

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L’esterno della villa di proprietà della famiglia di Matteo Cagnoni in via Padre Genocchi, vicino ai giardini pubblici, dove è stata uccisa Giulia Ballestri, moglie del dermatologo

In mattinata, come detto, è stato ascoltato Stefano Bezzi, l’uomo che da agosto del 2015 ha una relazione sentimentale con Giulia. E dalla sua deposizione emergono altri dettagli che ricostruiscono il contorno della villa. Una settimana fa il fratello della vittima aveva detto che Cagnoni la chiamava la casa degli spiriti o dei morti e pur provandone soggezione sognava di andarci a vivere. Oggi è Bezzi a confermare che Cagnoni la chiamava la casa degli spiriti e aggiunge che da quanto aveva saputo da Giulia, il marito aveva organizzato anche delle sedute spiritiche per evocare i figli di Mussolini.

Bezzi e la moglie di Cagnoni si conoscevano da quando erano adolescenti e poi dal 2009 cominciano a incrociarsi all’ingresso della scuola frequentata dai figli. Ma solo nella primavera del 2015 c’è un avvicinamento. E Bezzi ci tiene a sottolineare che nei primi loro contatti, chiacchiere fuori dalla scuola, era già presente il disagio della donna per una situazione familiare che lei non reggeva più. Cagnoni venne a sapere della loro storia nell’agosto del 2016 e lo disse alla moglie mettendola al corrente di averla fatta seguire da un investigatore, di averle clonato il telefono per ascoltare le sue chiamate e di aver messo una cimice nel Chrysler Voyager che era solita guidare.

Nei momenti più tesi della crisi coniugale quando lei aveva aveva già espresso la ferma volontà di divorziare – «Sono decisa, cazzo, super decisa», è il messaggio inviato all’amante via Instagram – lui le risponde che la sua relazione extraconiugale di cui era venuto a conoscenza era da considerare già finita senza aggiungere altro. Una frase che la donna non sapeva spiegarsi. È il pubblico ministero Cristina D’Aniello a leggere nell’aula della corte d’assise alcuni messaggi scambiati tra i due per contestualizzare certe frasi e ricostruire il contesto attorno alla 39enne. «Mi raccontava di queste frasi ambigue che lui le diceva ma non capivamo cosa volesse dire – ricostruisce Bezzi –. Nell’ultimo periodo dopo aver scoperto di noi due (agosto 2016, ndr) le diceva anche che presto ci avrebbe fatto un bel regalo. Se lei chiedeva maggiori spiegazioni lui restava in silenzio».

Nel controesame l’avvocato Giovanni Trombini con abilità retorica si insinua nelle pieghe delle dichiarazioni cercando di far emergere incongruenze tra le informazioni rilasciate da Bezzi nei giorni a ridosso dell’omicidio e quanto oggi detto in aula. E in un paio di casi, su questi marginali, riesce a sottolineare delle contraddizioni.

Partono due colpi di pistola durante controllo dei carabinieri: due uomini in fuga

Sparatoria a Lido di Classe. Sul posto anche un elicottero per le ricerche dei malviventi

CarabinieriDurante un controllo dei carabinieri a Lido di Classe, nei confronti di un’auto e un furgone sospetti, due uomini hanno opposto resistenza, sparando anche un colpo di arma da fuoco. Un altro pare sia stato esploso come sorta di avvertimento da parte degli stessi carabinieri.

L’auto dei due è stata ritrovata abbandonata a poca distanza, con i malviventi che hanno proseguito la fuga presumibilmente a piedi.

Non ci sono feriti.

Sul posto per le ricerche anche un elicottero del 112 e i vigili del fuoco.

Una rara tartaruga liuto di quasi due metri avvistata a Cervia dai pescatori – VIDEO

Gli esperti del Cestha: «Non è comune nel Mediterraneo, ancor meno in Alto Adriatico. Forse è arrivata qui in cerca di cibo»

LiutoAvvistata una tartaruga gigante a Cervia. Si tratta della specie “liuto”, rara in tutto il Mediterraneo. Ad avvistarla sono stati i pescatori della cooperativa di Cervia durante una normale battuta di pesca. «Stavamo salpando le reti – si legge in una nota inviata alla stampa –, quando ci siamo accorti che a monitorare le nostre operazioni c’era proprio una tartaruga di quasi due metri. Era lì per le meduse, abbondanti in quei giorni nelle nostre reti, per cibarsene».

A confermare la rarità dell’evento è Valerio Sulliotti, biologo ed esperto di tartarughe marine del Cestha, centro ricerche ambientali con sede a Ravenna, struttura che già da tempo collabora con le marinerie romagnole in progetti di tutela.  «Si è trattato di un esemplare adulto, probabilmente spintosi in queste acque proprio in cerca di cibo. Non è affatto comune vedere tartarughe marine di questa specie, la tartaruga liuto, in Mediterraneo e lo è ancor meno in Alto Adriatico».

ECCO IL VIDEO DELL’AVVISTAMENTO DELLA TARTARUGA LIUTO

Il proprietario ritrova l’auto rubata grazie ai gruppi Whatsapp

Segnalata vicino a Santerno una vettura il cui furto era stato denunciato la sera prima

BOLLETTINO
Il post su Facebook di Alberto Emiliani, coordinatore gruppi di vicinato Whatsapp

Grazie a una segnalazione diffusa attraverso i gruppi Whatsapp di sicurezza sul territorio una persona residente nella provincia di Ravenna è riuscita a tornare in possesso della propria autovettura rubata solo poche ore prima.

Più nello specifico, questa mattina (venerdì 10 novembre), è giunta da un gruppo Whatsapp una segnalazione alla centrale operativa della Polizia municipale contenente la foto di un’auto ritenuta sospetta, parcheggiata a Santerno. A seguito dei controlli espletati è stato appurato che l’auto risultava oggetto di furto, denunciato ieri sera. Immediatamente è stato avvisato il proprietario, al quale poco dopo è stato riconsegnato il veicolo. «Un episodio – scrivono dal Comune – che evidenzia come i gruppi di controllo del vicinato che utilizzano Whatsapp, raccordati recentemente sotto il coordinamento della Polizia municipale, siano mezzi importanti di condivisione e collaborazione».

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