giovedì
23 Aprile 2026

Giornata Fai d’autunno: tra antichi chiostri e la Cotignola che fu

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Saranno i chiostri intesi come contenitori culturali il nucleo centrale della Giornata Fai d’Autunno di domenica 15 ottobre a Ravenna.

In particolare, verrà proposta al pubblico una visita guidata attraverso il Chiostro di Santa Maria in Porto attuale Mar, i Chiostri dell’attuale Biblioteca Classense e della della Biblioteca Oriani e i Chiostri Francescani (nella foto) . L’iniziativa sarà strutturata con visite guidate che partiranno dal Mar alle 10, 11, 12, 14, 15 e 16.  Non si accettano prenotazioni. Per partecipare, verrà richiesto al visitatore un contributo minimo di 5 euro per i non iscritti e di 3 euro per gli iscritti.

Anche a Cotignola sono previste visite per  l’evento “Cotignola centro: storia, memoria e sguardi contemporanei”, quattro tour guidati dai ragazzi del liceo di Lugo, in collaborazione con il museo civico “Luigi Varoli” di Cotignola, nell’ambito del progetto “Apprendisti ciceroni”. Le visite guidate sono in programma alle 10, 10.30, 15.30 e 16 da Palazzo Pezzi (si passa poi per Palazzo Sforza e museo civico Luigi Varoli, Casa studio Varoli, Chiesa dell’Ospedale Testi, fino alla Scuola arti e mestieri). Per ulteriori informazioni, contattare Efrem Bardelli, telefono 349 6026435, email efrembardelli@yahoo.it.

Un circuito attrezzato per le scuole per imparare a guidare moto e bici

Al parco Berardi a Madonna delle Stuoie un campo con palazzina e aula didattica

Il Percorso In Una Tavola Del ProgettoPer imparare a muoversi con bici e moto nella giungla dell’asfalto ora a Lugo c’è un circuito attrezzato. Sabato 14 ottobre alle 11 inaugura l’area dedicata alla guida sicura all’interno del parco “Lorenzo Berardi”, in via Santerno, nel quartiere Madonna delle Stuoie. L’area vuole essere un supporto e un ambito di intervento per le scuole (primarie, secondarie ed i centri estivi) del territorio, interessati a sperimentare ed integrare progetti e percorsi didattici di educazione stradale.

Il campo è composto da una palazzina con aula didattica, ufficio, ripostiglio mezzi elettrici, attrezzature di supporto e servizi igienici, un circuito con allestimento di segnalazione verticale e orizzontale. È utilizzabile previa prenotazione due mattine a settimana, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.30, dal 2 gennaio al 30 luglio e dal 15 settembre al 15 dicembre; in questi momenti non sarà permesso l’accesso libero all’area del parco. L’accesso e l’utilizzo del campo scuola è gratuito, tutte le attività devono essere senza fine di lucro e saranno rivolte in via prioritaria agli istituti scolastici. Le autoscuole potranno accedervi in cambio della disponibilità a realizzare gratuitamente un progetto di educazione stradale rivolto ai giovani che utilizzano i veicoli a due ruote. Le attività didattiche potranno essere effettuate esclusivamente da istruttori qualificati forniti dai richiedenti.

Il 14 al taglio del nastro saranno presenti il sindaco di Lugo Davide Ranalli, il presidente dell’Osservatorio regionale alla mobilità Mauro Soavi, i consiglieri regionali Mirco Bagnari e Manuela Rontini e il presidente della Consulta Lugo Sud Italo Tozzi.

Processo Cagnoni, le femministe: «La nostra battaglia per un linguaggio più consono»

L’Udi si è costituita parte civile: l’eventuale risarcimento sarà destinato a nuovi progetti di educazione alla parità di genere nelle scuole

Donne
L’avvocatessa Sonia Lama e la legale rappresentante dell’Udi Lia Randi

Un processo per certi versi storico per la città e non solo quello partito nei giorni scorsi a Matteo Cagnoni, accusato di aver ucciso la moglie Giulia Ballestri, madre dei loro tre figli tutti minori, con premeditazione e crudeltà e che vede anche l’associazione Udi (Unione donne in Italia) costituita come parte civile. «Per noi è la prima volta ed è un momento importante per la vita dell’associazione», spiega Lia Randi, legale rappresentante della storica realtà femminista, in un incontro informale organizzato dentro la Casa delle donne (che per ragioni statutarie non ha potuto invece costituirsi).

Perché non era accaduto prima? Per ragioni di Statuto, solo di recente sono state apportate le modifiche che permettono questa possibilità. Da qui in poi, invece, la strada sarà segnata.

Il senso della presenza in tribunale? Ottenere giustizia, ma anche cogliere l’occasione per portare anche dentro il tribunale la battaglia per la difesa delle donne, una battaglia anche per un linguaggio più consono e aderente a quella che è un’emergenza: il femminicidio. Parola questa rigettata dai difensori di Cagnoni nel momento in cui hanno contestato appunto la richiesta dell’Udi, parola che dovrebbe essere usata con più frequenza per casi come questi secondo l’avvocatessa Sonia Lama, che appunto rappresenterà l’Udi in Tribunale. «Il mio intento non è certo quello di rallentare in alcun modo il lavoro della procura, né sta a noi dimostrare la colpevolezza dell’imputato. L’intenzione adesso è intervenire in fase di discussione finale per difendere appunto le ragioni per le quali l’associazione è stata accettata nel processo in quanto portatrice di un diritto soggettivo maturato anche in virtù del lungo e riconosciuto lavoro che svolge e ha svolto nel territorio sul tema della parità tra i generi e sulle ragioni culturali che sono alla base delle frequenti discriminazioni e anche di atti di violenza che partono da un’idea di “possesso” che troppi uomini sviluppano nei confronti di coloro che considerano le proprie donne». E a nuovi progetti, in particolare rivolti ai ragazzi e alle ragazze delle scuole, sarà investito il risarcimento che Udi intende chiedere in caso di vittoria e nel caso dovesse essere considerata effettivamente parte lesa.

Intanto, la richiesta rivolta invece alle giornaliste invitate e presenti all’incontro è stata anche quella di una maggiore attenzione alle parole, con una critica esplicita a una stampa troppo spesso interessata soprattutto gli aspetti più morbosi in questi casi di cronaca.

In darsena a Ravenna partiti i lavori per un birrificio-pub affacciato sul Candiano

Nascerà nella cosiddetta Area T. L’imprenditore Baldini: «Il progetto consentirà ai miei figli di sviluppare la loro attività»

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Una veduta del canale di qualche anno fa: l’Area T, dove sorgerà il birrificio, è il magazzino dietro la gru in banchina, ormai da tempo smontata

A Ravenna sono partiti i lavori per un grande birrificio con pub annesso, affacciato sul canale Candiano, che aprirà tra circa un anno. Si tratta di una operazione di recupero e di archeologia industriale voluta da Daniele Baldini, amministratore unico di Immobiliare Classe Alta proprietaria dell’immobile e firmata da Nuovostudio, per riportare in vita uno spazio della vecchia fabbrica Sir, adibito a stoccaggio (la cosiddetta area T), e contribuire così al rilancio e alla fruibilità della Darsena di città.

Birrificio
L’area interessata dai lavori per la realizzazione del birrificio sul Candiano

«Da tempo coltivavo questo obiettivo – afferma Baldini – essendo stato io tra i primi a credere nelle potenzialità di quest’area di Ravenna e ad attivarmi, compatibilmente coi tempi, alla realizzazione di questo progetto che consentirà ai miei figli di svolgere e sviluppare la loro attività imprenditoriale, in un contesto da valorizzare con idee innovative anche in chiave di riuso del luogo».

Nella struttura troveranno spazio sia il laboratorio per la produzione di birra artigianale che un locale pubblico capace di ospitare una numerosa e differenziata clientela in ambienti diversi e armonizzati con il contesto urbanistico.

Saranno i tre giovani fratelli Baldini, Francesco di 33 anni, mastro birraio, con Giovanni e Roberto di 29, e altri tre soci, a gestire sia la produzione che la mescita, che la gestione dei locali. Vi trasferiranno la stessa filosofia e lo stesso amore per la Darsena con cui hanno avviato nel 2013, insieme con Fabio Mambelli, la birreria artigianale “Tabeerna” in via Magazzini Posteriori 59, dove si servono birre rigorosamente né filtrate né pastorizzate di produzione propria, i cui nomi, come la Bollard (bitta in italiano) e la Corsini, ad esempio, rievocano questo luogo e la sua storia.

Giovanni Baldini non nasconde l’entusiasmo per il salto di qualità che compirà la loro impresa, poiché «l’essere sul Candiano con la nostra attività rappresenterà un valore aggiunto per creare nuove opportunità di animazione e socializzazione di questo luogo».

Sul piano della produzione l’ambizione di Giovanni e dei suoi soci è quella di “inventare” altri nuovi quattro tipi di birra arrivando così a otto tipologie, puntando a produrne una a chilometro zero con malto e luppolo locali. Naturalmente da servire oltre alle numerose di marche di birra artigianale provenienti da tutto il mondo, di cui sarà fornito il loro locale.

L’auspicio della famiglia Baldini è anche quello di vedere concretizzate le condizioni del contesto urbano affinché l’iniziativa trovi sostegno in termini di servizi, e che la loro struttura faccia da traino ad altre iniziative progettuali e imprenditoriali in Darsena.

Lo studente ravennate discriminato a Bologna perché nero: «È stato surreale»

L’assessora Morigi si è messa in contatto con il ragazzo a cui è stato negato un contratto d’affitto: «Un episodio di una gravità enorme»

Valentina MorigiL’assessora all’Immigrazione del Comune di Ravenna, Valentina Morigi, si è messa in contatto con il ragazzo ravennate discriminato (secondo il racconto del suo amico che abbiamo pubblicato a questo link) a Bologna per il colore della sua pelle, a cui la titolare di una sorta di residence per universitari avrebbe negato un contratto d’affitto (salvo poi smentire una volta contattata dalla nostra redazione).

«Un episodio di una gravità enorme – scrive Morigi –, una vicenda “surreale”, per usare le parole del ragazzo che ho contattato. In questi tempi, in cui lo “straniero” o chi ha la pelle più scura è il capro espiatorio perfetto di una crisi spietata, il razzismo è diventata un’arma potente, sposta voti e coscienze.
Un mucchio di voti e un mucchio di coscienze.  Quando ascoltiamo distratti parole di odio, quando leggiamo annoiati sui social discorsi violenti e discriminatori, non pensiamo mai che alle parole possano seguire anche i fatti. E invece, eccoli che arrivano i fatti, disarmanti e surreali, come quella operatrice dell’agenzia immobiliare di Bologna che questa mattina ha guardato un nostro concittadino negli occhi e gli ha detto “non si affitta ai negri”».

Minacce, maltrattamenti e botte all’ex moglie: arrestato un 36enne

La donna lo aveva querelato. Ora l’uomo si trova agli arresti domiciliari

Monza Picchia La Moglie E La Violenta Di Fronte Ai Figli ArrestatoUn ravennate di 36 anni è stato arrestato dalla polizia per lesioni, minacce e maltrattamenti nei confronti dell’ex moglie, da cui si è separato da tempo ma che continuava a tormentare. L’arresto è stato possibile grazie alla querela della donna che ha ripercorso anche gli anni della convivenza con l’uomo, contraddistinti da continui litigi per la gestione del figlio. La donna lo ha accusato di ripetute minacce e percosse nei suoi confronti e gli investigatori della Squadra Mobile sono riusciti a provare i maltrattementi, fino al provvedimento cautelare emesso dal Gip.

L’uomo è stato inizialmente rinchiuso in una struttura ospedaliera (avendo manifestato un evidente disagio) poi, in seguito all’interrogatorio di garanzia, nel corso del quale si è avvalso della facoltà di non rispondere, il Gip ha accolto le richieste dell’avvocato difensore, trasferendolo agli arresti domiciliari presso la propria abitazione.

A Faenza torna “Cultura Impresa Festival”, con esempi d’eccellenza e buone pratiche

Cs Stampa
Uno scatto dalla conferenza stampa di presentazione del festival a Faenza

Venerdì 13 e sabato 14 ottobre, Cultura Impresa festival sarà al Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza  e alla biblioteca Manfrediana.  Si tratta di un’iniziativa organizzata dalla Cooperativa di Cultura Popolare di Faenza e promossa da FederCultura di Confcooperative.

Il festival, dopo aver partecipato al Salone Internazionale del Libro di Torino lo scorso maggio, ha aperto la tradizionale riflessione autunnale organizzando la prima Summer School a Forlì, una due giorni di alta formazione dedicata agli imprenditori culturali, proseguendo poi con un appuntamento alla biblioteca San Giorgio di Pistoia all’interno delle iniziative per la Capitale italiana della cultura 2017 (Cultura per coltivare comunità) e con la giornata di lavoro all’Accademia Albertina di Torino (Cultura è… innovazione, territorio, futuro) venerdì scorso.

“Nuove politiche culturali, nuovi modelli organizzativi, innovativi e sostenibili” è il titolo di questa due giorni che sarà un’occasione per affrontare, senza riflessioni teoriche, ma con esempi d’eccellenza e buone pratiche, i temi della formazione alla cultura, dell’audience development, del rapporto con la tecnologia.

«Crediamo ci siano, a livello nazionale – afferma Chiara Laghi, presidente della Cooperativa di Cultura Popolare – delle eccellenze che, in vari settori, stanno apportando un contributo molto concreto al dibattito nazionale sia per quanto riguarda l’impresa culturale nel suo complesso che per quanto riguarda le politiche culturali, anche locali. Per questo in questa quarta edizione abbiamo deciso di raccontarle».

Sono tre i momenti del festival. Si aprono i lavori venerdì 13 pomeriggio alle 14 e fino alle 17 si parlerà di “Un’altra scuola è possibile? Cultura, innovazione e nuovi modelli che cambiano la formazione”, dopo i saluti istituzionali ai quali sarà presente anche la vice Presidente della Commissione Cultura della Regione Emilia Romagna, la riflessione prosegue con la presentazione di casi d’eccellenza, dall’istituto San Giorgio tra le scuole italiane vincitrici del premio Change Maker School 2017, la Scuola del fallimento di PlayRes, un’esperienza che insegna ad imparare dagli errori, la Non scuola del Teatro delle Albe, un progetto di formazione fuori dagli schemi da oltre 25 anni, la cooperativa LAMS di Matera vincitrice quest’anno del riconoscimento SIAE S’Illumina  e altri.

Sabato mattina un appuntamento tutto dedicato al pubblico più piccolo (0-6 anni) “Ooh! È nato un nuovo pubblico! Come coinvolgere i bambini fin dalla nascita nelle politiche culturali”, anche in questo caso esperienze di eccellenza aiuteranno a capire meglio come costruire politiche culturali che, proprio partendo dai nuovi cittadini, riescano a formare una nuova capacità di fruizione del prodotto culturale. Ospiti, tra gli altri, gli ideatori dello spazio Maxi Ooh! del Muse di Trento, il progetto Re Mida di Reggio Children, Nati per leggere, Intrecci teatrali di Varese.
L’appuntamento è alle 10.30 nello Spazio Giovani della Biblioteca Manfrediana, alle 12 letture per i più piccoli a cura dei volontari di Nati per leggere.

Il festival si chiude con un approfondimento sul rapporto tra tecnologia, innovazione e cultura “Una cultura hi-tech: quando la cultura incontra la tecnologia nasce innovazione”. Dalle 14.30 al Mic interverranno Zeranta Edutainment di Roma – che tra i progetti innovativi in campo formativo e di didattica museale ha realizzato i percorsi e le audio guide all’interno di Love, la mostra che a Roma è riuscita non solo ad avere un enorme successo di pubblico, ma è l’unico caso in Italia in cui il pubblico era costituito prevalentemente da giovani e adolescenti – Fabio Viola, uno tra i maggiori esperti di gamification in Italia; la piattaforma ITC Sacher di Bologna per la mappatura dei Beni Culturali e Matteo Dispenza, Ceo della società Libre e co-fondatore di Jobonobo.

La Settimana del Contemporaneo a Faenza tra musei, mostre, teatro e sfilate

I progetti di Mcz, Mic e Isia. In programma anche il festival Wam!

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Un’opera di Lorenza Boisi in mostra al Mic

Per celebrare la tredicesima edizione della Giornata del Contemporaneo, indetta da Amaci, a Faenza torna “La Settimana del Contemporaneo”, il contenitore voluto dall’assessorato alla Cultura del Comune di Faenza per raccogliere tutte le proposte a tema contemporaneo in un unico calendario a testimonianza della vivacità culturale della città.

Il programma inaugura il 12 ottobre, alle ore 21, al Museo Carlo Zauli con il talk con gli artisti Valentina Ornaghi e Claudio Prestinari giovani promesse dell’arte contemporanea scelte per sperimentare la ceramica a Faenza all’interno della nuova “MCZ Residenza d’artista Faenza 2017” . Durante la conferenza Ornaghi e Prestinari raccontano il loro incontro con la ceramica e presentano i loro lavori che saranno esposti al Mic di Faenza dal 26 novembre al 7 gennaio. Di seguito verrà presentato anche il lavoro degli studenti dell’Accademia di Belle Arti Bologna nell’ambito del Corso per curatori.

Il Museo Internazionale delle Ceramiche ospita la personale di Lorenza Boisi “In fondo al giardino, un volto verde” a cura di Irene Biolchini e Massimiliano Fabbri. La mostra inaugura il 13 ottobre (ore 18.30) con una performance curata della Boisi (con i performer Lorenzo Carpinelli, Camilla Lopez, Anna Clara Conti) giocata fra pittura e ceramica e si colloca all’interno della dodicesima edizione di Selvatico, quest’anno dedicata al tema della foresta (Pittura, Natura, Animale) – progetto biennale di Massimiliano Fabbri e di WAM! Festival.
Lorenza Boisi da sempre si dedica alla pittura e, negli ultimi anni, riserva una peculiare ricerca alla pratica della ceramica contemporanea. È attiva anche in ambiti diversi quali tutoring, curatela indipendente e direzione artistica, autrice di alcune pubblicazioni, è fondatrice di due importanti spazi per la promozione dell’arte italiana quali Cars ad Omegna in Piemonte e Mars.
Al Mic di Faenza l’artista – si legge nella cartella stampa – “presenta un’indagine figurale nell’immaginario polisemico della rappresentazione: dal mito della “statua animata” al Déjeuner sur l’Herbe, attraverso significati e significanti diversi, immanenti e fenomenici, richiamando così una summa alta della sua storica produzione di pittura e ricerca ceramica”. La mostra sarà visitabile fino al 12 novembre.

Builders Of Tomorrow
La mostra Builders Of Tomorrow

Allo stesso tempo il 14 ottobre sarà visitabile la mostra “Builders of Tomorrow”, in corso al Mic fino al 25 ottobre – curata da Giovanna Cassese e Marinella Paderni, rispettivamente presidente e direttore dell’Isia di Faenza, all’interno del XII del Premio Nazionale delle Arti – centrata sulle relazioni concettuali, progettuali ed estetiche tra design e arte. La mostra vede il contributo di un comitato scientifico composto da Claudia Casali, Stefano Casciani, Daniela Lotta e Irene Biolchini.

Il 14 ottobre inaugura Wam! Festival, progetto biennale dedicato alla danza, al teatro e alla performance che giunge quest’anno alla sua sesta edizione, aprendosi al mondo della fotografia e dell’arte. Il festival, firmato da Menoventi, Iris e In_Ocula è caratterizzato da quattro appuntamenti diversi nel mese di ottobre (sabato 14, venerdì 20, giovedì 26 e sabato 28) con le performance di Sotterraneo, Fanny & Alexander, il collettivo faentino di recente formazione OI, Alessandro Carboni, Aya Toraiwa, Cuenca/Lauro, Laura Bulzaga e un incontro con Franco Farinelli.
Tra i progetti, la mostra fotografica “I am not what I am” di Enrico Fedrigoli presso il Must, a cura di Irene Biolchini in corso dal 14 al 29 ottobre.
Info e programma completo di Wam! a questo link

Il 15 ottobre, infine, alle 16, visita guidata al Mic alla mostra “Builders of Tomorrow” con le curatrici Giovanna Cassese e Marinella Paderni e alle ore 19, alla sede dell’Isia di Palazzo Mazzolani si conclude la XII edizione del Premio Nazionale dell’arti “Future is design” con la sfilata /performance Living with Fashion che metterà in scena una collezione di abiti e oggetti progettati dagli studenti dell’Isia.

Al via le letture classensi su Dante e la Commedia

DanteAl via il 14 ottobre il nuovo ciclo delle “Letture Classensi” con Giorgio Inglese e la lezione dal titolo “Il problema ecdotico della Commedia” alla Sala Dantesca della Biblioteca Classense, alle 17.30.

Un grande filologo alle prese con un problema di primaria importanza: come mai le edizioni della Commedia oggi disponibili presentano testi non identici tra loro? Di Dante non è giunta fino a noi nemmeno una riga autografa, e nemmeno possediamo una copia di sue opere che possa considerarsi da lui “autorizzata”. Il testo della Divina Commedia va dunque “ricostruito” attraverso un confronto critico fra i manoscritti più antichi. Grazie ad uno dei più grandi dantisti viventi ci faremo strada in uno dei più intricati problemi letterari che gli studiosi da secoli tentano di dipanare.

Gli altri incontri del ciclo sono previsti il 28 ottobre con Sonia Gentili sul tema “Amore e conoscenza nella Commedia”, mentre l’11 novembre Paolo Falzone che parla di “Eresia ed eterodossia nella Commedia”. Il 25 novembre, Alfredo Cot­tignoli interviene con la lettura dal titolo “Uno straordinario viag­gio esegetico: Ben­venuto da Imola, magister ed esegeta della Commedia”.

In piazza (anche) a Ravenna contro la nuova legge elettorale: «Incostituzionale»

I manifestanti saranno ricevuti dal prefetto. Un presidio «per dire non all’ennesima truffa»

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Uno scatto dalla protesta di Roma

Anche a Ravenna si scende in piazza contro la nuova legge elettorale, il cosiddetto Rosatellum bis, in fase di approvazione in parlamento.  Un presidio è in programma in piazza del Popolo domattina (venerdì 13 ottobre) alle 11, promosso da Alleanza Popolare per la Democrazia e l’Uguaglianza di Ravenna e dal Coordinamento per la Democrazia costituzionale della provincia di Ravenna.

Un presidio “per dire no all’ennesima truffa” – si legge nei comunicati inviati alla stampa. «Se per la terza volta in poco più di dieci anni – denunciano i promotori della manifestazione – un governo si assume la responsabilità di imporre, di nuovo con un voto di fiducia, una legge elettorale con evidenti tratti di incostituzionalità, vuole dire che la democrazia, in Italia, non gode di buona salute».

Il prefetto di Ravenna riceverà una delegazione dei manifestanti a mezzogiorno. «Gli consegneremo – anticipa il coordinamento per la Democrazia costituzionale – documenti di protesta da inviare al Governo, ai presidenti di Camera e Senato, ai capigruppo parlamentari. Non arrendiamoci di fronte a prevaricazioni continue. Facciamo sentire alta la nostra voce di dissenso. Con la Costituzione in mano».

In centro a Ravenna quattro panchine decorate in mosaico dagli studenti

Le prime due verranno installate dal 16 ottobre in via Salara, dove verrà riorganizzato anche lo spazio destinato alla sosta delle bici

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Le panchine durante i lavori degli studenti dell’artistico

Come previsto da una convenzione stipulata tra il Comune di Ravenna e il liceo artistico Nervi Severini per la realizzazione di manufatti artistici, è nato il progetto “Panchine del dialogo”, che prevede la realizzazione di quattro panchine decorate in mosaico per arredo della città, coinvolgendo gli studenti con il coordinamento dei loro docenti.

Da lunedì 16 ottobre inizieranno i lavori per l’installazione delle prime due panchine in via Salara; con l’occasione sarà riorganizzato anche lo spazio destinato alla sosta delle biciclette. Tali lavori saranno eseguiti sotto la supervisione dei docenti del Nervi Severini.

Al Mar i mosaici neri: un viaggio tattile-sensoriale per ciechi e ipovedenti

Nell’ambito della biennale un progetto innovativo che utilizza anche tecnologie in 3D

Mosaico NeroNell’ambito della biennale Ravenna Mosaico è allestita (fino al 7 gennaio) al Mar anche la mostra “I Mosaici Neri di Ravenna”, un viaggio tattile-sensoriale alla scoperta dei mosaici della città bizantina. Un progetto innovativo che, attraverso moderne tecnologie 3D, propone per la prima volta in Italia a ciechi e ipovedenti un’esperienza completamente nuova delle opere musive. Il colore nero identifica il buio in cui vivono i non vedenti e nello stesso tempo – si legge in una nota inviata alla stampa dai promotori – rappresenta la scarsa attenzione da parte della società su una realtà troppo spesso dimenticata.

Mosaici NeriCon la scelta dei soggetti raffigurati nei mosaici – continua la cartella stampa – si vuole porre l’attenzione «su come gli ambienti naturali fossero descritti secoli fa, lanciando un messaggio di allarme sul loro attuale degrado, che sta portando alla scomparsa delle bellezze naturali presenti nel nostro territorio».

Lo scopo è raccontare un percorso inconsueto dell’arte musiva ponendo protagonisti i soggetti ambientali. «I mosaici – si legge nella presentazione della mostra – sono infatti una sorta di diapositiva dei nostri territori, da essi si parte per individuare specifiche specie animali e vegetali, un tempo abbondanti ed oggi, purtroppo, a rischio estinzione». Sei soggetti naturali, presenti nelle raffigurazioni di San Vitale e Sant’Apolllinare in Classe sono così riproposti in chiave tattile, nella loro forma musiva e “reale”.

La mostra nasce da un’idea dall’associazione ambientale Cestha, Centro Sperimentale per la Tutela degli Habitat, nell’ambito del progetto di tutela e rinaturalizzazione degli ecosistemi costieri ravennati – duna di Casal Borsetti.

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