lunedì
13 Aprile 2026

La pallavolista Panetoni vince l’oro al Festival olimpico giovanile europeo a Gyor

Volley / La ravennate classe 2000, libero titolare della nazionale, tra le protagoniste del successo dell’Italia nella manifestazione Under 18. In finale le azzurre superano al tiebreak la Bielorussia

Panetoni Esulta Gyor
L’esultanza della ravennate classe 2000 Sara Panetoni (in maglia bianca), libero titolare dell’Under 18 azzurra

C’è anche Sara Panetoni tra le protagoniste della vittoria della medaglia d’oro della nazionale femminile Under 18 di pallavolo all’Eyof, il Festival olimpico giovanile europeo che si sta svolgendo a Gyor, in Ungheria. La ravennate classe 2000 ha fatto parte della formazione titolare italiana per tutta la competizione, giocando nel complicato ruolo di libero e diventando la indiscussa leader della seconda linea azzurra.

Panetoni Premiata Eyof
Sara Panetoni premiata al termine della finale dell’Eyof

In finale l’Italia ha battuto la Bielorussia al termine di un tiratissimo match durato più di due ore, con la squadra del tecnico Mencarelli che ha superato al tiebreak le ostiche avversarie, capaci di tornare in partita per ben due volte: 27-25, 24-26, 25-22, 19-25 e 15-10 i parziali del match. Quasi perfetta la prestazione di Sara, che in ricezione non ha commesso nemmeno un errore, con un buon 33% di perfezione. In precedenza l’Italia aveva sconfitto 3-0 la Russia in semifinale, mentre nel girone preliminare aveva regolato Olanda, ancora Bielorussia (sempre 3-2) e Germania, giungendo prima nel suo girone. Questo il tabellino dell’Italia in finale: Scola 4, Carletti 7, Kone 13, Battista 8, Populini 27, Fahr 4, Panetoni (L); Turco, Peruzzo, Tanase, Mangani 7. Ne: Sartori. All.: Mencarelli.

Esultanza Finale Italia Eyof
La gioia delle azzurre dopo l’ultimo punto vinto nella finale contro la Bielorussia

Si tratta del secondo successo consecutivo in una manifestazione per le azzurre, che due settimane fa si sono aggiudicate il torneo Wewza (l’ex 8 Nazioni) disputato a Valladolid, in Spagna, dove la Panetoni aveva vinto anche il premio individuale come miglior libero. Adesso per le ragazze di Mencarelli è prevista una breve pausa, per poi rituffarsi nella stagione agonistica che prevede ad agosto i Mondiali Under 18 in Argentina (dal 18 al 27 a Rosario e Santa Fé).

Furti seriali nella residenza per gli anziani, i carabinieri denunciano un’operatice

Disposto l’obbligo di firma per una Oss di 36 anni ritenuta responsabile di una scia di furti in una struttura residenziale

FediUna operatrice socio sanitaria di 36 anni è stata denunciata dai carabinieri di Faenza per una scia di furti ai danni degli anziani e anche dei colleghi di lavoro. L’indagine è nata da una serie di furti denunciati i militari dell’arma dalle colleghe della donna e dai parenti degli anziani ricoverati nella casa di cura.  I carabinieri hanno appurato che i furti erano accaduti nella stessa strttura e hanno iporizzato che il ladro la frequentasse abitualmente.

Così è cominciato un monitoraggio durato mesi in cui sono state tenute sotto controllo tutte le persone che potevano avere accesso alle stanze riservate ai dipendenti oppure alle camere messe a disposizione degli ospiti della struttura. L’operatrice è stata ripresa dalle telecamere della videosorveglianza interna mentre si avvicinava al quadro di accensione generale. Le telecamere restavano al buio e in quel momento si vericano i furti. L’attività investigativa è andata avanti: sono stati setacciati i compro oro della città ed è statov erificato che la donna, dopo i furti, aveva venduto oggetti e monili d’oro che poi sono risultati rubati. Tra gli oggetti anche alcune fedi nuziali rubate a due “nonnine” ricoverate.

Il fascicolo è stato depositato in procura e la donna è stata denunciata per furti aggravati e continuati e abuso di prestazione d’opera. Il pme Angela Scorza aveva chiesto il carcere ma il gip non ha ravvisato la necessità delle esigenze cautelari. La 36enne, originaria della Basilicata ma da anni residente in città, non lavora più nella struttura. La procura ha fatto ricordo al Riesame e questa volta sono scattati gli arresti. Secondo l’ordinanza, del Riesame la donna, che in passato era già stata denunciata per altri furti. Il Riesame ha ravvisato l’inclinazione della donna a commettere reati contro il patrimonio e ha disposto l’obbligo di firma.

Un anno fa la laurea, oggi un lavoro da mille euro al mese o poco più

L’analisi dei dati Almalaurea: ad un anno dall’alloro nel campus univeistario ravennate i più “ricchi” sono gli infermieri

Corona Alloro Laurea

 

Si è laureato a 26 anni nel 2016. Oggi guadagna in media poco più di mille euro ma è soddisfatto del suo lavoro e convinto che quel titolo di studio conseguito un anno fa, con un buon 102 che per poco non diventava un 103, gli sia stato utile. Questa è la fotografia del laureato medio ai corsi triennali di Ravenna ad un anno dall’alloro, raccontata attraverso l’indagine Almalaurea, il consorzio interuniversitario che ogni anno raccoglie le impressioni dei laureati di tutta Italia, mettendo a confronto aspettative, dati anagrafici e speranze. Abbiamo analizzato le risposte dei 377 ex studenti che, a distanza di un anno dall’agognato pezzo di carta, si ritrovano a fare i conti con il mondo del lavoro. Il grado di soddisfazione cambia, in peggio, tra i 253 studenti che hanno conseguito la specialistica lo scorso anno e risposto alle domande di Almalaurea.

La laurea triennale

Poco meno del 40 percento si è iscritto alla magistrale. Scelgono questa strada in maggior parte i laureati di Scienze Ambientali (73,7 percento) e Beni Culturali (73,3). Dall’altra parte, chi ha studiato in corsi professionalizzanti come Infermieristica, solo nel 5,3 percento dei casi prosegue. Del resto, sono proprio gli infermieri che dopo un anno trovano lavoro con più facilità. L’efficacia del corso di laurea è alta: il 97,3 percento di chi è uscito dalle aule faentine dichiara di aver trovato lavoro grazie ai suoi studi.

1.046 €
Retribuzione media mensile dei laureati triennali dopo un anno dal titolo

Gli infermieri sono inoltre i laureati che guadagnano meglio: in media 1.456 euro. La percentuale di chi lavora è ottima (76,6 percento dei laureati in un campione di 94 persone), superata solo da Logopedia che arriva al 77,8 percento. Va detto però che in quest’ultimo caso il campione è meno significativo perché Logopedia è un corso a ingresso limitato (nove gli intervistati).Un corso di laurea molto selettivo, proprio per questo probabilmente quasi tutti escono con un ottimo voto finale (la media è 112,2 in un conteggio che valuta la lode 113). Anche se il guadagno iniziale non è dei migliori (886 euro di media), lo è la soddisfazione dei logopedisti per il lavoro che svolgono: in una scala da uno a 10 hanno risposto con un “8”. In altre parole: il quasi 25enne logopedista che un anno fa è uscito dalla triennale ravennate vede davanti a sé una buona carriera.

Non è scontato. Chi esce dalla triennale di Beni Culturali scorge un altro futuro. La retribuzione media è di 1.061 euro ma nella maggior parte dei casi lavora in un settore diverso da quello per cui ha studiato. Solo il 40,9 percento dei laureati di Palazzo Corradini pensa che il titolo gli sia servito per la professione e la soddisfazione per il lavoro è piuttosto bassa (6,5 il voto). Per questo in molti dopo la triennale scelgono di proseguire gli studi ed entrano nel mondo del lavoro solo il 29,3 dei laureati.

Non che a Ingegneria edile se la passino meglio. Il settore è in sofferenza e chi esce da questo corso dopo tre anni trova lavori poco remunerati. Il 50,5 percento dei neo ingegneri si deve accontentare di 861 euro e spicci di stipendio. Bassi i salari anche dalle parti di Scienze Ambientali: appena 840 euro mensili. Come detto, però, la maggior parte sceglie di arrivare alla laurea specialistica. Va molto meglio a chi alla triennale aveva optato per Chimica a tecnologie per l’ambiente: sono i laureati più giovani (23 anni e mezzo) e chi ha trovato lavoro guadagna in media 1.189 euro. Una cifra che soddisfa i neolaureati che, non a caso, sono i più contenti della loro professione (8,5 il voto).

L’ultimo corso triennale preso in esame è Giurista d’Impresa. Sono i laureati più anziani (poco più di trent’anni), guadagnano in media 1.025 euro. Il grado di soddisfazione è medio (7,3) ma la laurea si dimostra la seconda più efficace della rosa (81,1 percento).

 

I grafici raccontano la situazione occupazionale dei laureati ravennate ad un anno dal titolo conseguito alla triennale e alla magistrale. Le colonne rappresentano la retribuzione media annua degli ex studenti mentre la linea ondulata esprime l’efficacia del titolo di studi nella ricerca del lavoro. In altre parole, quanto le competenze acquisite durante la laurea siano state utili per trovare l’impiego attuale. I dati sono estrapolati dal rapporto Almalaurea e si riferiscono a chi ha ottenuto il titolo nel 2016. Il campione degli intervistati è composto da 377 persone per le triennali e 253 per le specialistiche

 

Le lauree magistrali

Molto variegata la situazione. A guardare i freddi numeri verrebbe da dire che più si studia meno si guadagna: lo stipendio medio di chi ha completato il quinquennio, un anno dopo la laurea, è di 956,8 euro. La specialistica in Storia e conservazione delle opere d’arte ha portato ai 33 ex studenti che hanno risposto al questionario uno stipendio medio di 550 euro. Anche se il titolo è stato utile (il 71,4 percento di chi ha risposto lo afferma), la soddisfazione per il lavoro svolto è molto bassa: appena 4,9. I colleghi che studiano Beni archeologici, sempre nel dipartimento di Conservazione, prendono il doppio e nell’80 percento dei casi lavorano nel settore per il quale hanno studiato.
Bene anche Biologia Marina, storico corso del polo ravennate: i 41 laureati del sondaggio guadagnano in media 1.235 euro, ma non tutti – solo il 63,3 percento – ritiene il proprio titolo utile per la ricerca di un mestiere. Bassi invece gli stipendi medi (700 euro) di chi ha studiato Chimica e gestione per l’ambiente.

I 46 laureati alla quinquennale di Giurisprudenza portano a casa appena 644 euro al mese, e solo il 52,1 percento lavora nel proprio campo. Gli ingegneri che han conseguito la magistrale arrivano a 1.095 euro medi, non troppo soddisfatti (6,9 il voto) dell’attuale posizione lavorativa. I più contenti del proprio posto di lavoro sono gli studenti usciti da Cooperazione internazionale che si intascano in media 1.155 euro.

957 €
Retribuzione media mensile di chi ha raggiunto il titolo specialistico

In linea generale dall’indagine Almalaurea emerge che, dopo i cinque anni, i laureati non sono troppo contenti del posto di lavoro trovato. La media è appena sopra la sufficienza (6,3). C’è da comprenderli: il voto di laurea è di 108,9 e ci si arriva a 28 anni. Solo il 41 percento, però, dopo un anno ha un lavoro ma lo stipendio non arriva a mille euro. Un bel problema, non solo ravennate.

Scovato un deposito di bici rubate a ridosso del centro, si cercano i proprietari

I ladri sono due minorenni che hanno confessato ai carabinieri dove hanno sottratto i velocipedi. Ecco come fare a recuperarle

I carabinieri dhanno scoperto venerdì, a ridosso del centro, un mini deposito di biciclette rubate. A conservarli lì sono stati proprio i ladri, due minori che sono stati deferiti alla Procura Minorile.

Le quattro bici sono attualmente custodite dai carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Ravenna. Sono state rubate qualche giorno fa e i ladri hanno confessato in quali località.

Questo l’lelenco: quelle di colore arancione bianco e nero con freni a disco e l’altra gialla e blu, a Lido Adriano;  quella da passeggio di colore rosso, a Ravenna in Borgo San Rocco; la mountain-bike di colore grigio e nero, a Ravenna nei pressi di via S’Alberto; sono attualmente custodite dai carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Ravenna.

Chiunque riconosca tra queste il proprio velocipede e possa dimostrare di averne subito il furto, può telefonare entro 10 giorni da oggi 29 luglio 2017, tra le ore 09:00 e le ore 12:00, al numero 0544/260041 per ottenere informazioni su come riottenerle.

 

Unomattina alla scoperta del teatro Binario di Cotignola: lunedì il servizio

La trasmissione di Rai Uno nell’ex deposito ferroviario trasformato in un auditorium da 82 posti. Presto all’interno di due vagoni ferroviari biglietteria, foyer e bar

Un Momento Della Visita Della Troupe Di Uno Mattina Al Teatro Binario, Cotignola, 28 Luglio 2017 (2)Le telecamere di Unomattina al Teatro Binario di Cotignola. Venerdì 28 luglio la trasmissione di Rai Uno, condotta da Tiberio Timperi e Valentina Bisti, è infatti entrata nella sede dell’ex deposito ferroviario da tempo usato come teatro, per realizzare un servizio sulla storia e le finalità della struttura cotignolese. Il Teatro Binario di Cotignola fa infatti parte dei quattro progetti in tutta Italia scelti da Unomattina per raccontare il recupero urbanistico di alcune strutture.

Le immagini girate nel teatro andranno in onda su Rai Uno lunedì 31 luglio alle 9.35. Nel servizio, curato dalla giornalista Francesca Parisella, si parlerà del Teatro Binario, gestito dall’associazione culturale Cambio Binario, e dei lavori in corso che permetteranno di realizzare, all’interno di due vagoni ferroviari interamente riqualificati, nuovi servizi a favore dei cittadini, come il foyer, la biglietteria e il bar.

Durante le riprese erano presenti il sindaco di Cotignola, Luca Piovaccari, l’architetto Stefania Altieri progettista dei lavori di ristrutturazione, Nicoletta Ancherani, direttrice artistica del teatro e tutto lo staff.

«Continuiamo ad investire in cultura perché riteniamo questo settore fondamentale per la qualità della vita di una comunità – ha dichiarato Luca Piovaccari -. Tra le nostre priorità c’è anche il miglioramento e la crescita del Teatro Binario. Per questo abbiamo deciso di dedicare agli interventi di ristrutturazione 100mila euro, circa due terzi dell’intero investimento in cultura del Comune. Una cifra che per i cittadini significa 13 euro a persona a fronte dei quali potranno usufruire di uno spazio ulteriormente attrezzato in grado di proporre un’offerta culturale articolata e di qualità».

Il Teatro Binario conta su 82 posti a sedere e può accogliere circa cento spettatori. Sul suo palcoscenico vanno in scena per tutto l’anno spettacoli teatrali per tutte le età, laboratori, cinema, concerti, iniziative organizzate in collaborazione con l’Amministrazione comunale, le scuole e il mondo del volontariato.

L’ex vicesindaco Mingozzi verso la presidenza Tcr, si riaccende lo scontro nel Pri

Nominato il cda del terminal: l’esponente dell’Edera tra i sette del board. La minoranza del partito attacca: «Alla faccia del rinnovamento»

Giannantonio MingozziIl Terminal container di Ravenna potrebbe avere presto un nuovo presidente e dovrebbe essere l’ex vicesindaco di Ravenna Giannantonio Mingozzi. Da tempo si parla della nomina del vicesindaco in Tcr dove sostituirebbe la collega di partito (ma passata in minoranza) Luisa Babini alla guida del cda. Dopo la nomina Mingozzi lascerà il consiglio comunale, dove è stato eletto lo scorso anno ed è capogruppo.

Il primo passo decisivo per l’arrivo dell’esponente dell’Edera alla guida del terminal è stata la sua nomina nel cda. A darne notizia questa mattina è il Resto del Carlino. Oltre a Mingozzi, sono entrati Riccardo Sabadino, Mauro Pepoli (presidente e ad di Sapir). Il board si completa con Marina Chiaravalli e di tre rappresentanti di Contship, socia al 30 per cento del terminal.

La nomina riaccende però lo scontro in casa dei repubblicani. Paolo Gambi, leader della minoranza e appena eletto segretario regionale, tuona: «Se, come sembra, Mingozzi preferirà diventare presidente Tcr piuttosto che rimanere in consiglio comunale tradirà il mandato elettorale di chi lo ha votato».

Tutta la minoranza, con un documento, critica la scelta che considera contraria al rinnovamento di cui aveva parlato la mozione che all’ultimo congresso comunale aveva portato alla scelta di Stefano Ravaglia come segretario. «Con la nomina di Mingozzi,  “fortemente voluta” dall’attuale gruppo dirigente del PRI, diviene finalmente chiaro anche ai più miopi, cosa significava la nostra denuncia di arroganza per difendere piccoli posti di potere».

Per Gambi «naufraga, alla prima occasione e clamorosamente, la promessa sbandierata ai quattro venti di una grande stagione di rinnovamento. Mingozzi ha, infatti, tante possibili caratteristiche e definizioni, ma non incarna certamente un esempio di rinnovamento, dopo essere stato fino a poco più di un anno fa e per 16 anni il vice sindaco della città. Avevamo chiesto, diverso tempo fa, che venissero indicati i criteri con i quali il Pri intendeva proporre un nuovo Presidente per Tcr. Ora comprendiamo perché non vi è mai stata risposta».

La Provincia dà il via all’installazione di un nuovo autovelox a Granarolo

L’ente di piazza Caduti stanzia 48mila euro per l’acquisto e l’installazione di un rilevatore di velocità sulla provinciale Naviglio

AutoveloxSe ne parla da tempo ed era stato annunciato, ora arriva l’atto ufficiale che porterà all’installazione di un nuovo autovelox in via Naviglio, nella circonvallazione di Granarolo che collega il territorio Lughese con il Faentino. La Provincia ha deliberato la spesa di circa 48mila euro per l’acquisto e l’installazione di un velox che sarà installato nel lato di strada che corre in direzione Faenza.

La strada provinciale, ricorda la Provincia,  ha una elevata «densità del traffico pesante oltre ad essere percorsa abitualmente da numerosi ciclisti che si recano nella zona collinare». La Naviglio, attraversata in media da  13mila veicoli al giorno, è la quarta strada provinciale più trafficata. Il rilevatore di velocità sarà «estremamente visibile» agli automobilisti in un’ottica di prevenzione e sarà gestito dalla polizia provinciale.  Nel quinquennio dal 2010 al 2015 – ricorda l’ente – nel tratto «comunemente conosciuto come la circonvallazione di Granarolo –  lungo quattro chilometri – si sono verificati 20 incidenti stradali con feriti». L’atto è “immediatamente eseguibile”, il che significa che in breve tempo l’apparecchio sarà installato sulla strada provinciale.

 

«Gli accordi economici tra Ue e Canada mettono a rischio l’olio di Brisighella»

Secondo il Consorzio di produttori, il marchio potrebbe essere replicato da chiunque perché è escluso dall’elenco delle Dop tutelate

OlioGli accordi tra Ue e Canada mettono a rischio l’olo extravergine di Brisighella. Possibile? Secondo il Consorzio che lo produce  sì, se non si fermerà il Ceta, l’accordo commerciale ed economico globale che viene considerato un «contradditorio e pericoloso trattati di libero scambio, così come è statp sottoscritto». Secondo il consorzio di tutela dell’olio Dop “Brisighella” ci sono due aspetti critici.

 

Il primo: «la Dop Olio “Brisighella” è una delle 250 escluse dall’elenco delle Dop tutelate nell’ accordo ed il suo nome – sottolinea l’Assemblea – potrà essere tranquillamente oggetto di ‘italian souding’ da parte di coloro che vorranno utilizzarla per vendere qualche cosa che non sarà certamente il nostro olio».

In secondo luogo, «i nostri produttori, con la eventuale attuazione di questo Trattato vedranno andare in fumo lo sforzo fatto in Canada dalla nostra Dop , più precisamente a Toronto e Montreal con l’ausilio dell’Ice, per l’apertura di futuri sviluppi commerciali».

«Nel contempo – sottolinea il Presidente del Consorzio, Franco Spada – l’Assemblea auspica che chi è chiamato a decidere, in questo caso il Parlamento Italiano, abbia ben chiaro l’obbiettivo di tutela delle Nostre eccellenze, siano esse grandi o piccole, che sono frutto di storie di uomini e di sacrifici di territori meritevoli di rispetto e di considerazione, analizzando con dovizie di particolari e considerando nella loro interezza i potenziali effetti del Trattato sul nostro comparto».

Comprano due Iphone online ma non arrivano: venditore denunciato ma 1.100 euro persi

Un 24enne si spacciava per dipendente di una compagnia telefonica e proponeva i cellulari Apple nuovi a metà prezzo

L’annuncio online offriva due Iphone 7 Plus nuovi per 1.100 euro, le metà del prezzo ufficiale del telefonino Apple: a quella cifra erano convinti di aver trovato l’affarone sul web e così due lughesi hanno pagato ricaricando una carta Postepay ma i cellulari non sono arrivati e il venditore è scomparso. L’indagine della polizia ha permesso di rintracciare il truffatore, un 24enne di Benevento che è stato denunciato, ma dei soldi nessuna traccia.

La vicenda è cominciata lo scorso aprile quando i due giovani di Lugo sono entrati in contatto con il venditore tramite uno dei tanti siti web di annunci vendo-compro. Da lì si è passati ai messaggi su Whatsapp per concordare il prezzo di acquisto. I due si sono convinti a fare l’acquisto dopo avere ricevuto, via mail da parte del venditore, un documento di vendita online intestato a una società del settore delle telecomunicazioni – risultata estranea ai fatti – per cui il 24enne sosteneva di lavorare.

I telefonini non si sono visti dopo il pagamento e inizialmente il venditore aveva risposto alle lamentele dei lughesi promettendo di restituire il danaro ricevuto. Poi è sparito e i truffati hanno fatto denuncia al commissariato. Gli investigatori dell’ufficio Anticrimine attraverso gli accertamenti bancari relativi ai versamenti effettuati dai due acquirenti e le indagini sul numero di telefono utilizzato dal venditore per i contatti Whatsapp riuscivano ad individuare il responsabile della truffa identificandolo.

La promessa del sindaco: «La Fabbrica Vecchia sarà recuperata al servizio del porto»

L’edificio, con il Marchesato che sorge accanto, vanta 250 anni di storia e rappresenta il primo presidio del porto che sarebbe diventato lo scalo attuale. Tutto abbandonato da anni e lasciato al crollo

FabbricaÈ di poche settimane fa l’ultimo appello del comitato Fabbrica Vecchia per la tutela dell’edificio storico che sorge a Marina di Ravenna e si trova ormai, insieme al Marchesato, in stato di abbandono da tempo. Allora fu annunciato che l’edificio era stato coperto da un telone almeno per evitare danni strutturali dopo il crollo del tetto e denunciati «immobilismo e le tattiche dilatorie del Comune e dell’Autorità Portuale». Qualche parola di speranza, però, è venuta dal sindaco Michele de Pascale durante un incontro pubblico a Marina di Ravenna avvenuto le scorse settimane. Il primo cittadino ha spiegato che il recupero dell’edificio, che spetta ad Autorità portuale in base a un accordo già sottoscritto da anni e per ora rimasto lettera morta, sarà uno degli obiettivi di mandato (qui tutta la storia dei due edifici).

Data l’ubicazione, sul canale Candiano tra insediamenti portuali, ha detto ancora il primo cittadino, non è pensabile che un intervento possa portare gli edifici ad alcun utilizzo turistico o ricettivo. Dunque l’ipotesi a cui starebbero lavorando ora amministrazione e Autorità portuale sarebbe quella di un ripristino degli immobili che potrebbero poi avere destinazione di servizio proprio per le attività portuali ed economiche dell’area circostante. A maggio il comitato, scrivendo a Soprintendenza, Comune e Autorità portuale aveva anche denunciato come l’edificio fosse diventato «luogo di bivacco e grave pericolo per l’incolumità dei giovani che lo frequentano».

I due edifici sul Candiano vantano 250 anni di storia e rappresentano il primo presidio del porto Corsini che sarebbe diventato lo scalo attuale, attorno al quale si sviluppò il paese che prenderà il nome di Marina di Ravenna dal 1930, lasciando l’antica denominazione alla frazione sulla sponda sinistra del canale. Uno accanto all’altro, oggi sono recintati e inaccessibili perché a rischio crollo, circondati da pantano e degrado, sulla sponda destra del Candiano dove si apre l’imboccatura per la piallassa Piomboni.

Ritrovate 40 borse false nascoste in un bagno al mare, denunciato il titolare

Nessun venditore abusivo sanzionato. Il comandante della polizia municipale: «È la dimostrazione che non ci sono più in spiaggia»

Foto SequestroLa polizia municipale, durante un servizio antiabusivismo svolto sul litorale ravennate stamani 28 luglio, ha accertato che alcune strutture mobili di uno stabilimento balneare a Lido di Classe venivano usate per depositare la merce taroccata in attesa di essere venduta. Recuperati in tutto circa 40 pezzi e accessori, tra borse e magliette, per un valore di circa cinquemila euro. È stato denunciato all’autorità giudiziaria il titolare dello stabilimento.

L’altro dato che balza all’occhio dell’operazione odierna è lo zero alla voce ambulanti sanzionati: «Il dato apparentemente negativo – spiega il comandante Andrea Giacomini – rende in realtà conto di una situazione ottimale: l’assenza di operatori irregolari.  Gli agenti impiegati nel servizio hanno riconosciuto che non era mai accaduto prima».

Il beach volley mondiale sbarca a Marina di Ravenna con il torneo satellite Wevza

Beach Volley / La competizione internazionale organizzata al Coco Loco sotto l’egida della Cev inizia oggi con la fase di qualificazione. La coppia cesenate formata da Rossi e Caminati in lizza per la vittoria, in campo anche il tedesco Erdmann, che vanta una partecipazione alle Olimpiadi

FIVB Transavia Grand Slam, Qualification
A sinistra il beacher cesenate Enrico Rossi (foto Fivb)

E’ partito oggi pomeriggio allo stabilimento balneare Coco Loco di Marina di Ravenna, con la fase delle qualificazioni, il torneo internazionale Wevza di beach volley, competizione satellite organizzata sotto l’egida della Cev, la Confederazione europea di pallavolo, che mette in palio dei punti validi per il ranking mondiale Fivb. La manifestazione, organizzata dalla società sportiva Powerbeach in collaborazione con Volley Action, gode del patrocinio del Comune di Ravenna e del sostegno della Fipav provinciale e regionale e, dopo la cancellazione della tappa del World Tour a Roma, si tratta dell’unico evento di carattere internazionale che si svolge in Italia nel corso di questa stagione.

Il torneo è riservato alle coppie provenienti dai paesi dell’Europa dell’Ovest (“Wevza” significa infatti Western European Volleyball Zonal Association), quindi da Portogallo, Spagna, Francia, Svizzera, Belgio, Olanda, Germania e Italia. Oggi si daranno battaglia sui campi allestiti al Coco Loco quattro tandem olandesi (Heurman-Nijeboer, Van der Ham-Vismans, Van Steenis-Aerts e Van Pruissen-Niewold), uno italiano (il romagnolo doc Emanuele Monduzzi assieme al romano Fabio Matteoni, entrambi dalla Powerbeach), uno belga (Oprins-Blondeel) e uno svizzero (Metral-Hagenbuch). Quattro di queste coppie approderanno al tabellone principale, unendosi così agli otto team già inseriti nel main draw e dando vita a tre gironi da quattro squadre.

Fra i nomi in gara spicca la testa di serie numero 1 del tabellone composta dai tedeschi Armin Dollinger e Jonathan Erdmann, con quest’ultimo che può vantare anche una partecipazione olimpica. Oltre ai francesi Thiercy e Lomba e agli elvetici Gerson e Zandbergen, tra i favoriti c’è anche una delle coppia della nazionale azzurra, formata dai cesenati Enrico Rossi e Marco Caminati, campioni italiani in carica alla ricerca di punti mondiali per risalire il ranking. Completano il tabellone i transalpini Barthelemy-Di Giantommaso, gli orange Penninga-Blom, i belgi Lander e Louis Vandecaveye e gli italiani Matteo Galli e Federico Morichelli. Dopo i gironi di domani, nella giornata di domenica è in programma la fase finale, con la formula a eliminazione diretta con quarti, semifinali e finali: la finalissima è prevista per le ore 16.

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