sabato
04 Aprile 2026

Muti: «I mosaici di Ravenna come la partitura di un grande compositore»

Intervistato dal direttore del Corriere della Sera, tra aneddoti, ricordi e riflessioni, il maestro ha rivendicato la sua indipendenza: «La mia carriera l’hanno fatta le orchestre e sulla mia tomba…»

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L’incontro è stato trasmesso in diretta da Corriere Tv

Una chiacchierata di un’ora e mezzo in cui il maestro Riccardo Muti, sul palco dell’Alighieri, ha dialogato con il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana tra aneddoti, battute, riflessioni sullo stato dell’arte della musica e dell’opera e anche su Ravenna per l’iniziativa del quotidiano milanese “Il bello dell’Italia” che faceva tappa in città.

Il maestro Muti ha raccontato di come è arrivato a Ravenna grazie alla moglie, Cristina, conosciuta al conservatorio di Milano dove entrambi studiavano. «Di Ravenna sapevo quelle cose che si imparano al liceo studiando storia o storia dell’arte e non sempre il ricordo delle pagine di studio sono particolarmente divertenti. E la prima volta sono rimasto impressionato, anche se questa è una città che nasconde i suoi tesori e in questo riflette l’anima del ravennate. Il ravennate e forse il romagnolo in generale, è diverso dall’emiliano o da altre regioni d’Italia, il rapporto tra l’essere romagnolo con colui che viene dal sud è un rapporto più stretto e immediato». E poi ancora ha parlato del silenzio «arcano, carico di storia» dei «fantasmi del passato che ancora si aggirano per la città», dell’orgoglio dei ravennati per le antichità che si trovano «sopra e sotto» la città. E da questa meraviglia e affezione per la città da parte del Maestro nasce l’idea di far lavorare qui l’Orchestra giovanile Cherubini e l’Accademia per aspiranti direttori. «Credo che Ravenna abbia i mosaici più belli di tutto il mondo, resto ogni volta incantato, a Sant’Apollinare o a San Vitale, dalla diversificazione dei livelli cromatici del verde, ci sono infinite sfumature. Il mosaico è una grande partitura che sembra scritta da un grande compositore. In una città così, la musica doveva avere un’importanza fondamentale. E oggi ce l’ha, grazie al Ravenna Festival che però, ci tengo a precisare, non è una mia creazione. Mia moglie è la presidente circondata da un gruppo di persone e di intelligenze, che secondo me sono anche un po’ pazzi. Io al Festival sono un semplice ospite e sono onorato di esserlo, non ho nulla a che fare con la programmazione. Al massimo – aggiunge con una battuta – credo di aver compiuto atti di generosità inconsapevole negli omaggi floreali o dolciari agli artisti…».

Citando più volte la sua età (Muti è nato nel 1941) non più giovanissima, ha spiegato come da tempo avesse deciso di dedicare gli ultimi anni della sua vita a trasmettere ai giovani ciò che lui aveva imparato, a passare il testimone soprattutto per quanto riguarda l’opera. «E su questo palcoscenico hanno suonato tutti i più grandi. E poi, è vero, non abbiamo il Duomo, non abbiamo la Scala, ma qui a pochi metri c’è Dante».

E di opera ha parlato a lungo il maestro, tornando sulla sua visione che lo ha visto spesso critico rispetto a certe regie e spettacolarizzazioni: «Tutto nell’opera dev’essere al servizio della musica» ha ribadito, spiegando anche le perplessità sui sottotitoli e parlando del recupero del lavoro di Verdi di cui con una battuta ha detto: «Verdi è come il maiale, non si deve buttarne via una sola nota». Un excursus affascinante nella storia del teatro e, appunto, nel “Bello dell’Italia” in cui non è mancato un omaggio a Pavarotti che il maestro ha definito «la più bella voce del Novecento».

«Io un caratteraccio? La verità è che quando uno ha un carattere, dicono che ha brutto carattere. Semplicemente, svolgo la mia professione con grave severità. E ha chiuso rispondendo all’annosa domanda, «Maestro, ma lei che è così fieramente italiano e non manca occasione per ribadirlo nel mondo, è anche di destra?».

«Nessuno sa chi voto, non sono né di destra né di sinistra, sono libero. Diceva de Filippo: “Sono un libero professionista e non mi lego a nessuno”. Ma è vero che ci sono stati anni in cui se non militavi pubblicamente in una certa parte eri considerato di destra. Negli anni Settanta se parlavi di patria e tricolore venivi considerato in un certo modo, ora vedo che il tricolore è entrato un po’ in tutti i simboli di partito… Fondare un’orchestra di giovani per me significa amare il mio paese. Dirigere un concerto all’Aquila, dopo il terremoto, con la Corale del Gran Sasso io il coro Rossini di Mirandola, in Emilia, significa amare il mio paese. E la soddisfazione che ho tratto da quelle situazioni non è stata inferiore a quella che provo quando dirigo i più prestigiosi e importanti cori al mondo». E tra un (giustificato) moto d’orgoglio e una battuta scaramentica ha chiuso il lungo incontro dicendo: «La mia carriera l’hanno fatta le orchestre, da Philadelphia, alla Scala a Chicago. Di questo sono fiero. So di essere un buon professionista e non ho personaggi a cui devo dire grazie. Quando muoio, ci dovrà pensare Cristina a far scrivere sulla mia lapide: qui giace Riccardo Muti quel coglione che per una vita intera cercò l’esattezza di una nota».

OraSì, nuova grana palazzetto: niente semifinali a Faenza, si andrà (forse) a Forlì

Basket A2 playoff / Indisponibile il PalaCattani, in caso di sfida con la Virtus Bologna si giocheranno le gare interne del 2 e 4 giugno al Pala Credito, in caso di sfida con Roseto i match casalinghi del 28 e 30 maggio si disputeranno a Imola, Rimini, oppure Ferrara

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Il pubblico del PalaCattani di Faenza nel corso di un match dell’OraSì

Con ogni probabilità Forlì, in seconda battuta Imola, ma ci sono in ballo addirittura anche Ferrara o Rimini. Di sicuro non Faenza, mentre di Ravenna, come si sa da tempo, non se ne parla nemmeno. E’ questo, in estrema sintesi, il quadro che descrive dove l’OraSì disputerà le prossime partite casalinghe, valevoli per le semifinali playoff per salire in Serie A1. La novità certa è quella che, dopo il Pala De André, occupato fino a fine luglio da “Ravenna Festival”, anche il palazzetto manfredo, il PalaCattani, non è più disponibile a ospitare i match dei giallorossi. Un peccato, visto l’immediato e fortunato feeling che si è subito creato con il pubblico, composto anche da numerosi appassionati faentini, nelle due partite vinte con Verona.

E quindi i dirigenti del Basket Ravenna Piero Manetti, con il direttore generale Montini in testa, non hanno perso tempo e si sono subito mossi per trovare una nuova “casa” a una squadra che sta facendo sognare una città intera. Una sorta di piano “B”, se non addirittura “C”, per risolvere una situazione che sta diventando quasi grottesca e che sta mettendo in modo impietoso a nudo le carenze delle strutture presenti a Ravenna.

Per prima cosa bisogna attendere di conoscere l’avversario dell’OraSì nelle semifinali, che potrebbe essere svelato già stasera al termine di gara4 tra Roseto e Virtus Bologna (nella serie sono in vantaggio i felsinei 2-1). In caso di successo delle “V Nere”, sarà proprio il blasonato club emiliano a trovarsi sulla strada dei giallorossi. Qui il discorso sarebbe molto semplice, con le due gare casalinghe in programma il 2 e il 4 giugno che si disputerebbero al PalaGalassi (ex Pala Credito) di Forlì.

Nel caso di una rimonta degli abruzzesi, all’apparenza ipotesi più difficile ma nel basket non si sa mai, il palazzetto forlivese invece sarebbe già occupato da altri eventi e quindi si dovrebbe “emigrare” per la terza volta. I primi due match interni sarebbero infatti in calendario il 28 e il 30 maggio e in questo caso l’OraSì dovrà scegliere fra tre alternative: Pala Ruggi di Imola, che sembra la soluzione più semplice ma non è molto capiente, oppure addirittura un lungo viaggio a Rimini o Ferrara.

Il gruppo Cambierà porta un dossier in procura sui bandi per il turismo

I consiglieri di opposizione puntano il dito sui rapporti dei vincitori con i membri della giuria. Maestri di Possibile: “vicenda con gravi opacità”

Un dossier in Procura sul caso dei due bandi sul turismo assegnati a G&M e Giaccardi & associati entrambe appartenenti a Giuseppe Giaccardi e Lidia Marongiu. Dopo aver sollevato il tema settimane fa, questa volta CambieRà dice di aver portato l’8 maggio un ampio dossier sul caso per sottoporlo all’attenzione della magistratura: “Alle coincidenze noi crediamo molto poco e talvolta più di una coincidenza rischia di diventare una prova”. E dopo la prima denuncia pubblica, a cui è seguito un question time da parte del capogruppo di Forza Italia, arriva ora una “seconda puntata” in cui CambieRà punta il dito in particolare su alcune questioni.

La prima è che, secondo i consiglieri di opposizioni che elencano una serie di circostanze precisando data e luogo, “i commissari esterni, lavorando nella vicina Rimini, siano entrati spesso in contatto con i partecipanti – nonché vincitori – ai bandi, ricreando la classica situazione di inopportunità che spesso viene chiesto di evitare anche in situazioni ben più innocue.” Questo in risposta a quanto spiegato dall’assessore Giacomo Costantini sulla composizione delle giurie. A cui s aggiungerebbe “la deroga alla regola” che sarebbe stata ammessa per lo Studio Giaccardi&Associati in fatto di iscrizione alla Cciaa (requisito non necessario per quel tipo di azienda ma previsto dal bando) al momento della partecipazione al bando come secondo CambieRà si evince dal verbale di apertura dei plichi per l’affidamente del “servizio di progettazione e realizzazione di incontri tematici per definire l’analisi reputazionale dei 9 lidi di Ravenna”. CambieRà non perde l’occasione per ribadire come “sia la G&M Network Srl che lo Studio Giaccardi & Associati furono tra le 100 aziende che firmarono il programma turistico dell’allora candidato sindaco De Pascale; che uno dei due soci di queste aziende, ovvero Lidia Marongiu, seppur a titolo personale e gratuito, ha seguito tutta la campagna elettorale di De Pascale, come si evince dai vari profili social – pubblici – degli stessi e che dal profilo pubblico dell’Assessore Costantini nel social LinkedIn, è possibile vedere come nel periodo 2013/2014, durante la permanenza dello stesso Assessore dentro la Confesercenti di Ravenna come funzionario, sia stato egli stesso a promuovere il Progetto Ravenna Brand Index realizzato da Studio Giaccardi & Associati con Comune di Ravenna e Camera di Commercio, dimostrando quindi di avere già un rapporto di stima e conoscenza precedente con i vincitori dei bandi.”

Ad applaudire CambieRà l’onorevole Andrea Maestri di Possibile che scrive: “L’esposto del gruppo consiliare CambieRa accende un faro su una vicenda, quella dei bandi turistici, che mostra evidenti e gravi opacità. Al di là degli eventuali profili penali, di cui si occuperà la magistratura, chiediamo all’Amministrazione di fornire pubbliche, chiare e immediate spiegazioni. Questa storia fa il paio con quella della selezione (si fa per dire) dei nuovi (neanche per sogno) dirigenti comunali dei mesi scorsi.

Procedure comparative e bandi su cui la lente d’ingrandimento dei più attenti osserva esiti già scritti e facilmente prevedibili, in barba ai principi di imparzialità, trasparenza, partecipazione, contendibilità degli incarichi che governano questo delicato ambito dell’amministrazione pubblica locale. La denuncia politica è chiara, forte, doverosa, corale.”

 

Il San Zaccaria esulta: stende con tre gol il Como 2000 e mantiene la Serie A

Calcio Serie A femminile / Battendo con tre reti la formazione lombarda nel match decisivo dei playout, le biancorosse di Lorenzini raggiungono la salvezza. A decidere la gara sono le reti di Casadio nel primo tempo e di Principi (su rigore) e Barbaresi nella ripresa

San Zaccaria-Como 3-0
SAN ZACCARIA (4-3-1-2): Tampieri; Diaz, Venturini, Tucceri, Santoro; Pondini, Pastore (23’ st Filippi), Casadio; Principi; Razzolini (32’ st Barbaresi), Baldini (43’st Cimatti). A disp. Dolan, Cinque, Muratori, Peare. All.: Lorenzini.
COMO 2000 (4-3-1-2): Ventura; Cascarano (29’ st Ferrario), Previtali, Fusetti, Stefanazzi; Postiglione, Brambilla, Ambrosetti (39’ st Merigo); Gritti; Coppola (43’ st Di Lascio), Cambiaghi. A disp.: Presutti, Nascamani, Badiali, Brazzarola. All.: Gerosa.
ARBITRO: Dario Duzel di Castelfranco Veneto.
RETI: 20’ pt Casadio, 5’ st (Rig.) Principi, 40’ st Barbaresi.
NOTE: amm. Tucceri, Casadio, Fusetti, Stefanazzi. Spettatori 250 circa. Angoli: 5-2. Recuperi: 1+3.

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L’esultanza delle giocatrici del San Zaccaria per aver raggiunto la salvezza

Il San Zaccaria batte 3-0 il Como 2000 nella gara secca playout che vale la salvezza e quindi rappresenterà la Romagna anche nella prossima stagione di Serie A. Il verdetto del “Massimo Soprani” consegna alla squadra di Fausto Lorenzini la supremazia in regione per il secondo anno consecutivo dopo una gara giocata dal punto di vista tattico e mentale in modo perfetto al cospetto di un Como anche sfortunato in occasione dei due pali colpiti. Occasioni alle quali il San Zaccaria ha ribattuto dopo breve tempo con altrettanti gol. Immense le biancorosse con nel giorno più importante dell’anno.

Lorenzini disegna un 4-3-1-2 con Principi a supporto delle punte Baldini e Razzolini. In difesa Diaz e Santoro sulle fasce con al centro Venturini e Tucceri, centrocampo con una strepitosa Pondini, Casadio e Pastore. Proprio la giovane Casadio segnerà positivamente la stagione biancorossa: dopo aver realizzato il primo gol ufficiale del San Zaccaria la centrocampista è andata a segno anche nell’ultima gara ufficiale dell’anno.

Nel primo tempo il San Zaccaria mostra una buona superiorità. La quadra di mister Lorenzini conquista tre angoli nei primi 6’. Due di questi creano i primi pericoli. Al 2’ un pallone messo sul secondo palo dalla bandiera di Tucceri trova Principi liberissima sul secondo palo, ma la conclusione di testa della numero 10 finisce a lato di poco. Azione fotocopia un minuto dopo, ma questa volta l’incornata imprecisa è di Pastore. La squadra di Lorenzini trova nel centrocampo un’ottima risorsa in fase di impostazione. Al 12’ Venturini direttamente dalla difesa lancia in profondità Razzolini, l’attaccante va via di potenza, ma si defila troppo e la sua conclusione – pur potente – viene parata Ventura. Biancorosse ancora protagoniste al 14’ con un’azione che parte sempre da una palla spazzata via dalla difesa. Questa volta è Tucceri a lanciare Baldini, che sulla linea di centrocampo raccoglie palla, la gestisce e va via di potenza a Cascarano fino al limite dell’area da dove il suo tiro viene respinto da Ventura e la successiva ribattuta di Razzolini finisce in angolo. Al 20’ invece il San Zaccaria passa. Pondini gestisce palla sulla destra e la mette in area, sul secondo palo è piazzata Casadio a cui arriva la sfera e il suo tiro in girata porta avanti le biancorosse. Il gol non scompone nessuna delle due squadre. Il Como continua a cercare di reagire, ma la linea di centrocampo biancorossa impedisce alle lariane di impostare. Così al 26’ è il San Zaccaria a rendersi pericolosa con una incursione di Razzolini (suggerimento di Principi), ma la bordata dell’attaccante è altissima. Prima del riposo il Como si porta dalle parti di Tampieri con una punizione dalla sinistra di Ambrosetti in area per Cambiaghi, il cui tiro viene respinto.

L’avvio delle lariane è aggressivo. Al 1’ Ambrosetti pennella una bella punizione in area per Cambiaghi, ma da due passi l’attaccante spara alto incredibilmente. Scampato il pericolo però il San Zaccaria torna avanti: Baldini viene atterrata da Fusetti, l’arbitro concede un rigore che Principi trasforma. Sotto di due reti il Como continua comunque caparbiamente a cercare di rimettere in sesto la gara. Al 10’ però una punizione di Tucceri sfiora il tris, mentre al 12’ Pondini (immensa la sua gara) serve in area Baldini, ma l’incornata è debole. Il Como è anche sfortunato pochi istanti dopo, quando un tiro dal limite di Coppola si infrange sulla traversa dopo la deviazione di Tampieri. La stessa Tampieri al 18’ devia in angolo una punizione di Ambrosetti. Col tempo che passa il San Zaccaria inizia a cercare di gestire la gara, lasciando più iniziativa alle lariane. Al 26’ ci prova Fusetti da fuori area, ma Tampieri è attenta. Ancora un legno per il Como al 31’ quando una punizione dal lato corto dell’area della neo entrata Ferrario incoccia sul montante. La dura legge del calcio si materializza al 40’, quando il San Zaccaria cala il tris con Barbaresi, brava ad approfittare di una incertezza del portiere in uscita e a spedire in rete.

Sul Candiano, tra mare e cultura

La Lega Navale conta 150 soci: il programma delle iniziative

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Sede della Lega Navale

Una sede, 150 soci ma nessuno sbocco sul mare. Uno strano caso se il tuo nome è Lega Navale e sei un circolo nautico. Dal 2010 la casa della Lega è l’ex stazione radar della Marina Militare che si trova in zona faro, sul canale Candiano a Marina di Ravenna. A presiedere la Lega Navale da fine 2016 è Oreste Casadio che ha preso il posto di Ivo Emiliani, diventato delegato regionale. «Considerando che non abbiamo uno specchio d’acqua in concessione, 150 soci sono un buon numero. Si tratta in gran parte di soci d’affezione che magari hanno la barca in altri circoli». La Lega Navale si occupa di attività ricreative e didattiche, cercando di avvicinare i giovani alla cultura del mare. Nei mesi scorsi sono stati fatti convegni dedicati ai diportisti: «Ne abbiamo tenuto uno molto interessante sul comportamento da tenere in mare quando ad una persona a noi vicina viene un attacco di panico. Oppure sul kit della cassetta del pronto soccorso, cosa non farsi mancare in barca». In questo filone si iscrive anche la giornata sulla sicurezza in mare che si terrà sabato 27 maggio tra la saletta della Lega Navale e delle esercitazioni pratiche nel bacino di Marinara.
In futuro c’è una rassegna di venerdì culturali che partirà il 26 maggio con un incontro su Raul Gardini velista, tenuto da Antonio Vettese. Legati al mare ci sono poi gli incontri con Giorgio Ravegnani sulla flotta commerciale e gli scambi marittimi tra Ravenna e Bisanzio (16 giugno) e con Silvio Bartolotti che racconterà il 30 giugno del recupero della Concordia e, soprattutto, della delicata fase che sta attraversando l’isola del Giglio. «Bartolotti ci racconterà anche l’impatto sull’ambiente che quella tragedia ha avuto sui fondali», spiega Casadio. Ci sono poi incontri legati alla cultura come i fatti e misfatti della famiglia Rasponi raccontati da Mauro Mazzotti (9 giugno), il viaggio nell’astrofisica moderna con Mauro Dadina (23 giugno) e il valore naturalistico del parco del Delta del Po con Alberto Rebucci e Massimiliano Costa (7 luglio). In progetto, per il 2018, le celebrazioni della fine della Prima Guerra Mondiale. «Tutti conoscono – continua Casadio – il bollettino della vittoria firmato dal generale Armando Diaz ma in pochi sanno che esiste anche quello della vittoria navale, siglato da Paolo Thaon di Revel, all’epoca comandante supremo della Marina Italiana. Ci piacerebbe partire da qui per conoscere questo aspetto di quel conflitto, magari celebrando anche i tanti caduti ravennati».
Tra le attività della Lega Navale c’è anche il corso per conseguire le patenti nautiche. «Uno dei nostri scopi è far conoscere la nautica da diporto e non solo. Marina di Ravenna da questo punto di vista è uno dei porti migliori in Italia perché, a differenza di quanto avviene in lidi come Rimini o Cervia ha un ingresso protetto grazie alle due dighe. Si tratta di un luogo ideale per navigare ma purtroppo viene poco pubblicizzato, addirittura c’è chi non la conosce. Ci piacerebbe muoverci anche in questo senso».

A Ravenna la Bunge Cmc Romagna In Volley prova ad aggiudicarsi i regionali Under 18

Volley giovanile / La Final Four regionale Under 18 si svolgerà domani nelle palestre “Montanari” e “Mattioli” di Ravenna. Nella semifinale del mattino (ore 11) la squadra di Marasca affronterà lo Stadium Mirandola. Finale alle ore 17

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L’Under 18 della Bunge Cmc Romagna In Volley

E’ ormai tutto pronto per le finali regionali Under 18, con la Bunge Cmc Romagna In Volley che domani a Ravenna parteciperà alla manifestazione organizzata da Porto Robur Costa, Romagna In Volley e Scuola di Pallavolo Ravenna. In semifinale, in programma alla palestra Montanari (inizio ore 11), i baby romagnoli sfideranno la Stadium Pallavolo Mirandola, mentre nell’altra semifinale (alla “Mattioli”, sempre alle 11) ci sarà il derby tra Modena Volley e Anderlini Canovi Modena. Alle ore 17 alla “Montanari” è prevista la finalissima, con la vincente che si qualificherà per la fase nazionale in calendario dal 7 al 12 giugno a Fano. La squadra allenata da Marasca, coadiuvato da Forte e Fiori, è composta dai giocatori cresciuti nelle giovanili del Porto Robur Costa e del Volley Club Cesena.

Giunta al primo posto nel girone preliminare regionale, con ben otto punti di vantaggio sui detentori del titolo del Modena Volley e con dieci lunghezze su Anderlini e Mirandola, la Bunge Cmc Romagna In Volley si tuffa con grande entusiasmo in una competizione dove ci si giocherà la vittoria finale in un’unica giornata. «Abbiamo disputato una prima fase strepitosa – spiega il coach Giuliano Marasca – in un girone dal buon livello tecnico. La nostra intenzione sarà quella di confermare quanto di buono già fatto, ma non sarà facile perché nelle partite secche può accadere di tutto. Per noi è una bella esperienza giocare in casa e ringrazio di questa opportunità la società e i suoi dirigenti. In semifinale affronteremo un avversario pericoloso come Mirandola, che può contare su un gruppo molto affiatato, formato ai tempi del minivolley. Io penso che tutte e quattro le formazioni possano vincere la competizione: c’è grande equilibrio e noi faremo il massimo per raggiungere il miglior risultato possibile».

Questo l’organico dell’Under 18 guidata dagli allenatori Giuliano Marasca e Stefano Fiori: si tratta dei palleggiatori Rontini ed Errani, degli schiacciatori Bellettini, Cardia, Sampaoli e Morigi, dei centrali Grottoli e Rivalta e del libero Pirazzoli del Porto Robur Costa e del palleggiatore Gherardi, degli schiacciatori Collini e Mazzi e del centrale Sacchetti del Volley Club Cesena.

L’Under 18 della Teodora a caccia del titolo regionale. In campo anche l’Under 13

Volley femminile giovanile / Nel week-end doppio impegno per le baby giallorosse: domani finale regionale Under 18 a Zola Predosa e oggi fase interprovinciale Under 13 a Ravenna

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L’organico dell’Under 18 della Teodora Ravenna

Doppio appuntamento per le formazioni giovanili della Teodora. Si comincia oggi nella palestra “Montanari” di via Aquileia, con la formazione Under 13 di Maria Grazia Montevecchi impegnata in un triangolare interprovinciale dove a partire dalle ore 16 contenderanno alle ferraresi del Vigarano e alle riminesi della Bvolley l’accesso alla finale regionale in programma a Ozzano Emilia, nel bolognese, venerdì 2 giugno. La Teodora, che partecipa in qualità di campione provinciale (doppio 3-0 nei derby di finale contro il Cral Mattei Ravenna e tutte vittorie per 3-0 nelle precedenti fasi di qualificazione), è campione regionale in carica nella categoria.

Domani tocca invece all’Under 18 di Mattia Focchi, che darà l’assalto al titolo regionale nella Final Four di Zola Predosa, sempre in terra felsinea. Le ravennati, alla quarta partecipazione all’epilogo regionale in quattro anni e reduci da due terzi posti – qualificatesi in virtù della seconda posizione con la quale hanno concluso il torneo di eccellenza regionale (per loro solo due sconfitte, entrambe contro la corazzata Modena) – incroceranno il loro destino in semifinale con le padrone di casa dell’Idea Volley a partire dalle ore 11. Nell’altra semifinale si sfidano la Liu Jo Modena e la Coop Nordest Parma. Le vincenti, già sicure di partecipare alle finali nazionali di Modena dal 6 all’11 giugno, giocheranno la finalissima per diventare campioni regionali alle 16.30.

Questo il roster della squadra Under 18: Sofia Balducci, Erika Bendoni, Nicole Bordoni, Sofia Ceroni, Chiara Drapelli, Alessia Gardini, Beatrice Gardini, Giulia Geminiani, Emma Haly, GiuliaMaiolani, Alice Mattioli, Matilde Mingozzi, Elena Stacchiotti, Lucia Toppetti e AliceTorcolacci.

Grandine: Coldiretti fa la conta dei danni a cereali, frutteti e vigneti

Tra i territori più colpiti Santerno nel Ravennate, Bizzuno, Bagnacavallo e Fusignano nella Bassa

Coldiretti lancia l’allarme dopo il violento temporale accompagnato da grandine a macchia di leopardo che ha colpito questa mattina, sabato 20 maggio, la provincia di Ravenna provocando nuovi danni nelle campagne già stressate da gelate fuori stagione e dalla siccità per la caduta del 36% di precipitazioni in meno rispetto alla media ad aprile. “Queste b

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La grandine ha distrutto il 40 per cento della produzione

rusche ondate di maltempo – dicono dall’associazione degli agricoltori – non solo non sono utili per dissetare i campi dato che la pioggia per essere efficace dovrebbe cadere in modo costante e leggero, ma sono spesso accompagnate da grandine, l’evento più temuto dagli imprenditori agricoli perché causa la perdita dell’intero raccolto dopo un anno di lavoro”. Questa primavera ha colpito con una lunga e violenta grandinata che si è abbattuta nel Ravennate a Santerno e nel territorio di Lugo (San Potito e Bizzuno in particolare), Bagnacavallo e Fusignano. Da un primo monitoraggio avviato da Coldiretti risultano danneggiate coltivazioni, sia arboree – con impianti fortemente compromessi – che erbacee, con gravi perdite in quelle in avanzata fase di maturazione. Particolarmente colpite le coltivazioni in piena stagione produttiva: cereali, colture orticole e frutta, ma si registrano danni anche a vigneti. Con l’obiettivo di delineare con precisione il territorio danneggiato, Coldiretti Ravenna ha interpellato la Dirigenza territoriale per l’Agricoltura della provincia di Ravenna chiedendo una rapida e puntuale verifica della situazione al fine di accertare le reali perdite economiche e fondiarie subite con la conseguente individuazione dei benefici di legge applicabili.

 

In terra irpina la Conad SiComputer vuole sfruttare il primo match promozione

Volley B1 femminile playoff / La squadra giallorossa è impegnata domani a Cassano Irpino in gara 2 della finale playoff: se vince è promossa in Serie A2. Coach Caliendo: «Dobbiamo scordarci di essere avanti nella serie»

Le giallorosse della Conad SiComputer vogliono esultare già domenica

Dopo aver superato sabato scorso la compagine irpina dell’Acca Montella in gara1, alla Conad SiComputer si presenta il primo dei due match-ball per centrare la promozione in A2 attraverso la porta principale offerta dalla post-season. Domani la palestra comunale di Cassano Irpino ospita a partire dalle ore 18 (arbitri Verrascina di Roma e Dell’Orso di Pescara) la partita di ritorno della prima fase dei playoff, dove le padrone di casa campane sono obbligate a vincere, con l’intento di riportare la serie in parità e tornare così al PalaCosta a giocarsi il tutto per tutto nella gara3 di spareggio previsto per sabato 27 maggio.

«Sono convinto – inizia il tecnico Nello Caliendo – che sarà tutto un altro match rispetto a quanto accaduto a Ravenna. Dovremo scordarci di essere avanti nella serie e giocare come se si trattasse di una singola finale. Di sicuro Montella ci aspetterà con il coltello tra i denti e farà di tutto per trascinarci a gara3, potendo contare anche sul fattore campo, che per i nostri avversari nel corso del campionato è stato una sorta di settimo uomo. E’ chiaro che vincere in casa di squadre come queste è difficilissimo, ma faremo tutto il possibile per riuscirci, consapevoli comunque che se dovesse andar male potremo avere ancora una chance con la gara di spareggio da disputare in casa nostra sabato prossimo».

La conferma delle difficoltà incontrate dalle squadre ospiti sul campo delle irpine è confermata dal fatto che solo due delle sette sconfitte stagionali l’Acca Montella le ha subite tra le mura amiche, dove peraltro dal lontano mese di novembre in poi non ha più perso. La delegazione ravennate raggiungerà la cittadina campana nella serata di oggi e nella mattinata di domani effettuerà un allenamento di rifinitura per prendere confidenza con il campo di gioco. Nel pomeriggio, alle ore 18, scatterà il via del match che può valere la serie A2 (aggiornamenti in tempo reale sulla pagina Facebook della Teodora e gara in diretta streaming su:www.accamontella.it).

Allerta meteo per il mare mosso: vietato accedere ai moli

Attiva dalla mezzanotte di sabato fino a quella di domenica

Dalla mezzanotte di oggi, sabato 20 maggio, alla mezzanotte di domani, domenica 21 maggio, sarà attiva nel territorio del comune di Ravenna l’allerta meteo numero 41, per stato del mare, emessa dall’Agenzia regionale di protezione civile e da Arpae Emilia Romagna. L’allerta è gialla (ex fase di attenzione). Sul nuovo portale Allerta meteo Emilia Romagna si possono consultare l’allerta completa e molti altri materiali di approfondimento, tra i quali le indicazioni su cosa fare prima, durante e dopo le allerte meteo, nella sezione “Informati e preparati”. Si raccomanda di mettere in atto le opportune misure di autoprotezione, fra le quali, in questo caso, non accedere a moli e dighe foranee.

La nuova allerta segue a quella in corso fino alla mezzanotte di oggi sabato 20 maggio per criticità ideologica e per temporali.

Cibo a domicilio dal ristorante preferito, sbarca a Ravenna Foodracers

Una app gratuita. Diciannove i locali che a oggi hanno aderito in città

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Il momento della consegna di Foodracers

Sbarca anche a Ravenna la app Foodracers, che già ha conquistato molte città di piccole o medie dimensioni in Italia. Da mercoledì 24 maggio, sarà quindi possibile ordinare direttamente a casa o in ufficio i piatti dei propri ristoranti preferiti. “A effettuare le consegne – spiegano dall’azienda – sarà una squadra di “racers” selezionati, persone che mettono a disposizione il loro tempo libero, senza vincoli di orari, per il “food delivery” nella logica della sharing economy. Sono già 19 i primi ristoranti di Ravenna dai quali si potrà ordinare tramite l’app scaricabile su smartphone o tablet e il sito web www.foodracers.com. E altrettanti sono i racers pronti a consegnare.

Si tratta di una startup innovativa, italiana, che ha lanciato il sito e la app a gennaio 2016 e vanta oltre 60.000 ordini consegnati in 19 città (Bologna, Bergamo, Brescia, Cremona, Ferrara, Jesolo, Mestre, Padova, Parma, Pavia, Piacenza, Pordenone, Reggio Emilia, San Donà di Piave, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Vicenza).

I primi 19 locali convenzionati ai quali se ne aggiungeranno altri nei prossimi giorni: Al 45 (cucina romagnola senza glutine), Alchimia (bio), Amaranto (vegano e vegetariano), Babaleus (pizza), Butterfly (giapponese/sushi), Chiosco Le Coccinelle (piadineria romagnola), Diabolik (hamburger/pizza), Enoteca Bastione (enoteca e birreria), Fuji (giapponese), Fuji 2 (giapponese), Gasoline (hamburger), Il Brigantino (cucina siciliana), Il Molinetto (ristorante e pizzeria), Il Portolano (pesce), Nagaya (giapponese/sushi), Naif (pizza), Namaste (indiano), Nuovo Scaì (pizza), Piadina Luna (piadina cotta sul testo).

Una volta selezionata la zona di consegna sul sito foodracers.com o dall’App, si può scegliere dal menu online dei ristoranti serviti nei dintorni ed effettuare l’ordine, tramite smartphone, tablet o pc, che viene notificato istantaneamente ai Racers in quel momento disponibili. Il cliente ha poi la possibilità di lasciare un feedback sul servizio ricevuto. “Il rapporto di convenzione in esclusiva instaurato coi ristoratori – spiegano ancora da Foodracers – permette di non aumentare i prezzi al cliente, salvo un piccolo contributo di consegna che verrà trattenuto dal Racer.” Il servizio consente di pagare anche tramite carta di credito e, per chi non fosse pratico di app, sarà possibile telefonare direttamente al ristorante che chiamerà da solo i “racers”.

La app è disponibile gratuitamente sia sua AppStore, sia su PlayStore.

Mdp, gli ex Pd preparano tessere, cene e feste di partito

Parla Federica degli Esposti, coordinatrice provinciale del nuovo soggetto politico di sinistra

Federica Degli EspostiImpegnata in politica fin dal 2005, Federica degli Esposti è stata segretaria provinciale dei Gd e poi coordinatrice della Romagna Faentina, consigliera comunale a Faenza, oggi è la coordinatrice provinciale di “Articolo 1 – Mdp”, ossia il movimento fondato da Roberto Speranza e Pierluigi Bersani coi i fuoriusciti dal Partito democratico. Dopo un primo evento per il lancio del tesseramento con lo stesso Speranza e Scotto (fuoriuscito a sua volta da Sinistra Italiana), giovedì 25 maggio si terrà una cena di autofinanziamento a Faenza con Silvia Prodi. mentre dall’1 al 6 giugno a Marina di Ravenna terranno la loro prima festa provinciale cui parteciperanno Laforgia ed Epifani. Come noto, a livello provinciale hanno già aderito personalità come Vasco Errani, Miro Fiammenghi, Carlo Boattini, Gianandrea Baroncini.
Come va il tesseramento?
«Siamo contenti. Abbiamo terminato le prime duecento adesioni e continueremo a lavorarci durante l’estate, anche grazie alla festa e alle iniziative. Ci sono interesse e curiosità, era tanto tempo che non ci capitava».
Ma per strada, o quando fate i banchetti, non ricevete anche le critiche dei vostri ex compagni? Non vi capita che vi definiscano “traditori”?
«Per la verità ai banchetti no. Naturalmente sappiamo che questa idea c’è ma respingiamo questa definizione al mittente: in un partito ci si sta finché si condividvono la maggior parte delle idee, altrimenti crediamo sia corretto e coerente uscirne, come abbiamo fatto».
Per lei questa uscita ha significato anche lasciare il lavoro, è esatto?
«Sì, anche se preferisco non ne sia fatto un caso personale. L’ho fatto per coerenza. Ero nell’ufficio stampa del gruppo regionale, lavoravo con Mirco Bagnari, persona che stimo tantissimo e che mi ha insegnato molto. Umanamente è stato molto doloroso, ma uscire dal Pd e continuare a lavorarci, non sarebbe stato serio per nessuno».
Ma in generale i rapporti anche personali con gli ex compagni come sono?
«In generale sono buoni, anche se non nego che ogni tanto ci sia qualche screzio. Penso per esempio al sindaco De Pascale o a Eleonora Proni, un dialogo molto aperto.»
E con i renziani della prima ora? Come il sindaco Malpezzi?
«A Faenza abbiamo formato il primo gruppo consilarie e il sindaco Malpezzi è stato naturalmente il primo a saperlo e a essere informato della nostra volontà di rimanere in maggioranza, continuando a lavorare sul progetto di governo della città che abbiamo condiviso (A Faenza Malpezzi può contare su 16 voti con Mdp che conta tre consiglieri, per la maggioranza ne servono 13, ndr)».
Anche a Ravenna Gianandrea Baroncini è stato confermato in giunta. Quindi nonostante i pesanti diverbi in Parlamento a livello locale non ci saranno contrasti?
«Quando in un partito non c’è piu sintonia rispetto alla sua funzione e alla sua visione bisogna prenderne atto, sul piano locale, dove abbiamo partecipato e siamo stati coinvolti nella costruzione dei progetti per le città non ci sono questo tipo di problemi e di prospettiva. Poi è ovvio che c’è una normale dialettica tra forze di maggiornaza, a Faenza come Ravenna. Ora come Articolo-1 lavoreremo su vari temi, a partire dalla sanità con un incontro il 29 maggio, a cui parteciperanno la senatrice Dirindin e il sindaco de Pascale»
Ma battaglie che oggi sono della sinistra nelle città ne condividerete? Penso al caso Arena Borghesi a Faenza, per esempio.
«Sull’Arena Borghesi va mantenuta alta l’attenzione sull’utilizzo pubblico di quel pezzo di terreno. Detto questo, abbiamo avuto tutte le garanzie da parte dell’amministrazione, non credo sarà una nostra battaglia, no».
A Ravenna tra i primi voti c’è stato quello favorevole alle scuole cattoliche, un tema che ha a che fare con laicità e servizi pubblici e che non ha suscitato forse il dibattito che ci si aspettava…
« Si, abbiamo condiviso i sensibili passi avanti contenuti nella nuova convenzione con le scule Fism che introducono criteri importanti e innovativi in merito all’equità della retta, alla qualità della didattica e alla valorizzazione delle scuole del forese. Non avremmo mai un approccio ideologico pregiudiaziale sulle questioni. In questa fase ci serve un po’ di tempo per organizzarci, come dicevo vogliamo tornare a discutere di tanti temi, compreso questo. Ci stiamo lavorando. Mariella Mantovani peraltro è da sola in consiglio comunale, il suo carico di lavoro è notevole».
A proposito, state pensando a un gruppo unico con Sinistra per Ravenna?
«Stiamo lavorando con loro, così come Articolo 1 sta lavorando con Pisapia sul piano nazionale con un avvicinamento sempre più rapido e una condivisione politica sempre più profonda».
E con l’altra sinistra? Quella alternativa al Pd, penso a L’Altra Faenza o Ravenna in Comune?
«Siamo un progetto di centro sinistra. Siamo aperti a tutte le forze della sinistra e anche alle forze civiche, non ci precludiamo il confronto con nessuno. Siamo, però, per una sinistra di Governo. Siamo un campo aperto».
Errani aveva detto che non sarebbe andato a fondare un partito. Ma quindi cosa siete? Avrete anche sedi e circoli?
«Siamo un movimento, cittadine e cittadini che vogliono costruire un campo aperto ma cercheremo certo di avere anche luoghi dove poterci incontrare, magari in condivisione…»
Il primo maggio eravate nel circolo Pd a Marina e lì farete anche la vostra prima festa a giugno, ritenete che le sedi Pd siano anche un po’ vostre?
«Sì, ci sentiamo parte della storia di quei luoghi a cui vogliamo bene e al cui funziamento abbiamo sempre contribuito. Non ci aspettiamo di avere spazi ad uso esclusivo. Semmai siamo preoccupati perchè i circoli sono spesso sottoutilizzati, una buona soluzione potrebbe essere utilizzare alcuni di quegli spazi in condivisione. Abbiamo chiesto al Pd provinciale».

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