martedì
12 Maggio 2026

Prima spintona e poi dà una testata all’arbitro: calciatore squalificato per 2 anni

Succede nel campionato di Terza Categoria, a Castel Bolognese

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Squalifica da record fino al 29 marzo 2026 per un giocatore del Biancanigo, squadra dell’omonima frazione di Castel Bolognese militante nel girone B del campionato di Terza Categoria, ultima serie del calcio italiano.

Nel corso dell’ultima partita casalinga contro il Mordano Bubano (terminata 1-1), il giocatore del Biancanigo Shkelzen Beqiri è stato prima ammonito e – in seguito a un applauso ironico – subito dopo espulso. Espulsione che ha fatto andare su tutte le furie il giocatore che – secondo quanto riportato nel referto ufficiale – ha spintonato alle spalle l’arbitro, facendolo cadere. Non pago, il calciatore lo avrebbe anche inseguito, colpendolo con una testata allo zigomo. A fine partite avrebbe completato l’opera aspettando l’arbitro negli spogliatoi per insultarlo.

L’arbitro è stato poi costretto a ricorrere alle cure del pronto soccorso, da cui è uscito con un referto di 7 giorni.

Da qui, la squalifica di due anni a carico del giocatore.

Fermo in coda, tenta un’inversione, ma taglia la strada a una moto: due morti

Le vittime sono un 48enne e una 56enne, coppia del Lughese. L’incidente sull’Adriatica, all’altezza di Savio

Incidente 30 marzo variante Savio

Fermo con la propria auto in coda sull’Adriatica, decide di fare inversione ma così facendo taglia la strada a una moto. Sarebbe questa la dinamica del tragico incidente che nella serata di oggi (30 marzo) ha provocato la morte di un uomo di 48 anni e di una donna di 8 anni anni più grande, coppia che abitava nel Lughese.

L’incidente è avvenuto poco prima le 19 sulla statale Adriatica, all’altezza di Savio, dove si erano formate code in entrambi i sensi di marcia a causa di un incendio che pochi minuti prima aveva coinvolto un furgoncino nei pressi della Cava Manzona. Sul posto c’era la polizia locale a regolare il traffico.

Un automobilista, proveniente da Cervia, ha quindi tentato un’inversione, finendo però per tagliare la strada alla motocicletta, anch’essa proveniente da Cervia. Nell’impatto, come detto, sono morte le due persone in sella alla due ruote.

L’uomo alla guida dell’auto e una donna al suo fianco sono stati portati al Bufalini in stato di shock.

Nel Cesena che festeggia la B anche i ravennati David, Francesconi e Pieraccini

I tre ventenni – da Castiglione, Faenza e Coccolia – grandi protagonisti della cavalcata bianconera

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La coreografia nei Distinti del Manuzzi che omaggia anche Francesconi e Pieraccini

Il Cesena ha festeggiato oggi (30 marzo) il ritorno in serie B, in uno stadio Manuzzi esaurito (fatta eccezione per la curva ospite) vincendo 1-0 contro il Pescara. Un successo festeggiato anche da tanti tifosi della provincia di Ravenna che tradizionalmente frequentano lo stadio cesenate (in curva tra le altre cose svettava una bandiera a forma di B “targata” Pinarella…) e che ha visto protagonisti in campo anche tre ragazzi ravennati.

Si tratta di tre giovani calciatori cresciuti nel settore giovanile del Cesena e diventati protagonisti quest’anno, un po’ a sorpresa, due titolari anche oggi: a centrocampo Matteo Francesconi, faentino, vent’anni compiuti poche settimane fa, capace di collezionare ben 32 presenze (e 1 gol); in difesa si è guadagnato spazio invece Simone Pieraccini, anche lui 20 anni, da Coccolia, una ventina di presenze con addirittura 2 gol. A questi si devono aggiungere le 14 presenze di Antonio David, 20 anni compiuti in gennaio, nato a Ravenna e cresciuto nella Del Duca, società di Castiglione di Ravenna.

Con il Cesena in B, ora la speranza per gli appassionati di calcio ravennati è che possa prendere il suo posto in C il Ravenna Fc, impegnato in un testa a testa con il Carpi nel girone D del campionato di serie D.

Ecco come rinascerà l’area ex Cmc in darsena: supermercato, torri, negozi, uffici

Lavori pronti a partire, l’obiettivo è terminare l’intervento nel 2026. Ne parlano l’Ad di Cia-Conad e l’architetto Bucci

Rendering Aereo Area Ex Cmc 2

A fine 2023 il Piano Urbanistico Attuativo è stato approvato e la convenzione sottoscritta: a tutti gli effetti è stata quindi definita l’urbanizzazione dell’area ex Cmc, acquistata tre anni fa da Cia-Conad nell’ambito del bando pubblicato dalla storica cooperativa in crisi e in cerca di liquidità, area che da decenni è indicata da molti come quella fondamentale per la vera riqualificazione della darsena di Ravenna.

Il gruppo forlivese da 3 miliardi di fatturato ora trasformerà quei terreni e la storica sede della cooperativa “cementisti” con un investimento di almeno 50 milioni di euro (considerando anche quelli spesi per l’acquisizione dei terreni e senza tenere invece al momento conto della parte residenziale, con la quale si supera agevolemente quota 100 milioni).

Rendering Torri Sul Canale

Si tratterà probabilmente di uno degli interventi più importanti degli ultimi decenni avviati non solo in darsena, ma in tutta la città, che prenderà il via con le bonifiche già nelle prossime settimane per poi partire con la costruzione dei fabbricati nei primi mesi del 2025. L’obiettivo è di vedere terminato l’intervento in un anno e mezzo circa, comunque entro il 2026.

Rendering Aereo Area Ex Cmc

Stiamo parlando di un’area enorme, pari a dieci campi da calcio, quasi 70mila metri quadrati di cui circa 27mila destinati ad aree pubbliche, spazi verdi di connessione tra i vari edifici aperti a tutta la città, in grado di collegare via Trieste (dove sorgerà anche una nuova rotonda) direttamente con il canale. Resterà ben visibile la facciata della vecchia sede della Cmc, con la lunga galleria all’interno che sarà anch’essa preservata e diventerà di fatto una sorta di attraversamento coperto dell’area con ai lati spazi commerciali e pubblici esercizi (per circa 4mila metri quadrati). A fianco, invece, in un nuovo prefabbricato sorgerà il supermercato Conad, da 4.500 metri quadrati (circa la metà dell’Extracoop del centro commerciale Esp, per rendere l’idea).

Dall’altro lato (verso la testata, per capirci) sorgeranno invece altre due palazzine da destinare a uffici (quasi 4mila metri quadri; in corso c’è una trattativa per potervi ospitare anche quelli della stessa Cmc) e appartamenti Ers, di edilizia convenzionata (quasi 3mila metri quadrati), mentre a cambiare il volto del waterfront della Darsena saranno i due grandi palazzi da 9-10 piani, alti più o meno quanto quelli della vicina “Torre Zucchi”, affacciati sul canale con una struttura che ricorderà la prua di una nave, insieme a un terzo edificio a un solo piano per negozi e pubblici esercizi. Ai piani superiori delle due “torri”, invece, appartamenti con ampie terrazze e attici di pregio che secondo le intenzioni dei progettisti dovranno garantire una vista impagabile su tutta la città.

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«Siamo convinti – ci dice l’Amministratore delegato di CiaConad, Luca Panzavolta, mentre ci mostra il progetto nella nuova sede del gruppo di Forlì – che il nostro intervento sarà il motore di tutta la Darsena e che a sua volta la Darsena sarà un nuovo motore per il rilancio di Ravenna che, come molte altre città importanti in tutto il mondo, potrà trovare nuova linfa dal recupero di un ex quartiere industriale. Nel segno anche del passato: avremmo potuto demolire l’edificio della Cmc, ma abbiamo deciso di mantenerlo e anzi valorizzarlo, per noi è un pezzo di storia di Ravenna».

Per quanto riguarda la parte commerciale, Panzavolta assicura di aver già contatti con importanti operatori del settore, con cui Conad collabora già altrove, che potrebbero prendere sede in darsena vicino a concept storici del marchio, come bar e parafarmacia. Per quanto riguarda la parte immobiliare, l’intenzione è quella di far intervenire addetti ai lavori del settore. «Abbiamo recentemente presentato l’intervento a Cannes – conclude Panzavolta – registrando l’interessamento di fondi immobiliari, vedremo eventualmente se poter operare noi per conto loro».

Rendering Supermercato Conad

Il progetto architettonico della riqualificazione dell’area è stato impostato in una prima fase dai tecnici della Cmc e in particolare dagli architetti Paolo Focaccia ed Ettore Rinaldini, mentre ora è portato avanti e sviluppato dallo studio di architettura faentino guidato da Alessandro Bucci, che ci parla dei principi seguiti per rigenerare un’area così importante per Ravenna, sottolineando l’assenza quasi totale delle auto nei rendering. «La necessità di assolvere a standard urbanistici e la volontà di non rendere l’area una distesa di auto in sosta ci ha fatto propendere per la scelta dei parcheggi interrati – 550 i posti auto previsti – che permette anche di rendere completamente fruibile il playground e le aree verdi in superficie». Il verde, a colpo d’occhio, sembra in effetti fondamentale. «Diventa per noi un sistema di connessione: i percorsi si snodano tra le strutture e il verde è come una sorta di attrezzatura, qualcosa che in maniera dinamica permea gli edifici stessi. Per noi è esso stesso un’infrastruttura, con parchi gioco, aree di sosta, di meditazione, fino ad arrivare sul canale, in una molteplicità di punti di interesse, in cui spazi privati e pubblici si connettono».

Per quanto riguarda gli edifici veri e propri «la nostra volontà era quella di legare in maniera molto salda il tema dello spazio più protetto al chiuso con i temi dello spazio all’aperto utilizzando anche logge e balconi importanti. Come struttura volevamo vagamente dare l’idea della prua di una nave, sfruttando geometrie non ortogonali e curve, che ammorbidiscono e rendono organiche le costruzioni».

Rendering Canale Torri

Il vicesindaco e la demolizione delle torri Hamon: «Provo davvero tanta tristezza»

Fusignani: «Ma il Comune non ha competenza per intervenire su beni privati»

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Foto di Adriano Zanni

Il vicesindaco del Comune di Ravenna, Eugenio Fusignani, entra nel dibattito sulle torri Hamon, in procinto di essere demolite da Eni, ammettendo di provare «un senso di tristezza nell’assistere impotenti alla demolizione delle torri che presentano purtroppo segni di deterioramento tali da comprometterne la stabilità».

«Non solo perché consegnate alla storia dalle suggestive immagini di un maestro del cinema come Michelangelo Antonioni, ma perché per Ravenna sono un marchio identitario – continua Fusignani – che va ben oltre il pur importante richiamo alla storia della cinematografia italiana. Infatti Ravenna, antica capitale ricca di monumenti unici, nei tempi moderni è diventata anche una delle capitali industriali del Paese e, in questo senso, il panorama cittadino col suo orizzonte verso il mare ha uno skyline unico determinato proprio dall’imponente sagoma troncoconica delle torri».

«Anche se l’Amministrazione comunale non ha competenze né possibilità di intervenire su beni privati – sottolinea Fusignani -, ha fatto bene il sindaco a darne notizia direttamente, anche per testimoniare, pur nella vicinanza ad sentire diffuso, come il rispetto delle norme di sicurezza debba sempre prevalere su ogni altra considerazione. Tuttavia, da cittadino innamorato della mia città, provo davvero molta tristezza nell’immaginare il “deserto rosso” che vedremo dopo il loro oramai certo abbattimento, visti gli improponibili costi di recupero. Chissà che nel recupero dell’intera area ex Sarom qualche architetto non pensi a soluzioni che ripropongano una lettura in altra chiave della visione di quelle che erano uno dei segni più tangibili del processo di industrializzazione di Ravenna, e che restarono nella memoria collettiva come il simbolo di un’era che ha segnato il riscatto, non solo economico ma anche civile, dell’Italia che risorgeva dalle macerie del secondo conflitto mondiale».

La preside del polo tecnico-professionale di Lugo candidata alle Europee con Santoro

Elettra Stamboulis nella lista “Pace, Terra e Dignità”

Elettra StamboulisLa ravennate Elettra Stamboulis, autrice, curatrice di mostre d’arte nonché attualmente dirigente del Polo scolastico tecnico-professionale di Lugo, sarà candidata alle elezioni europee nella lista Pace, Terra e Dignità, impegnata nella raccolta firme e che vede capolista in tutte le circoscrizioni il noto volto giornalistico di Michele Santoro.

«È assolutamente necessario che in Europa sia presente una formazione politica che porti il tema della pace al centro» ha scritto Stamboulis sul suo profilo Facebook. «L’Unione europea d’altro canto è nata da questa necessità: stabilire rapporti economici tra i Paesi belligeranti nella Seconda Guerra Mondiale per preservare la pace» continua la candidata. «L’aspetto per me più importante del Manifesto di Ventotene è la critica puntuale del nazionalismo, il riconoscimento delle pluralità degli Stati e del principio di autodeterminazione. A questi fondamentali concetti aggiungo la visione condivisa da Mera25 Italia di costruire un futuro verde e sostenibile, combattere la povertà e lo sfruttamento, ma anche agire politiche di genere che facciano crollare quei soffitti invisibili che tengono ancora le donne in una posizione di subalternità. Sono impegnata nell’educazione alla pace da più di 20 anni, ma forse ora è necessario contribuire a fermare le guerre».

È possibile firmare nei banchetti allestiti dai volontari nei giorni di mercato e all’anagrafe a Ravenna fino al 27 aprile.

Da Faenza al mare in bicicletta lungo il canale: 1,3 milioni dalla Regione

Investimento per valorizzare, riqualificare e far conoscere il percorso del Naviglio Zanelli

Itinerario Naviglio Zanelli

L’Unione dei Comuni della Romagna Faentina ha ottenuto in questi giorni un importante finanziamento di oltre un milione e trecentomila euro per valorizzare, riqualificare e far conoscere il percorso ciclopedonale (in parte già esistente) che corre lungo il canale Naviglio Zanelli.

Il progetto è uno dei 17 selezionati e finanziati dalla Regione Emilia-Romagna (Programma Fesr 2021-2027), su 64 proposte presentate per la progettazione e realizzazione di infrastrutture verdi e blu, in aree urbane e periurbane.

Il canale, inaugurato nel 1783, collega Faenza al Reno (e poi al mare) lungo un percorso di circa 36 chilometri. Un percorso che parte da Faenza per arrivare al mare (o viceversa) attraversando anche i territori di Granarolo, Cotignola, Bagnacavallo, Alfonsine.

L’obiettivo finale è la realizzazione di tutta la ciclovia: la meta di questo primo step finanziato è la “cucitura” fra i tratti di pista ciclabile esistente, la realizzazione di aree sosta, la realizzazione di siepi, la messa a dimora di alberi e arbusti per valorizzare il territorio fino al Reno.

Il progetto, oltre a realizzare i tratti mancanti, analizzerà le maggiori problematiche per gli attraversamenti e i tratti mancanti; saranno realizzati cartelli illustrativi per far conoscere l’itinerario ed allo stesso tempo per sottolineare i collegamenti ai vari punti di interesse che ci sono lungo il percorso.

Oltre 5 milioni di euro per rifare gli asfalti delle strade di Faenza

Tra zone alluvionate e non. Gli interventi prenderanno il via in estate. L’elenco delle vie coinvolte

Riasfaltatura Strada Di Lavezzola
foto di repertorio

L’amministrazione comunale di Faenza ha approvato tre progetti per il ripristino delle strade: 3.750.000 euro quale prima tranche, meno di un quarto di quanto richiesto alla Struttura commissariale per le aree alluvionate, e 1.450.000 euro di interventi finanziati con risorse proprie del Comune di Faenza per la viabilità non coinvolta dalle alluvioni.

I lavori interesseranno la zona a valle, il centro della città e la zona a monte di Faenza. Si tratta dell’avvio della procedura di interventi che prenderanno il via in estate dopo l’iter di affidamento dei lavori.

Il calendario degli interventi delle strade è stato definito sia sulla base del grado di danneggiamento ma anche tenendo in considerazione le vie che saranno oggetto di interventi nella “rete gas” e per quella fognaria. Questo potrebbe comportare che alcune vie particolarmente danneggiate non siano state inserite in questo primo elenco che verranno asfaltate immediatamente dopo gli interventi da parte di Hera e Italgas.

L’elenco delle vie coinvolte

Entrando nel dettaglio, nella zona del centro urbano saranno interessate le vie: Fratelli Bandiera, Pisacane e Lama nel Borgotto; in Borgo verrà rifatto l’asfalto nelle vie: Testi (dalla rotonda del Ponte della Memoria a quella di via Cesarolo); in via Tamburini e in via Zuccolo compresi i marciapiedi; rifacimento dei marciapiedi anche in via Case Nuove e del manto stradale di via Cicognani. Nuovo asfalto anche in via Brussi e via Silvio Pellico (compresi i marciapiedi) tra la rotatoria di via Cimatti e via Di Sopra. In piazza Lanzoni, interessata dalle scorse settimane dal cantiere per la posa del Ponte Bailey, verranno rifatti i marciapiedi mentre in corso Europa si lavorerà nel tratto tra il Ponte delle Grazie e via Di Sopra; anche quest’ultima strada verrà asfaltata per l’intera lunghezza. In centro storico l’intervento per i nuovi asfalti riguarderà invece corso Saffi, piazza San Francesco (compresi i marciapiedi), via Dogana (da corso Saffi a via Marco da Faenza) e corso Garibaldi, nel tratto tra la pavimentazione in pietra di Luserna e il semaforo all’incrocio con viale IV Novembre.
Nella zona di via Lapi verranno realizzati nuovi asfalti nelle vie: Comerio, Carboni, Argnani, Batticuccolo (dallo svincolo della circonvallazione a via Argnani), via Ballardini (dal ponte a via Lapi), Bettisi, piazzale Ferniani, Mezzarisa, Mazzanti, Pani e Calamelli. All’incrocio di via Bettisi/Mezzarisa verrà rifatto poi lo spartitraffico.

Nella zona Monte i lavori per il rifacimento dell’asfalto riguarderanno le vie: Amleto Bertoni (nel tratto dopo via Lacchini), via Orto Bertoni (dopo via Lacchini), Orto Caporal, Orto Badia, parcheggio Baden Pawell, via Firenze (da via Orto Bertoni al ponte), il parcheggio del Cimitero dell’Osservanza, via Costa, un tratto di via Monte Coralli, due tratti di via Samoggia, un tratto di lungofiume di via Sbirra, un tratto di via Carbonara, via Tebano (tra la provinciale e via Varnelli) e un tratto di via San Biagio Antico.

Nella zona a Valle, nuovi asfalti nelle vie: San Vincenzo, San Domenico di Cesato, del Fiume, via Palazzone, via Zannona, Ponte San Giorgio, Fabbrerie, Podestà, Argine Montone, Canova, Parlanta e Viazza.

Oltre a questi interventi, che interesseranno le zone colpite dalle alluvioni, sono in programma altri due stralci d’intervento, in zone non alluvionate. Il primo riguarda il progetto “Viabilità di collegamento” per un importo complessivo di 450mila euro che interesserà il rifacimento dell’asfalto nella rotatoria del Niballo, nel piazzale Sercognani, in viale IV Novembre (fino all’intersezione con corso Garibaldi), in un tratto di corso Garibaldi (nell’intersezione tra viale Marconi, viale Stradone e corso Matteotti) e in tutta la lunghezza di viale Marconi. Il secondo stralcio riguarda interventi pari a un milione di euro per altre strade che interesseranno prevalentemente il centro storico.

Daspo di 5 anni per il padre che ha colpito con una testata il mister del figlio

L’uomo non potrà accedere a nessuna manifestazione sportiva

Calcio

Aveva aggredito (anche con una testata) l’allenatore di calcio del figlio. Ora per il padre scatta un Daspo di 5 anni, ossia il divieto di accesso a manifestazioni sportive, emesso dal questore Lucio Pennella.

L’episodio risale a sabato scorso, 23 marzo, quando il mister del Mezzano, un ragazzo di 22 anni, ha sostituito uno dei suoi “Pulcini” – bambini tra 9 e 11 anni – per un problema alle scarpe. Una decisione che ha fatto infuriare i genitori, che avrebbero visto il figlio in lacrime.

Secondo gli inquirenti – e in particolare la Digos che in questi giorni ha tentato di ricostruire la vicenda – il padre avrebbe aggredito l’allenatore colpendolo con «strattoni, calci e una testata sulla fronte, costringendolo a ricorrere alle cure mediche del pronto soccorso». Una condotta – si legge in una nota inviata alla stampa dalla questura – ritenuta «particolarmente grave e pericolosa per l’ordine e la sicurezza pubblica».

«Considerato l’episodio un vero e proprio gesto di violenza che attenta gli alti valori fondanti dello sport e dell’educazione – continua la nota della questura -, avvenuto peraltro in un contesto sportivo e socio educativo formato da bambini di età compresa tra i nove ed undici anni, il genitore non potrà più accedere a manifestazioni sportive di ogni livello e genere per i prossimi cinque anni».

Tentano di rapinare il McDonald’s di via Trieste, ma la cassiera li mette in fuga

Due uomini a volto coperto costretti a scappare a mani vuote. Solo tanta paura per la dipendente

Tentata rapina McDonald via Trieste

Hanno tentato di rapinare il McDonald’s di via Trieste, ma sono stati costretti a scappare a mani vuote. L’episodio è accaduto poco dopo le 2 della notte tra venerdì e sabato, alle porte di Ravenna.

Due uomini, a volto coperto, si sono avvicinati alla cassa esterna – quella del cosiddetto “McDrive”, che serve i clienti in auto – e hanno tentato di impossessarsi dei soldi con la forza. La cassiera ha però reagito e ne è nata una piccola colluttazione, con i rapinatori che sono poi scappati a mani vuote, tra le urla della dipendente e l’allarme lanciato da altri presenti.

Sul posto un’ambulanza del 118 che ha prestato i primi soccorsi alla cassiera – che avrebbe però subìto fortunatamente solo uno shock emotivo – e la polizia, che con l’ausilio delle immagini della videosorveglianza è ora impegnata a cercare di risalire all’identità dei due malviventi.

La Via Crucis in centro a Ravenna – FOTO – Il vescovo: «La pace è il nostro destino»

Il messaggio di auguri per la Pasqua del vescovo

Tra le vie del centro di Ravenna è andata in scena venerdì sera la tradizionale Via Crucis, con la partecipazione dell’arcivescovo di Ravenna-Cervia Lorenzo Ghizzoni (le foto sono di Massimo Argnani). Qui sotto pubblichiamo integralmente il suo messaggio di auguri in occasione della Pasqua 2024.

 

«Siamo arrivati alla Pasqua 2024 ancora una volta con “guerre e rumori di guerre” come ai tempi di Gesù, che aveva previsto la distruzione del Tempio e della città santa, Gerusalemme. Anche allora quelli che coltivavano un atteggiamento apocalittico prevedevano imminente la fine di tutto. Come quelli che oggi prevedono una guerra mondiale totale e definitiva.
Ma Gesù non è un apocalittico, non vede ovunque catastrofi, anche quando succedono disgrazie, guerre, epidemie ecc. Certo sono “l’inizio dei dolori”, ma non la fine. Secondo il suo pensiero, il Male personificato, Satana, o i mali del mondo che abbiamo innescato noi, non vinceranno mai definitivamente. “Le potenze degli inferi non prevarranno” (Mt 16,18). La tempesta sarà sedata e non affonderà la barca che oggi tutti ci accoglie, anche se è a rischio (Mc 4,38ss).

Più volte il Signore preannunciando violenze e persecuzioni a causa della fede o a causa della giustizia, ripete “non temete”, e anche: “Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo“(Gv 16,33).

La paura è una compagna stabile della nostra vita e in certi momenti riemerge e ci scoraggia, ci blocca riguardo al futuro, ci fa sentire impotenti e sfiduciati.

Ma se Gesù il Signore è risorto, e se ha vinto la morte e il male che si era accanito contro di lui, possiamo sperare. È umano avere paura e soprattutto temere che chi ha in mano le leve della guerra possa lasciarsi possedere dal demone della guerra che vuole diventare il padrone del mondo oppure, se non riesce, vuole distruggere il mondo.

Tutto l’ultimo libro della Bibbia però, che chiamiamo Apocalisse (che significa “rivelazione”), è una proclamazione della vittoria del Cristo risorto, dei suoi angeli, dei suoi santi, dei martiri e dei profeti, contro i demoni di questo mondo, che fanno tanti danni e violenze. Il vincitore è uno solo, l’Agnello immolato che porta via, su di sé il male del mondo e lo vince sulla croce. Secondo questa rivelazione, l’ultima parola, sarà la sconfitta totale di ogni male e del maligno.

Non neghiamo perciò il male assurdo della guerra, ma sappiamo che essa non sarà definitiva. La vera fine sarà la gloria e la gioia di tutti noi che abbiamo affidato le nostre vite a lui, il Risorto.

Intanto però proprio con questa speranza nel cuore, siamo chiamati a combattere non le persone, ma il male, fisico, sociale, morale, politico, economico… in tutti gli ambiti della comunità umana. Siamo chiamati ad essere operatori di pace, operatori di giustizia, difensori dei valori che fanno crescere la civiltà dell’amore, nonostante tutto.

Noi ci crediamo, come fedeli appartenenti a Cristo, che la vita trionferà e la pace sarà il nostro destino ultimo. Ma la vogliamo già realizzare almeno come inizio qui tra noi, mettendo in pratica il comandamento nuovo “amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi” (Gv 15,12).

Noi vogliamo proporre a tutte le persone, alle comunità, alle nazioni, alle istituzioni e alle organizzazioni unitarie mondiali, di mettere al primo articolo delle loro costituzioni il grande precetto dell’amore, della cura, del rispetto, dell’alleanza, della solidarietà con ogni prossimo, uomo o donna, ricco o povero, bianco o nero, credente o non credente.

Noi vogliamo proporre che si tenti ogni via e si usi ogni strumento per far crescere il dialogo e l’accordo tra i contendenti, e l’impegno a stabilire patti realistici ma rispettosi dell’umanità degli altri, che magari sono nemici in questo momento, ma nel fondo della loro anima sono fratelli e lo restano».

Un percorso botanico che unisce il ristorante Ca’ del Pino a pineta e piallassa

Investimento da 50mila euro del Gruppo Spadoni, che da maggio attiverà anche la formula picnic

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Grazie all’investimento realizzato dal Gruppo Spadoni, il ristorante Ca’ del Pino, che aveva come unico affaccio la statale Romea, è ora collegato alla pineta San Vitale. Gli ospiti del ristorante potranno lasciare l’auto e prima o dopo il pranzo, oppure con formula picnic, passeggiare in sicurezza a piacimento alla scoperta della flora del Parco del Delta del Po.

In occasione della Pasqua, infatti, è stato inaugurato il “Percorso botanico”, un itinerario ad anello, lungo 1,5 km, in cui attraverso 15 tappe scandite da altrettanti cartelli didascalici si potranno riconoscere le specie tipiche della macchia mediterranea, frassino, biancospino, ligustro, asparago selvatico…

Due sono attualmente i possibili collegamenti alla Ca’ del Pino, ma presto ne saranno comunicati altri. Oltre al Percorso botanico,c’è quello Ca’ Vecchia-Piallassa Baiona che, partendo dal parcheggio pinetale in via del Fossatone e congiungendosi al Percorso botanico, consente di raggiungere la Piallassa.

È lungo circa 3 km ed è il più corto, il più fruibile dalle famiglie e dal turista che in circa un’ora vedranno tutto quello che offre la pineta San Vitale, dall’affaccio sulla valle e sulla fantastica Isola dei Pavoni, da cui è possibile vedere anche l’Isola degli Spinaroni, alla Buca del Cavedone con l’avifauna tipica del luogo e dove si incontrano i cavalli che vivono liberamente nella pineta. E ancora la Ca’ Vecchia, una delle antiche case delle aie in cui si ammassavano le pigne dei pini in attesa di estrarne i pinoli e l’Oratorio Madonna del Pino, una minuscola chiesetta immersa nella natura.

«Il collegamento di Ca’ del Pino alla pineta è avvenuto grazie all’investimento del Gruppo Spadoni – spiega l’amministratore unico Beatrice Bassi – in ottemperanza al programma di attività presentato e previsto dal bando stesso, in totale collaborazione con l’assessorato comunale al Verde, il Parco del Delta del Po e le organizzazioni volte a promuovere l’area».

Sono stati creati una nuova recinzione, un cancello pedonale per garantire la sicurezza degli accessi, praticabile solo quando il ristorante è aperto e in collegamento con lo stesso, impianti di illuminazione e un’area per lasciare l’auto senza pericoli stradali. «Si tratta di un investimento importante – prosegue Bassi – di oltre 50mila euro. Mi auguro che questo impegno privato a favore del pubblico venga promosso da tutti i soggetti interessati sia ai ravennati che ai turisti regionali, nazionali ed esteri. La meraviglia del Parco del Delta può essere raccontata e vissuta partendo da Ca’ del Pino, una splendida e comoda occasione visto che è l’unica struttura in quell’area dove poter pranzare, cenare e ristorarsi. A partire da maggio, attiveremo anche la formula picnic».

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