sabato
16 Maggio 2026

L’assessore allo Sport condanna l’aggressione subita dalla squadra Del Duca

La formazione di Castiglione aggredita a cinghiate dai tifosi del Cattolica

«Sono atti deprecabili che vanno condannati senza attenuanti», è il commento di Giacomo Costantini, assessore allo Sport del Comune di Ravenna, in riferimento all’aggressione subita il 21 ottobre dai giocatori della società di calcio Del Duca di Castiglione di Ravenna, negli spogliatoi dello stadio di Cattolica, da un gruppo di tifosi della squadra di casa dopo la partita del campionato di Promozione finita 3-2 per gli ospiti.

«Desidero solidarizzare con tutta la squadra, giocatori e dirigenti, del Del Duca per la violenza subita – prosegue Costantini in una nota inviata alla stampa–. Non devono perdere nemmeno un briciolo della loro voglia e passione per questo sport, ma continuare con decisione a perseguire i propri obbiettivi. Vorrei esprimere, altresì, vicinanza al Cattolica Calcio che sono certo saprà smarcarsi da questi gravi atti grazie alla serietà che la contraddistingue».

Il comunicato dell’assessore Costantini arriva nelle redazioni all’indomani dell’arresto di un tifoso del Ravenna, ma nella nota non ci sono riferimenti all’episodio che ha visto un pullman dei tifosi ospiti a Ravenna venire colpito da una bottiglia.

Un murale di Zed1 per celebrare la Romagna che si è rialzata dall’alluvione

L’opera dello street artist toscano è stata realizzata su una parete dello stabilimento del Conase, realtà sementiera tra le più importanti del Paese e associata a Legacoop Romagna: «È un monito per non dimenticare, perché c’è ancora tanta paura»

Vpp 6312 PostUn’opera imponente, 30 metri di larghezza per 5 di altezza: è il murale realizzato dallo street artist toscano noto come Zed1, al secolo Marco Burresi, su una parete esterna dello stabilimento della ditta Conase a Conselice, una sorta di un’opera “memoriale” per ricordare l’alluvione di maggio 2023 e celebrare l’impegno delle donne e uomini di quelle settimane. L’azienda, realtà sementiera tra le più importanti del Paese e associata a Legacoop Romagna, è stata colpita duramente dagli allagamenti come tutto il territorio conselicese.

«Abbiamo voluto fortemente quest’opera a ricordo dei tragici fatti dello scorso maggio – ha dichiarato un commosso Luca Bersanetti, direttore di Conase – perché tutti noi siamo stati profondamente toccati e con noi tutti gli abitanti di questo territorio. Noi ci occupiamo di sementi e siamo abituati a fare i conti con ciò che la natura ci dà. Sarebbe bello affermare che subito ci siamo rimboccati le maniche e che abbiamo posto rimedio a quanto accaduto. In realtà non è così, le ferite sono evidenti, la paura non è sparita e molti colleghi hanno avuto gravi danni anche alle abitazioni. Quest’opera, che con grande generosità Zed1 ha realizzato, è un monito a non dimenticare, è un abbraccio a tutti gli abitanti di questo territorio così ferito e rappresenta la madre acqua e il padre terra e il salvataggio del seme, che è la vita».

Paolo Lucchi è il presidente di Legacoop Romagna: «Si celebra un territorio ferito che si è tirato su le maniche, anche grazie al sostegno di Assicoop. Qui però devono arrivare risorse consistenti e certe perché la Romagna non si è sottratta, storicamente, ad aiutare il Paese e ora proprio la Romagna deve essere aiutata. Legacoop Romagna ha affiancato gli agricoltori che sono scesi in campo per far sentire la loro voce, e lo stesso farà con le altre sue cooperative laddove ce ne sarà bisogno».

All’inaugurazione erano presenti anche Andrea Sangiorgi (assessore all’ambiente di Conselice), Stefano Patrizi (responsabile settore agroalimentare di Legacoop Romagna), Andrea Dalmonte (presidente di Conase), Luca Bersanetti (direttore di Conase), Zed1, Marco Miccoli (curatore del progetto), i referenti di enti, associazioni e istituti che hanno contribuito all’operazione e i soci, i membri del CDA e i dipendenti di Conase

Zed1, da oltre due decenni, si è affermato come un autentico street artist. Attraverso una continua e diversificata evoluzione della sua tecnica, il suo stile si è trasformato parallelamente alla sua attività di writer, che lo ha spinto a decorare treni, pareti e varie superfici. Guidato dalla sua inclinazione per il figurativo, Zed1 ha dato vita a un universo di marionette umanoidi. Questi, nonostante la loro apparente oggettività, interagiscono con il mondo circostante, evolvendosi sia nello spazio sia nel tempo, come si può notare nel suo lavoro più recente, “Second Skin”. Zed1 si muove attraverso una sofisticata danza di forme e colori, immergendosi in un surrealismo postmoderno. Anche nei suoi aspetti più irrazionali, questo stile artistico richiama una lucida consapevolezza, a volte malinconica, a volte straordinariamente ironica.

Questi i Paesi esteri in cui sono state realizzate opere murali di Zed1:  Oslo (Norvegia), Roeselare (Belgio), Cardiff (Galles), Amsterdam (Olanda), Copenaghen (Danimarca), Deva (Romani), New York (Usa), Jersey city (Usa), Miami (Usa), Denwer (Usa), San Freancisco (Usa), Tokyo (Giappone), Fortaleza(Brasile), Playa del carmen (Messico), Tarafal, Ribeira Grande, Lisola di maio (Capoverde), Ponte de sor (portogallo), Pombal (Portogallo), Sant Ander (Spagna), Frontignan (Francia).

Un’anteprima dal sapore giapponese per il festival GialloLuna NeroNotte

Allo chalet la presentazione dell’ultimo libro di Guido Pasi, aperitivo con i gyoza e l’action painting di Pietro Galeati

Gialloluna Neronotte

Nuova edizione, la numero 21, per “GialloLuna NeroNotte”, organizzata dal 2003 dall’Associazione culturale Pa.Gi.Ne. di Ravenna.

C’è una prima novità importante: da quest’anno la rassegna fa parte anche del ricco cartellone di Ravenna Nightmare Film Festival e, grazie alla convenzione che quest’ultimo ha siglato con il Comune di Ravenna, è insieme anche all’Ottobre Giapponese.

Proprio per questo l’anteprima di oggi, 24 ottobre, accosterà alla presentazione del quinto romanzo di Guido Pasi, “Nebbia nera” (Eta Beta Coop Editore), un aperitivo con gyoza giapponesi (a prenotazione), preceduto dall’action painting del giovane artista Pietro Galeati. Il tutto allo Chalet dei giardini, che si trasformerà in una specie di “Casa del libro di genere” anche per gran parte del calendario seguente.

Viene poi confermata la preziosa collaborazione del Centro relazioni culturali, che ospiterà (3 novembre) l’attesa premiazione del concorso per racconti inediti, organizzato insieme al Giallo Mondadori, e con l’intervento dell’editor e scrittore Franco Forte. L’appuntamento, per altro, aprirà la 50esima edizioni degli Incontri letterari del Centro.

Seguiranno gli incontri parte integrante anche di Nightmare, dal 13 al 19 novembre. Infine un seguito consentito dalla collaborazione di “Liberamente Libri”, libreria Ubik di via Alberti 38, con il vincitore del concorso 2022 per il miglior romanzo inedito, Antonino Genovese, che presenterà “Il volo della civetta” (Clown Bianco Edizioni).

Ministri e aziende petrolifere a Ravenna per tre giorni per «una giusta transizione»

Fino al 26 ottobre Omc Med Energy, la storica manifestazione dedicata all’energia

OMC

Una “giusta transizione”. Questo il tema individuato dagli organizzatori per l’edizione 2023 di Omc Med Energy Conference, la manifestazione dedicata all’energia che si terrà a Ravenna da oggi (martedì 24) fino a giovedì 26 ottobre e che riunirà attorno a confronti e dibattiti operatori del settore energetico, stakeholder e istituzioni italiane e internazionali. Una tre giorni che trasformerà Ravenna – assicurano i promotori – «nel principale hub di dibattito sull’energia del Mediterraneo, punto di incontro tra Nord e Sud del mondo. Dove costruire soluzioni concrete e creare nuovi modelli di business che puntino alla transizione energetica e assicurino la sicurezza energetica, la competitività e la sostenibilità».

Tra le presenze istituzionali italiane ed europee: Gilberto Pichetto Fratin (Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica); Antonio Tajani (Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale), Kadri Simson (Commissaria europea per l’Energia), Vannia Gava (Viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica), Galeazzo Bignami (Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti). Insieme ai ministri del Mediterraneo: Tarek El Molla (Ministro del Petrolio e delle Risorse Minerarie dell’Egitto), Mohamed Arkab (Ministro dell’Energia e delle Miniere dell’Algeria), George Papanastasiou (Ministro dell’Energia, del Commercio e dell’Industria di Cipro), Walid Fayad (Ministro dell’Energia e dell’Acqua del Libano).

Tra le aziende presenti: Claudio Descalzi (Ceo Eni), Rachid Hachichi (Ceo Sonatrach), Giuseppe Ricci (Coo Energy Evolution, Eni), Giulia Costagli (Responsabile Technology Governance, Ferrovie dello Stato), Stefano Ballista (Ceo, Eni Sustainable Mobility), Filippo Abbà (Coo Technology e Innovation, Saipem), Bernardo Attolico (Chief Business Officer, Sace).

«Con l’edizione di quest’anno – dichiara Monica Spada, presidente di Omc Med Energy –, vogliamo essere sempre più un vero e proprio laboratorio per la creazione di nuove e innovative imprese che puntano alla transizione energetica, garantendo sicurezza energetica, competitività e sostenibilità».

«Nell’organizzare l’edizione 2023 di Omc – dichiara il presidente di Ravenna Offshore Contractors Associations (Roca) Renzo Righini -, abbiamo dovuto far fronte in primavera a difficoltà logistiche importanti dovute all’alluvione di maggio, che ne hanno reso necessario lo slittamento dalla primavera. Come sempre, la Conferenza guarda avanti, affrontando i temi della sostenibilità energetica e del mix di approvvigionamenti necessari per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione fissati al 2023 e al 2050. Operativamente, il 2023 per le aziende del settore è stato un anno di svolta e di cambiamento per diverse ragioni. In ambito locale, il via ai lavori per l’installazione del rigassificatore, con tutte le attività che comporta, sta dando e darà anche nel futuro delle importanti possibilità di lavoro alle aziende del territorio. Più in generale, al di là delle commesse tipicamente locali, nel mondo c’è stato un notevole risveglio dei lavori legati alle energie tradizionali. Gli ultimi due, tre anni sono stati complicati per le nostre aziende, ma in futuro avranno ricadute sicuramente molto positive sia per lo sviluppo epocale che il porto di Ravenna e le aree della logistica avranno grazie ai lavori dell’Hub, sia per il ruolo del Mediterraneo come area strategica geopoliticamente e decisiva sul piano degli approvvigionamenti energetici».

Nei giorni della fiera, gli ambientalisti hanno annunciato una serie di iniziative per ribadire l’importanza di abbandonare in fretta le fonti fossili.

Lancia bottiglia di vetro contro il pullman dei rivali: arrestato tifoso del Ravenna

L’episodio all’esterno dello stadio Benelli prima dell’inizio della partita tra giallorossi di casa e Sangiuliano City. Non è chiaro perché il mezzo con i tifosi ospiti sia passato proprio sotto la curva di casa

Schermata 2023 10 23 Alle 18.39.15Un tifoso del Ravenna è stato arrestato per aver lanciato una bottiglia di vetro contro un pullman di tifosi del Sangiuliano City all’esterno dello stadio Benelli prima dell’inizio della partita di calcio tra i giallorossi di casa e i gialloverdi milanesi andata in scena alle 14.30 di domenica 22 ottobre (settima giornata del girone D del campionato di serie D, 2-0 il risultato finale). Il tifoso ravennate è accusato di danneggiamenti: la bottiglia ha colpito il mezzo di trasporto frantumando un finestrino, ma non ha causato feriti. Nessuno è sceso dal pullman, che è ripartito in direzione “curva ospiti” e non ci sono stati scontri tra tifosi.

L’episodio è avvenuto in strada nei pressi dell’incrocio tra le vie Cassino, Montanari e Sighinolfi dove si trova l’ingresso della curva Mero che accoglie la tifoseria di casa e il bar che da sempre è lo storico ritrovo dei supporter giallorossi.

L’identificazione dell’autore del lancio della bottiglia è avvenuta in tempi rapidi perché il gesto si è verificato sotto gli occhi delle forze dell’ordine dislocate per il servizio d’ordine attorno allo stadio che, come noto ai residenti, impone limitazioni alla viabilità proprio per ragioni di sicurezza.

Alla luce di tutto questo resta da accertare come mai il pullman di sostenitori lombardi si sia trovato in quel punto che, come già ricordato, è di fatto il feudo dei tifosi per le partite di casa.

I fatti ricalcano in maniera quasi identica quelli accaduti esattamente due anni fa. Il 7 novembre 2021 nello stesso punto scoppiò una rissa tra tifosi rivali un paio di ore prima della partita tra Ravenna e Prato (serie D) dopo che un pullman degli ospiti si trovò a transitare in quello stesso punto. Per quei fatti la polizia indagò 40 persone distribuite tra le opposte fazioni. A dicembre 2022 invece la sentenza per gli scontri prima della partita di serie C Ravenna-Triestina del 23 febbraio 2020: otto condanne, sette assoluzioni e 16 messe alla prova (cioè lavori utili presso onlus, associazioni di animali e società sportive).

Lo scorso luglio, in una intervista rilasciata al sito online Ravenna Today, il nuovo questore di Ravenna, Lucio Pennella (che in passato ha anche diretto la “Squadra tifoseria” nell’ambito della Digos per contrastare la violenza negli stadi), commentò così quelle vicende del 2021: «Cercheremo di evitare errori come questi: un pullman di tifosi avversari non può passare davanti al bar degli ultras, è intercettabile, se non hai pensato di farlo è un errore che poi si può ripercuotere creando ulteriori rivalità tra i tifosi».

Legacoop: «La Finanziaria dimentica l’alluvione, intervengano i parlamentari locali»

Danni accertati per 8,9 miliardi di euro, risorse messe a disposizione finora per 4,7

Coccolia (foto Marco Parollo)«Finora i ristori per l’alluvione sono stati poco più del 3,8 percento dei danni subiti, pari circa 335,5 milioni, mancano all’appello oltre 4,2 miliardi di euro di fondi, ma la finanziaria approvata dal consiglio dei ministri non riserva neppure una risorsa alle famiglie, alle imprese e ai paesi martoriati da centinaia di frane». È l’affermazione di Legacoop che nelle sue diverse articolazioni (nazionale, Emilia-Romagna, Bologna, Romagna, Imola, Estense) ha deciso di scrivere ai parlamentari eletti nella zona, invitandoli a presentare emendamenti alla manovra, con lo scopo di colmare il divario tra gli 8,9 miliardi di danni accertati e i 4,68 miliardi messi a disposizione finora dal governo. Ad esempio, chiedendo che il tesoretto da 400 milioni di risorse supplementari — da più parti anticipato — venga posto «a disposizione della Romagna e delle sue ferite». La recente ordinanza Imprese del commissario Figliuolo mette a disposizione risorse fino a 40mila euro per ogni azienda, «che sono largamente insufficienti per numerose realtà, a cominciare dalle cooperative agricole braccianti».

La lettera riepiloga la contabilità dei danni accertati tra patrimonio pubblico (3,8 miliardi), abitazioni (2,2 miliardi), imprese (1,2 miliardi), agricoltura (1,1 miliardi) e interventi di emergenza e messa in sicurezza del territorio (682 milioni). Sono 4,68 invece i miliardi di euro stanziati nel complesso dal governo, che oltre a essere insufficienti, dovranno andare a coprire i danni non solo per l’Emilia-Romagna, bensì anche per Marche e Toscana.

Nonostante le aspettative della Romagna, potrebbe non essere la manovra finanziaria 2024, appena approvata dal Consiglio dei Ministri, a garantire le risorse economiche che mancano. «Il condizionale è d’obbligo, visto che il testo integrale della manovra non è ancora arrivato nelle mani di nessuno. E non basta, a rassicurarci, il fatto che qualcuno stia anticipando le nostre obiezioni, facendo notare che la piattaforma per raccogliere le richieste dei ristori messa a punto dalla Regione Emilia-Romagna, verrà attivata dal 15 novembre e che quindi è più sensato aspettare il mese prossimo, piuttosto che avviare in manovra un percorso basato su stime che poi rischiano di essere errate rispetto alle domande che verranno presentate effettivamente sul territorio».

Cade un elicottero vicino all’E45: due militari al Bufalini

Durante un atterraggio di emergenza, a causa di un’avaria. I feriti non sono in pericolo di vita

Attimi di paura nel pomeriggio di oggi, 23 ottobre, nei pressi dell’aeroporto La Spreta di Ravenna dove un elicottero militare si è rovesciato dopo aver tentato un atterraggio di emergenza a causa di un’avaria. I due militari a bordo – di 40 e 50 anni circa – sono stati trasportati al Bufalini di Cesena, ma non sarebbero in pericolo di vita.

A causa dell’incidente, avvenuto in un campo adiacente la strada, è stata temporaneamente chiusa al traffico l’E45, in direzione Ravenna, all’altezza del km 248. La chiusura temporanea si era resa necessaria – fanno sapere da Anas – per consentire alle forze dell’ordine la gestione dell’evento e far defluire i flussi di traffico della zona interessata dall’incidente.

Al cimitero 28 loculi disponibili: si parte da 1.800 euro per 40 anni di concessione

Le domande si possono presentare dal 30 ottobre, la graduatoria di assegnazione sarà fatta in base all’ordine di presentazione delle richieste

Cimitero BagnacavalloNel cimitero di Bagnacavallo sono disponibili 28 loculi in concessione. Le domande vanno presentate dal 30 ottobre al 30 novembre. Possono fare domanda i residenti che hanno più di 70 anni; chi ha meno di 70 anni se nel comune di Bagnacavallo è già sepolta la salma di un genitore, un coniuge, un figlio o convivente anagrafico; residenti per i quali non vi sia coniuge o parente in vita entro il secondo grado, i cittadini già residenti nel comune che hanno mutato la residenza non per loro determinazione ma per ricovero in strutture sociosanitarie e socioassistenziali. L’assegnazione dei loculi sarà effettuata a partire dall’1 gennaio 2024.

Una volta esaminate la regolarità amministrativa e il possesso dei requisiti richiesti, la graduatoria verrà formata in base all’ordine cronologico di presentazione e sarà poi pubblicata all’albo pretorio e sul sito online del Comune. Il prezzo di concessione parte da 1.782 euro per una concessione di 40 anni in quarta fila (dal basso) per arrivare a 4.053,50 per una concessione di 60 anni in seconda fila. Il prezzo è stato stabilito con deliberazione della giunta comunale.

Le domande vanno presentate online a questo link (dalle 8.30 del 30 ottobre) oppure con la consegna a mano all’Ufficio Protocollo del Comune, al pianterreno di Palazzo Vecchio, in piazza della Libertà 5. La consegna potrà essere effettuata dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13 e il sabato dalle 8.30 alle 12.30. Le domande consegnate manualmente devono essere contenute in una busta che deve recare all’esterno, oltre all’intestazione del mittente e all’indirizzo dello stesso, la dicitura: “Domanda concessione loculo cimitero di Bagnacavallo”.

Per informazioni: Alessia Branzoni 0545-280871 e branzonia@comune.bagnacavallo.ra.it, Alessandra Miceli 0545 280868 e micelia@comune.bagnacavallo.ra.it.

È tornata a Ravenna la “Barca di Teodorico”: verrà restaurata ed esposta al Classis

Arrivata con un “trasporto eccezionale”, ora è in un magazzino preso in subaffitto da Azimut per conto del Comune di Ravenna

La “Barca di Teodorico” è tornata a Ravenna. Prende così avvio in maniera tangibile il percorso, al quale in realtà si sta lavorando già da diverso tempo, che porterà alla restituzione alla comunità ravennate del prezioso reperto archeologico, rinvenuto nel 1998 durante i lavori di realizzazione del parco Teodorico.

Del suo “abbandono” ne avevamo parlato, tra i primi in città, a questo link.

Il progetto per riportare la nave a Ravenna, voluto dalla Soprintendenza e dal Comune, è iniziato nel corso del 2021 con l’ottenimento di un importante finanziamento del ministero della Cultura, finalizzato al trasferimento e all’esecuzione di indagini diagnostiche per acquisire dati utili alla successiva progettazione del restauro. Durante questi tre anni sono state svolte analisi in collaborazione con l’Istituto Centrale del Restauro e si sono effettuati lavori finalizzati a consolidare la struttura contenitiva del reperto per consentirne il trasporto in assoluta sicurezza. Contemporaneamente sono stati aperti alcuni tasselli del guscio contenitivo per verificare lo stato conservativo del legno attraverso esami specialistici indispensabili a definire il tipo di restauro che sarà necessario operare. Soltanto al termine di queste operazioni è stato finalmente possibile dare avvio allo spostamento della barca da Comacchio, dove era custodita dal 1999, nel padiglione marino del Museo archeologico, a Ravenna.

«L’arrivo della barca di Teodorico a Ravenna – commentano il sindaco Michele de Pascale e l’assessore alla Cultura Fabio Sbaraglia – segna finalmente un primo, importantissimo, passo in avanti verso il concretizzarsi di un progetto che era nel nostro cuore e nelle nostre speranze da diverso tempo e per il quale ci siamo impegnati molto nel ricercare i fondi necessari, trovandoli due anni fa nell’ambito dell’Accordo di valorizzazione da parte dell’allora ministro della Cultura Dario Franceschini, che ringraziamo. Finalmente la nave di Teodorico è tornata a Ravenna e ora può prendere avvio il percorso che porterà alla valorizzazione e alla restituzione alla comunità, nell’ambito del museo Classis di questo reperto archeologico di altissimo pregio risalente all’epoca di Odoacre».

Per il Soprintendente Federica Gonzato è «un passo importante per arrivare concretamente alla valorizzazione finale dell’imbarcazione e della sua fruizione al museo Classis oltre a rappresentare un’importate sinergia tra enti che vede nella collaborazione un punto di forza degli attori culturali del territorio».

Partita nella tarda mattinata di giovedì da Comacchio, la nave è giunta a Ravenna nel primo pomeriggio con un trasporto eccezionale realizzato dal Consar per conto della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna Forlì-Cesena e Rimini e il giorno dopo, venerdì, è stata collocata in un immobile di via Zara facente capo ad Azimut, sede individuata di concerto tra Soprintendenza e Comune, presa in sublocazione transitoria da Azimut stessa da parte del Comune.

Come spiegavamo già a questo link, si tratta di una sublocazione perché il magazzino fa parte di una porzione più ampia di un immobile di proprietà di Commercianti Indipendenti Associati Soc. Coop. che lo ha affittato ad Azimut come deposito di mezzi aziendali. Il contratto, della durata di un anno con possibilità di eventuali proroghe, prevede un canone annuo di 4.800 euro, comprensivo del sistema di protezione per la perimetrazione dell’area, della video sorveglianza e delle spese per le utenze oltre all’utilizzo delle parti comuni.

La stipula del contratto era stata preceduta da un sopralluogo fatto congiuntamente da Comune e Soprintendenza per verificare l’adeguatezza dell’edificio per il ricovero temporaneo di un bene di tale importanza.

Reperto archeologico di competenza statale, la “Barca di Teodorico” fu rinvenuta nel 1998 durante i lavori per la realizzazione del parco Teodorico. L’imbarcazione di età tardo-antica, risalente all’epoca di Odoacre (435-495), aveva parte del carico ancora conservato. L’allora Soprintendenza ai Beni archeologici dell’Emilia-Romagna dispose il trasferimento del reperto, di indubbio pregio, all’interno di un guscio protettivo in vetroresina, a Comacchio, dove l’imbarcazione fu sottoposta ad un processo di consolidamento con applicazione di Peg, polimero utilizzato per il recupero dei legni archeologici bagnati.

A settembre del 2021 è stato annunciato dall’allora ministro della Cultura Dario Franceschini un finanziamento di 2 milioni e mezzo di euro nell’ambito dell’Accordo di valorizzazione che ha come fulcro l’area di Classe. Il finanziamento del Ministero comprende un intervento di riqualificazione della basilica di Sant’Apollinare in Classe, con il rifacimento di tutti gli infissi e la realizzazione di un nuovo impianto di illuminazione nell’area di accesso, ma soprattutto la valorizzazione della “Barca di Teodorico” in un padiglione dedicato del museo Classis, di cui sono state recentemente inaugurate due nuove sezioni.

Difficile prevedere le tempistiche del restauro, si stima comunque non oltre il 2026, al termine di un cantiere che potrebbe essere aperto alla visione del pubblico, all’interno del museo.

Capannone bruciato prima dell’asta, individuati tre possibili punti di innesco

La procura ha affidato una consulenza tecnica nelle indagini sull’immobile delle Bassette. Intanto l’immobile è stato aggiudicato: gara fra due imprese a partire da 262.500 euro, l’offerta più alta è stata 322.500

Schermata 2023 10 20 Alle 11.54.20Sono state due le società che hanno presentato un’offerta per il capannone nella zona artigianale Bassette di Ravenna coinvolto in un incendio il giorno prima dell’asta nell’ambito della procedura di liquidazione amministrativa coatta della cooperativa Tipografia Moderna. Prezzo base 350mila euro a fronte di un valore stimato da perizia di 900mila con offerta minima di 262.500: aggiudicazione a un’azienda ravennate specializzata in isolanti termici per 322.500 euro.

L’apertura delle buste e la gara, come riportano i quotidiani locali Resto del Carlino e Corriere Romagna, sono avvenute il 19 ottobre nello studio di un notaio di Ravenna. L’altra concorrente era un’immobiliare cittadina. Un anno e mezzo fa circa la prima asta se l’era aggiudicata un’azienda di Roma, che però non aveva saldato l’importo. Poi erano seguite altre due aste andate deserte. Non si è presentata all’asta la Edizioni Moderna, ditta che dal 2013 aveva preso in affitto il magazzino per poi comprare nel 2017 il ramo d’azienda dalla storica Tipografia Moderna (finita in liquidazione) e tutt’ora presente all’interno degli spazi parzialmente bruciati.

Intanto la procura che indaga ha affidato un incarico di consulenza a un esperto. Come riporta il Corriere Romagna, pare siano stati trovati sul posto tre possibili punti d’innesco che darebbero forza alla pista del rogo doloso. Il fascicolo per incendio risulta al momento ancora contro ignoti e il capannone rimane sotto sequestro.

Invasione di dinosauri al campo da golf: è la protesta di Greenpeace contro l’Omc

Attivisti da tutta Europa per chiedere “l’estinzione” delle fonti fossili

Greenpeace CerviaAttivisti di Greenpeace Italia hanno interrotto una partita di golf organizzata nell’ambito della fiera Omc Med Energy a Ravenna, dove si incontrano anche ministri e dirigenti delle aziende petrolifere dei Paesi del Mediterraneo.

Un gruppo di attivisti provenienti da Belgio, Croazia, Francia, Germania, Italia, Slovacchia, Spagna e Ungheria, travestiti da dinosauri con i loghi di alcune delle principali compagnie di combustibili fossili, hanno pacificamente invaso il campo da golf. Un secondo gruppo ha quindi esposto un grande striscione con la scritta: “Stop playing with our lives” (smettete di giocare con le nostre vite) e aperto alcuni banner con le scritte “Le fonti fossili meritano l’estinzione”, “Gas e petrolio = Guerra e conflitti” e “Basta crimini fossili” in italiano, inglese e francese.

«Come accaduto ai dinosauri, anche le aziende dei combustibili fossili devono prepararsi all’estinzione – dichiara Chiara Campione, responsabile dell’Unità Clima di Greenpeace Italia -. Mentre milioni di persone subiscono gli impatti del caos climatico, i dirigenti del settore petrolifero e del gas pensano solo ad accumulare profitti. Ora basta: per il bene delle persone e del pianeta, l’era dei combustibili fossili deve finire. Governi, legislatori e tribunali devono riconoscere i crimini commessi dall’industria dei combustibili fossili, costringendola a smettere di trivellare e iniziare a pagare per i danni causati».

«In tutto il mondo – continua Anna von Gall, responsabile del progetto Climate for Peace di Greenpeace Germania – esiste un filo che collega i combustibili fossili e l’aumento della militarizzazione e dei conflitti. Le aziende fossili alimentano guerre e conflitti per accedere al gas e al petrolio, e dobbiamo ritenerle colpevoli per le morti e i danni di cui sono responsabili. Non è più socialmente accettabile che l’industria fossile continui a operare come se niente fosse, occorre realizzare una transizione pacifica verso le fonti rinnovabili».

L’ex ambasciatore in Giordania: «È finita la carriera politica di Netanyahu»

Patrizio Fondi insegna all’università a Ravenna dopo importanti incarichi in Medio Oriente, per l’Italia e per l’Unione europea: «Il premier ha consentito l’arrivo di soldi dal Qatar a Gaza pensando che questo bastasse per tenere sotto controllo la situazione». Sui metodi di Hamas: «Copia lo Stato islamico per avere più efficacia ma non ha intenti di jihad contro l’Occidente»

Foto dalla pagina Facebook della ong Educaid di Rimini attiva in PalestinaIl Medio Oriente è stato a lungo la sede di lavoro della carriera diplomatica di Patrizio Fondi. Dal 2013 per due anni ambasciatore italiano a Amman, capitale della Giordania che confina con Israele e ha una popolazione composta al 60 percento da palestinesi. Dal 2015 al 2019 negli Emirati Arabi come ambasciatore per l’Unione europea. Oggi Fondi insegna “Storia della diplomazia culturale nel ‘900” a Ravenna al corso di laurea in “Storia, società e culture del Mediterraneo” nel dipartimento di Beni culturali dell’Università di Bologna.

Professor Fondi, dal periodo in cui è stato ambasciatore in Giordania che ricordi ha della questione Israele-Palestina? 

«Ho assistito all’ultimo periodo in cui ci sono stati dei tentativi di negoziato tra le due parti. Il segretario di Stato americano, John Kerry, fece una dozzina di viaggi nell’area per cercare di riannodare il dialogo ma non ci riuscì».

Qual era lo sguardo della Giordania a queste vicende? 

«C’era grande preoccupazione perché si delineava la fine dell’ipotesi dei “Due popoli due Stati” e questo, in ottica giordana, significa due contraccolpi. Il primo: un ulteriore travaso di palestinesi in Giordania dove già rappresentano il 60 per cento circa della popolazione e hanno in mano buona parte dell’economia. Il secondo: finire per considerare la Giordania come lo Stato palestinese oppure crearne uno minuscolo confederato con la Giordania e quindi di fatto una finzione».

Per molti è inspiegabile che il dotatissimo Israele si sia fatto sorprendere da una forza meno organizzata come Hamas. Che spiegazione può esserci? 

«La prima considerazione è che negli ultimi mesi le proteste clamorose e generalizzate di tutte le categorie, inclusi i servizi di sicurezza, contro la riforma giudiziaria caldeggiata dal governo hanno distratto tutte le istituzioni dai loro compiti. La ragione determinante, a mio avviso, è stata l’erronea convinzione di Netanyahu che Hamas fosse in una situazione così comoda da non avere motivi per creargli seri problemi».

Foto dalla pagina Facebook della ong Educaid di Rimini attiva in PalestinaIl premier di Israele ha sottovalutato Hamas? 

«Mirando alla creazione di un unico Stato binazionale a egemonia ebraica inglobante tutti i territori, Netanyahu ha sostanzialmente consentito ad  Hamas, contraria al riconoscimento di Israele a differenza dell’Autorità nazionale palestinese di Abbas, di sopravvivere e consolidarsi, al fine di avere il pretesto per dire che la dirigenza dei suoi avversari era divisa sugli obiettivi da raggiungere e dunque indisponibile per un vero negoziato sulla soluzione dei due Stati a lui invisa. Il premier si è illuso di poter gestire indefinitamente Hamas, anche consentendo l’arrivo nella striscia di Gaza di fondi provenienti dal Qatar, nella convinzione che tale gruppo si sarebbe accontentato di governare la striscia senza agitarsi troppo».

Hamas è da considerare la nuova forma del sedicente Stato islamico? 

«Hamas è un movimento terroristico di resistenza che vuole liberare un territorio, è paragonabile all’Ira in Irlanda o l’Eta nei Paesi baschi in Spagna. Viceversa non ha gli intenti di jihad globale contro tutto l’Occidente tipici dell’Isil. Ma la degradazione della questione palestinese ha portato all’assorbimento dei metodi dell’Isil da parte di Hamas per un effetto di imitazione a fini di maggiore efficacia. Hamas ha usato metodi efferati mai usati prima per spingere Israele a reagire in maniera eccessiva e a trovarsi isolato a livello internazionale».

L’escalation aumenterà ancora con la reazione di Israele? 

«Israele è nel mezzo di un dilemma. Da un lato ha la necessità di riaffermare la propria forza per intimorire i nemici e rassicurare i propri cittadini. Dall’altro capisce che con una reazione sproporzionata rischia appunto l’isolamento internazionale, anche mettendo in pericolo il processo di normalizzazione in corso con vari Paesi arabi, e l’allargamento del conflitto al gruppo Hezbollah presente in Libano se non addirittura all’Iran con l’apertura di due fronti in contemporanea».

Chi può aiutare i negoziati? 

«L’Egitto da sempre ha una tradizione di mediazione. E poi ovviamente soprattutto gli Stati Uniti che possono influenzare Israele facendo leva sui miliardi di dollari che forniscono per la sua difesa. Anche il Qatar può giocare un ruolo importante, essendo un finanziatore di Gaza, soprattutto nella delicatissima questione degli ostaggi catturati da Hamas. La questione cruciale per il tavolo di pace sarà trovare un interlocutore credibile sul lato palestinese. Non potrà essere Hamas, per ovvie ragioni».

Chi potrà avere quel ruolo? 

«Penso a una figura come Marwan Barghuthi, prigioniero politico in carcere in Israele da oltre vent’anni. Potrebbe ridare fiato all’Autorità palestinese e limitare lo spazio di Hamas fra la popolazione perché ha la credibilità della coerenza. Al tempo stesso può essere accettabile per Israele perché non si è macchiato di massacri particolarmente efferati».

La Giordania oggi è da considerare un possibile mediatore fra le parti? 

«Può contribuire alla distensione dell’atmosfera, ma ha dei limiti oggettivi. L’impotenza a contrastare i frequenti tentativi di violazione, da parte di esponenti religiosi israeliani, dello status quo nei luoghi santi di Gerusalemme, in base al quale solo i musulmani possono pregare, a differenza degli ebrei che devono limitarsi a visitarli, ha indebolito il re giordano che è tradizionalmente il custode  di tali luoghi, come riconosciuto formalmente anche dall’Autorità nazionale palestinese. L’altro limite dei giordani è la debolezza dell’economia che si regge su aiuti esterni americani, europei e giapponesi».

Non ha citato l’Unione europea tra i negoziatori… 

«Dobbiamo prendere atto che nella situazione attuale l’Ue non è in grado di fare politica estera in maniera incisiva, limitandosi in sostanza ad  attività di cooperazione allo sviluppo e aiuti umanitari. L’Europa purtroppo non ha una sintesi comune tra le posizioni dei vari Stati membri e manca di personalità carismatiche che possano rappresentarla efficacemente».

Sul lato israeliano potrà essere Netanyahu la figura di dialogo? 

«Credo che siamo di fronte alla fine della carriera politica di Netanyahu, già vacillante per proteste interne. Il meccanismo politico del suo progetto gli è scoppiato violentemente in mano il 7 ottobre ed è pertanto prevedibile che il popolo israeliano non gli confermerà la fiducia in occasione delle elezioni che verosimilmente avranno luogo dopo la fine del conflitto».

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