mercoledì
12 Agosto 2026
Lavori pubblici

Odissea nuovo palazzetto, esposti di Fdi a Corte dei Conti e Autorità anticorruzione

Il cantiere aprì nel 2019 con la previsione di finire nel 2021 e costare 15 milioni: dopo 7 anni è ancora incompleto e la spesa è arrivata a 27 milioni

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La gestione della gara d’appalto del Comune di Ravenna per la costruzione del nuovo palazzetto dello sport e l’intero percorso amministrativo e tecnico dell’opera sono l’argomento di un esposto alla Corte dei conti e una segnalazione all’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, presentati dal gruppo consigliare di Fratelli d’Italia a Ravenna.

Si tratta di due iniziative parallele ma distinte, rivolte a due autorità diverse, affinché ciascuna possa valutare gli aspetti di propria competenza. Alla Corte dei conti viene chiesto di valutare gli eventuali profili connessi agli incrementi di spesa, verificando se questi trovino piena giustificazione negli atti tecnici e amministrativi, oltre agli aspetti relativi alle varianti, alle modifiche contrattuali e alle ulteriori lavorazioni, anche alla luce delle criticità emerse durante l’esecuzione dell’opera. All’Anac viene invece sottoposta la vicenda sotto il profilo della regolarità della gestione dell’appalto e delle procedure amministrative, affinché possano essere svolti gli approfondimenti eventualmente ritenuti necessari.

Il lavoro svolto nelle ultime settimane dai consiglieri di Fdi ha consentito di raccogliere e organizzare una documentazione particolarmente ampia: 260 pagine tra articoli di stampa, atti amministrativi, documenti ufficiali e ricostruzioni della vicenda, corredate da 18 allegati.

Un lavoro di ricostruzione che ripercorre – senza pretendere di essere esaustivo – le principali tappe della storia dell’opera: dall’aggiudicazione dell’appalto alla progettazione esecutiva, dalle successive modifiche del quadro tecnico-economico alle perizie e alle varianti, fino alle più recenti attività di verifica sulla struttura.

Il principale partito di opposizione aveva annunciato l’intenzione di presentare gli esposti nel corso di una conferenza stampa svolta lo scorso maggio in sintonia con altre forze di minoranza.

«Quasi dieci anni di annunci – si legge nella nota di Fdi – hanno accompagnato la non realizzazione di una grande infrastruttura per la città, attraverso modifiche progettuali, varianti, proroghe, incrementi dei costi, ulteriori lavorazioni e, più recentemente, verifiche e approfondimenti sulle strutture: di fronte a un percorso così lungo e complesso, abbiamo ritenuto doveroso ricostruire ogni passaggio possibile sulla base della documentazione disponibile e sottoporre gli elementi raccolti a chi, per legge, dispone degli strumenti per effettuare le necessarie verifiche. Stiamo facendo ciò che riteniamo debba fare chi svolge un ruolo politico e istituzionale».

Al centro dell’iniziativa ci sono una serie di circostanze: il significativo prolungamento dei tempi di realizzazione rispetto alle previsioni iniziali (il cantiere cominciò nel 2019 e doveva concludersi nel 2021, ma nel 2026 è ancora in corso e il Comune rifiuta di dare previsioni sul completamento), l’incremento del quadro economico (dai 15 milioni della stima iniziale si è arrivati già a 27 e non è ancora la cifra definitiva), le modifiche contrattuali e le varianti, le ulteriori lavorazioni e le criticità tecniche emerse nel corso dell’esecuzione (diverse interruzioni per interdittive antimafia alle ditte in cantiere e prove di tenuta non superate).

Particolare attenzione viene inoltre dedicata alle più recenti attività di verifica riguardanti gli elementi strutturali della copertura, comprese le procedure relative ai controlli delle saldature, alle verifiche di secondo livello e alle prove di carico sulle travi.

«Il punto non è soltanto quanto è costata quest’opera – afferma il capogruppo Nicola Grandi –. Il punto è capire come si sia arrivati a determinati costi, a determinati tempi e a determinate necessità di intervento e verifica. Quando un’opera pubblica strategica attraversa un percorso così lungo e articolato, è doveroso che ogni passaggio possa essere ricostruito, verificato e spiegato con assoluta trasparenza».

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