«Non esiste nessuno più straniero di un neonato, l’esilio costringe alla fame e al mendicare, chi è costretto ad andare via sa che il pane straniero sa di sale e conosce il valore di spezzarlo insieme, di essere cum-panem». Al culmine delle celebrazioni dantesche di domenica 13 settembre, lo storico e divulgatore Tomaso Montanari ha offerto alla città una Lectio Magistralis su “Dante esule” (ce la racconta qui Ernesto Moia).
La figura del poeta diventa per Montanari «Un racconto di unione per tutte le genti del mondo», ma il capogruppo comunale di Fratelli d’Italia Nicola Grandi non ci sta: «Le celebrazioni per il 705° anniversario della morte di Dante Alighieri meritavano di essere un momento condiviso, dedicato al legame che unisce il poeta a Ravenna, non un’occasione per comunicazioni di carattere politico». A essere contestate da Grandi «non sono la preparazione o le opinioni del professor Montanari, perché ogni idea deve essere rispettata» ma il fatto che il pagamento del compenso al divulgatore sia stato corrisposto direttamente dal Comune: «Abbiamo avuto modo di verificare che per questa iniziativa il Comune ha corrisposto un compenso di 1.000 euro, fatto che rende legittimo chiedersi se fosse opportuno destinare denaro pubblico a un intervento che, anziché rimanere concentrato sul tema dantesco, ha incluso riferimenti e attacchi di carattere politico».
La richiesta rivolta all’Amministrazione comunale è ora quella di assumersi la responsabilità politica dell’intervento: «Da un lato appare infatti decisamente discutibile l’accostamento tra l’esilio di Dante e il tema dell’immigrazione irregolare dato che Dante fu cacciato da Firenze e trovò proprio a Ravenna accoglienza e ospitalità: utilizzare quella vicenda storica per sostenere una tesi riferita a una questione politica contemporanea significa portare il tema della lectio su un terreno estraneo alla celebrazione dantesca – conclude Grandi – Dall’altro anche i riferimenti alla politica nazionale e internazionale con attacchi diretti ad un ministro e la frase “Palestina libera” pronunciata come ciliegina sulla torta al termine dell’intervento non fanno certamente onore al relatore: non è il contenuto delle opinioni personali a essere in discussione, ma l’opportunità di utilizzare un’iniziativa istituzionale, inserita nelle celebrazioni della città e finanziata con risorse pubbliche, come occasione per esprimerle. Mille euro possono non rappresentare una cifra enorme per un bilancio comunale ma il problema non è tanto e soltanto quanto si spende quanto per che cosa si spendono i soldi dei cittadini».
Nicola Grandi


