Da un anno il Comune di Ravenna ha istituito un Osservatorio sui prezzi dei beni di consumo. E ora Fratelli d’Italia si chiede quali risultati abbia prodotto l’iniziativa messa in campo dalla giunta Barattoni (una delle promesse della campagna elettorale). «Fatto così è come un bel termometro – commenta Nicola Grandi, capogruppo di Fdi –, dice che hai la febbre, ma non ti cura».
La critica di Grandi parte da un dato di oggi, 19 agosto: a Ravenna il caffè al bar è aumentato del 24,2 percento in cinque anni e mentre la tazzina in Italia costa in media 1,29 euro la nostra città si colloca nella parte alta della classifica, tra le province nelle quali il prezzo medio ha raggiunto o superato 1,40 euro. «Il simbolo di un problema molto più grande: il costo della vita continua a mordere il potere d’acquisto dei ravennati».
L’Osservatorio si è riunito quattro volte tra settembre 2025 e giugno 2026, ha analizzato i dati sull’inflazione, coinvolgendo categorie economiche e parti sociali. «Mentre l’Osservatorio osservava – commenta Grandi –, i prezzi continuavano a salire. Non chiediamo alla giunta di controllare il prezzo del caffè con un’ordinanza, nessuno lo pretende. Chiediamo qualcosa di molto più semplice: quali politiche concrete sono state messe in campo per sostenere il potere d’acquisto dei ravennati? Perché convocare un tavolo, presentare dati e fotografare l’inflazione non significa averla combattuta».
Il Comune disponeva già di una struttura statistica che rileva mensilmente migliaia di prezzi: «L’Osservatorio doveva quindi fare un passo ulteriore – secondo il parere del consigliere di centrodestra –: trasformare i numeri in strategie e interventi concreti ma dopo quattro incontri trimestrali, il bilancio appare decisamente negativo».
La questione riguarda direttamente l’amministrazione comunale: «Ha a che fare sulle modalità con cui non si sostiene il commercio di vicinato, sul come non si riducono i costi indiretti che gravano sulle attività, sul come non si aumenta il reddito disponibile delle famiglie e più complessivamente sul come non si rende Ravenna meno costosa per chi ci vive e lavora. Se in campagna elettorale si prometteva uno strumento per calmierare l’inflazione è il momento di spiegare ai cittadini quali risultati concreti siano stati ottenuti. Chiederemo, insieme agli alleati di FI e Viva Ravenna, la convocazione di una commissione sul carovita, il funzionamento dell’osservatorio e sugli eventuali costi di una attività che si sarebbe dovuta svolgere a costo zero».



