venerdì
18 Settembre 2026
il caso

Certificati anti Cpr, interviene anche Ilaria Cucchi: «Dal Pubblico ministero di Ravenna un’intimidazione»

La senatrice di Avs denuncia l'acquisizione delle telefonate con Nicola Cocco: «Non smetterò di lavorare contro i Cpr»

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Il caso dei certificati anti-Cpr arriva anche in Parlamento e sui social di Ilaria Cucchi. La senatrice di Alleanza Verdi e Sinistra, da tempo impegnata sul tema dei Centri di permanenza per il rimpatrio, ha pubblicato nelle ultime ore un intervento sul web, rivolgendosi direttamente al “pubblico ministero della Procura di Ravenna” che sta conducendo l’inchiesta.

Al centro del post c’è il rapporto con Nicola Cocco, medico tra le figure finite sotto la lente dell’indagine (qui le sue dichiarazioni durante un incontro pubblico organizzato a Brisighella). Cucchi sostiene infatti che la Procura abbia acquisito «le mie conversazioni telefoniche con il dottor Nicola Cocco», definendolo «un atto che va contro l’articolo 68 della Costituzione». Che disciplina, tra l’altro, le garanzie previste per i parlamentari nell’esercizio delle loro funzioni.
«Sappia, caro Pubblico Ministero – prosegue il post di Ilaria Cucchi -, che questo non mi fa paura: non ho niente da nascondere, ma la percepisco come un’intimidazione», scrive la senatrice, che rivendica poi la volontà di continuare a occuparsi della vicenda. «Non smetterò di occuparmi di questa materia e di lavorare contro l’istituzione dei Cpr», aggiunge, definendo i Centri di permanenza per il rimpatrio «realtà inutili e disumane».

Il rapporto tra Cocco e Cucchi sul tema dell’immigrazione e dei Cpr è peraltro pubblico e precedente all’attuale vicenda giudiziaria: i due hanno partecipato insieme anche a iniziative pubbliche dedicate alle condizioni delle persone migranti e al sistema dei Cpr.

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