Tra shopping e ristoranti, la colpa non è dei cittadini

Ora ci stanno arrivando un po’ tutti, presidente della Regione Bonaccini in primis: ma non sarà stata una contraddizione aver incentivato con il cosiddetto Cashback di Stato gli acquisti nei negozi “fisici”, meglio se nei centri storici (tenendo per esempio chiusi quelli commerciali nei weekend) e poi stracciarsi le vesti alla prima immagine di assembramenti di gente che fa shopping nelle vie dello shopping?

Non sarà davvero troppo prendersela con i cittadini irresponsabili se fanno cose che sono consentite e anzi incentivate?

E nel loro piccolo, anche le Amministrazioni comunali non dovrebbero farsele due domande? Allestire nuove luminarie natalizie in centro a Ravenna, per di più “attivabili” con un Qr Code (quindi solo se si va sul posto con un telefono e si inquadra il Qr Code) non è comunque una sorta di invito rivolto alle persone a frequentare il centro stesso? Persone che durante la settimana si spera stiano lavorando e che quindi potrebbero coglierlo solo, e tutte, nel weekend?

E confermare anche quest’anno i parcheggi gratuiti dalle 16, non equivale a dire alle persone che su, forza, in centro dalle 16 è pure conveniente andare? O allo stesso modo riportare la giostra in piazza Kennedy?

Per non parlare di Russi, o Faenza, dove erano (qualcuno nel frattempo è già stato annullato) stati allestiti perfino dei cartelloni di eventi per bambini, non in streaming, ma itineranti per le vie del centro.

O a Lugo, dove si vota per quali canzoni mandare in filodiffusione durante le feste, per rendere più piacevole lo shopping, immaginiamo, o comunque la passeggiata in vie potenzialmente affollate.

Senza considerare le varie casette di Babbo Natale con bambini e famiglie in fila che abbiamo visto fotografate anche nei paesi della nostra provincia in questi giorni.

Il tutto mentre, al momento in cui sto scrivendo queste righe, sono in corso vertici tra ministri e Governatori per capire cosa fare nei weekend e nei giorni festivi da qui al 6 gennaio. Perché se non ci saranno cambiamenti, sia chiaro, si potrà andare al ristorante regolarmente e poi subito dopo sentire al telegiornale qualcuno che si lamenta perché la gente è andata al ristorante.

Ma è troppo chiedere alle istituzioni di prendere decisioni chiare e inequivocabili? E chiedere, naturalmente, perché qui sta l’inghippo, che poi agiscano di conseguenza e che trovino i soldi per gli indennizzi a chi verrà danneggiato dai provvedimenti? Oppure dovremo continuare a colpevolizzare i cittadini per non riuscire a fare quello che si può fare ma che sarebbe meglio non fare? E solo perché nessuno è riuscito davvero a permetterci di convivere, con questo virus, in ogni campo, a ogni latitudine, dimostrando ovunque, invece, la solita inadeguatezza.

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