Sanitari del 118 sulle spiagge e tra i boschi, per formare bagnini di salvataggio e operatori del soccorso alpino in vista della stagione estiva. L’obiettivo è quello di rafforzare la sinergia operativa e l’integrazione tra i diversi servizi di emergenza, migliorando la capacità di risposta sia nelle aree naturali della costa che in quelle dell’entroterra.
In ambito balneare, le esercitazioni sono partite ieri (12 maggio) e proseguiranno fino al 14, nelle spiagge libere di Cervia e di Milano Marittima. Per i bagnini di salvataggio della Cooperativa di Cervia, le esercitazioni principali riguardano la gestione di casi di sindrome da sommersione e simulazioni del recupero di bagnanti in difficoltà. Una parte è dedicata alla presa in carico e alla gestione del paziente in sinergia con il personale del 118 Romagna, con l’esecuzione delle manovre rianimatorie e la gestione sanitaria avanzata, con eventuale trasporto in ospedale.
Sono 75 i marinai di salvataggio in formazione sulla spiaggia cervese, e da lunedì saliranno sulle torrette con la divisa rossa per dare avvio alla stagione estiva. L’addestramento occupa 30 ore e fa parte del programma dell’Accademia del Salvataggio di Cervia, organizzata dalla Cooperativa bagnini in collaborazione con la Fin-Federazione Italiana Nuoto. Gli altri moduli prevedono invece lo studio del Protocollo di salvataggio di Cervia; le prove di nuoto in piscina e in mare; le lezioni di voga; la simulazione di intervento in mare con gli strumenti in dotazione (dal moscone alla tavola di recupero); l’uso del defibrillatore e il percorso con il mental coach.
«Siamo particolarmente fieri dell’Accademia del Salvataggio – spiega Fabio Ceccaroni presidente della Cooperativa bagnini di Cervia – un progetto realizzato in collaborazione con la Federazione Italiana Nuoto. Secondo noi in questo modo i giovani si possono riappassionare a questo lavoro, attraverso l’insegnamento di una professione che richiede serietà e impegno».
Il prossimo 5 giugno invece il 118 svolgerà una giornata di formazione con il Soccorso Alpino e Speleologico Emilia-Romagna (Saer), Stazione Monte Falco, nell’area boschiva della Diga di Ridracoli.
Qui le simulazioni si concentreranno sulla gestione delle emergenze sanitarie in ambienti complessi: dagli interventi di recupero di persone colte da malore in zone impervie alla messa in sicurezza da parte del personale Saer. Anche in questo caso ci si eserciterà sulla gestione sanitaria congiunta con il 118, dalla fase di attivazione fino all’eventuale ospedalizzazione.
«Queste attività – spiegano i professionisti del 118 Romagna Soccorso – rappresentano un momento fondamentale per testare e consolidare i protocolli operativi condivisi, garantendo tempestività, efficacia e coordinamento negli interventi di soccorso. Al tempo stesso, attraverso questo programma formativo, vogliamo promuovere una cultura della prevenzione e della collaborazione tra tutti gli operatori coinvolti nel sistema di emergenza, con l’obiettivo di assicurare un’estate all’insegna della sicurezza su tutto il territorio».



