Prima la chiusura dello Xenos, poi nel corso degli anni quella del Park Hotel, fino ad arrivare all’edicola e ora alla revoca della concessione della Taverna Bukowski. La “passeggiata” di viale delle Nazioni, a Marina di Ravenna, continua a perdere attività e, di conseguenza, il centro si svuota, soprattutto nei giorni e nelle serate infrasettimanali. Per capirne di più, abbiamo raccolto le testimonianze di alcuni commercianti.
«Giugno non è stato un mese positivo: c’è stata poca gente e anche gli eventi non hanno dato i risultati sperati», racconta Francesco Marra del Cafè del Mar, locale praticamente di fronte al Bukowski. Una situazione che, secondo l’esercente, è aggravata dalla progressiva chiusura di attività storiche. «La loro assenza non fa bene a nessuno. La sera il centro è molto più buio, soprattutto da quando ha chiuso anche la Taverna Bukowski. Inoltre il carovita pesa sempre di più e molte persone non possono permettersi di uscire tutti i giorni».
La speranza è che la futura riapertura del Park Hotel – i cui tempi e modalità restano ancora incerti, nonostante il cartello di “lavori in corso” – possa rappresentare un’inversione di tendenza. «Potrebbe essere un elemento positivo per tutto il paese», osserva Marra, ricordando però come la clientela della struttura fosse composta soprattutto da persone anziane. «Per rilanciare Marina e attirare i giovani servono eventi di grande richiamo, organizzati in spazi adeguati, come un’arena sulla spiaggia (pochi giorni dopo la nostra chiacchierata è stato annunciato il mini festival di Radio Studio Delta in agosto, che va in questa direzione, ndr). Il concerto di Jovanotti ha dimostrato che, quando si propongono appuntamenti importanti, la gente arriva. Si potrebbero ospitare manifestazioni come i Mondiali di beach tennis o di beach soccer. Bisogna portare persone dal forese, che giustamente si spostano solo se c’è qualcosa di davvero interessante».
Sulla necessità di una strategia di lungo periodo insiste anche Andrea Grilli della Rosteria Grilli. «Le conseguenze delle scelte fatte negli anni passati si vedono oggi e a Marina sono ancora più evidenti perché è una realtà piccola. Non si possono ottenere risultati dall’oggi al domani: bisogna seminare e avere pazienza». Secondo Grilli, la chiave è riportare i giovani in paese. «I più grandi ci sono, ma sono distribuiti lungo tutta la riviera ravennate. Il futuro di Marina passa dai ragazzi, che oggi preferiscono altre località, dove, a parità di spesa, trovano più occasioni di divertimento. Locali come il Bukowski erano un punto di riferimento per i diciassettenni e i diciottenni: magari non rappresentavano un’attrazione turistica, ma contribuivano a mantenere vivo il centro anche durante la settimana. Se questi luoghi chiudono, i ragazzi si spostano negli stabilimenti balneari e il paese si svuota ancora di più».
Anche per il titolare della macelleria sarebbe fondamentale garantire una maggiore continuità nell’organizzazione degli eventi. «Quando sul porto canale si svolgono iniziative come la Sagra della Cozza si vede subito più movimento, ma resta concentrato in quella zona e non porta benefici al resto del paese. Anche i mercatini sono sempre meno attrattivi. Bisogna creare occasioni per riportare le persone in centro: un tempo in estate a Marina di Ravenna c’erano 16mila persone, oggi i residenti sono poche migliaia».
Anche Marina Scarpellini, che da dodici anni gestisce il negozio di abbigliamento Giuliana Fashion, descrive una stagione caratterizzata da un turismo sempre più concentrato nei fine settimana. «Ormai è così da alcuni anni: il sabato e la domenica c’è il pienone, mentre durante la settimana si lavora molto meno. Il vero movimento arriva solo a luglio». La clientela del negozio è composta soprattutto da famiglie che, secondo la commerciante, trovano sempre meno motivi per fermarsi oltre la giornata in spiaggia. «Gli stabilimenti lavorano, ma mancano attrazioni e una passeggiata valorizzata. Molti arrivano, passano qualche ora al mare, mangiano qualcosa e poi ripartono. Località come Lido Adriano e Marina Romea ci hanno ormai superato».
Tra i temi sollevati c’è anche quello della viabilità e dell’accoglienza. «Sul senso unico molti commercianti hanno avuto la sensazione che il confronto fosse soltanto formale. Inoltre ci aspettavamo che gli incassi delle multe venissero reinvestiti nel paese, invece Marina continua a presentarsi sporca e poco curata. A questo si aggiunge il costo degli affitti, ormai arrivato quasi ai livelli di Cervia».
Sempre lungo viale delle Nazioni abbiamo raccolto anche il parere della titolare del negozio di abbigliamento Atelier Maggiore. «Se fossi una turista non sceglierei Marina di Ravenna. Per noi aprile e maggio sono andati molto bene, anche grazie ai classici acquisti di inizio stagione. Adesso, invece, durante la settimana in giro non c’è quasi nessuno, mentre nel weekend c’è il pienone. La mancanza di eventi pesa: la Pro Loco dovrebbe fare di più. Quelli organizzati non sono sufficienti ad aiutare tutte le attività. Per ora a beneficiarne sono soprattutto ristoranti e piadinerie, che si riempiono».
Secondo il presidente della Pro Loco, Marino Moroni, la situazione è resa più complessa anche dalla crescente concorrenza degli eventi organizzati nell’entroterra. «Oggi dobbiamo confrontarci non solo con Ravenna, ma anche con Bagnacavallo, Alfonsine, Russi e gli altri comuni della provincia. Tutti propongono manifestazioni e l’offerta è diventata enorme». Per questo la Pro Loco concentra la maggior parte delle iniziative nei fine settimana, anche per ragioni economiche. «Gli eventi dobbiamo sostanzialmente autofinanziarli e solo il sabato e la domenica riusciamo a coprire i costi. Siamo quindi costretti a organizzarli proprio quando il pubblico c’è già, mentre durante la settimana, quando servirebbero di più, mancano le risorse per proporre un’offerta capace di attirare persone».



