L’apertura di un nuovo kebab in via Diaz, in centro a Ravenna, ha riacceso il dibattito sul futuro del commercio nel centro storico. Da una parte Ascom Confcommercio chiede al Comune di introdurre strumenti normativi per favorire attività ritenute più in linea con l’identità della città, dall’altra l’assessore al Commercio, Fabio Sbaraglia, si dice disponibile ad aprire un confronto, ribadendo che la qualità di un’attività non dipenda dalla nazionalità di chi la gestisce.
Il tema è importante, ma l’idea di limitare l’apertura di nuove attività come i ristoranti o take away che vendano kebab per favorire esercizi commerciali più identitari come potrebbe essere una piadineria, potrebbe scontrarsi con un dato di realtà e con la dura legge del mercato.
Carlo Romolo dell’agenzia immobiliare Sognando Casa si è occupato della locazione dell’immobile “incriminato” che ha acceso il dibattito, affidatogli dal proprietario dopo che il negozio è rimasto vuoto. Un’ottantina di metri quadri in via Diaz che prima avevano ospitato un negozio di scarpe per bambini, fino a quando la titolare è andata in pensione. A quel punto, il locale è stato messo sul mercato delle locazioni. «Tutte le richieste che abbiamo ricevuto erano per esercizi pubblici dello stesso tipo, il proprietario ha dato la preferenza alla realtà più strutturata e che dava maggiori garanzie».
Una fotografia molto chiara di ciò che sta avvenendo in centro storico. «In generale – prosegue Romolo – gli affitti in via Diaz, e in generale in centro, stanno calando perché molti negozi restano vuoti per molto tempo e piano piano dai 3mila o 3.500 euro al mese che si poteva pagare anni fa, ora siamo arrivati a cifre di poco superiori alla metà». Oggi quindi, avere un negozio non è più garanzia di rendita certa, nemmeno in centro. «Per chi vuole aprire un’attività c’è una burocrazia molto complicata, oltre a costi importanti per gli allestimenti e quindi non è facile trovare il cliente giusto. Tutto il commerciale ha avuto un calo di richieste e valori, quando si fa un passaggio di proprietà spesso gli immobili commerciali hanno valori catastali che sono superiori ai valori di mercato, quando in genere avveniva l’opposto».
Il problema, secondo Romolo è che «l’immobile commerciale è molto tassato, con un’Imu alta e senza la possibilità, per esempio, della cedolare secca, l’unico vantaggio per i proprietari è la garanzia di eventuali sfratti più veloci rispetto alle abitazioni. Ma questo aspetto è diventato marginale visto il calo della domanda ed è per questo che chi può cerca di trasformare l’immobile in abitativo. Lì invece, la situazione degli affitti a Ravenna è rovesciata: per un appartamento disponibile per l’affitto riceviamo anche cento messaggi di richieste in uno o due giorni, per un negozio ne arriveranno quattro o cinque nell’arco di un mese». Il rischio, sembra dunque di capire, è che se si impedisse a certi esercizi di aprire, le vetrine e gli spazi rimarrebbero semplicemente vuoti.



