venerdì
17 Luglio 2026
Lettera aperta

«Hanno negato un diritto a mia figlia durante l’esame di maturità e nessuno fornisce spiegazioni»

La madre di una studentessa con diagnosi Dsa segnala che un insegnante ha tolto uno strumento compensativo che era stato approvato

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Può un insegnante decidere autonomamente di togliere uno strumento compensativo a uno studente con disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa) durante l’esame di Maturità? Questa è la domanda che una lettrice si pone dopo quanto accaduto alla figlia nel corso della prima prova dell’esame che l’ha portata al diploma di Scienze Umane al liceo Dante Alighieri di Ravenna.

In una lettera aperta, e poi al telefono, la signora ci racconta che la figlia ha una diagnosi Dsa fin dalla prima media e da allora è abituata a usare le cosiddette “mappe” previste dal piano didattico personalizzato (Pdp) introdotto dalla legge 170 per studenti con Dsa. La ragazza aveva consegnato entro il termine indicato, ossia il 6 giugno, tutte quelle di cui intendeva avvalersi durante le prove scritte e la prova orale, e queste erano state debitamente approvate e controfirmate.

Il 18 giugno, però, l’insegnante di italiano, commissario interno, decide di non permetterle di usarle. «Ha semplicemente detto che non le sarebbero servite – racconta la madre – e così ha continuato a ripetere quando ho chiesto spiegazioni…». Ma se è comprensibile che il docente avesse ritenuto quei materiali superflui per la prova in questione, il suo comportamento ha ovviamente destabilizzato la studentessa, preoccupata che la stessa cosa potesse succedere anche durante le prove successive, cosa che in realtà non è avvenuta.

Ciononostante la madre non si è arresa e continua a esigere spiegazioni. «Ho scritto più volte alla dirigente scolastica chiedendo quale riferimento normativo possa ammettere un comportamento simile da parte del docente, ma non ho ancora avuto risposte. E ho segnalato la situazione anche all’Ufficio scolastico. Ancora non so se farò un ricorso, ci sto pensando, non ho ancora deciso. Ma a prescindere da tutto, credo che un comportamento come quello subito da mia figlia non possa essere accettabile nel 2026 e per questo ho voluto renderlo noto, perché non accada anche ad altri».

Il numero di studenti con Dsa è in continuo aumento e le scuole sono tenute a redigere del piani didattici personalizzati che possono prevedere strumenti compensativi e misure dispensative di cui tenere conto in fase di verifica Il Pdp è firmato dal consiglio di classe e dalla famiglia o dallo studente se è maggiorenne e dal momento della firma non può avere deroghe, se non previste. Non è chiaro quindi cosa possa aver suggerito al docente il comportamento adottato in un momento peraltro tanto delicato per qualsiasi studente.

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