giovedì
16 Luglio 2026
Giovani

Un pulmino e due educatori per agganciare gli adolescenti in strada nei luoghi di ritrovo

L'iniziativa è promossa dal nuovo centro giovanile di Fornace Zarattini. In giugno trecento ragazzi incontrati in 19 uscite

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Il nuovo centro giovanile di Fornace Zarattini mette in campo una unità di strada che cercherà di agganciare i giovani negli spazi della città dove si ritrovano. Lo scopo è proporre piccole iniziative di intrattenimento sul posto, per avviare il contatto, e invogliare i ragazzi a frequentare gli spazi dell’ex Valtorto.

Silvia Bertoni è la direttrice amministrativa del consorzio Selenia che compare tra i gestori del centro: «Abbiamo due operatori che si muovono con un pullmino attrezzato. Dopo aver consultato assistenti sociali e polizia locale, per alcune settimane gli operatori hanno monitorato il territorio per ascoltare i ragazzi».

Le uscite nel mese di giugno sono state 19 per un totale di 66 ore in strada. I luoghi segnati sulla mappa della città sono il giardino Speyer, la stazione ferroviaria, il parco Fagiolo, il parco Mani Fiorite e via Gulli. Ma anche lidi e forese: Piangipane, Mezzano, Sant’Alberto, Villanova, Marina di Ravenna, Lido Adriano. In totale circa 230 contatti (oltre a una settantina in occasione della Notte Rosa al mare) con ragazzi di età tra undici e vent’anni. Bertoni riassume i bisogni espressi dai giovani: spazi di aggregazione, contrasto alla noia, preoccupazione sul futuro, dispersione scolastica, orientamento per servizi e lavori estivi.

In alcuni casi si è già andati oltre al primo contatto di ascolto per proporre qualche attività di intrattenimento: «Gli operatori si adattano alla conformazione dello spazio.
Si va dal tavolo da ping-pong al torneo di basket, ma anche una partita a carte con il gioco Uno o un laboratorio di tatuaggi con hennè». Nel mese di luglio sono 14
gli appuntamenti con iniziative già programmate.

Lo scopo dell’unità di strada è chiaro: «Cerchiamo coinvolgere i giovani con iniziative che facilitino relazioni positive. Nel lungo periodo l’obiettivo è quello di allontanare i giovani da contesti problematici che a volte scadono nell’illegalità».

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