venerdì
17 Luglio 2026
Trasporto pubblico

Lugo celebra Rossini e Baracca con una serigrafia d’autore sulla fiancata di un bus

La grafica è stata ideata dall’artista Elisa Lanconelli, il mezzo sarà in servizio sulla linea 177 che collega Faenza e Lavezzola

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Un autobus della linea 177 tra Faenza e Lavezzola, gestito dalla ditta Zaganelli, porterà nei prossimi mesi in viaggio per la Bassa Romagna l’immagine di un anno particolarmente importante per Lugo. Il mezzo, presentato giovedì 16 luglio in piazza Martiri, ha una serigrafia sulla fiancata dedicata al 2026 in cui Lugo celebra il centenario del Museo Francesco Baracca e la riapertura del teatro Rossini, prevista a ottobre.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’amministrazione comunale di Lugo e le ditte Coerbus e Zaganelli Group, che ha messo a disposizione l’autobus sul quale è stata realizzata la particolare decorazione tramite serigrafia. La grafica è stata ideata dall’artista Elisa Lanconelli, già autrice di progetti per altre città romagnole e della veste grafica di Lugo Vintage 2026.

«L’idea di apporre una serigrafia su un mezzo del trasporto pubblico locale è in grado di catalizzare più aspetti — dichiara l’assessore alla Cultura di Lugo, Gianmarco Rossato — da un lato c’è quello celebrativo, per dare ulteriore risalto a due importantissimi traguardi della nostra città; dall’altro c’è l’aspetto culturale e se vogliamo anche turistico, poiché i disegni avranno anche il compito di stimolare la curiosità e l’interesse di più persone oltre i nostri confini».

La decorazione racconta proprio la storia della città: «Ho realizzato questa illustrazione con l’intento di intrecciare in un unico racconto i due simboli più rappresentativi di Lugo: Francesco Baracca e il suo museo, e Gioachino Rossini con il teatro a lui dedicato — è il commento di Elisa Lanconelli — L’aereo di Baracca attraversa il cielo trascinando uno spartito musicale che, nota dopo nota, accompagna lo sguardo lungo la città, raccontandone la storia, le architetture e i suoi protagonisti. Il percorso culmina con il sipario del teatro che si apre nuovamente, lasciando entrare la luce e restituendo il palcoscenico alla città, sotto lo sguardo soddisfatto di un giovane Rossini».

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