È prevista per lunedì 20 luglio, a partire dalle 16.30 e fino a sera, l’inaugurazione ufficiale del nuovo centro di aggregazione giovanile promosso dal Comune di Ravenna nel progetto Des-teen-azione voluto dal ministero delle Politiche sociali. La sede è nell’ex Valtorto, a Fornace Zarattini.
Il centro avrà caratteristiche nuove e inedite. Una di questa è la presenza di tre psicologi dell’Ausl: Diletta Rusolo e Giuseppe Massaro, insieme a un collega in arrivo, sono coordinati da Michela Caponera, dirigente psicologo e psicoterapeuta della struttura semplice interdipartimentale di Psicologia della Salute e di Comunità di cui è responsabile Giuseppe Angelone. Gli psicologi lavoreranno in équipe con educatori di cooperative e anche in modo autonomo su due linee d’azione, in particolare: “l’accompagnamento e il supporto alle figure genitoriali” e “l’accompagnamento psicologico e la promozione dell’intelligenza emotiva di preadolescenti e adolescenti”.
Ma cosa significa tutto questo in concreto? Rusolo ci spiega che in generale il loro ruolo è quello di intercettare precocemente segnali di fragilità e disagio sia tra ragazzi e ragazze, tra gli 11 e i 21 anni, sia nelle loro famiglie. «Il centro Des-teen-azione è uno spazio multifunzionale a libero accesso, a bassa soglia, ossia aperto a chiunque senta la necessità di un confronto rispetto a problematiche che hanno a che fare con l’età dello sviluppo e l’inclusione sociale». Il centro può fornire consulenze e colloqui individuali, ma non avrà una connotazione clinica, non sarà possibile seguire un vero e proprio percorso di psicoterapia. «In particolare per i giovani, sono previsti percorsi di benessere psicologico, con obiettivi psicoeducativi a breve termine. Qualora si ravvisi la necessità di interventi più complessi e specifici, indirizzeremo le persone verso i servizi specialistici del territorio», spiega Massaro.
Ma la funzione degli psicologi a Des-teen-azione non si esaurisce qui, tutt’altro. «Organizzeremo attività come laboratori trasversali e incontri su temi molto cari ai ragazzi, che possono diventare sassolini nelle scarpe, o vere e proprie problematiche nell’età dell’adolescenza: dagli sbalzi di umore alle nuove dipendenze, dal bullismo al rischio di ritiro sociale e di abbandono scolastico», confermano Massaro e Rusolo. Che aggiungono: «Laboratori e incontri vedranno le ragazze e i ragazzi finalmente protagonisti, per affrontare non solo problemi precisi, ma anche per sviluppare le cosiddette “Life skills” legate a intelligenza emotiva, ecologica e sociale, ovvero alla consapevolezza di sé, degli altri e dell’ambiente circostante». Non mancheranno, inoltre, dibattiti su affettività e relazioni. Mentre per i genitori a settembre partiranno anche gruppi di auto-aiuto, dove poter confrontarsi e scambiare esperienze anche con laboratori ludico-espressivi incentrati sul problem solving. Infine, cosa che potrebbe rendere queste esperienza davvero unica e senza precedenti, gli psicologi si troveranno anche a “osservare” chi frequenta il centro in momenti non strutturati o organizzati dagli educatori proprio per intercettare eventuali segnali di disagio e lavorare in linea diretta sulle dinamiche interpersonali.
«Dal Covid in poi – sottolinea Rusolo – abbiamo riscontrato negli adolescenti un aumento dei fenomeni di bullismo, cyberbullismo, difficoltà relazionali, ritiro sociale e isolamento e anche molte difficoltà nelle relazioni di coppia dove a volte possono verificarsi fenomeni di violenza sia psicologica che fisica. Sono cambiate le modalità di comunicazione, la tecnologia ha assunto un ruolo sempre più importante nelle nostre vite con conseguenze su diversi piani, pensiamo solo al fenomeno del cyberbullismo, su cui abbiamo peraltro già strutturato un progetto di peer-to-peer (una metodologia ormai piuttosto diffusa che prevede che ragazzi opportunamente formati diventino “guide” e “docenti” per gruppi di loro coetanei, ndr)”. Il tema della violenza tra i più giovani è in effetti diventato ormai cronaca quotidiana, anche a Ravenna. «La violenza può avere tante forme», dicono gli psicologi, che sottolineano come nel centro Des teen-azione «si lavorerà molto anche sul controllo e la gestione delle emozioni».
Dopo una fase iniziale di accoglienza e informazione, per poter frequentare il Valtorto e prendere parte alle attività proposte, per i ragazzi minorenni sarà necessario un consenso firmato da entrambi i genitori o di chi esercita la potestà. Per far conoscere questo nuovo e innovativo servizio, saranno attivati diversi canali pubblicitari, da quelli social a quelli più tradizionali, come servizi sociali, servizi sanitari e scuole, fino alle società sportive. Intanto, per conoscere lo spazio da vicino, tutta la cittadinanza è invitata all’inaugurazione del 20 luglio.



