venerdì
17 Luglio 2026
Il dibattito

Ravenna Farmacie lancia la campagna “Abbi cura delle tue scelte”. Ancarani (Fi): «Ipocrisia»

I clienti dei negozi di proprietà pubblica possono ricevere informazioni sulle aziende «legate a conflitti e presunte violazioni dei diritti umani». Il caso dell’israeliana Teva

Condividi

All’interno delle Farmacie Comunali gestite da Ravenna Farmacie, società partecipata al 92,47 percento da Ravenna Holding cioè dal Comune capoluogo, ha preso il via una campagna di sensibilizzazione per permettere agli utenti una scelta più consapevole al momento dell’acquisto dei farmaci. Nel comunicato che lo annuncia non si fa esplicito riferimento alle case farmaceutiche israeliane, ma il pensiero corre immediatamente in particolare alla grande multinazionale israeliana Teva, contro cui da tempo sono in atto azioni di sensibilizzazione e invito al boicottaggio da parte dei gruppi che denunciano il genocidio nella Striscia di Gaza e le occupazioni illegali dei coloni, più volte dichiarate illegali da vari enti internazionali quali Onu, Ue e Corte Internazionale di Giustizia. La campagna di Ravenna Farmacie si chiama “Abbi cura delle tue scelte” e, spiegano dall’azienda, «parte dalla considerazione che ci si prende cura della propria salute decidendo in modo consapevole, anche quando si acquista in farmacia. Oggi alcune grandi realtà farmaceutiche sono coinvolte o monitorate per i loro rapporti con i conflitti in corso e per presunte violazioni dei diritti umani. Per Ravenna Farmacie la tutela della salute resta prioritaria: per questo il personale di tutte le farmacie comunali è a disposizione per fornire informazioni sui farmaci di consumo». I medicinali delle aziende “sotto accusa” continuano quindi a essere disponibili, ma accanto al diritto di curarsi deve esserci anche la possibilità di scegliere liberamente.
Nelle farmacie comunali, assicurano quindi dall’azienda, «si trovano informazioni chiare e supporto qualificato: i farmacisti sono pronti ad accompagnare gli utenti nelle loro decisioni e a suggerire, quando esistono, valide alternative in linea coi valori di pace e rispetto dei diritti umani».
La prima reazione alla comunicazione è quella del capogruppo di Forza Italia, Alberto Ancarani, che la definisce «un atto grave, ambiguo e profondamente scorretto.
Dietro formule apparentemente misurate si nasconde un messaggio politicizzato, costruito per orientare il giudizio della collettività con allusioni e sottintesi invece che con la chiarezza che un soggetto che opera nel perimetro del servizio pubblico dovrebbe pretendere da sé stesso». E che la comunicazione non sia del tutto esplicita è oggettivamente difficile negarlo. Ma Ancarani non si limita ad attaccare la forma: «È intollerabile che una partecipata comunale trasformi la propria funzione in una tribuna ideologica. Le Farmacie Comunali non sono un megafono per campagne politiche mascherate da sensibilità civica politicamente orientate». In particolare, Ancarani punta il dito sull’ipocrisia: «Trovo inaccettabile che si continui a ignorare il costo concreto che certe dinamiche hanno sul tessuto economico e occupazionale. Le recenti riduzioni di forza lavoro che hanno coinvolto realtà farmaceutiche israeliane in Italia hanno prodotto conseguenze reali, con ricadute sui posti di lavoro e sulla stabilità di molte famiglie».
Altri comuni hanno adottato soluzioni più drastiche, rinunciando alla vendita di Teva e c’è da scommettere che critiche a Palazzo Merlato arriveranno anche da parte di associazioni e forze politiche che da tempo chiedono un boicottaggio vero e proprio.

Condividi

Notizie correlate

CASA PREMIUM

Spazio agli architetti

Metafisica concreta

Sull’intitolazione dell’ex Piazzale Cilla a Piazza Giorgio de Chirico

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi