Una donna che si presenta con nome e cognome, ma si firma come “cittadina delusa e disgustata”, ha inviato alle redazioni della stampa locale di Ravenna una lettera aperta indirizzata al sindaco e alle autorità per chiedere più controlli sulla spiaggia nudista di Lido di Dante dove le è capitato di assistere a «rapporti sessuali consumati in acqua, a pochi metri da altri bagnanti e da minori, nel completo spregio del pubblico decoro e delle norme di legge».
La donna chiede più controlli e pattugliamenti da parte delle forze dell’ordine e della polizia locale; chiede alla Cooperativa Spiagge di indicare ai propri bagnini di salvataggio le corrette procedure da seguire per segnalare o intimare l’interruzione immediata di tali illeciti; chiede alle associazioni naturiste di collaborare attivamente per isolare ed allontanare soggetti che nulla hanno a che fare con il vero naturismo e con il rispetto del territorio.
«Nutro la sincera speranza che questa mia accorata denuncia non resti inascoltata – si augura la cittadina – e che le autorità competenti intervengano al più presto con azioni concrete, ripristinando la legalità e garantendo che la spiaggia torni a essere un luogo sicuro, vivibile e rispettoso per tutti».
Gli episodi di cui parla, assistiti mentre si trovava in mare a bordo di un Sup, sono avvenuti nei giorni scorsi nello specchio d’acqua antistante la struttura nota come “capanna di conchiglie” a un’altezza del fondale pari alla vita: «Il 31 agosto un rapporto sessuale esplicito tra due uomini, il 3 settembre un ulteriore atto osceno di gruppo con due uomini e una donna. In entrambe le occasioni il personale di salvataggio era presente nella propria postazione di guardia»



