martedì
22 Settembre 2026
Russi

Sciopero dei prof della scuola media, la sindaca “offre” educatori comunali e volontari. Ma non serve

I docenti restano sulla loro posizione: «Il nodo restano le responsabilità aggiuntive e il lavoro non retribuito, il nostro interlocutore è il Ministero»

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I professori del Baccarini di Russi tengono il punto e proseguono sulla scia dello sciopero bianco indetto all’inizio dell’anno scolastico: niente gite, visite didattiche o attività extracurriculari per gli alunni delle scuole medie. Una forma di protesta silenziosa con cui i docenti intendono denunciare le condizioni lavorative cui sono sottoposti, tra ore di lavoro straordinario e responsabilità aggiuntive non retribuite.

Non è servito a far cambiare rotta ai docenti l’incontro voluto dalla sindaca Valentina Palli e annunciato nei giorni scorsi sui suoi canali social, dopo la notizia della mobilitazione. «Non doveva essere lei la nostra interlocutrice – commentano dal collegio docenti – perché la nostra protesta si rivolge al Ministero, e non all’amministrazione territoriale».

Per trovare un punto d’incontro con i docenti, la sindaca ha proposto di affiancare educatori comunali e volontari durante le uscite didattiche sul territorio, così da supportare gli insegnanti nella gestione della classe e alleggerire le responsabilità legate alla sorveglianza. «Non sappiamo a quale titolo, con quali competenze e con quale formazione queste persone dovrebbero affiancare gli studenti durante le uscite – replicano dal Baccarini -. Come sappiamo, la responsabilità della vigilanza sugli alunni resta in capo ai docenti, anche in caso di eventuali condotte improvvise o pericolose degli alunni. Ovviamente, nessuna proposta è stata avanzata sul fatto che, in queste occasioni, non siamo retribuiti».

La seconda misura avanzata da Palli riguarda la messa a disposizione di un referente del Comune, che si occupi dell’organizzazione delle uscite e degli aspetti burocratici, dalle email ai permessi, fino alle autorizzazioni e alle telefonate, con l’obiettivo di ridurre il carico di lavoro per i docenti. Anche questa ipotesi però non risulterebbe attuabile per il collegio della scuola media di Russi, perché il personale comunale e quello del Ministero fanno capo a due amministrazioni diverse. La tutela delle collaborazioni con gli enti del territorio, che verrebbero compromesse dalla protesta (tra cui la biblioteca comunale, il teatro e il centro sociale Porta Nova) resta centrale per Palli, ma la sindaca comunica anche l’intenzione di muoversi autonomamente per organizzare e garantire le gite per i ragazzi. «Questo creerebbe un precedente, e sarebbe utile capire se anche gli altri sindaci del territorio sono d’accordo con lei – rispondono dal collegio docenti -. Inoltre, una soluzione di questo tipo finirebbe per indebolire la nostra protesta, andando poi a sottrarre ai ragazzi, soprattutto a quelli in procinto di sostenere l’esame, giorni di lezione».

Come già annunciato nel manifesto della protesta, restano confermate le attività necessarie al corretto funzionamento della scuola e al benessere degli alunni, come il coordinamento di classe, lo sportello d’ascolto e i progetti extradidattici sul tema dell‘inclusione e della lotta al bullismo.

«La nostra protesta è legittima e riguarda attività che non sono obbligatorie. Non stiamo sottraendo agli studenti la didattica né venendo meno ai nostri doveri professionali sanciti nel Ccnl – puntualizzano i professori -. Il problema non è la mancanza di collaborazione con il Comune: le risorse proposte non risolvono il nodo della protesta. Pur accogliendo la disponibilità dell’amministrazione a mettere a disposizione personale comunale e la proposta di aiuto nella gestione dell’organizzazione, questo non elimina le responsabilità che restano in capo ai docenti durante le uscite (culpa in vigilando), né risolve il fatto che molte attività si fondino ancora sulla disponibilità volontaria degli insegnanti e su compensi assenti o forfettari. Il problema non è soltanto di chi organizza: è di chi si assume responsabilità aggiuntive, per quanto tempo ed entro quale inquadramento economico e professionale».

Per i docenti aderenti allo sciopero, il disagio creato dalla sospensione delle attività extracurriculari testimonia il valore del loro lavoro aggiuntivo. «La protesta non è contro gli studenti né contro il territorio – concludono dal Baccarini -. Molti di noi hanno costruito negli anni rapporti fortissimi con le famiglie, le associazioni e la comunità locale, spesso dedicando molto più del proprio orario di servizio. Continuiamo a credere nel valore educativo delle esperienze fuori dall’aula. Proprio per questo vogliamo che siano organizzate in condizioni dignitose e sostenibili, senza trasformare il volontariato e la buona volontà degli insegnanti in un obbligo implicito. Siamo disponibili a fare fronte comune con famiglie, Comune e istituzioni, purché il problema venga realmente risolto. Consideriamo positiva la proposta di costruire un’azione comune verso gli organi competenti».
Nel frattempo, Palli ha annunciato l’intenzione di organizzare un incontro informativo con le famiglie degli alunni dell’istituto.

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