Le qualità narrative di Sandrone Dazieri non si discutono e il nuovo La mossa del granchio (Rizzoli) è una nuova conferma di come l’autore sia fra i pochi maestri italiani (e non solo) del noir. Tornano in scena Dante Torre, ex “ragazzo del silos” e Colomba Caselli, ex vice questore che ora abita a Parigi con Glenn, il fidanzato ricchissimo e altrettanto innamorato. È il quinto romanzo con al centro questa coppia straordinaria: Dante viene chiamato in causa dai servizi segreti e, in un Piemonte cupo ed esoterico, si trova di fronte al cadavere di Alba, sepolto in una chiesetta che viene alla luce dopo una frana. Alba è stata il primo amore di Dante, la ragazza che l’ha accolto nella comunità Tarayoga e lo ha aiutato a rinascere. Ma poco dopo il ritrovamento, qualcuno cerca di uccidere Dante investendo con un camion la sua auto. E Colomba lascia Parigi per andare ad aiutarlo. Mentre, un po’ alla volta, muoiono anche altri membri della comunità quasi religiosa.
La mossa del granchio si muove di lato, come vuole il titolo e, se offre una trama talmente intrecciata da sembrare inestricabile, labirintica, racconta insieme le sofferenze dei protagonisti, ne scava il passato con precisione chirurgica, ne scopre le fragilità. Così, mentre ci si può distrarre per la varietà di tipologie di… caffè che Dante consuma (ne esistono 60 varietà), si entra nelle tenebre di sperimentazioni farmaceutiche e mediche, di connivenze internazionali, di turpitudini molto italiane. Vale la pena soffermarsi sui personaggi delle istituzioni, descritti nel loro pericolosissimo grigiore. D’altra parte Sandrone Dazieri indaga da sempre il lato oscuro della società e riesce a farlo con una magia speciale, mostrata, anzi: svelata attraverso una scrittura che ancora una volta incolla alla pagina, che fila veloce come il vento, senza mai essere superficiale.
Dante è sempre più geniale e sofferente, vulnerabile ma indistruttibile; tanto da riuscire, in questo quinto episodio della saga, a rivelare a Colomba quello che prova per lei. E la ex poliziotto ha “bisogno” di confrontarsi con lui; per proteggerlo e, insieme, per sentirsi sicura. Ma non c’è alcuna capitolazione sentimentale anche se, a mistero risolto con un colpo di scena geniale, la storia sembra restare aperta. È quello che i lettori sperano: che Dante e Colomba continuino a tornare in libreria, sarebbe difficile farne senza. Quasi impossibile.



