Nuova tornata elettorale per due dei maggiori comuni della provincia ravennate: domenica 24 e lunedì 25 maggio si vota per eleggere il nuovo sindaco a Faenza e Cervia. L’elettorato faentino è composto da 47mila cittadini, mentre quello cervese da 23mila: in entrambi i comuni, quindi, è si andrà al ballottaggio (previsto nei comuni sopra i 15mila abitanti) nel caso alla prima tornata un candidato non riesca a raggiungere almeno il 50% più uno dei voti. Il numero di residenti chiamati al voto consente anche di esprimere (in entrambe le città) il voto disgiunto: sarà possibile quindi mettere una croce solo sul sindaco (senza segnare liste a lui collegate e quindi senza esprimere preferenza sul consiglio comunale), solo una lista (appoggiando di conseguenza il candidato appoggiato dalla stessa), oppure si può apporre la croce sul nome di un candidato sindaco e su quello di una lista a lui non collegata (effettuando appunto il voto disgiunto). Inoltre, in ogni caso, a fianco della lista selezionata si possono esprimere fino a due preferenze (una riferita a un uomo e una riferita a una donna) per il consiglio comunale. Potranno votare i cittadini maggiori di 18 anni dotati di documento identificativo e tessera elettorale.
I seggi saranno aperti domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 fino alle 15. In caso di ballottaggio, si tornerà alle urne il 7 e 8 giugno,
A Faenza, cerca la riconferma il sindaco uscente Massimo Isola, sostenuto dalla coalizione di centrosinistra che comprende Pd, Cinque Stelle, Faenza Cresce, Faenza Pop e Fai (Avs, Fronte Comune e L’altra Faenza). Alle ultime elezioni, cinque anni fa, vinse al primo turno con il 60 percento. A sfidarlo, il candidato di sinistra Giuseppe Apicella Binni (Potere al popolo), mentre sul fronte del centrodestra ci sono due candidature: Lega e Forza Italia (uniti in una sola lista) sostengono il geologo in pensione Claudio Miccoli, mentre in corsa per Fratelli d’Italia, e per la liste di Area Liberale, Faenza Insieme, Noi moderati e Partito Popolare del Nord, c’è Gabriele Padovani, classe 1978, agricoltore, ex leghista,già candidato nel 2015 quando perse al ballottaggio contro Malpezzi per poco più di ottocento voti (a questo link l’intervista tripla agli sfidanti).
Anche a Cervia la corsa è a quattro, con tre candidati vicini al centro destra a sfidare l’ex assessore del Pd Mirko Boschetti, candidato per la coalizione di centrosinistra. Nella Città del Sale si vota a distanza di soli due anni dall’ultima apertura delle urne, per via della sfiducia dell’amministrazione all’ex sindaco Mattia Missiroli (Pd) a seguito delle accuse di maltrattamenti da parte della moglie. Boschetti, 31enne laureato in Giurisprudenza, è sostenuto da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Partito Repubblicano Italiano, Alleanza Verdi Sinistra, Lista civica Per Cervia, Cervia Fare Comune. Sull’altro fronte, Enea Puntiroli, l’ex segretario della Lega locale che si presenta da civico a questa tornata elettorale, appoggiato dalla lista che porta il suo nome e dalla Dc che si presenta con il simbolo di Cervia Byzantina. In corsa come civico anche l’avvocato Paolo Savelli (ex popolo delle libertà), che si presenta con la lista “Cambia con noi”. Savelli si candidò già sindaco per il centrodestra nel 2014, ottenendo il 25 percento dei consensi. Infine, il candidato ufficiale del centrodestra è invece Marco Delorenzi, 60 anni, dipendente comunale, che è sostenuto da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Patto per il nord, ma non dalla Lega che di fatto non si presenta alle elezioni.



