Pillola abortiva Ru486 anche nei consultori, in Romagna si parte da Ravenna

Al momento il trattamento farmacologico per l’interruzione volontaria di gravidanza (Ivg) era possibile solo in strutture sanitarie (in day hospital dal 2005 e da fine 2021 anche in regime ambulatoriale). Nel 2021 in regione meno di seimila Ivg, il numero più basso da 40 anni

Maxresdefault 1La pillola abortiva Ru486 in Emilia-Romagna verrà distribuita anche nei consultori. Si comincia dalla prima settimana di ottobre. Lo ha detto Stefano Bonaccini, presidente della Regione, ospite della trasmissione tv “Otto e Mezzo” su La7. La Regione ha fatto poi sapere che si inizierà a Parma, poi nelle settimane e mesi successivi sarà la volta di Modena e Carpi, Romagna (Ravenna la prima città), Bologna e via via tutte le altre province. La Ru486 (diversa dalla cosiddetta “pillola del giorno dopo”) al momento si può prendere solo in strutture sanitarie: in Emilia-Romagna in day hospital dal 2005 e da fine 2021 in ospedale anche in regime ambulatoriale.

Si amplia dunque la possibilità per le donne di ricorrere, per l’interruzione volontaria di gravidanza (Ivg), al trattamento farmacologico: non più solo nei presidi ospedalieri, ma anche nei consultori familiari. Tra le condizioni per poter effettuare in consultorio l’Ivg con trattamento farmacologico ci sono, oltre alla maggiore età, il certificato rilasciato dal medico e firmato dalla donna, il consenso informato e la gravidanza con datazione ecografica inferiore o uguale a 49 giorni. Le Ivg farmacologiche entro il 63esimo giorno di età gestazionale saranno invece eseguite nei presidi ospedalieri.

Il 2021 fa segnare il numero più basso di interruzioni volontarie di gravidanza registrato annualmente in Emilia-Romagna dall’inizio della rilevazione, nel 1980: per la prima volta scendono sotto seimila, esattamente a 5.671, con un calo del 6 percento rispetto al 2020 e del 52 percento rispetto al 2004 (in cui avevano sfiorato quota 12mila). Contemporaneamente, si registra un sempre maggiore ricorso alla pillola Ru486 rispetto all’intervento chirurgico: lo scorso anno 3.505 interruzioni volontarie di gravidanza, ovvero il 62%, sono state effettuate con questo trattamento.

Già a fine 2021 l’Emilia-Romagna aveva recepito, con un atto dell’assessorato regionale, le raccomandazioni nazionali del ministero della Salute: dare alle donne la possibilità di eseguire l’interruzione volontaria di gravidanza con trattamento farmacologico in regime ambulatoriale anche negli spazi dei consultori, che da sempre svolgono un ruolo fondamentale in tutte le fasi della vita riproduttiva femminile.

In questo anno le Aziende sanitarie hanno lavorato per individuare le strutture, riorganizzare e attrezzare dove necessario gli spazi, formare adeguatamente il personale, costituito da equipe multiprofessionali, e costruendo protocolli e accordi con gli ospedali di riferimento, in modo da accogliere e seguire le pazienti nei diversi momenti dell’Ivg farmacologica.

Non tutti i consultori, infatti, possono essere utilizzati  per la somministrazione della pillola Ru486: per garantire alle donne la massima sicurezza nell’assistenza, la Regione ha definito un protocollo sperimentale che sarà utilizzato unicamente dalle strutture che presentano determinate caratteristiche e autocertificate dalle Aziende sanitarie; tra i requisiti che rendono una struttura idonea c’è ad esempio la distanza ravvicinata (entro 30 minuti) da un presidio ospedaliero di riferimento, la presenza di un’equipe adeguatamente formata, la garanzia di un numero adeguato di personale ostetrico e ginecologico non obiettore, la presenza di attrezzature adeguate e rifornimenti farmacologici per gestire l’emergenza e il trattamento di effetti collaterali.

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