martedì
23 Giugno 2026
la polemica

Bufera sulla consigliera di FdI: anche nell’opposizione c’è chi la vuole fuori da Palazzo Merlato. In arrivo un Odg

Dopo gli insulti a Bakkali, la maggioranza porterà al voto la minoranza. Ancarani (Fi) scarica la "collega"

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Il caso Anna Greco non si è concluso con le scuse della consigliera comunale a Ouidad Bakkali. Anzi. Gli insulti rivolti alla deputata del Pd da parte dell’esponente locale di Fratelli d’Italia hanno creato un certo imbarazzo anche tra i colleghi di opposizione, tra chi difende Greco e chi preferirebbe invece le sue dimissioni. Che al momento non arrivano. Per invitarla a fare un passo indietro verrà depositato oggi (23 giugno) un ordine del giorno in consiglio comunale da parte della maggioranza di centrosinistra, con l’obiettivo di portare tutta l’opposizione a esprimersi con un voto.

Non si nasconde Alberto Ancarani, capogruppo di Forza Italia, che condanna apertamente gli insulti di Greco e si dichiara pronto a votare un “sobrio” odg a favore delle sue dimissioni, «a patto che non sia un testo anche solo vagamente “terzomondista”…». Ancarani ne fa una questione di forma: chi siede sui banchi delle istituzioni non può lasciarsi andare a simili commenti sui social (Greco, lo ricordiamo, ha definito Bakkali «una marocchina arrivata con le pezze al culo e che in Italia ha trovato l’America, passata dalle case popolari al super attico», come se fosse, anche nel caso, una colpa).
Pare decisamente contrariato anche Filippo Donati di Viva Ravenna, che in un comunicato inviato alla stampa rimanda ai partiti coinvolti le decisioni, ma sottolinea come «chi siede tra i banchi dell’opposizione, così come chi siede in maggioranza» abbia «il dovere di rappresentare la comunità con disciplina e onore». La Pigna al momento non interviene ufficialmente, limitandosi a commentare il caso Bakkali con un video della capogruppo Veronica Verlicchi, precedente alle parole di Greco, in cui si accusa sostanzialmente la deputata Pd di aver sfruttato l’accaduto (ossia gli insulti alla sua foto davanti allo striscione “Fuck Remigrazione”) a fini elettorali.

Il partito di Greco, secondo le parole del coordinatore provinciale Alberto Ferrero, pur condannando gli insulti, sarebbe ancora compatto a sostegno della consigliera, anche se il capogruppo Nicola Grandi, da noi interpellato, preferisce non commentare.

Da sottolineare infine come al posto di Greco – nel caso di dimissioni – entrerebbe Alessandro Baroni, che contro l’elezione della stessa consigliera aveva presentato un ricorso al Tar (poi bocciato) denunciando presunte irregolarità (Baroni aveva ottenuto 2 preferenze in meno), creando non poche polemiche all’interno del partito e del centrodestra.

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