Il nome del 71enne geologo Claudio Miccoli, candidato sindaco a Faenza con Lega e Forza Italia alle elezioni dello scorso maggio e ora consigliere comunale, compare tra quelli dei 14 indagati per le alluvioni di Faenza e dei territori del bacino del fiume Senio tra 2023 e 2024. Nella mattinata di oggi, 2 luglio, tutti hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini che solitamente precede la richiesta di rinvio a giudizio. Sono accusati di cooperazione in disastro colposo e pericolo.
Miccoli, nato a Ravenna e residente a Fusignano, è ora in pensione dopo aver lavorato a lungo per la Regione Emilia-Romagna. Nell’inchiesta condotta dai carabinieri – tramite il nucleo investigativo di Ravenna e il nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale (Nipaaf) – è coinvolto per il ruolo di progettista esecutivo delle casse di espansione del Senio a Brisighella, Riolo e Faenza.
Il nodo centrale delle accuse, infatti, riguarda la mancata realizzazione del sistema di casse di espansione, un’opera classificata come strategica ai fini della tutela del territorio fin dal 2005. Gli indagati sono quindi dirigenti e funzionari comunali, regionali e della protezione civile, tecnici progettisti e amministratori di ditte coinvolte nelle opere che hanno avuto lo stanziamento di diversi milioni di euro. I magistrati (pm Daniele Barberini e Francesco Coco), con il supporto di una perizia condotta da tre esperti del Politecnico di Milano, ritengono che gli indagati avrebbero cagionato o non impedito gli eventi alluvionali a causa di una lunga e perdurante catena di gravi negligenze, inefficienze burocratiche e omissioni.
Gli altri indagati sono:
- Andrea Bezzi (68 anni, nato e residente a Ravenna), progettista esecutivo delle vasche di laminazione insieme a Miccoli;
- Ennio Nonni (72enne residente a Castel Bolognese), dirigente del Comune di Faenza nel periodo 1994-2019;
- Lucio Angelini (62enne nato a Rimini e residente a Faenza), dirigente del Comune di Faenza nel periodo 2019-2023;
- Patrizia Santomieri (60enne nata e residente a Ravenna), amministratrice unica della ditta Eco Ghiaia nel periodo 2006-2012;
- Andrea Liverani (70enne nato a Russi e residente a Ravenna), amministratore unico di Eco Ghiaia dal 2012 al 2017;
- Alberto Rondinelli (62enne nato a Russi e residente a Faenza), amministratore unico della cooperativa Ctf dal 2011 al 2014;
- Davide Cassani (62enne di Lugo), amministratore unico della Ctf nel periodo 2014-15;
Sei dei 14 indagati per le esondazioni faentine figurano tra le dieci persone per cui la procura aveva già chiesto il rinvio a giudizio per i fatti di settembre 2024 a Traversara. Si tratta di:
- Marco Bacchini (53enne nato a Lugo e residente a Castel Bolognese), responsabile della protezione civile di Ravenna nel periodo 2022-2025;
- Piero Tabellini (54enne residente a Bologna), responsabile della protezione civile di Ravenna fino al 2022;
- Paolo Ferrecchi (62enne residente a Bologna), direttore generale della direzione di cura del territorio e dell’ambiente dell’Emilia-Romagna dal 2016, è stato commissario di Ap a Ravenna nel 2019 e da luglio 2025 è direttore generale di Arpae;
- Monica Guida (58enne residente a Bologna), responsabile del settore difesa del territorio della Regione dall’aprile 2022 e ancora prima responsabile del servizio difesa del suolo e della costa e della bonifica dal 2012 al 2022;
- Rita Nicolini (63enne nata a Modena e residente a Sestola), dirigente della protezione civile regionale da dicembre 2019 a luglio 2025;
- Alberto Cervellati (57enne nato a Bologna e residente a Ferrara), progettista esecutivo delle casse di colmata con Bezzi e Miccoli.



