Ci sono 14 persone indagate per le alluvioni del biennio 2023-2024 a Faenza e nel territorio del bacino del fiume Senio. Nella mattinata odierna, 2 luglio, i carabinieri del nucleo investigativo di Ravenna e del nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale (Nipaaf) hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari che solitamente precede la richiesta di rinvio a giudizio.
Gli indagati sono dirigenti e funzionari comunali, regionali e della protezione civile, tecnici progettisti e amministratori di ditte coinvolte nelle opere. Sono accusati di cooperazione colposa in disastro colposo e reato di pericolo.
Secondo la ricostruzione della procura di Ravenna, supportata dagli esiti di specifiche consulenze tecniche affidate a docenti del Politecnico di Milano, gli indagati avrebbero cagionato o non impedito gli eventi alluvionali a causa di una lunga e perdurante catena di gravi negligenze, inefficienze burocratiche e omissioni.
Il nodo centrale delle accuse riguarda la mancata realizzazione del sistema di casse di espansione sul fiume Senio, un’opera classificata come strategica ai fini della tutela del territorio fin dal 2005. Nello specifico, i fatti contestati si articolano su diversi livelli di responsabilità: gravi carenze in fase di progettazione; irregolarità urbanistiche e amministrative locali che hanno rallentato la fase di realizzazione degli interventi; inadempienze esecutive da parte delle ditte incaricate per le attività estrattive; omissioni e paralisi istituzionale che hanno impedito di utilizzare oltre 10 milioni di euro di fondi statali disponibili; mancata messa in sicurezza post-emergenza in quanto non sono state adottate le necessarie misure di somma urgenza anche a seguito dei primi drammatici eventi del maggio 2023, disperdendo risorse pubbliche in nuovi incarichi e in opere di ripristino rivelatesi del tutto inidonee a fronteggiare le successive criticità idrauliche.
La conclusione dell’indagine su Faenza e sul Senio arriva a seguito di un procedimento analogo che si era concentrato su Traversara e Boncellino: in quel caso gli indagati furono 12 e la procura ha già chiesto il rinvio a giudizio per dieci (due verso l’archiviazione). Per la metà di luglio è fissata l’udienza preliminare.



