mercoledì
15 Luglio 2026
pianificazione territoriale

Con 21 voti a favore e 6 contrari il consiglio comunale adotta il nuovo Piano Urbanistico Generale (Pug)

Lo strumento guarda al consumo di suolo a saldo zero, attraverso rigenerazione di edifici e dei quartieri, sostenibilità e minore impatto ambientale

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21 voti favorevoli e 6 contrari per l’adozione del Pug: in conclusione della seduta del consiglio comunale di ieri (14 luglio) il comune di Ravenna ha adottato del Piano urbanistico generale. La scelta è stata sostenuta da Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza verdi sinistra, Pri, Progetto Ravenna e 6 osteggiata da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Viva Ravenna, Ancisi – Lista per Ravenna.

Il Pug è stato introdotto dalla Regione Emilia-Romagna in sostituzione dei piani regolatori, per pianificare e gestire i territori comunali puntando sulla sostenibilità anziché sull’espansione. Al suo interno si trova il quadro normativo che regola le trasformazioni urbane e rurali stabilendone le modalità di intervento e i criteri per i nuovi insediamenti. Infine, definisce le dotazioni territoriali necessarie per garantire adeguati livelli di servizi e infrastrutture.

Durante la prima seduta, l’assessore Massimo Cameliani ha presentato i principi cardine dello strumento: consumo di suolo a saldo zero, puntando a bloccare la cementificazione di nuove aree verdi e tutelare il paesaggio; rigenerazione urbana favorendo il recupero e la riqualificazione di edifici e quartieri già esistenti; sostenibilità ambientale integrando le misure per l’adattamento ai cambiamenti climatici e la riduzione dell’impatto ambientale.

A seguito della votazione favorevole si aprirà la fase dell’approvazione: il Pug sarà trasmesso al Cuav (Comitato urbanistico di area vasta) composto da rappresentanti di Regione, Provincia e Comune che esamineranno la proposta verificandone la coerenza normativa e la tutela dell’ambiente. Il comitato del parere potrà essere espresso entro 120 giorni dalla ricezione della documentazione. Una volta ottenuta la risposta, gli uffici tecnici comunali dovranno adeguare la proposta entro 60 giorni e riportarla in Consiglio per l’approvazione definitiva.

«La strategia del piano si fonda su tre grandi sfide che orientano le politiche urbane e territoriali del Comune – spiegano dall’amministrazione -. La neutralità climatica è la prima, abbracciando il tema della transizione ecologica». Il piano prevede infatti l’incremento del verde urbano, la gestione sostenibile delle risorse idriche, la riduzione delle isole di calore, la tutela del sistema ambientale agricolo. «In questo contesto si inserisce l’obiettivo strategico della Ravenna green che mira a rendere la città più resiliente, adattiva e attenta alla qualità ambientale – continuano dal Comune -. La seconda sfida riguarda inclusione e ospitalità, con lo sviluppo di quartieri più accessibili e dotati di servizi di prossimità. In questo ambito assume particolare rilevanza il concetto di “città dei 5 minuti” che mira a garantire ai cittadini la possibilità di raggiungere i principali servizi in poco tempo. Nella stesura del piano sono state accolte l’80% delle osservazioni pervenute dal mondo economico e professionale, con l’idea di fare del Pug uno strumento di comunità».

La terza sfida riguarda il rafforzamento del ruolo economico e infrastrutturale di Ravenna: attenzione alla rete stradale, in particolare quella legata al porto e al suo sviluppo come hub strategico regionale; il potenziamento del sistema produttivo e dell’innovazione tecnologica consolidando il ruolo della città di Ravenna come polo energetico industriale di rilevanza nazionale.

Durante la discussione sono stati presentati 120 emendamenti, di cui discussi e votati 118 (2 sono stati ritirati). Per il gruppo Pd si tratta di «una delibera importante, destinata ad incidere sulla vita quotidiana dei cittadini». Secondo Lista per Ravenna invece i dati Ispra mostrano come la grande cementificazione della città che non possa essere fermata dal nuovo Pug. Il gruppo ha affermato che Ravenna ha bisogno di un Pug vivo e rinnovatore e ha definito il proprio voto contrario «un voto di saggezza». Fratelli d’Italia ha definito il Pug «impermeabile ad ogni contributo che non provenisse dalla maggioranza» e «un errore non portare in consiglio le oltre 400 osservazioni dei cittadini». Infine, lo definisce «illegittimo in quanto non raggiunge gli obiettivi della legge regionale».
Per La Pigna il piano rappresenta «una frattura insanabile tra gli obiettivi strategici indicati dalla legge regionale rispetto alla concreta attuazione». Secondo Forza Italia Ravenna merita uno strumento più libero e coraggioso, orientato allo sviluppo e non prigioniero della cultura del vincolo. Oltre a «non andare verso il consumo di suolo a saldo zero e avere un iter illegittimo».

Viva Ravenna ha analizzato gli aspetti legati al mondo alberghiero, evidenziando la scarsa  propensione agli investimenti nel settore rispetto ad altre città della costa, mentre il Movimento 5 stelle ha sottolineato che «nonostante la complessità del progetto sono stati compiuti dei passi avanti, anche se in alcuni ambiti le risposte restano parziali». Il gruppo Alleanza verdi sinistra ha definito il Pug «lo strumento più importate di questa legislatura», sottolineando il proprio contributo nella riduzione del consumo di suolo, alla valorizzazione e all’ampliamento delle aree naturalistiche e alla maggiore attenzione verso il forese. Infine Progetto Ravenna ha dichiarato il provvedimento «uno strumento che guiderà lo sviluppo della città, recependo, anche se in ritardo, i dettami della legge regionale», ma con qualche preoccupazione sulla sua applicabilità e sul rischio di una paralisi burocratica.

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