martedì
21 Luglio 2026
Il caso

Morte Fakir a Bologna: il sindacato Sgb proclama uno sciopero regionale del settore privato

La mobilitazione lanciate a partire dalle 22 del 20 luglio alle 22 del 21 luglio. Sul caso interviene la parlamentare ravennate Bakkali (Pd)

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Il sindacato generale di base (Sgb) lancio uno sciopero regionale di 24 ore del settore privato in Emilia-Romagna come forma di protesta per la morte di Abderrahim Fakir. Il 42enne è deceduto a Bologna ieri, 19 luglio, durante un intervento della polizia nel quartiere Pilastro. La mobilitazione, indetta dalle 22 del 20 luglio alle 22 del 21 luglio 2026, è accompagnata da un duro comunicato nel quale il sindacato esprime «profonda rabbia e cordoglio» per la morte di Fakir e chiede un’inchiesta per chiarire l’accaduto.

Originario del Marocco e residente a Borgonuovo, nel comune di Sasso Marconi, Fakir viveva in Italia da molti anni ed era titolare di una ditta di facchinaggio. La tragedia è avvenuta a seguito di un intervento degli agenti di polizia che stavano procedendo al fermo dell’uomo dopo una segnalazione del suo stato di agitazione nei pressi di un condominio dove era andato a far visita a dei conoscenti. Secondo le prime ricostruzioni mostrate anche da un video girato da un residente, Fakir si trovava a terra mentre veniva ammanettato da due agenti sopra di lui e si dimenava, poco dopo è deceduto. La dinamica dell’accaduto è ora oggetto degli accertamenti delle autorità competenti.

Con la presa di posizione di Sgb la vicenda assume anche una dimensione sindacale regionale, con la protesta che coinvolge lavoratori e realtà presenti anche nel ravennate, dove Sgb è attivo in diversi settori. Il sindacato richiama inoltre il tema delle politiche di sicurezza e della gestione dell’ordine pubblico, criticando quello che definisce un crescente ricorso a strumenti repressivi a fronte dei disagi sociali e lavorativi.

In queste ore, la morte del 42enne ha aperto un acceso confronto pubblico e ha generato reazioni in tutta la regione, anche nel territorio ravennate. Sulla vicenda è intervenuta anche la deputata del Partito Democratico, la ravennate Ouidad Bakkali, che ha affidato ai propri profili Facebook e Instagram una riflessione sull’accaduto. «Aiuto, basta. Basterebbero queste due parole. Perché cali il silenzio. Cali la pietà e diventi urgente la verità e la giustizia», ha scritto Bakkali, definendo la morte avvenuta al Pilastro «gravissima».

Nel suo messaggio la parlamentare ha sottolineato come «una persona è morta e non sono ammesse zone d’ombra», chiedendo che «ogni responsabilità sia accertata fino in fondo». Bakkali ha poi sottolineato il nome della vittima, ricordando come «la sua vita vale come quella di chiunque altro». Alla famiglia dell’uomo, agli abitanti del Pilastro e alla città di Bologna, la deputata ha rivolto un appello affinché, nel dolore e nella rabbia, prevalga la fiducia nel lavoro delle autorità, della magistratura e delle istituzioni.

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