Un consigliere comunale di centrodestra a Ravenna, il decano dell’opposizione Alvaro Ancisi, ritiene che il Comune abbia responsabilità incendio che il 16 agosto ha coinvolto una parte del parco pubblico Cesarea, nel quartiere di via Antica Milizia nella zona sud della città.
Sono stati bruciati circa 5 ettari di verde e il Comune, dopo un sopralluogo dei tecnici, ha fatto sapere che il rogo è scaturito all’interno di un lotto di proprietà privata, caratterizzato da erba secca, confinante con il parco pubblico. Un’interrogazione al sindaco presentata da Ancisi chiede che l’accertamento a valle delle responsabilità private non ignori quelle a monte dell’amministrazione pubblica stessa, in particolare la vigilanza e gli interventi mancati, che avrebbero dovuto imporre alla proprietà dell’aria privata il rispetto delle seguenti norme, dettate dal Comune di Ravenna a tutti i cittadini comuni dal Regolamento comunale sul verde e dal Regolamento di polizia urbana: «Le aree verdi e/o incolte devono essere mantenute in uno stato decoroso che non sia causa di disagi, pericolo, problematiche di tipo igienico-sanitario (con particolare riferimento alle misure finalizzate al contenimento della zanzara tigre e delle allergie). L’erba non dovrà mediamente superare l’altezza massima di 50 cm. Tenere sgombri i cortili e le aree aperte da erbacce, da sterpi e rifiuti di ogni genere e sistemarli in modo da evitare il ristagno delle acque meteoriche o di qualsiasi altra provenienza. I proprietari, ovvero i detentori a qualsiasi titolo con doveri di custodia, hanno l’obbligo di mantenere in condizioni decorose terreni, parchi e giardini privati».
Il consigliere comunale vuole sapere di chi sia la proprietà di quei 50mila metri quadrati di area verde ridotti, con erba e vegetazioni secche, ad uno stato indecoroso, «ma soprattutto perché ciò è stato tollerato così a lungo, nonostante anche una petizione di 380 cittadini che l’aveva contestato nella primavera scorsa, fino a che ha provocato l’incendio a fianco del parco». Ancisi ricorda che il parco è diventato di proprietà comunale quando la dittà lottizzatrice ha effettuato i lavori di urbanizzazione.



