Il Comune di Faenza ottiene un punto a suo favore nella vertenza legale legata alla realizzazione della cassa di laminazione di Cà Lolli, l’opera idraulica pensata per trattenere le piene del fiume Senio. «Un collegio arbitrale – si legge in una nota inviata alla stampa dall’amministrazione comunale – ha respinto le richieste avanzate dalla società Ecoghiaia, confermando la correttezza dell’operato dell’amministrazione e dell’Unione della Romagna Faentina».
La vicenda si riferisce alla convenzione siglata nel 2010. L’accordo prevedeva un piano diviso in due momenti: prima lo scavo del bacino attraverso l’estrazione di sabbia e ghiaia da parte dell’impresa, poi la sistemazione dell’area e la realizzazione degli argini, necessarie per consegnare alla Regione un’opera pronta a proteggere il territorio dagli allagamenti. Per completare i lavori erano stati fissati cinque anni, poi prorogati per tre volte.
Nel gennaio 2018, di fronte all’ennesima richiesta di tempo, il Comune, in accordo con la Regione, bloccò le proroghe avviando le procedure per incassare la fideiussione a garanzia degli impegni non rispettati.
È nato un articolato scontro nei tribunali. Nel 2024 la società si rivolse a un collegio di arbitri sostenendo che il mancato completamento dello scavo fosse dovuto a problemi indipendenti dalla propria volontà e accusando il Comune di Faenza di inadempienza. Ecoghiaia chiedeva un risarcimento superiore ai 3,6 milioni di euro, cifra che comprendeva sia presunti danni d’impresa, sia il rimborso del milione di euro della garanzia assicurativa già incamerato dall’ente.
Gli arbitri hanno deciso a maggioranza, dando torto alla ditta; nel dettaglio, il collegio ha stabilito che nessuna responsabilità ricade sull’amministrazione faentina, mentre ha confermato le colpe dell’impresa per non aver terminato l’estrazione e la sistemazione dei terreni nei tempi pattuiti.
La decisione del collegio non smentisce quanto già stabilito dalla giustizia amministrativa, dove il Tar dell’Emilia-Romagna prima e il Consiglio di Stato poi hanno confermato la legittimità delle decisioni prese dagli uffici pubblici.
Un ulteriore tassello a favore dell’ente si era aggiunto anche dal tribunale civile di Ravenna, la cui sentenza favorevole al Comune è al momento impugnata in Appello. Non si tratta ancora della parola fine sull’intera vicenda, dati i procedimenti ancora pendenti, ma la pronuncia arbitrale rafforza in modo significativo la posizione di Palazzo Manfredi. Nel corso di tutte le fasi del contenzioso, il Comune e l’Unione sono stati assistiti dai legali dell’Ufficio Avvocatura interno, Pierangelo Unibosi e Maria Cristina Tassinari, affiancati dall’avvocato Roberto Manservisi per il giudizio finale al Consiglio di Stato.


