Parte lunedì 20 luglio la campagna abbonamenti per La Stagione dei Teatri 2026-2027 di Ravenna Teatro.
Gli spettatori che sottoscriveranno l’abbonamento entro venerdì 7 agosto potranno usufruire di tariffe agevolate e scegliere in anticipo i posti migliori per gli spettacoli a scelta.
La formula prevede otto titoli complessivi: sei spettacoli fissi e due a scelta, con gli appuntamenti principali ospitati tra novembre e aprile al Teatro Alighieri e al Teatro Rasi. A completare il programma torna inoltre, per il quarto anno consecutivo, il Prologo alla Stagione, in programma tra settembre e novembre con otto proposte.
La nuova stagione si presenta all’insegna della multidisciplinarietà e affronta alcuni dei grandi temi del presente: la memoria individuale e collettiva, la politica, le relazioni umane, la storia e le trasformazioni della società.
I sei spettacoli fissi, in scena al Teatro Alighieri, sono:
–Prima del temporale (26-29 novembre), con Umberto Orsini che – tra passato e presente, risate e malinconie – ripercorre la sua carriera artistica diretto da Massimo Popolizio;
–Erano tutti miei figli (28-31 gennaio), una profonda indagine sul rapporto tra genitori e figli a partire dall’opera di Arthur Miller con la regia di Elio De Capitani;
–Lo Zar (3-7 febbraio), un ritratto agghiacciante e ipnotico sulla figura di Vladimir Putin, firmato e interpretato da Stefano Massini;
–Riccardo III (4-7 marzo) di Shakespeare, con Maria Paiato nei panni del Re, personaggio fra i più complessi del teatro elisabettiano;
–Le Baccanti (18-21 marzo), del maestro greco Theodoros Terzopoulos, che rilegge Euripide facendo di Dioniso l’archetipo del rifugiato;
–Perfetti sconosciuti (22-25 aprile), l’adattamento teatrale dell’omonimo film di Paolo Genovese campione di incassi con protagonisti tra gli altri Paolo Calabresi e Valeria Solarino.
Nel ventaglio dei titoli che compongono gli appuntamenti a scelta, si trovano:
–L’ombra perduta di Peter Schlemihl di Marco Baliani, che affronta l’assenza di futuro e la corruzione dell’uomo contemporaneo attraverso il personaggio di Von Chamisso;
–Taci, anzi parla. Diario di una femminista 1972-1977 di Ateliersi, un’immersione nelle atmosfere dei movimenti anti-patriarcali anni ’60 e ’70 a partire dal diario di Carla Lonzi, fra le donne più influenti del femminismo italiano;
–Morte di Arpagone. Da Raffaele Viviani a Molière a firma di Collettivo LaCorsa, una riflessione sulla tradizione come materia viva con protagonista una figura ibrida tra i personaggi di Viviani e L’avaro di Molière;
–Extrema Ratio. 5 sketches mistico-paranoici per due attrici, due attori e un calamaro di Armando Pirozzi e Emanuele Valenti, cinque sketches umoristici sulla possibilità della grazia e il paradosso della trascendenza, tra situazioni surreali, comicità e ironia.
-Fulvio Sacco e Christian Giroso si ispirano alla leggenda secondo la quale Topolino sarebbe nato a Caivano (Napoli) per realizzare Caivano Dreamin’. Se puoi sognarlo puoi farlo, uno spettacolo che celebra la forza dei sogni e la magia di chi non smette mai di guardare oltre la realtà;
–Hamlet travestie è invece lo storico spettacolo della compagnia Punta Corsara, riallestito in occasione dei vent’anni dalla nascita del progetto, che narra di una famiglia napoletana di oggi, schiacciata dalla quotidianità;
–Giorgina Pi porta in scena Lemnos, una rilettura del mito di Filottete per interrogare le origini della violenza e le forme dell’abbandono oggi; la compagnia georgiana HOI presenta una performance di teatro fisico, Maro, ispirata al diario e alla vita di Maro Makashvili, infermiera, poetessa e prima eroina femminile della Georgia;
–Nel blu. Avere tra le braccia tanta felicità è l’ultima creazione di Mario Perrotta, Premio Ubu 2025 come miglior progetto sonoro, che racconta la biografia e l’arte del grande cantautore Domenico Modugno.
-Ermanna Montanari che con Luṣ torna al poemetto di Nevio Spadoni in una nuova e inedita versione nella quale Bêlda continua a essere la figura intoccabile e derisa, che invoca la luce su di lei e sul mondo, contro le ombre del presente;
–Vorrei una voce, un monologo sulle canzoni di Mina cantate in playback, inno alla capacità di sognare, nato dall’intenso percorso teatrale nella casa Circondariale di Messina con le detenute di alta sicurezza svolto dall’attore e regista Tindaro Granata;
–La morte e la fanciulla di Elena Bucci, Marco Sgrosso e Gaetano Colella, la storia di una donna e del suo dubbio: l’ospite portato a casa dal marito è lo stesso uomo che la violentò durante la prigionia?;
–Trickster di Operabianco, in cui un danzatore trasforma il suo corpo in uno spazio instabile guidato da un trickster, figura che, tra distruzione e creazione, è capace di aprire nuove possibilità di senso. A fine Stagione troviamo Uno spettacolo gigantesco di Alice Sinigaglia, un’esperienza teatrale vertiginosa che catapulta nella bocca dei giganti Gargantua e Pantagruele per celebrare la libertà di essere mostruosi;
–Damn!, una performance site-responsive di Tea And, in tre lingue (italiano, LIS, inglese), che esplora il legame invisibile tra produzione, consumo e trasformazione del territorio;
–L’Analfabeta di Fanny & Alexander con protagonista Federica Fracassi nei panni della scrittrice Ágota Kristóf: un viaggio nell’esperienza dell’esilio e nel laboratorio creativo di una delle più influenti autrici del Novecento.
Tra gli appuntamenti fuori abbonamento, la Stagione presenta due video-installazioni:
–Miasma di Giorgina Pi
–First and second clown, Phantasmata, The Playbouse di Operabianco;
Insieme all’installazione I’ll do, I’ll do, I’ll do di Dewey Dell
Il Prologo 2026-2027 si compone di otto spettacoli fra settembre e novembre:
–Frisbee. Una storia d’amore di Spazio A, un’ironica e tagliente indagine su ambizioni, fallimenti e fragilità della nuova generazione di artisti;
-Roberto Magnani/Albe con Scorar ripercorre il suo rapporto con il dialetto romagnolo e oltre venticinque anni di teatro;
–MANDEL’ŠTAM di Roberto Paci Dalò è una creazione dedicata all’omonimo poeta, un intreccio di archivi, musica, samizdat sovietico, Dante, “dischi ossei” e Armenia;
–Beckettiana di Teatro degli Incamminati e Nerval Teatro, uno spettacolo nato da un percorso di ricerca insieme ad attori con disabilità;
–Franz (Purgatorio XXVII-XXXIII) di Speafico Eckly & Matteo Fargion è una performance caotica e musicale che esplora con ironia il rapporto tra intelligenza artificiale e umanità;
-il poetico monologo Lettere a Bernini di Marco Martinelli /Albe interpretato da Marco Cacciola, che dà voce alla complessa personalità di Bernini e ai suoi sentimenti di rivalità con Borromini.
E, infine, due lavori di Licia Lanera:
– Con la carabina, dal testo di Pauline Peyrade, Premio Ubu 2022 per la regia e come miglior testo straniero, che affronta il trauma di un’infanzia rubata e il bisogno di avere giustizia; e
–Altri libertini, un intreccio tra le biografie degli artisti in scena e l’universo narrato da Pier Vittorio Tondelli.
Abbonamenti e servizi per il pubblico
Gli abbonamenti saranno acquistabili dal 20 luglio al 7 agosto e successivamente dal 10 settembre al 7 novembre presso le biglietterie del Teatro Alighieri e del Teatro Rasi, oppure telefonicamente con carta di credito o Satispay al numero 0544 249244. Continua inoltre il progetto In viaggio verso il teatro, che offre ai residenti delle zone Nord, Sud e del Mare del Comune di Ravenna e Alfonsine l’opportunità di assistere agli spettacoli usufruendo di un servizio di trasporto gratuito, accompagnato da una presentazione. Abbonamento più navetta 146€ (60€ per gli under26).
Un teatro sempre più sostenibile
Ravenna Teatro conferma inoltre il proprio impegno sul fronte della sostenibilità: il Centro di Produzione Teatrale è entrato a far parte di European Theatre Convention, la più grande rete di teatri pubblici in Europa, e aderisce ai principi del Theatre Green Book, strumento dedicato alla riduzione dell’impatto ambientale delle produzioni teatrali.
L’identità visiva delle stagioni sarà quest’anno dedicata al tema dei fiumi, con immagini realizzate in collaborazione con Osservatorio Fotografico. Per La Stagione dei Teatri le fotogafie sono firmate da Guido Guidi.



