Il Novecento romagnolo, tra ritratti e nature morte, raccontato dalla collezione d’arte del lughese Giordano Bassi.
Bassi, proprietario del negozio “Nerio Colori” e organizzatore di mostre è scomparso nel febbraio 2025: oggi viene ricordato come “l’amico degli artisti”, titolo scelto anche per l’esposizione che raccoglie parte della sua collezione nelle due sedi delle pescherie della Rocca e del Palazzo del Commercio di Lugo.
Bassi, proprietario del negozio “Nerio Colori” e organizzatore di mostre è scomparso nel febbraio 2025: oggi viene ricordato come “l’amico degli artisti”, titolo scelto anche per l’esposizione che raccoglie parte della sua collezione nelle due sedi delle pescherie della Rocca e del Palazzo del Commercio di Lugo.
La mostra, inaugurata sabato 12 settembre, sarà visitabile a ingresso gratuito fino al 4 ottobre (il giovedì e il venerdì dalle 16 alle 19; il sabato e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19). Il percorso si articola in circa sessanta opere, soprattutto pittoriche (ma con una nutrita presenza di disegni e ceramiche). Tante le firme in mostra, da quella del cotignolese Luigi Varoli fino ai suoi allievi e compagni di strada, tra cui Umberto Folli, Giulio Ruffini, Ettore Panighi, Antonio Guerrini, Arialdo Magnani ed Enzo Babini. Molti anche i dipinti del lughese Giulio Avveduti, e non mancano paesaggi e nature morte di Lucio Benini, Felice Baroni, Claudio Neri e Giuseppe Vassura, e poi di Mattia Moreni e Remo Brindisi. Altri dipinti testimoniano le amicizie di Giordano Bassi con artisti a lui contemporanei: Piero Dosi, Ezio Camorani, Carlo Polgrossi, Pier Giovanni Bubani, Pietro Lenzini, Vanni Spazzoli, Gian Ruggero Manzoni, Giovanni Pini, Velda Ponti, Cesare Baracca, Federico Zanzi, Alessandro Liotta e Massimo Brancaleoni. Il progetto si completa con un catalogo curato da Daniele Casadio e Marilena Benini, che hanno seguito fotografia e grafiche, e da Gian Ruggero Manzoni e Massimiliano Fabbri, autori dei testi e curatori della mostra.
«Questa collezione ci parla non solo delle singole opere, ma anche di chi le ha cercate, viste, scelte, acquistate, scambiate e raccolte – scrive Massimiliano Fabbri -. Dei gusti, desideri e delle ossessioni che inevitabilmente coincidono con le opere, con la persona che le ha selezionate e anche con il luogo in cui si conservano. Perché lo trasformano».
Quello di Giordano Bassi, nell’analisi di Gian Ruggero Manzoni non era «Un semplice collezionare “figurine” o “francobolli”, bensì il persistente crescere e trasformarsi di un individuo che desiderava aumentare gli strumenti culturali al fine di comprendere la dimensione in cui si trovava, ma, soprattutto, gli altri esseri umani, il restante mondo che lo circondava, le sfumature che lo abitavano, il conscio e l’inconscio che lo agitavano, in modo da conquistare sempre nuove vette o profondità tramite l’altrui fare, e tutto questo con umiltà, con partecipazione, con rispetto, con fratellanza, con solidarietà, e con un costante impegno nel sociale».
Il progetto espositivo è realizzato dal Comune di Lugo in collaborazione con Ascom Arte, insieme alla famiglia di Giordano Bassi e con il contributo di Confcommercio Lugo, che ha messo a disposizione gli spazi del Palazzo del Commercio.



