martedì
15 Settembre 2026
incontri letterari

Amitav Ghosh, lo sguardo dall’altra parte del mondo

Il grande scrittore indiano, precursore nel raccontare il cambiamento climatico, sarà al Pala Congressi mercoledì 16 settembre in apertura della scuola “Invèl”

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Tornato alla narrativa dopo molti anni, Amitav Ghosh sarà ospite a Ravenna, al Palazzo dei Congressi, con il suo recente romanzo L’occhio fantasma (pubblicato da Einaudi nella traduzione di Norman Gobetti e Anna Nadotti). L’incontro pubblico apre la nuova edizione della Scuola di narrazione Invèl di ScrittuRa Festival curata da Matteo Cavezzali, mercoledì 16 settembre alle 18.30.

Un appuntamento di respiro internazionale, data la fama dell’autore, già vincitore di numerosi premi. Narratore, antropologo, studioso, Ghosh, di origini indiane e residente a Brooklyn, è stato sicuramente un precursore nel raccontare il disastro ambientale e il cambiamento climatico in atto. Tante le sue pubblicazioni sul tema che uniscono una lettura scientifica a un approccio anche molto politico ed economico. La maledizione della noce moscata (Neri Pozza, sempre per la traduzione di Gobetti e Nadotti) ne è uno splendido esempio: Ghosh qui ricostruisce il colonialismo olandese nelle Molucche e il mercato di una spezia inizialmente preziosissima e per il commercio della quale gli europei che hanno conquistato le isole non hanno esitato a cacciare dalle proprie case la popolazione locale. Una ferocia commerciale ed espansionistica che l’autore mette in parallelo con quella dei coloni inglesi che arrivarono a sterminare intere popolazioni di nativi americani, negli stessi anni.

Ghosh con acume e intelligenza mette il cosiddetto Occidente di fronte alle responsabilità di genocidi e devastazioni che hanno portato alla situazione odierna anche climatica. Molto interessante l’idea del petrolio come combustibile da privilegiare a qualsiasi altra soluzione perché mobile e quindi controllabile da pochi. Un po’ come i chiodi di garofano del passato. In questo rovesciamento di prospettiva, in questo sguardo che parte da quel che per noi europei è Oriente e da quel mondo vastissimo e ai nostri occhi spesso incomprensibile che è l’India, Ghosh ci racconta ciò che troppo spesso preferiamo non vedere. In questo recente romanzo, intreccia di nuovo “oriente” e “occidente” e presente e passato con una storia che parla di reincarnazione, ma che ci riporta anche agli anni del Covid. Una storia di specchi temporali e geografici con personaggi indimenticabili e un mondo che non è mai guarito dalla grande ferita del colonialismo. Consigliatissimo per allargare lo sguardo in nuove direzioni.

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