lunedì
02 Novembre 2026
Biblioteca classense

Emancipazione, impegno sociale e diritti delle donne nella mostra dedicata a Maria Ponti Pasolini

L'inaugurazione sarà accompagnata dal convegno accademico dedicato alla storica

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La figura di Maria Ponti Pasolini come crocevia tra Ravenna, l’Italia e l’Europa, nel nome dell’emancipazione e del diritto femminile. Inaugurerà venerdì 6 novembre (ore 17) la mostra dedicata alla storica e giornalista, ospitata dalla Manica Lunga della biblioteca Classense.

L’esposizione sarà visitabile fino al 9 gennaio, dal martedì al venerdì (dalle 15 alle 18.30; sabato, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.30). La giornata inaugurale sarà preceduta dal convegno di studi “Maria Ponti Pasolini tra Ravenna, l’Italia e l’Europa”, in programma venerdì 6 novembre nella sala Muratori della Classense, dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 17, con la partecipazione di studiose e studiosi di diverse università e istituzioni.

L’esposizione mette a fuoco la straordinaria personalità di Maria Ponti Pasolini (1856-1938), analizzando l’incidenza e la complessità del suo operato e la chiarezza della sua visione in materia di diritti femminili, riscatto sociale, tutela dei beni culturali, promozione dell’alfabetizzazione, della lettura e della conoscenza. I frutti della sua attività sono ancora tangibili nelle collezioni della Classense, dove è confluita la biblioteca che Maria Ponti Pasolini aveva voluto intitolare al padre Andrea e che aveva fondato e tenuto viva con l’esplicito obiettivo di «costringere le giovani a riflettere, a disciplinare idee e sentimenti per mezzo di letture scelte e pensatamente disposte, aiutarle a formarsi una vita interiore morale e intellettuale».

La documentazione conservata nell’archivio di famiglia attesta la sua capacità di costruire una fitta rete di relazioni e di contatti in Italia e all’estero nonché il suo impegno nel far circolare idee, esperienze e progetti innovativi sia in campo culturale che sociale: tra i documenti sono presenti carteggi con Louis Pasteur, Vilfredo Pareto, Henri James; sono conservati inoltre numerosi disegni di Augusta “Gugù” Rasponi, a lei legata da sentimenti di grande amicizia e stima. L’esposizione si articola in sezioni che illustrano la vita e l’attività di Maria Ponti, delineando i suoi interessi, i suoi studi, i suoi propositi concretizzati in tante attività: le indagini economico-sociali, soprattutto in relazione all’esperienza del bracciantato in Romagna; l’attenzione alla formazione scolastica e all’alfabetizzazione; il sostegno alle Industrie Femminili Italiane, nate con lo scopo di valorizzare le competenze per la valorizzazione professionale e il riscatto economico delle donne; la partecipazione al Primo Congresso Nazionale delle Donne e l’impegno a favore del voto alle donne; la dedizione a favore della tutela dell’arte e dell’architettura; l’interesse per la fotografia come metodo di documentazione delle architetture, simbolo di una memoria storica da preservare.

Il nucleo forse più originale della mostra è costituito proprio dalle fotografie fatte realizzare da Maria Ponti o scattate da lei stessa, dedicate alla ricognizione sull’architettura romana e romagnola. Sono esposti un album fotografico dedicato alla Romagna e stampe fotografiche moderne ricavate dai negativi su lastra di vetro originali, preservati dall’esposizione per ragioni conservative. Alla famiglia Pasolini dall’Onda va un sentito e doveroso ringraziamento poiché solo la generosa disponibilità degli eredi di Maria Ponti e del marito, Pier Desiderio Pasolini, ha permesso il minuzioso lavoro di ricerca che consente oggi di esporre molti tra i moltissimi documenti, reperti e fotografie ancora conservati nell’archivio familiare ravennate.

La Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna ha sostenuto la realizzazione della mostra e del convegno di studi, che hanno il patrocinio anche dell’Università di Bologna – Dipartimento di Scienze dell’Educazione.

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