Una mostra per riportare alla luce un patrimonio di simboli rimasto a lungo in ombra rispetto al celebre cavallino rampante di Francesco Baracca e raccontare come l’immaginario di un’intera epoca abbia preso il volo insieme agli uomini impegnati nei combattimenti aerei. I festeggiamenti per i 100 anni del Museo Baracca continuano con l’inaugurazione de “Il cavallino, la morte, il diavolo”; l’esposizione dedicata agli emblemi che i piloti e i reparti dell’aviazione italiana dipinsero sui propri velivoli durante la Prima guerra mondiale.
Il percorso, curato da Paolo Varriale e Giulia Garuffi, affianca negli spazi delle Pescherie della Rocca fotografie, cimeli e bozzetti a colori d’epoca, per lo più inediti, che nell’oscillare dall’aulico al prosaico rappresentano una sorta di antologia dell’immaginario culturale in quegli anni. L’inaugurazione è in programma sabato 7 novembre alle 17, con la presentazione del catalogo. Sarà possibile visitare la mostra gratuitamente fino al 6 gennaio (giovedì e il venerdì dalle 15.30 alle 18.30, il sabato e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.30).
La mostra vuole raccontare come l’immaginario di un’epoca sia salito in volo insieme agli uomini che combattevano nei cieli – spiegano i curatori -. Accanto al simbolo di Baracca vi furono sugli aerei del Regio Esercito e della Regia Marina stemmi di ogni genere, meno noti ma non per questo meno evocativi. A questi dedichiamo la nostra attenzione, raccontando come i piloti e i reparti della prima aviazione italiana scelsero di affidare a simboli, figure e animali fantastici la propria identità e, forse, anche un po’ di coraggio. La scelta dei soggetti venne operata traendo ispirazione da un vasto e molteplice repertorio di contenuti, spaziando da simboli già consolidati nella tradizione fino a fumetti e riviste illustrate, spettacoli di attori e artisti di café-chantant. Ne emerge un quadro sorprendente, in cui il leone alato di San Marco, il gatto, la tigre, la morte e il diavolo convivono sulle fusoliere e sulle ali dei velivoli, restituendo il clima di un’epoca in cui la guerra nei cieli era anche affare di immaginazione e di ironia».
La mostra nasce dalla collaborazione tra il Comune di Lugo, la Rete dei musei aeronautici, l’Ufficio storico dell’Aeronautica militare, il Museo storico dell’Aeronautica militare di Vigna di Valle, il Museo storico italiano della guerra di Rovereto, la fondazione Museo storico del Trentino e il Museo dell’aeronautica Gianni Caproni.


