Bando Periferie, De Pascale scrive ai parlamentari per sbloccare i fondi

La lettera del sindaco in veste di presidente dell’Anci Emilia-Romagna: «Se non succede sarà inevitabile il contenzioso costituzionale»

Uno dei progetti finanziati dal bando Periferie, la passerella lungo il canale Candiano, in Darsena

Il sindaco Michele de Pascale, nella sua veste di presidente dall’Anci Emilia-Romagna (l’associazione nazionale dei Comuni) ha inviato una lettera a tutti i parlamentari in cui chiede di modificare al Governo la parte del decreto Milleproroghe che bloccherebbe i fondi, già garantiti dal precedente esecutivo, del cosiddetto Bando Periferie. Il bando che, per esempio, aveva già concesso e finanziato 13 milioni di euro a Ravenna per la riqualificazione della Darsena.

Ecco il testo della lettera, in versione integrale.

«Mi rivolgo a tutti voi e ad ognuna ed ognuno di voi per chiedervi di modificare, nei prossimi passaggi parlamentari, la parte del decreto Milleproroghe che blocca i fondi del bando periferie. Quei fondi sono stati da tempo sottoscritti formalmente fra i Sindaci e il Governo, e dunque impegnano lo Stato. Il nuovo Parlamento e il nuovo Governo hanno tutto il diritto, per il futuro, di darsi finalità o modalità diverse da quelle adottate nella passata legislatura e i Comuni dell’Emilia-Romagna saranno sempre disponibili a collaborare nell’interesse della nostra Regione e del nostro Paese; ma non è possibile né moralmente né giuridicamente mettere in discussione convenzioni già sottoscritte e impegni già presi e finanziati.
Gli interventi programmati grazie al bando periferie riguardano il miglioramento della vita dei cittadini delle nostre periferie: scuole, case popolari, strutture sportive, contenitori culturali, parchi, luoghi di aggregazione, infrastrutture e molto altro: tutti interventi che miglioreranno la vivibilità e la sicurezza di tutti. In Emilia-Romagna, da Piacenza a Rimini, questi investimenti riguardano ben oltre la metà della nostra popolazione.
Oltre a migliorare la qualità della vita, generando altre decine e decine di milioni di euro di cofinanziamenti pubblici e privati, questi investimenti sono un aiuto alla crescita economica e del lavoro in diversi settori della nostra economia.
Appare una scelta anche solo di puro buon senso ripristinare questi fondi. Inoltre è del tutto evidente che è inammissibile il blocco dei fondi con valore retroattivo, violando patti sottoscritti da tempo fra lo Stato e i Comuni. Il danno non sarebbe per i Sindaci ma per i cittadini e le comunità. Il blocco di questi fondi con valore retroattivo violerebbe ogni elementare principio di leale collaborazione istituzionale, in ragione del quale i Comuni hanno impegnato o speso risorse per la progettazione e l’avvio delle procedure, modificato bilanci pluriennali, richiesto autorizzazioni, assunto obblighi contrattuali. Anche molte imprese private hanno già speso soldi per questi progetti. Bloccare i fondi del bando periferie dunque genererebbe sprechi e caos inammissibili.
Sono certo che anche solo queste ragioni, che sono in primo luogo le ragioni del bene per le nostre comunità, sono condivise da voi parlamentari di tutti i Partiti e di tutte le Coalizioni Politiche. Per questo vedo tutte le ragionevoli condizioni perché la Camera dei Deputati prima e il Senato poi in seconda lettura, ripristinino i fondi per il bando periferie, intervenendo sulla formulazione attuale dei commi 2 e 3 dell’articolo 13 del Milleproroghe.
Penso che tutti insieme possiamo fare il meglio per la qualità della vita delle nostre comunità. Sinceramente lo penso. Una soluzione diversa appare non solo irragionevole ma inevitabilmente foriera di un contenzioso costituzionale che ci costringerebbe a coinvolgere perciò i vertici dello Stato e di inevitabili contenziosi in sede giurisdizionale, amministrativa e contabile.
Non rendiamo questo scontro inevitabile. Correggere un errore è segno di grande maturità ed intelligenza e tutti noi sappiamo quanto il nostro Paese abbia bisogno di queste due virtù. Permetteteci di completare l’iter amministrativo del Bando Periferie e, con la prossima finanziaria, dimostrate che questo Parlamento non solo onora gli impegni presi ma, magari, saprà fare ancora meglio di quello che lo ha preceduto per difendere e rilanciare le periferie di questo Paese. Per il bene delle nostre comunità, incontriamoci, lavoriamo insieme con spirito repubblicano, facciamo tutti insieme un passo in avanti».

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