UniCredit ha deciso di finanziare con 22,6 milioni di euro Adriasol, società veicolo controllata in quote paritetiche da Renco e da Eco Trade, del gruppo Ecosuntek, per la costruzione di quello che viene definito come il primo impianto fotovoltaico in un porto italiano integrato con un sistema di alimentazione elettrica da terra per le navi in sosta. Si tratta del cosiddetto “cold ironing”.
L’impianto, da 37 megawatt di picco (con circa 58mila pannelli fotovoltaici), spiega una nota congiunta, è in fase di costruzione, sorge nell’area portuale di Ravenna (in particolare in quella ex Sarom lungo via Trieste, dove, per farvi spazio, sono state abbattute le torri Hamon) e dovrebbe entrare in esercizio entro fine giugno del 2026.
A regime produrrà circa 53 GWh annui di energia — equivalenti al consumo stimato di 20mila famiglie — e consentirà di evitare oltre 25mila tonnellate annue di Co2 equivalente. L’energia non immessa in rete coprirà il fabbisogno delle navi da crociera ormeggiate a Porto Corsini, riducendo emissioni e inquinamento acustico durante la sosta in porto.
Il finanziamento è strutturato come green mini-perm project financing, certificato ai sensi dei “Green Loan Principles”. L’iniziativa beneficia anche di un contributo a fondo perduto del Ministero dell’Ambiente nell’ambito del progetto “Green ports” del Pnrr (circa 7 milioni di euro che portano l’investimento complessivo attorno ai 30 milioni). Adriasol opera in forza di una concessione in partenariato pubblico-privato con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro-Settentrionale.



